BES delle Province, quanto si vive bene a Piacenza? Male verde e PM10. Pochi i laureati

Piacenz@ – Economia Lavoro e Società, rivista dell’Università Cattolica specializzata in approfondimenti statistici sullo stile di vita dei piacentini, ha presentato un rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile a Piacenza, per capire come vive la città vari aspetti, problematiche che incidono sulla vita quotidiana dei piacentini.

SALUTE

La situazione relativamente alla mortalità per incidenti di trasporto riferita alle persone di età compresa tra 15 e 34 anni, che, con un tasso di 1,3 per 10.000 abitanti a livello provinciale, è quasi doppia a confronto con lo 0,8 – 0,7 che si registra invece a livello regionale e nazionale. Da tenere monitorato risulta poi il dato sulla mortalità per tumore dei 20-64enni (9,2 morti per 10.000 abitanti), allineato verso l’alto al dato nazionale (9,0), e più elevato di quello dell’Emilia Romagna (8,6).

FORMAZIONE

punto di forza della situazione locale può essere annoverato nella bassa incidenza (16%) di
giovani di età compresa tra 15 e 29 anni con non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet), un dato che è coerente con quanto si rileva mediamente in Emilia-Romagna (15,7%), ma decisamente inferiore a quello medio nazionale (24,3%). Stesso discorso per la quota di popolazione residente con almeno il diploma di scuola media superiore, dove Piacenza (65,6%) stacca il dato medio nazionale di 5,5 punti percentuali (60,1%).

Tuttavia il dato sui laureati è più allarmante: il 22,7% a Piacenza, contro il 28,6% in Emilia-Romagna ed il 24,4% in Italia.  

OCCUPAZIONE

Premettendo che i risultati non vanno a verificare la qualità del lavoro svolto, i dati sono generalmente positivi per il territorio piacentino. Il tasso di occupazione dei 20-64enni (74,1% a Piacenza) (indicatore n. 4), è sugli stessi livelli di quello dell’Emilia-Romagna, e di ben 11 punti più alto di quello italiano. Il tasso di occupazione giovanile riferito ai 15-29enni si attesta poi al 42%, tre punti sopra quello regionale e oltre undici punti in più di quello nazionale. Ciò anche se permangono sempre elevate nella nostra provincia le differenze di genere, con il tasso di occupazione femminile più basso di oltre 18 punti rispetto a quello maschile, meglio della media italiana (-19,8 punti), ma peggio della media regionale (-15,2 punti).

Pure sul fronte della disoccupazione il quadro appare confortante: il tasso riferito alla popolazione di età compresa tra 15 e 74 anni, pari al 5,6%, è di fatto la metà di quello italiano e più basso anche di quello emiliano-romagnolo, e va bene anche per il tasso di disoccupazione giovanile (12,7%), anche in questo caso inferiore di circa il 50% rispetto a quello medio dell’Italia, e inoltre più basso del dato regionale.

REDDITO

Anche la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti (22.144 euro), sebbene meno elevata della retribuzione media regionale, è più alta di quella che si osserva in Italia. E anche gli indicatori riferiti ai redditi da pensione mostrano un differenziale positivo per l’area piacentina a confronto con il contesto nazionale, con l’importo medio annuo delle pensioni (18.400 euro) che supera di oltre 700 euro la media italiana, e con un’incidenza di pensionati che hanno una pensione di basso importo (8,1%) inferiore del 24% sempre rispetto alla media Italia (10,7%). Piacenza esce bene comunque in questo frangente anche dal confronto con la realtà regionale, dimostrando di essere allineata ai dati dell’Emilia-Romagna.

OMICIDI E SICUREZZA

Il tasso di omicidi (indicatore n. 1) risulta a Piacenza pari a 0,3 per 100.000 abitanti, esattamente la metà di quanto rilevato a livello nazionale (0,6) e inferiore anche al dato dell’Emilia-Romagna (0,4).
I delitti denunciati  sono 355 ogni 10.000 residenti, meno dei 401 della media Italia e ancor meno dei 504 della media regionale. Stesso posizionamento per i delitti violenti denunciati  e per i delitti diffusi denunciati (indicatore n. 4), dove il nostro ambito provinciale presenta valori inferiori del 10-20 percento rispetto alla media nazionale, e comunque più bassi anche in questo caso di quelli registrati per la regione, che soffre altresì nel confronto con la media complessiva del Paese.

