Nuovo Consiglio comunale, vecchie polemiche.

Nel pomeriggio di oggi è andato in scena il primo Consiglio rinnovato nella veste: si sono seduti alle poltrone degli assessori Jonathan Papamarenghi, Stefano Cavalli e Marco Tassi. Contemporaneamente, dato il passaggio di Cavalli nel ruolo di assessore, è stato certificato l’ingresso di Pietro Pisani nei banchi della maggioranza.

Molti i commenti dei consiglieri, riguardanti quasi tutti la revoca delle deleghe da parte della sindaca Barbieri nei confronti dell’ex assessore alla Cultura Polledri e l’ingresso dei nuovi assessori.

Pietro Pisani

Trespidi: “Il motivo della revoca delle deleghe è di motivazione personale. Sembra che il partito non si aspettasse altro per potergli revocare le deleghe, è stato uno scivolone di metodo da parte di Polledri”.

Rabuffi: “Si tratta di un terremoto politico che ha scosso profondamente questa maggioranza. Cavalli abbandona il ruolo di capogruppo in un ambienteconflittuale come quello della Lega, divisa tra polledriani e antipolledriani. Cavalli sarà ostaggio di un meccanismo che ha defenestrato l’ex assessore. Attenzione, perchè ogni sua mossa verrà vivisezionata. Da rappresentante della minoranza spero faccia bene, che dia una scossa a questa maggioranza apatica e inconcludente”.

La sindaca ha tenuto a precisare nuovamente che le motivazioni che hanno portato alla revoca di Polledri “non hanno nessun carattere politico”, semplicemente sottolinea che un assessore “deve esprimersi nel momento opportuno, non parlando a nome della Giunta senza essere stato delegato a farlo.C’erano altre questioni, ma a parte questo non ho visto grandi divisioni”. E poi la stoccata a Rabuffi:”I tentativi di provocare sono fuori luogo, in passato sono stati cambiati anche 4 assessori. La mia amicizia non viene meno (con Polledri)”.

Cugini ha voluto rimarcare che in passato il rimpasto fu “pulito”. “L’invincibile armata ha operato questo cambio per trovare slancio. La Lega ha messo in chiaro che tira le fila, Cavalli ha giocato per tenere insieme un gruppo eterogeneo con prove a volte di forza, a volte da mediatore, ma va detto che indebolisce il gruppo consiliare. Al suo posto Pisani, figura divisiva all’interno del suo stesso partito. Qui non valgono le sparate – riferendosi a Pisani – qui ve le facciamo pagare”.

Dagnino: “Già ad aprile si parlava di un possibile rimpasto, si intravedevano le difficoltà di questa maggioranza, era logico si arrivasse ad uno scontro. Siamo contenti che ci sia questa nuova Giunta, perchè così potrà lavorare con membri pienamente legittimati. Vedremo se il gruppo della Lega saprà andare avanti compatto”. 

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Interrogazione di Luigi Rabuffi sullo stato del viadotto sulla A21

In seguito ai recenti avvenimenti che hanno lasciato gli italiani a bocca aperta, si è mobilitata anche la politica piacentina. Nella fattispecie Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune ha proposto una interrogazione per valutare lo stato del viadotto sulla A21 che lambisce il centro storico della nostra città su cui, si legge, transiterà “parte del traffico proveniente dalla Francia e diretto in Toscana”. Altro esempio portato è quello del recente incidente avvenuto a Borgo Panigale del 6 agosto, che ha causato un tremendo incendio, mostrando “la potenzialità distruttiva di avvenimenti di tal sorta”. Le motivazioni che hanno portato a questa interrogazioni risiedono nell’età della struttura, “paragonabile a quella del viadotto crollato a Genova”, e che “la suddetta circostanza è tale da far ritenere che il calcestruzzo armato con il quale è costruito possa, in qualche misura, aver ridotto le sue capacità statiche e la resistenza agli sforzi di compressione e flessione determinati dal transito sempre maggiore di veicoli”. Di non minore importanza, considera Rabuffi, è la vicinanza di una centrale Turbogas di proprietà di A2A, che potrebbe essere investita dalle fiamme. 

