Servizio Civile: due posti in Prefettura a Piacenza

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno http://www.interno.gov.it/it/notizie/servizio-civile-e-line-bando-613-volontari e della Prefettura di Piacenza www.prefettura.it/piacenza il Bando per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale nell’ambito delle finalità istituzionali individuate dal Ministero dell’Interno.

Sui siti sono state pubblicate tutte le informazioni necessarie per la partecipazione: bando per la selezione, modulo presentazione domanda, progetto cui si intende partecipare nonché l’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio.

Presso la Prefettura di Piacenza è prevista l’assegnazione di due volontari per la realizzazione del progetto “Le attività delle Prefetture per la gestione dei richiedenti asilo e per le procedure di R.A.V. – Rimpatrio Volontario Assistito” di cui all’allegato n. 4.

Le materie oggetto del colloquio selettivo ed i criteri di valutazione sono indicati, rispettivamente, nell’allegato A e nell’allegato B ad ogni singolo progetto.

Per poter partecipare alla selezione bisogna individuare il Progetto di Servizio Civile che interessa. La provincia di Piacenza, come anticipato, è interessata dal Progetto Accoglienza individuato al n. 4 e per la sede della Prefettura di Piacenza sono previsti 2 volontari.

Si può presentare una sola domanda da indirizzare al Ministero dell’Interno oppure alla Prefettura sede del progetto che si è scelto in uno dei seguenti modi:

· tramite PEC, da indirizzare alle PEC della Prefettura prescelta – per Piacenza  protocollo.prefpc@pec.interno.it”, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;

· con raccomandata a/r, da inviare per la prefettura di Piacenza in Via San Giovanni, 17 29121 Piacenza;

· presentarla a mano presso la Prefettura di Piacenza – Ufficio archivio – primo piano tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 09:30 alle ore 13:30 e dalle ore 15:00 alla 17:00.

La data di scadenza è il 30 gennaio 2019 (in caso di consegna a mano entro le ore 18:00).




Neve, riunione in Prefettura per coordinare emergenze viabilistiche

Riunione straordinaria questo pomeriggio in Prefettura coordinata dal Capo di Gabinetto, dott.ssa Patrizia Savarese, al fine di valutare eventuali aggiornamenti del Piano operativo per la gestione delle emergenze viabilistiche (incidenti e neve in primis) per l’A1 e l’A21. Per quanto concerne la viabilità, si è preso atto dell’individuazione di alcuni possibili nuovi siti di proprietà privata, resi disponibili senza oneri, localizzati nei pressi delle uscite autostradali, che potrebbero essere resi fruibili in caso di emergenza per lo stoccaggio di mezzi pesanti nei territori di Castelvetro Piacentino, Fiorenzuola d’Arda e Piacenza. Si è richiamata, con l’occasione, la necessità di verificare la pronta disponibilità delle Forze di Polizia statali e locali al fine dell’eventuale controllo e presidio dei caselli autostradali. Inoltre, i rappresentanti degli enti proprietari della viabilità ordinaria di questo territorio (ANAS e Provincia) hanno assicurato di aver posto in preallerta le imprese di manutenzione anche per l’eventuale salatura preventiva oltre che per l’eventuale operatività. 

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Presidio sotto la Prefettura di associazioni e sindacati per dire #apriteiporti

Si è svolto in modo molto pacifico il presidio che ha coinvolto una decina tra associazioni e sindacati questo pomeriggio sotto la sede della Prefettura di Piacenza. Un centinaio i presenti, che hanno portato le proprie istanze al Prefetto grazie a una delegazione.

Il Prefetto ha preso atto della manifestazione, e ha fatto sapere che trasmetterà il documento consegnatogli al Ministero dell’Interno, allegando le sottoscrizioni.

Alessandro Fornasari, presidente Arci Piacenza e trai coordinatori dell’evento, ha fatto sapere che «il segnale che arriva dal Governo è che la situazione dell’Aquarius è solo la prima di una lunga serie. Oggi ne facciamo una questione non solo umanitaria ma anche di rispetto dei Trattati Internazionali, che prevedono per il soccorso di migranti che fuggono da situazioni devastanti di miseria l’approdo nel primo porto sicuro. Il fatto che la Spagna abbia aperto i suoi porti lo accogliamo come un atto di solidarietà, ma non può essere la soluzione, perchè sottoporremo queste persone ad altri 4/5 giorni di viaggio in mare dopo molti altri di situazioni sanitarie precarie».