All’opposto, sono generalmente più alti del 20-30 percento rispetto a quelli medi nazionali gli indici riferiti alla sicurezza stradale, con un numero di morti per 100 incidenti stradali complessivi pari a 2,6 a Piacenza contro gli 1,9 in Italia (e i 2,2 in Emilia-Romagna), e in particolare con un numero di morti per 100 incidenti stradali sulle sole strade extraurbane  di ben 5,6 a livello provinciale, quando mediamente in Italia se ne registrano 4,6 (e 4,2 in Emilia-Romagna).

VERDE PUBBLICO E INQUINAMENTO

I dati del territorio piacentino infatti non raggiungono generalmente nemmeno un decimo di quelli registrati a livello nazionale. Ciò vale per la densità di verde storico e di parchi urbani di elevato interesse pubblico, dove si rilevano solo 0,1 mq. per 100 mq. di superficie urbanizzata contro gli 1,9 mq. della media italiana. E vale anche per il numero di visitatori degli istituti statali di antichità e arte, sia che li si consideri in termini relativi rispetto alla superficie territoriale (4,6 per chilometro quadrato), sia che venga calcolata la media per singolo istituto (5.900).

Le criticità si osservano non tanto in relazione alla disponibilità di verde urbano, dove la città di Piacenza, con 27 mq. per abitante, non è poi così tanto distante dal dato nazionale (31,7 mq.) (lo è di più però rispetto al dato regionale: 35,6 mq.), quanto piuttosto con riferimento agli indicatori sulla qualità dell’aria.

I giorni di superamento del valore limite giornaliero di PM10, o polveri sottili, pari a 90, sono infatti nel nostro capoluogo più che doppi rispetto a quelli che si registrano mediamente in Emilia Romagna e in Italia (dove questo valore arriva a 40 giorni): un dato a cui contribuiscono certamente la posizione geografica di Piacenza, che è al centro delle principali direttrici stradali e autostradali Nord-Sud e Ovest-Est del nostro paese, nonché le condizioni climatiche.
Similmente, anche i giorni di superamento del valore limite giornaliero di NO2-Biossido di azoto sono a Piacenza (42 giorni) quasi il 50% in più della media nazionale (28 giorni).

SERVIZI

Rispetto agli indicatori in campo socio-sanitario, Piacenza mostra infatti un’incidenza di bambini nella fascia di età tra 0 e 2 anni che usufruiscono dei servizi per l’infanzia  (16,1%), che, seppur più elevata della media italiana (12,6%), è sotto di quasi 10 punti percentuali a confronto col dato emiliano romagnolo (25,3%).
Ancor più ampio è il differenziale che separa Piacenza dalla media regionale con riferimento al tasso di emigrazione ospedaliera verso altre regioni, con l’indicatore provinciale (18,5%) che mostra un valore più che triplo rispetto a quello dell’Emilia-Romagna (e più che doppio a confronto con quello medio nazionale). Il dato è certamente influenzato dalla vicinanza di Piacenza ai poli ospedalieri dell’area metropolitana milanese, che com’è noto esercitano un forte potere di attrazione rispetto ai territori limitrofi, e non solo.
Anche relativamente ai servizi di pubblica utilità la situazione piacentina si contraddistingue per un certo terreno da recuperare rispetto alla regione. Ciò vale sia per le interruzioni di servizio elettrico senza preavviso, che per la quota di rifiuti urbani conferiti con la raccolta differenziata.

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Formazione in Provincia sulla “Cultura della legalità, trasparenza e diritto alla privacy”

Si è svolto questa mattina, in Provincia, il seminario formativo organizzato, a titolo gratuito, in collaborazione con Lega dei Comuni riguardante l’“Aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione”. Ad aprire i lavori, la Vice Presidente Valentina Stragliati che ha portato i saluti del Presidente e che ha sottolineato, come in un’ottica di collaborazione e supporto ai comuni, sia importante approfondire tematiche così complesse e articolate.
La giornata di formazione, tenuta da Andrea Antelmi, esperto in sistemi organizzativi, gestione e formazione risorse umane degli enti locali, ha visto la partecipazione di circa un centinaio di funzionari dei Comuni e della Provincia, fornendo indicazioni operative relative all’attuazione degli obblighi concernenti la Trasparenza, alla luce del vigente quadro normativo.