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Sì all’Ospedale, ma non alla ex Pertite o ex Lusignani. Le voci dei consiglieri

Via libera al nuovo ospedale ma non alla ex pertite o alla ex caserma Lusignani. Si può così riassumere la decisione presa ieri dal Consiglio Comunale di Piacenza su quello che a tutti gli effetti è stato un tema caldo, del dibattito politico cittadino. Patrizia Barbieri, coerentemente con gli impegni presi già in campagna elettorale respinge dunque al mittente (ed in concreto all’assessore regionale Sergio Venturi) quello che suonava come una sorta di “conditio sine qua non” la scelta di un’area demaniale per costruire la futura struttura ospedaliera. Invece la maggioranza del consiglio comunale punta sull’eventuale acquisizione di un’area privata dove non ci sia la necessità di effettuare una mega bonifica (come sarebbe successo alla ex-Pertite) e che sia sufficientemente grande (la ex-Lusignani era considerata un’area insufficiente). La lettera inviata dall’assessore Venturi anziché spingere il consiglio comunale verso le aree demaniali ha anzi avuto l’effetto di irrobustire il voto facendo confluire (oltre alla maggioranza di governo cittadino) anche il voto di Liberi e del Gruppo Misto.

Hanno invece deciso di non partecipare al voto Piacenza in Comune (Luigi Rabuffi), il Movimento Cinque Stelle (Andrea Pugni e Sergio Dagnino ) e Piacenza Più. Voto contrario invece da parte del PD che sposa la linea dell’assessore Regionale.

Il sindaco ha commentato: “È’ una lettera fuori contesto. Dicono che non ci sono vincoli sull’area del nuovo ospedale ma sembra che tutto porti alla Pertite. Secondo noi Pertite e Lusignani non sono adatte per ragioni tecniche. Vogliamo il nuovo ospedale ma non possiamo sbagliare la scelta dell’area”. Rimane quindi l’area dell’Opera Pia Alberoni alla Madonnina, il sindaco Barbieri ha però annunciato un bando pubblico per ricevere eventuali manifestazioni di interesse da parte di privati che potrebbero mettere a disposizione una loro area.

Trespidi in apertura aveva sottolineato, con riferimento alla lettera dell’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, una “mal assortita pressione psicologica nei confronti del consiglio comunale”, sottolineando che questa lettera “cambia lo scenario. […] La Regione Emilia Ropmagna vuole fare il nuovo Ospedale alla Pertite. Che la Pertite sia indisponibile lo dice un atto di questo Consiglio comunale, datato aprile 2017, e questo sgombera il tavolo da qualsiasi questione”. In più l’area richiede una bonifica, che richiede un intervento economico di un certo tipo. Al contrario se si fa il Parco la bonifica costa molto meno”.

Dagnino ha rimarcato il già più volte citato desiderio di non costruire l’ospedale. “Tutto è contro di noi. […] Abbiamo sempre espresso la nostra perplessità da subito verso questo progetto, non chiaro, non definito e nebuloso. E ogni volta che abbiamo provato a porre domande non sono arrivate, anzi. Abbiamo partecipato ai tavoli di lavoro senza preconcetti, proprio perchè noi non siamo contro a prescindere. Ci sono cose che non tornano, secondo noi, in base alle informazioni ricevute il nuovo Ospedale non s’ha da fare, perlomeno in questo momento e con queste premesse. Le risorse della Regione dovrebbero servire alla sanità piacentina, che così tante criticità ha denunciato. Bisogna investire nei servizi, continuamente ridotti. 

Gloria Zanardi del misto ha definito la realizzazione dell’Ospedale “un’esigenza e un’opportunità per la sanità piacentina”.

Piacenza in Comune con Rabuffi ha espresso nuovamente tutte le proprie perplessità sulla realizzazione del nuovo Ospedale. “La discussione sull’ Ospedale è al ribasso. Ignora completamente il concetto su cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità lavora dal 1984, cioè il concetto di salute. Perseguire la salute dei cittadini serve proprio ad evitare che le persone abbiano bisogno della sanità. E la parola magica è PREVENIRE, perchè prevenire fa risparmiare sui farmaci, sulle cure e anche sugli ospedali, vecchi e nuovi. Prevenire non fa rima con business, ed è per questo che oggi siamo qui a discutere di sanità e di ospedale, anzichè di salute e prevenzione. Nessuno a tutt’oggi ha voluto spiegarci quanto il nuovo Ospedale influenzerà l’offerta sanitaria provinciale, in termini di strutture e servizi e di allocazione di risorse economiche. Come si delineerà il futuro di Fiorenzuola, di Villanova e di Castel San Giovanni, dove sono sorti comitati che denunciano lacune? Cosa ne sarà del vecchio polichirurgico di via Taverna? Lasciare ai posteri queste decisioni significa correre il rischio di sottoutilizzare una struttura ancora abbastanza nuova e abbandonare ad un futuro indefinito l’area del vecchio ospedale”.

