Bettola, spedizione punitiva contro alloggio migranti. Tre indagati con l’aggravante di odio razziale

Una vera spedizione punitiva contro i profughi a Bettola. Come riportato da ANSA e da altre testate, è stato appiccato un piccolo incendio nell’alloggio che ospita gli immigrati. I fatti sono delle scorse settimane. E’ il più grave di una serie di aggressioni fisiche e verbali a un gruppo di profughi che ha portato la Procura a indagare tre uomini, di 28, 39 e 53 anni, accusati di vari reati, con l’aggravante dell’odio razziale. I due di 39 e 53 anni sono accusati di tentato incendio, danneggiamento, violazione di domicilio, tutto aggravato anche dalle motivazioni razziali. Il il 28enne invece è accusato di lesioni aggravate, porto di oggetti atti all’offesa, violenza privata, ingiurie, minacce, tentato incendio, stalking, anche lui con l’aggravante dell’odio razziale. 

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Sit-in di Fratelli d’Italia ad Alseno contro l’arrivo di nuovi profughi

“Profughi? No grazie”. Si può riassumere con questo slogan il senso del sit-in di protesta organizzato dagli esponenti di Fratelli d’Italia ad Alseno, comune che, nella frazione di Castelnuovo Fogliani, potrebbe vedere l’arrivo di circa 50 richiedenti asilo.

Oggi, militanti ed amministratori del movimento di Giorgia Meloni hanno incontrato i cittadini alsenesi, scegliendo la piazza del Municipio come luogo simbolo di una protesta contro una gestione dei fenomeni migratori che  viene da loro considerata totalmente sbagliata. “Riteniamo del tutto incomprensibile – hanno spiegato gli intervenuti – un’ accoglienza indiscriminata, nella quale solo una minima parte di coloro che arrivano in Italia clandestinamente hanno realmente i requisiti per accedere alla protezione internazionale. Se è vero – hanno proseguito gli esponenti di Fratelli d’Italia – che la ambizione di condizioni economiche migliori sia comprensibile, dovrebbe essere altrettanto chiaro che l’Africa intera in Italia non vi può stare. Richiedere gli opportuni controlli alle frontiere, l’ identificazione dei clandestini e la loro immediata espulsione significa proteggere la dignità e la sicurezza dei lavoratori Italiani, nonché il rispetto di quella parte di migranti che sono arrivati in Italia legalmente”.

Durante la manifestazione sono stati esposti striscioni con un nequivocabile messaggio politico: “Bloccare gli sbarchi” “Espulsione immediata dei clandestini” “Profughi, no grazie”. secondo i militanti e gli amministratori di Fratelli d’Italia “Collocare in questo territorio 50 profughi sarebbe una scelta del tutto folle. Le politiche dell’ accoglienza si sono tradotte ormai in un business vero e proprio che nulla ha a che vedere con la comprensione verso il prossimo. Per quanto ci riguarda – hanno concluso – l’emergenza migratoria si risolve in un solo modo: sorvegliando le frontiere ed espellendo chi non ha titolo per venire nel nostro Paese”.

 

 

 




Gloria Zanardi attacca la Giunta in merito ad Asp: “Disattese promesse”

PREMESSA

vedi mie dichiarazioni 5.8.17).

Il mio intervento era stato pubblicato sui giornali piacentini, scatenando la reazione immediata del Dott. Perini, amministratore di Asp che, sostanzialmente, negava, in modo piccato, le problematiche da me sollevate rilevando che fosse una perdita di tempo parlare di ciò. (vedi dichiarazioni Perini 8.8.17).

CONSIDERAZIONI

Premesso quanto sopra, ritengo opportuno svolgere due considerazioni.

La prima è che la giunta ha disatteso quanto dichiarato in campagna elettorale.

Alla luce della situazione economica in cui versa Asp, è evidente che il mancato rinnovo della gestione dei profughi avrebbe cagionato una difficoltà di bilancio difficilmente sostenibile, soprattutto per il comune di Piacenza che detiene il 94% di partecipazione.

Dunque è comprensibile un cambio di rotta dell’amministrazione in merito, anche se le dinamiche finanziarie erano conosciute già prima degli annunci elettorali.

La seconda osservazione è relativa all’impegno richiesto ad Asp di non utilizzare per l’accoglienza profughi i locali del Vittorio Emanuele, specificatamente per non arrecare disturbo o disagio agli ospiti della struttura.

Tale precisazione, evidentemente, si fonda sulla consapevolezza che i disagi esistano, eccome.