Anche Francesco Bighi della Uil ha voluto offrire il proprio punto di vista sulla situazione, sia locale sia nazionale. «Vale sempre la pena fare questo tipo di manifestazioni, nel senso che qui ci sono persone che scappano da guerre e fame, e non possiamo fare finta di niente. Anche le critiche che sono state fatte da alcuni Paesi come la Francia, credo siano infondate, non hanno nulla da insegnare ai democratici italiani. Anche per i sindacati questo è un argomento molto sensibile, è stata montata molta paura, l’immigrato è visto come quello che porta via il lavoro, tutto questo ha generato un risultato elettorale che non ci piace, abbiamo questo Governo e ci comporteremo di conseguenza. Penso che l’iniziativa di Piacenza non sarà isolata, ci troveremo anche in altre occasioni, ed è importante che altre città abbiano fatto manifestazioni simili»

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#apriteiporti, domani presidio sotto la Prefettura

Si terrà domani, davanti alla Prefettura di Piacenza, la manifestazione organizzata dal Coordinamento piacentino #restiamoumani per chiedere che vengano riaperti i porti italiani bloccati per decisione del ministro dell’interno Matteo Salvini.

Una delegazione salirà a parlare con il Prefetto, rappresentante locale del Ministero affinché riporti a Roma le istanze dei manifestanti. Al momento hanno aderito:  Amnesty International Piacenza, Amnesty Gruppo Giovani Piacenza, Emergency Piacenza, Libera Piacenza, 100×100 in Movimento, La Pecora Nera scs onlus, GUS Gruppo Umana Solidarietà, ARCI Piacenza, Associazione Arci Emilia-Romagna, Partito Democratico Piacenza, @Piacenza comune con Luigi Rabuffi, Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista Piacenza, Rifondazione Comunista Piacenza, Piacenza Possibile, Potere al Popolo Piacenza, Sinistra Italiana Piacenza, Camera del Lavoro di Piacenza – CGIL Piacenza, Cisl Parma Piacenza, Uil Piacenza, La fabbrica dei Grilli, Fabbrica e nuvole, Comunità Islamica Di Piacenza, Legambiente Circolo Di Piacenza, Non Una Di Meno – Piacenza, Associazione Convivio di Cortebrugnatella, ANPI Piacenza.

In un comunicato Alessandro Fornasari,  per conto del Coordinamento piacentino #restiamoumani, spiega le ragioni della mobilitazione:

«La chiusura dei porti italiani è una soluzione inaccettabile. Nemmeno di fronte all’appello dell’Onu che parla di “imperativo umanitario”, il Ministro Salvini desiste dal riproporre e rafforzare la propria scelta sciagurata di negare lo sbarco alla nave Aquarius.
Le norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di umanità e solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica, sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.
L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo. Non si faccia l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione, di alzare nuovi muri di odio e paura che non fanno bene al Paese e che aumentano ancora di più le disuguaglianze.
Le decisioni di questo Governo, schiacciato sulle posizioni di un Ministro dell’Interno come Salvini, non hanno precedenti e segnano una ferita profonda nella storia del nostro Paese che si è sempre contraddistinto per la solidarietà e che ha sempre garantito il soccorso in mare.
Per questo chiediamo al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti.
La nave Aquarius, con a bordo 629 persone, tra cui donne, minori e gestanti, deve poter attraccare in un porto sicuro. La disponibilità del governo spagnolo, sebbene portatrice di un messaggio di solidarietà e speranza, non può essere la soluzione.
Ritardare le operazioni di sbarco vuol dire mettere a rischio le persone più vulnerabili presenti sulle imbarcazioni. Mobilitarsi e reagire è il dovere di chi crede in una cultura solidale.
Domani, mercoledì 13 giugno, alle ore 18.00 ci troveremo davanti alla Prefettura in via San Giovanni per manifestare la nostra indignazione e ribadire che la nostra umanità è aperta».




Amazon non si presenta all’incontro in prefettura. Sciopero dei lavoratori

Non pervenuti nei tempi previsti. A dispetto degli slogan di puntualità sempiterna nelle consegne … i rappresentanti dell’azienda di Jeff Bezos, attesi questa mattina in via San Giovanni, a Piacenza, non si sono presentati al tavolo convocato dal prefetto di Piacenza. Davanti a tale atteggiamento i sindacati hanno proclamato uno sciopero di due ore a fine turno e organizzato un presidio davanti ai cancelli di Amazon a Castel San Giovanni.