Cugini ha sottolineato la divisione presente in Consiglio, quando su un tema tanto importante si potesse esse d’accordo, superando la politica delle fazioni. “La lettera dice cose sacrosante. Voglio vedere quale sarà quel dirigente che firma l’atto in cui si giustifica perchè si va su una proprietà privata, così come gli assessori in Giunta che firmeranno. Quando la Regione non riterrà buone le motivazioni per la costruzione, facciamo saltare l’Ospedale? Oppure diciamo ai cittadini che i soldi vanno presi dalle tasse perchè la Regione non ce li mette? […]Il PD è l’unico che ha deciso di non intestarsi battaglie per la Pertite ma ha sempre parlato di opzione pubblica e opzione privata. Mi piacerebbe sapere inoltre la fruibilità effettiva del Parco”.

Secondo Foti la lettera dell’assessore Venturi non dovrebbe sorprendere. “Questo quadro l’ho disegnato 8 mesi fa. Se è il Comune di Piacenza che deve scegliere, il Comune non ha bisogno di nulla, perchè l’unica cosa che ha fatto la Regione, è stata approvare la nuova legge sull’urbanistica, che all’art. 53 che alla legge 24/2017 già indica la procedura per l’individuazione di un’opera pubblica da parte dell’Ente. E non ci vuole neanche il bando, parlano gli atti”. 

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“Un anno di amministrazione”: minoranze unite contro la gestione Barbieri

Minoranze unite per sottolineare il proprio dissenso nei confronti dell’amministrazione Barbieri. Questo in sintesi il risultato di “Un anno di amministrazione – voci alle minoranze”, evento organizzato dalla neonata associazione Piacenza Oltre e tenutosi nell’Istituto Sant’Eufemia di via San Marco. L’obiettivo della serata era soppesare aspetti positivi e negativi dell’attuale amministrazione su temi come Welfare  e Ambiente; gli aspetti positivi emersi si contano sulle dita di una mano. A introdurre Paolo Rizzi, il quale ha voluto comunque evidenziare che il dossier di Piacenza Capitale della cultura aveva alcuni pregi e che è stato apprezzato e che l’idea degli Stati Generali della Ricerca è positiva, ma collocata in un periodo poco felice. Tuttavia “esiste un’assenza di progettualità allarmante – ha specificato -, ma soprattutto è in atto un’inversione culturale, stiamo diventando sempre più una città chiusa, non siamo più la città della solidarietà”. Altra criticità sottolineata è l’assenza di una struttura che consenta al Comune di partecipare a Bandi europei.

Ma la parola più importante era delle minoranze invitate. Gloria Zanardi del Gruppo Misto ha sottolineato che un anno è già un tempo sufficiente per giudicare l’operato di un’amministrazione. “Se c’è stato un cambio di passo è possibile già vederlo subito. Non ho visto provvedimenti di spessore, ma molto pressapochismo, non ho visto una visione progettuale a lungo termine sull’ambiente, ma solo interventi spot. Avevo proposto in passato di incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, nonchè un Regolamento del verde: molte promesse a cui non sono seguiti fatti. In generale vedo che a Piacenza sta aumentando il cemento, ci sono troppi centri commerciali”. E sul welfare aggiunge che non ci sono stati abbastanza provvedimenti per giudicare.

Luigi Rabuffi ha voluto evidenziare innanzitutto in modo provocatorio che questo sindaco è stato votato solo da un quarto della popolazione, circa 20 mila votanti, mentre la petizione per il Parco della Pertite ne ha raggiunti 30 mila. “Solo con questi votanti potevamo superare i loro voti. Si è cercato di eliminare tutto ciò che di buono è stato fatto dall’amministrazione precedente. Questa Giunta ha accettato di essere condotta vento di destra che imperversa in questo momento. Siamo usciti dalla rete Ready, la Giunta ha approvato una mozione che chiede al Parlamento di bloccare le norme contro la propaganda fascista, abbiamo ospitato in un luogo comunale Lorenzo Fiato, e non contenti il 3 febbraio è stata aperta una sede di Casapound, per non parlare dell’ultima iniziativa delle panchine antibivacco. Infine è stato deciso di aumentare le tasse per i più poveri”.