Si è trattato di un’occasione di confronto e approfondimento sul tema della trasparenza e dell’accessibilità ai dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, passando per la promozione dell’integrità e la diffusione della cultura della legalità. Tanti gli interventi e l’interesse manifestato dai partecipanti rispetto ad una materia così ampia e complessa che investe tutti i settori della Pubblica Amministrazione e non solo. Sono state trattate tutte le problematiche inerenti la gestione degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. n. 33/2013, modificato dal d.lgs n. 97/2016, in relazione alla nuova disciplina della tutela dei dati personali (Reg. UE 2016/679). Particolarmente apprezzata l’analisi dettagliata di ogni singolo obbligo, declinato nella delibera ANAC n. 1310/2016, mediante un’osservazione proveniente da due imprescindibili punti di vista: la necessità di pubblicazione e la minimizzazione dei dati.

Promuovere la trasparenza e condividere le buone prassi, significa considerarla un valore che produce una spinta al miglioramento e garantisce maggiore uniformità e omogeneità favorendo il confronto e l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini. 

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Federfarma e Telefono Rosa raccolgono 3200 euro contro la violenza sulle donne

L’8 marzo si è conclusa “Metti pressione alla violenza” la campagna in favore del Telefono Rosa di Piacenza, lanciata da Federfarma Piacenza lo scorso 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Per ogni misurazione di pressione arteriosa effettuata in una Farmacia aderente era possibile donare almeno 1 euro al centro anti-violenza sulle donne.

La partecipazione è stata alta con 55 Farmacie aderenti, le quali hanno coinvolto e invitato alcuni sportivi legati al territorio a intervenire come testimonial del progetto sui canali social di Federfarma Piacenza: Lorenzo Turini e Michele Antelli di UCC Assigeco Piacenza, Giovanbattista Venditti tre quarti ala delle Zebre Rugby e internazionale per la Nazionale Italiana Rugby, Simone Della Latta Centrocampista del Piacenza Calcio e infine Davide Bottini, storico maestro di arti marziali e promotore di diversi corsi di autodifesa.
Al progetto hanno aderito anche Comune e Provincia di Piacenza e l’unità operativa della Polizia Municipale con lo scopo di sensibilizzare le cittadine e di indirizzarle verso un percorso di consapevolezza, protezione e denuncia.

L’intero ricavato ammonta a 3.200 euro ed è stato consegnato oggi all’Associazione “La città delle donne” – Telefono Rosa di Piacenza.

“Siamo fieri di poter contribuire alla missione del Telefono Rosa: Federfarma Piacenza ha scelto di affiancare e sostenere le associazioni e le istituzioni che ogni giorno contribuiscono a proteggere la donna da quella che purtroppo è una problematica sempre più frequente e rilevante: la violenza di genere”. Così Roberto Laneri, Presidente di Federfarma Piacenza

“La farmacia vive una situazione di prossimità rispetto alle persone e di capillarità sul territorio, che diventa risorsa da mettere a disposizione della comunità. Spesso il farmacista si trova ad essere a stretto contatto con le realtà familiari e diventa un punto di riferimento per diverse problematiche di natura patologica e psicologica. Questo rapporto di fiducia è utile per riconoscere i segnali di violenza e fornire un aiuto concreto per informare e orientare le donne vittime di violenza.” Spiega la dott.ssa Isabella Restori di Federfarma, promotrice del progetto Metti Pressione alla Violenza.

“Ci tengo a ringraziare nuovamente Federfarma – commenta la Presidente Patrizia Barbieri – per la sensibilità dimostrata rispetto ad una tematica importante come la violenza di genere. Ha saputo mettere in campo un’importante iniziativa di solidarietà contribuendo a sensibilizzare la cittadinanza e dando un grande aiuto al Telefono Rosa, il Centro antiviolenza Provinciale ufficialmente riconosciuto a livello Regionale e Nazionale che si occupa di attività di ascolto, sostegno e ospitalità protetta per donne vittime di violenza garantendo loro il rispetto della riservatezza”. 