Inoltre i rappresentanti dei lavoratori hanno dovuto chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per entrare in azienda e svolgere le assemblee già concordate e previste a partire alle 11,30.  “E’ stato necessario l’intervento del questore e dei carabinieri – hanno riferito i sindacati – per far valere la Legge. E’ grazie alle forze dell’ordine che ci hanno accompagnato dentro l’azienda se siamo riusciti ad incontrare in assemblea i lavoratori, per questo ringraziamo il questore di Piacenza e i carabinieri. Di fatto Amazon dimostra di voler giocare in un campo senza regole in cui l’unica legge che vige è quella del più forte”.

Ma quello di stamattina, da paerte di Aazon è stato anche un’atteggiamento al limite dello sgarbo istituzionale.

“Non presentarsi in una sede istituzionale, ad un incontro convocato dal Prefetto della Provincia di Piacenza – ha affermato il deputato del Pd Marco Bergonzi – configura non solo una grave scorrettezza, ma anche una mancanza di rispetto, oltre che nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori, nei confronti dell’intera comunita’ piacentina, li’ rappresentata dal Prefetto, cui desidero esprimere gratitudine ed apprezzamento per il tentativo di favorire il dialogo tra azienda e lavoratori”.

“Nel contempo – ha proseguito il deputato – intendo stigmatizzare il comportamento di Amazon, che non puo’ pensare che possano tollerarsi atteggiamenti arroganti ed in spregio delle piu’ elementari norme di relazioni sociali. E’ una questione di metodo, prima ancor che di merito, di rispetto del territorio in cui ti trovi ad operare, ed a Piacenza siamo generalmente abituati a relazioni improntate al rispetto ed alla correttezza reciproca, quand’anche nella diversita’ delle posizioni; ma nessuno puo’ sentirsi al di sopra di tutto e tutti.

“Auspico – ha concluso Bergonzi – che Amazon voglia riparare alla mancanza odierna, rendendosi da subito disponibile ad un nuovo incontro che ritengo debba convocarsi quanto prima”.

 




Il prefetto Falco ai carabinieri: “faremo muro contro l’illegalità e sponda a crescita e sviluppo”

E’ iniziata con una battuta la visita del nuovo prefetto di Piacenza al comando provinciale dei carabinieri, in via Beverora. Maurizio Falco ha scelto di arrivare a piedi, insieme ad alcuni collaboratori. Stringendo la mano al comandante, il colonnello Corrado Scattaretico, con un sorriso ha detto “sono un napoletano, svizzero. Alle 11 avevo detto ed alle 11 eccomi qui”.

Il rappresentante dello Stato sul territorio piacentino ha poi incontrato ufficiali, comandanti di stazione e marescialli nonché una rappresentanza dei carabinieri in congedo.

Il colonnello  Scattaretico ha presentato tutti i suoi uomini, uno ad uno, al prefetto. Il dottor Falco ha poi rivolto alcune parole di ringraziamento ai carabinieri presenti per il lavoro che quotidianamente svolgono a favore della comunità.

Noi – ha detto il prefetto – dobbiamo considerare il territorio piacentino come un orgoglio da difendere in termini di identità e questo lo facciamo ogni giorno, grazie all’aiuto delle forze dell’ordine. Dobbiamo considerare anche che la globalizzazione rischia sempre di cancellare l’identità. Questo non deve e non può essere”.

“Un’operazione molto complessa – ha proseguito Falco –  che deve essere fatta proprio dalle nostre forze dell’ordine, messe insieme. Ho già avuto modo di constatare, qui a Piacenza, la stima reciproca che c’è fra le forze dell’ordine. Non è purtroppo sempre un dato scontato e costante ovunque”.

Continuando a parlare de rapporto di collaborazione fra le polizie che operano a Piacenza il prefetto ha affermato: “qui non si respira il senso di competizione, ma quello di squadra ed è una cosa che – mi hanno detto – avviene anche grazie al colonnello Corrado Scattaretico, vostro comandante”.

“Se la prefettura può fare qualcosa di diverso – ha concluso il dottor Maurizio Falco –  di innovativo, di più per migliorare lo stato delle cose, per allargare il concetto di controllo e sicurezza … sono qui. La sicurezza non è un bene che possiamo prendere dall’alto. Le comunità devono stare insieme a noi. La comunità piacentina è particolarmente recettiva, lo ricordo sin al 1989. Noi dobbiamo fare sempre più squadra insieme ed essere senza alcun dubbio un baluardo, facendo muro all’illegalità e sponda alla crescita ed allo sviluppo”.

Il prefetto ha poi incontrato gli ufficiali di carabinieri in forza al comando di Piacenza per approfondire alcuni argomenti di ordine pubblico.