Stefano Cugini ha iniziato la sua relazione con una autocritica: “Siamo riusciti a mandare al governo della città questi. E’ difficile trovare momenti di positività lampante in quest’anno. Sul tema della sanità, molti argomenti oggi in Consiglio Comunale vengono trattati senza un minimo di competenza”. Sulla partecipazione/sussidiarietà, il consigliere del PD sottolinea che questa amministrazione “ha la pericolosa idea di avvalersi del volontariato come mezzo sostitutivo dell’ente pubblico, questo crea confusione nel ruolo e nelle competenze, inoltre crea una competizione tra le organizzazioni che operano nel settore. Vengono millantate azioni impraticabili, è come andare a 100 all’ora a fari spenti nella notte“. Ultimo punto è quello del buco di bilancio. “Siamo passati da quello a un tesoretto di 3 milioni e 800 mila euro. La spiegazione che ci è stata data è che in campagna elettorale si dicono tante cose, non necessariamente rispondenti al vero“.

Collegandosi a questo ultimo punto, Andrea Pugni del MoVimento 5 stelle ha sottolineato questa amministrazione “ha avuto un gran colpo di fortuna,trovando nuovo slancio. Credo che per fare qualcosa di concreto nelle politiche ambientali è necessario essere impopolari, con interventi drastici. La sensazione è sempre che si cerchi di non dare fastidio a qualcuno, ma in tutto questo la città non evolve. Le politiche a lungo termine vengono trascurate perchè poco appetibili. Dopo molte insistenze, abbiamo raggiunto un risultato oggi [ieri per chi legge], ottenendo, stando alle dichiarazioni del Sindaco, che il Parco della Pertite rimanga tale e che il nuovo Ospedale si farà altrove. 

Sergio Dagnino, l’altro consigliere pentastellato ha evidenziato che esiste una “menzogna elettorale fortissima. La prima cosa che ha fatto questa amministrazione è una resa dei conti con tutte le realtà che non gli andavano giù. Pensano di chiudere una cosa senza pensare a cosa fare in cambio”.  

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Testamento biologico in Consiglio Comunale: a breve il registro DAT

Giornata attiva in Consiglio quella che si è conclusa ieri verso la mezzanotte. 18 emendamenti al DUP proposti dalle minoranze, in particolare dal gruppo Liberi di Massimo Trespidi e Piacenza in Comune di Luigi Rabuffi.

Quest’ultimo ha segnalato l’importanza di “diminuire il traffico veicolare, invogliare all’utilizzo della bici e della mobilità dolce, in particolare migliorarne le vie e creare nuovi precorsi ciclabili”. Nel dibattito, Mancioppi ha segnalato che “nonostante non vi sia una voce specifica che riguarda questo argomento, stiamo valutando tutte le possibilità in merito”. Trespidi ha manifestato il proprio appoggio alla proposta, sottolineando l’inutilità delle Consulte, e richiamando l’assessore competente, Zandonella, “a vigilare sul loro lavoro. Se le abbiamo attivate, che almeno propongano un parere”. Emendamento respinto 11 favorevoli contro 20 contrari.

Altro emendamento di portata maggiore è stato quello sul fine vita. Rabuffi ha sottolineato l’importanza del Testamento Biologico, “norma di grandissima civiltà: viene tutelato il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione del paziente. Nessun trattamento può essere proseguito se non col consenso libero e informato della persona. Chiedo di accelerare la predisposizione di un registro DAT, e decidere del proprio fine vita”. Respinto con 12 favorevoli e 17 contrari. 

Questa è la prima discussione di cuore che sento oggi – ha sottolineato Fiazza nel dibattito -, mi hanno colpito le parole della consigliera Cappucciati. Ognuno vive emozioni sulla propria pelle in base all’esperienza che ha fatto, credo che il DAT sia un segno di civiltà che vada dato”. La Cappucciati precedentemente aveva raccontato la propria esperienza personale: “Non credo che a 20 anni posso decidere della mia vita. Non è facile in quel determinato momento decidere se smettere le cure o meno. Una legge che stabilisce il mio fine vita è preoccupante, almeno di casi eccezionali”. La Lega in questo caso non ha votato congiuntamente ma ha lasciato libertà di scelta a ciascun consigliere, proprio in virtù delle esperienze singole  e della delicatezza dell’argomento.

Il gruppo Liberi di Trespidi ha messo sul tavolo la questione del Regolamento del Verde, che però è stato respinto con solo 12 voti favorevoli. Roberto Colla di Piacenza Più ha predisposto invece un emendamento che prevedeva “la collaborazione con gli enti specifici, di interventi educativi atti a difendere tra i giovani il ricordo e la memoria della storia del ‘900, dal quale possono trarre insegnamenti capaci di inculcare loro cittadinanza attiva e senso civico, in ottemperanza alla relativa legge regionale”. Approvato con 27 voti favorevoli.