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Pericoli in rete, incontro di formazione in Provincia dedicato ai ragazzi

Si è tenuto ieri, nella Sala del Consiglio, della Provincia di Piacenza, l’incontro di formazione dedicato alla legalità “Pericoli della Rete: Uso improprio dei social network, smartphone” nell’ambito del progetto ConCittadini 2019, il percorso promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e rivolto ai ragazzi delle scuole, per incentivare e favorire una cultura della partecipazione attiva nella vita della propriacomunità.

L’incontro, aperto dalla Consigliera Provinciale Valentina Stragliati che ha sottolineato l’efficacia di questi incontri per sensibilizzare i ragazzi su un tema così delicato e attuale come i pericoli della rete – “E’ importante che ognuno di voi faccia tesoro delle nozioni che ci verranno fornite dal Dott. Arcelli Fontana per essere sempre più consapevoli dei punti di forza e di debolezza dei social”.

La giornata di formazione, tenuta dal Capo di Gabinetto della Questura di Piacenza Dott. Filippo Sordi Arcelli Fontana, ha visto la partecipazione di circa 40 studenti delle Scuole elementari e medie del nostro territorio.

“E’ importante insegnare alla nuove generazioni – sottolinea Arcelli Fontana – la conoscenza dei pericoli della rete, che non sempre viene percepito in maniera corretta, anche se i ragazzi, al giorno d’oggi, sono più consapevoli dei rischi in cui è possibile incorrere. Bisogna stare molto attenti – continua il Capo di Gabinetto – perché tutto quello che facciamo ha delle conseguenze, anche quando si tratta di social network. Usare in maniera impropria Facebook, Whatsapp o qualsiasi altro strumento social, non è una cosa astratta, anche nel mondo virtuale è possibile essere bulli, pagandone le conseguenze”.

La Polizia di Stato è costantemente impegnata a sensibilizzare e a monitorare i pericoli della rete, organizzando spesso incontri rivolti anche ai genitori.

Il prossimo incontro di Concittadini è previsto per domani, mercoledì 27 febbraio, in Prefettura, dove il Prefetto Maurizio Falco interverrà su “Le varie declinazioni del disagio giovanile”. 

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Provincia, chiuse le elezioni: 7 consiglieri per il centrodestra, 3 per il centrosinistra. Calza la più votata

Si sono chiuse le elezioni provinciali, che hanno segnato una predominanza di consiglieri di centrodestra. 23 mila 328 voti ponderati per la lista 1, PROVINCIA DI PIACENZA – PIACENZA UNITA, contro i 56 mila 628 di PER BARBIERI PRESIDENTE. Questa la composizione:

PATRIZIA CALZA

8.333

49

LUCA GIOVANNI QUINTAVALLA

5.795

54

CHRISTIAN FIAZZA

5.402

7

SERGIO BURSI

PER BARBIERI PRESIDENTE

9.203

52

FRANCO ALBERTINI

PER BARBIERI PRESIDENTE

8.372

48

VALENTINA STRAGLIATI

PER BARBIERI PRESIDENTE

8.106

34

ROMEO GANDOLFI

PER BARBIERI PRESIDENTE

7.724

40

ANTONIO LEVONI

PER BARBIERI PRESIDENTE

7.414

14

MARIA ROSA ZILLI

PER BARBIERI PRESIDENTE

6.526

30

PAOLA GALVANI

PER BARBIERI PRESIDENTE

5.876

29

La terza colonna fa riferimento ai voti di preferenza ponderata, la quarta ai voti di preferenza.

COMUNI
Fascia azzurra (fino a 3mila abitanti) – Affluenza: 58,23% (votanti 138 su 237 aventi diritto)
Fascia arancione (da 3mila a 5mila abitanti) – Affluenza: 79,23% (votanti 103 su 130 aventi diritto)
Fascia grigia (da 5mila a10mila abitanti) – Affluenza: 73,64% (votanti 95 su 129 aventi diritto)
Fascia rossa (da 10mila a 30mila abitanti) – Affluenza: 92,15% (votanti 47 su 51 aventi diritto)
Fascia viola (da 100mila a 250mila abitanti – Comune di Piacenza) – Affluenza: 90,9% (votanti 30 su 33 aventi diritto)

