Piacenza Cenerentola sul fronte dei finanziamenti regionali alla cultura

attraverso i suoi assessori, cerca di smentire questa affermazione. Sul fronte della cultura però i numeri parlano chiaro e la provincia di Piacenza risulta davvero la “figliastra”.

La Regione Emilia-Romagna ha di recente approvato il Piano Annuale 2018  – in attuazione della Legge regionale n. 37/1994 in materia di promozione culturale – contenente i contributi stanziati (ben € 3.124.000 in tutto) a Comuni e Unioni di Comuni, Associazioni e Istituzioni culturali per progetti relativi ad attività di promozione culturale. Dallo stesso emerge come Piacenza sia la provincia che ha ottenuto meno contributi in assoluto (€ 165.000). Meglio se la passano tutte le altre: Bologna € 784.000, Modena € 475.400, Reggio Emilia € 416.000, Forlì-Cesena € 290.600, Parma € 279.000, Ferrara € 245.000, Ravenna € 241.000 e Rimini € 228.000. Può essere che la colpa sia anche dei nostri amministratori locali che non hanno presentato sufficienti richieste di contributi. Sapere però di essere fanalini di coda … non fa certo piacere. Ma vediamo dalla tabella qui sotto come verranno distribuiti, sul territorio, questi 165 mila euro.

COMUNE DI FIORENZUOLA D’ARDA SCUOLA DELLO SPETTATORE “IL VIAGGIATOR LEGGERO” – RASSEGNA “7LETTERE25NOTE”… IN VIAGGIO TRA LE STELLE € 18.000
COMUNE DI CASTELL’ARQUATO FESTIVAL LUIGI ILLICA € 11.000
COMUNE DI PIACENZA IL COLORE DEL GIALLO – 1 EDIZIONE € 15.000
ASSOCIAZIONE CULTURALE NOVECENTO – TRAVO (PC) MUSICHE NUOVE A PIACENZA € 4.000
ASSOCIAZIONE CULTURALE DEA DONNE E ARTE PIACENZA – PIACENZA CONCORSO INTERNAZIONALE SAN COLOMBANO € 4.000
ASSOCIAZIONE “TRAMBALLANDO PRO LOCO DI
RIVERGARO” – RIVERGARO
PROGRAMMAZIONE EVENTI 2018 €4.000
ASSOCIAZIONE “CRISALIDI” – PONTENURE (PC) FESTIVAL 50+1 – QUINTA EDIZIONE € 4.000
ASSOCIAZIONE CENTRO MUSICALE TAMPA LIRICA – PIACENZA ESTATE OPERA FESTIVAL 2018 € 5.000
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA LIRICA – PIACENZA OPERA LIRICA “MADAMA BUTTERFLY” DI GIACOMO
PUCCINI
€ 5.000
ASSOCIAZIONE “P.K.D. PIACENZA, KULTUR, DOM” – PODENZANO (PC) STAGIONE TEATRALE 2018 / 2019 TEATRO TRIESTE 34 – QUOTA PARTE ANNO 2018 € 5.000
ASSOCIAZIONE “NEL POZZO DEL GIARDINO” – PIACENZA IN CORSO D’OPERA 2018 € 5.000
ASSOCIAZIONE “ACCADEMIA DELLA CUCINA PIACENTINA” – PIACENZA 30° CONCORSO NAZIONALE PER CUOCHI GENTLEMEN “SUPPERA D’ARGINT” € 5.000
ASSOCIAZIONE LE VIE DEL SALE – FARINI (PC) APPENNINO FESTIVAL € 17.000
ASSOCIAZIONE “OK CLUB” – BETTOLA (PC) VIVAS – VIVERE I VALORI CON L’ARTE E LO SPORT € 16.000
ASSOCIAZIONE “APPENNINO CULTURA” – VERNASCA (PC) BASCHERDEIS 2018 € 15.000
ARCI COMITATO PROVINCIALE DI PIACENZA – PIACENZA ESTATE CULTURALE PIACENTINA: UN’ESTATE DI MUSICA E CULTURA € 5.000
ASSOCIAZIONE BUS1 – PIACENZA FESTIVAL BEAT 2018 – XXVI EDIZIONE € 6.000
ASSOCIAZIONE “NUOVI VIAGGIATORI” – PIACENZA FESTIVAL “RACCONTAR DI VIAGGIO” € 6.000
A.C.I.T. PIACENZA “CENTRO CULTURALE ITALO-TEDESCO” – PIACENZA IL TEMPO DEL RICORDO € 6.000
ASSOCIAZIONE “GRUPPO STRUMENTALE DA CAMERA VINCENZO LEGRENZIO CIAMPI” – PIACENZA SETTIMANA ORGANISTICA INTERNAZIONALE-BIBIENA ART FESTIVAL € 9.000