Rabuffi tuona in Consiglio: “Oggi il centrodestra governa per le promesse fatte in campagna elettorale, non mantenute”

In Consiglio Comunale ieri ha fatto discutere in primo luogo la “Modifica e integrazione dell’attuale disciplina delle tariffe per la fruizione di beni e servizi e conferma aliquote ed esenzioni di imposte comunali per il triennio 2018 2020”. L’assessore al bilancio Paolo Passoni ha evidenziato in aula che le misure della manovra saranno identiche a quelle del 2017.

La decisione presa dalla maggioranza ha portato a una forte discussione che ha visto protagonista Luigi Rabuffi, che ha precisato: “Ci viene chiesto di modificare il regime delle tariffe comunali, ma di fatto confermando tutte le aliquote. Ci viene chiesto di confermare per il triennio 2018 2020, le aliquote e le esenzioni dell’addizionale comunale Irpef a decorrere dal 1 gennaio 2019, nella stessa misura del consiglio comunale precedente a questo. Aumento, che porterà nelle tasche del Comune 2 milioni e 500 mila euro annui, soldi dei piacentini. Che vengono delle loro tasche, soprattutto da quelli meno abbienti. Andiamo a prendere i soldi dalle tasche da quelli che ne hanno di meno, nel modo strano che abbiamo noi di fare politica. Passiamo da una addizionale Irpef dallo 0,42% allo 0,70%, ovvero un aumento del 66,66 %. Voi probabilmente oggi governate perché la gente ha creduto alle vostre parole sull’abbassamento delle tasse. Penso che oggi questo voto farà riflettere molte persone, soprattutto quelle in una fascia dei meno abbienti. Il provvedimento di oggi si somma ad altri due provvedimenti che questa maggioranza ha votato,come  i canoni Erp (aumento del 108% per i canoni più bassi) In poco tempo avete introdotto 3 tasse diverse. Nessuno di voi era obbligato ad inserire la tassa di soggiorno, per esempio. Prendete una decisione che non farà piacere neanche a voi, saranno effettivamente prima i piacentini, come avete detto più volte in campagne elettorale a pagarne le conseguenze”.

Anche i consiglieri Trespidi e Cugini sul piede di guerra: <<Non abbiamo assistito a una diminuzione della pressione fiscale come ci si poteva attendere da un Governo di centrodestra – ha rimarcato il primo – , vi è stata l’istituzione di una nuova tassa, di soggiorno. È interessante quello che diceva un’esponente della tradizione liberale come Einaudi. “Uno dei maggiori flagelli è stato quello della molteplicità delle imposte”. Da un punto di vista politico ci saremmo aspettati una premessa che smarcasse questa amministrazione dalla politica tariffaria della giunta precedente, invece viene del tutto confermata>>.  “La campagna elettorale è stata fondata sulle tasse che andavano abbassate – ha sentenziato Cugini -, da quello siamo arrivati al consigliere Pecorara contento che siano state confermate le tariffe in vigore attualmente. E’ falso dire che abbiamo portato al massimo tariffe e aliquote”.

Filippo Bertolini di Fratelli d’Italia ha fatto notare nuovamente che le imposte sono derivate dalla volontà di sistemare le disastrate casse comunali, frutto di una dissennata gestione, secondo Bertolini. “Per mantenere un punto di equilibrio nel bilancio non possiamo dare un taglio drastico alle tasse che ha messo la passata amministrazione. Stiamo facendo miracoli”.  Il provvedimento è stato approvato dal centrodestra con voti sfavorevoli di Liberi, Piacenza in Comune e Stefano Cugini. Astenuto il M5S  mentre Piacenza Più e il PD non hanno partecipato. 

E’ stato infine approvato un emendamento presentato da Antonio Levoni, con il consenso della maggioranza, che porta l’aliquota Imu da 1.06% a 0,96 per i proprietari di negozi sfitti “per liberare risorse e recuperare gli stessi negozi”. Andrea Pugni (M5S) si scaglia contro Levoni, “Ci voleva un po’ più di coraggio, con una riduzione maggiore. Il nostro sub emendamento stimola questi proprietari di immobili a far si che migliorino lo stato di questi immobili per renderli fruibili al commercio cittadino. Alcuni immobili in Via Roma si trovano in uno stato pessimo”. L’emendamento Levoni è stato approvato. 

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