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Incidente mortale a Case Nuove, Calza risponde agli attacchi: “Tutto per un pugno di voti, deprecabile”

Nel giorno del giuramento di Patrizia Barbieri come Presidente della Provincia, Patrizia Calza ha deciso di prendere la parola per specificare alcuni punti in merito a un fatto che l’ha vista protagonista indiretta. Il Consigliere Regionale di Fdi Tagliaferri nei giorni scorsi aveva duramente attaccato la consigliera in merito all’incidente mortale di Case Nuove: “Non esiste che le persone continuino a morire per l’incompetenza e l’arroganza di scelte politiche errate e di parte”, aveva detto. Ora la risposta

“Un fatto che non era mai accaduto – ha sottolineato Calza -, deprecabile arrivare a questi livelli per ottenere un pugno di voti. Mai si era pensato di collegare una tragedia al nome di qualcuno, la politica merita di essere svolta a un livello più alto. Voglio difendere l’istituzione Provincia, ogni decisione non è presa da un singolo per capriccio, ma è un lavoro che vede coinvolta una parte politica e una tecnico amministrativa. Si approfondiscono i problemi e poi si decide di andare in una certa direzione”.

La riorganizzazione della SP di Godi venne per la prima volta programmata in percorso di lavori pubblici presentato dall’allora Presidente Trespidi il 16 maggio del 2014 (Trespidi eletto nel 2009), e previsto per l’anno 2015.

Ad ottobre si insidia il nuovo Consiglio, il quale si trova ad affrontare la situazione della Legge Delrio. “Gli 800 mila euro preventivati sono finiti in lavori pubblici – specifica Calza -, per la messa in sicurezza di alcune strade e ponti che necessitavano interventi come ad esempio il Ponte di Vigolo e non solo”. Nell’ottobre 2015 ci fu l’alluvione, “un evento mai capitato nella storia del nostro territorio. Perciò abbiamo deciso di destinare fondi per ricostruire dopo i danni dell’alluvione, a Ponte dell’Olio, a Bettola e Ferriere, per non parlare della Val d’Aveto”. Con la delibera 39 del 15 dicembre 2017 infine “abbiamo approvato il Piano di opere pubbliche che prevedeva la messa in sicurezza dell’intersezione Case Nuove per il 2019. Si aggiunga che il giorno prima dell’incidente i nostri tecnici erano sul posto a fare i rilievi”. E conclude: “Sono orgogliosa di quello che ho fatto in questi anni come amministratore”.

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Patrizia Barbieri ha giurato come Presidente della Provincia

Patrizia Barbieri ha giurato come Presidente della Provincia nella seduta odierna del Consiglio provinciale. “Cercheremo di dare risposte nei servizi ai vari Comuni – ha nnunciato la presidente e sindaca di Piacenza -, soprattutto quelli piccoli che hanno sempre bisogno di pianificazioni e necessità di un ente Provincia che purtroppo con la riforma Delrio era stato svuotato, ma c’è bisogno delle funzioni che aveva un tempo. C’è bisogno che vengano messe risorse data anche la sofferenza di alcuni territori. Dobbiamo fare quello che è stato detto, ovvero lavorare di concerto con tutti i Comuni perchè questa è la Casa dei Comuni”.

Sul rinnovo dei Comuni la sindaca ha annunciato la data del 10 febbraio per le elezioni. “Questo per dare la possibilità a tutti di presentare le liste e per dare modo di fare le proprie valutazioni”. Il doppio impegno sindaca – Presidente della Provincia è stato definito “faticoso” dalla neoeletta, ma allo stesso tempo sostiene che “il fatto di aver fatto l’assessore 5 anni mi ha permesso di conoscere i meccanismi, so come lavorano gli uffici, non ho dovuto lavorare ex novo. Ci sono ancora questioni che stiamo rivedendo con l’aiuto degli altri amministratori. La Provincia si basa sulla collaborazione tra tutti i sindaci”.

La consigliera Galvani ha espresso la propria contentezza “nell’avere una sindaca donna”, Quintavalla oltre a sottolineare la “massima collaborazione”, mentre non condivide l’opinione che si è diffusa in alcuni ambienti “di un’elezione farsa”. Anche Calza ha sostenuto la necessità di una modifica della legge Delrio.