Considerato quanto mi avevano segnalato e, conseguentemente, avevo segnalato con la mia interrogazione, ut supra, a mio parere, è una scelta condivisibile.

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Gloria Zanardi

Consigliere Comunale Piacenza gruppo Liberi




Molinari (Cisl): “Un nuovo modello di accoglienza per i profughi che va oltre l’assistenzialismo”

Marina Molinari, Segretario generale aggiunto della Cisl Parma interviene, con un comunicato, sul tema dell’accoglienza dei profughi richiedenti asilo.

PiacenzaPontedellolio, Monticelli, Sarmato, Bettola Rivergaro, Calendasco, Coli, Cadeo, Cortemaggiore, Carpaneto, Podenzano, Castelsangiovanni, Villanova, e naturalmente Gragnano: è già una lunga lista quella dei comuni della nostra provincia in cui sono stati stipulati patti di volontariato per l’attività dei profughi richiedenti asilo. A beneficio della comunità ospitante.

Una buona notizia, aggiungendo anche la parte rilevante che fa il capoluogo: di recente l’assessore comunale ai servizi sociali di Piacenza Federica Sgorbati ha dichiarato che proseguirà l’impiego dei richiedenti asilo anche in città in lavori di pubblica utilità mentre, sempre a Piacenza, è l’Asp “Città di Piacenza” ad organizzare per conto dell’amministrazione l’impiego dei richiedenti asilo insieme alla cooperativa sociale che li gestisce, L’Ippogrifo.

Tutto questo dimostra che la politica riesce, se vuole, a dare delle risposte ai problemi: l’accordo-quadro regionale, siglato in prefettura a Bologna questa estate, e valido in tutta l’Emilia Romagna ha aperto una nuova fase rispetto a quella, data troppe volte erroneamente per scontata, di un soggiorno in prolungata attesa nel nostro territorio dei profughi dislocati qui dai piani nazionali di riparto.

E’ giusto ricordare come, poco più di un anno fa, ebbe luogo a Piacenza, un convegno, promosso, tra gli altri, dalla vicepresidente della Provincia Patrizia Calza, in cui si discusse del tema: “Profughi, ospitalità e lavoro”. L’esito del convegno, nell’immediato, non fu confortante. Addirittura era uscita una reprimenda nei confronti del “lavoro forzato”, inammissibile per il diritto nazionale e comunitario. Un esperto aveva parlato di condizioni di possibile schiavitù e del fatto che nessuno può essere costretto a compiere un lavoro obbligatorio, tranne che per il servizio militare o per il lavoro in detenzione. Un fraintendimento della proposta che stava venendo alla luce. La proposta, nei termini esatti in cui Patrizia Calza l’aveva formulata, riguardava i “richiedenti asilo”, e riprendeva invece i temi dell’welfare generativo e della responsabilizzazione di chi è aiutato; di un patto di corresponsabilità basato su diritti e doveri reciproci; di una “restituzione” alla comunità per l’accoglienza ricevuta, che dà dignità al soggetto ospitato.

La sollecitazione sembrava non essere riuscita a smuovere le acque immobili su un tema che viene troppo spesso ideologizzato e tirato da destra e sinistra senza che le scelte politiche si modifichino concretamente.

Oggi, a distanza di un anno, possiamo dire che almeno in Emilia Romagna è stato fatto un passo avanti e che la caparbietà dimostrata dal sindaco di Gragnano nel proporre un’idea che, come Cisl, sostenemmo subito, è servita a cambiare lo stato delle cose.

Con l’accordo, siglato il 10 ottobre scorso nella nostra regione, si costruisce attraverso il lavoro un nuovo modello di accoglienza. Riguarda la possibilità per i profughi ospitati di svolgere lavori socialmente utili. Un’ alternativa all’assistenzialismo che invece costringe alla passività. E’ un invito a dare valore al proprio e all’altrui esserci. I migranti potranno svolgere lavori di manutenzione degli edifici pubblici e delle scuole, pulire piazze, strade e giardini, dare una mano nell’assistenza di anziani: attività di pubblica utilità, ma non sostitutive delle normali attività di lavoro strutturato e retribuito.

La buona politica, in dialogo con le rappresentanze sociali nei territori, sa scegliere, decidere e assumersi responsabilità, e può ancora riuscire a cambiare le cose in positivo…Ovviamente, se lo si vuole.

Marina Molinari
Segretario generale aggiunto Cisl Parma Piacenza