“Voglio solo specificare – ha continuato la neopresidente -, che non ho distribuito deleghe perchè voglio rendermi conto delle varie problematiche presenti. E’ stato fatto un lavoro che ha portato dei risultati nei territori”. Barbieri ha definito un atto “eroico” il mantenimento dell’Ente a livelli di eccellenza. “Chi fa l’amministratore all’interno della Provincia lo fa per spirito di servizio, lo sappiamo bene. Senza i Sindaci non c’è la possibilità di creare una strategia efficace. Ho bisogno di tutti i consiglieri”. 

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Zanardi: “Riforma Delrio ha svilito ruolo Provincia, ma fu scelta del PD”

Alle ore 18 affluenza del 33% per eleggere il presidente della Provincia, si sono recati 196 votanti (580 gli aventi diritto al voto). Come risaputo c’è una sola candidata, ovvero l’attuale sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri. Tra i votanti anche Gloria Zanardi del Misto, che ha voluto portare una propria riflessione sulla votazione. La Zanardi è una mosca bianca all’interno di una opposizione che è stata definita “compatta” contro questa elezione, definita addirittura “farsa”. Rabuffi, Cugini, Fiazza, Trespidi, Pugni, Dagnino e Monti hanno infatti disertato la tornata odierna, mentre Zanardi si è regolarmente recata al voto.

Oggi ho deciso di andare a votare per il presidente della provincia.
Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri é l’unico candidato alla presidenza e per il centrodestra. L’appartenenza politica del sindaco di sicuro non ostacolava la mia partecipazione al voto, essendo io da sempre di centrodestra.
Ho letto critiche sul fatto che non avrebbe senso una provincia così strutturata di secondo livello. Sul punto anche io ho sempre manifestato perplessità perché ritengo che la riforma Delrio abbia svilito il ruolo di un ente che invece è da sempre fondamentale per il territorio, lasciando la competenza su materie complesse, ma svuotandolo di risorse.
Tuttavia così é. E tra l’altro a causa di scelte del governo PD.
Sicuramente non é la non partecipazione al voto di oggi che può modificare questa situazione. A volte ci vuole senso di responsabilità.
Comprendo i timori legati alle difficoltà che sicuramente incontrerà Barbieri nell’amministrare sia il comune che la provincia. Tuttavia l’esito delle elezioni porterà a questo in ogni caso.
Dunque, consapevole delle enormi problematiche che si troverà ad affrontare Patrizia Barbieri (avendo ricoperto il ruolo di consigliere provinciale per due anni ne so qualcosa) ho voluto, nell’esclusivo interesse del nostro territorio, della nostra provincia e delle nostre valli, augurare con il mio voto un “in bocca al lupo” al nuovo presidente dell’ente, con la speranza che si vada verso un futuro migliore”. 

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Festival della cultura tecnica al via oggi in regione, 250 appuntamenti e 8 province coinvolte

Giunto alla quinta edizione nell’area metropolitana bolognese, il Festival della Cultura tecnica “esporta” il proprio modello in tutta la regione Emilia-Romagna. A partire da giovedì 18 ottobre, quasi 250 appuntamenti in programma e 8 province coinvolte: Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini. A Bologna, saranno oltre 100 gli appuntamenti in programma.

Il Festival della Cultura tecnica nasce nel 2014 a Bologna nell’ambito del Piano Strategico Metropolitano per promuovere e valorizzare la cultura tecnico-scientifica come strumento di crescita e rinnovamento culturale, sociale ed economico.
Alla rassegna 2018, la quinta per il territorio metropolitano bolognese, promossa da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna, si affiancano 8 nuove edizioni del Festival, in programma su tutto il territorio regionale.

A presentare l’edizione piacentina, questa mattina, in Provincia, la Vice Presidente della Provincia Patrizia Calza con l’assessore del Comune di Piacenza Erika Opizzi, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Piacenza, Dott. Maurizio Bocedi e la dirigente della Provincia di Piacenza dott.ssa Annamaria Olati.

Il progetto di diffusione è promosso da Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna e ASTER in collaborazione con le province di Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e con numerosi altri partner territoriali.

I neonati Festival provinciali – con oltre 250 iniziative, in programma dal 18 ottobre al 17 dicembre – sono rivolti a studenti, famiglie, cittadini, imprese e istituzioni. Le iniziative si configurano come occasione per porre una rinnovata attenzione al rapporto tra cultura tecnico-scientifica ed educazione, tra sviluppo sociale e sviluppo economico, tra sapere e saper fare. Il Festival nel suo complesso intende far conoscere le opportunità formative in ambito tecnico in Emilia-Romagna, in larga parte cofinanziate dal Fondo sociale europeo.

I calendari di ciascuna edizione sono stati definiti secondo una logica volta a favorire varietà e pluralità degli appuntamenti, a livello di soggetti promotori, contenuti, tipologia di evento, approccio metodologico e profilo dei destinatari. Come requisiti minimi per l’inserimento in palinsesto sono stati adottati quelli già previsti per l’esperienza metropolitana bolognese, cioè la coerenza tematica, la gratuità e l’assenza di fini commerciali.

La prima edizione del Festival della Cultura tecnica di Piacenza si rivolge a studenti, famiglie, cittadini, imprese e istituzioni con un calendario di 43 iniziative, in programma dal 18 ottobre al 17 dicembre, utili a valorizzare i percorsi scolastici, formativi e professionali in ambito tecnico-scientifico e, più in generale, dare spazio all’arte del saper fare e alle connessioni virtuose tra il fare e il pensare. E’ stato presentato inoltre, l’evento “Tecnica in Movimento”, previsto all’interno del Festival della Cultura, realizzato dalla Provincia di Piacenza in collaborazione con il Comune di Piacenza e l’Ufficio scolastico IX – Ambito territoriale di Parma e Piacenza, che si terrà nei giorni 19 e 20 ottobre, a Palazzo Gotico. Due giornate per un viaggio istruttivo e divertente nel mondo della tecnica e della scienza.
Ai desk le scuole secondarie di secondo grado del territorio piacentino, i centri di formazione professionale che mostreranno al pubblico i loro progetti e le loro invenzioni. Dimostrazioni, giochi, esperimenti che permetteranno di comprendere come tecnica e scienza possano contribuire alla coesione e all’integrazione. 

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San Protaso: più sicurezza con la nuova rotonda

E’ stato presentato nei giorni scorsi, in Provincia, il progetto per la realizzazione di una nuova rotatoria all’ingresso di San Protaso, lungo la strada provinciale n. 38 e la strada comunale della Pelosa.

Ad illustrare l’intervento che metterà in sicurezza l’attuale incroocio semaforico che regola il passaggio dei veicoli la Vice Presidente della Provincia Patrizia Calza con il Dirigente del servizio “Viabilità” Davide Marenghi e il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi con l’assessore Brauner.

L’intervento, il cui progetto è stato elaborato dalla Provincia per far fronte ad una criticità segnalata dal Comune di Fiorenzuola e condivisa dall’Amministrazione, ha un costo di circa 290 mila euro e al momento rientra nella programmazione degli interventi previsti per il 2021.

“La messa in sicurezza di questo incrocio è un’esigenza che arriva direttamente dai cittadini – spiega il sindaco di Fiorenzuola Gandolfi – che tutti i giorni riscontrano la pericolosità di questo incrocio. Sottolineo inoltre, la disponibilità del proprietario, che ringrazio, che ha messo a disposizione il terreno senza arrivare all’esproprio permettendo di accorciare i tempi.”

“Attualmente il progetto è in fase di studio di fattibilità – spiega Marenghi – e dopo la sua formale approvazione verrà inserito nella prima annualità possibile, ossia il 2021. Si tratta di una rotonda di media grandezza con un diametro esterno di 30 metri, conforme alle normative vigenti e sufficiente a smaltire il traffico della zona”

“Se dovessero arrivare nuove risorse dal Governo e con il parere favorevole del Consiglio – conclude Patrizia Calza – i lavori potrebbero essere anticipati modificando la programmazione dell’Ente. Questo lavoro è il risultato della buona volontà e della preparazione dei tecnici, della buona collaborazione con il comune e dell’intenzione dell’Amministrazione di mettere in sicurezza punti critici della viabilità. Nonostante le difficoltà, non rinunciamo a progettare, meglio non perdere tempo.