Piano adolescenti, Katia Tarasconi (Pd): “Ascolto attivo: non parliamo di loro, ma parliamo con loro”

Uno strumento operativo di aiuto e supporto alla legge regionale 14/2008, dedicata alle politiche giovanili. Il piano pluriennale sull’adolescenza 2018-2020 viene definito così dalla sua relatrice di maggioranza, Katia Tarasconi (Pd) che, durante la sua approvazione in Aula, ne ha definito le linee guida e gli obiettivi. 550mila i giovani coinvolti in Emilia-Romagna. Nel dettaglio si tratta di poco più di 275mila tra gli 11 e i 17 anni, di cui 17.119 piacentini.
“L’adolescenza è una fase della vita complessa – ha spiegato la consigliera piacentina durante la seduta dell’Assemblea legislativa – con caratteristiche specifiche che occorre conoscere e riconoscere per avere gli strumenti di supporto necessari verso questa delicata fascia d’età. Da una parte la socializzazione, la promozione del benessere psicofisico e tutte quelle preziose opportunità di crescita; dall’altra, il contrasto e la prevenzione di fenomeni come bullismo, cyberbullismo, abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze, la violenza. “Un braccio pragmatico che dona impulso agli obiettivi, messo a sistema attraverso dieci schede di intervento specifico”, evidenzia Tarasconi.

Tra le varie azioni destinate a tutte le agenzie educative, in primis famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie, “tengo a sottolineare la promozione di sportelli di ascolto psicologico nelle scuole medie e nel biennio delle superiori per evitare il fenomeno dei ritirati sociali e le varie forme di disagio tipiche dell’età: più si comunica, più si comprende. Si insiste a parlare di loro – afferma Tarasconi – invece tutti siamo coinvolti nell’importante missione di parlare con loro”.
Importanti riflessioni relative ai temi del Piano sono state inoltre veicolate da due ordini del giorno: “nel primo – spiega Tarasconi che è la prima firmataria del documento – viene chiesto che le risorse del Bonus cultura per i neodiciottenni, nella manovra di bilancio per il 2019, non siano distolte dalla loro finalità originaria di promozione della cultura dei giovani e non vengano destinate altrove dal momento che, per l’80%, quei soldi sono stati utilizzati dai ragazzi per l’acquisto di libri”. Il secondo chiede di rivedere le modalità d’accesso alle facoltà universitarie: “non può un solo test d’ingresso essere l’unico strumento di valutazione per decretare il futuro professionale di un ragazzo, occorrerebbe – conclude Tarasconi – prendere in considerazione tutto il suo percorso”. 

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Ambiente: Colli del Nure diventa un paesaggio naturale protetto

Via libera all’istituzione del paesaggio naturale e seminaturale protetto Colli del Nure, in provincia di Piacenza. Con i voti favorevoli di Partito democratico, Sinistra italiana e Misto-Mdp  e le astensioni di Lega nord e Misto-Mns, la commissione Ambiente (presieduta da Manuela Rontini) ha dato il via libera alla delibera di Giunta che lo istituisce.

A differenza dei parchi e delle riserve naturali, che tutelano sistemi territoriali e ambientali di particolare pregio, i paesaggi protetti servono per tutelare aree con valori naturalistici diffusi in cui le relazioni, equilibrate e protratte nel tempo, tra attività umane e ambiente naturale hanno favorito il mantenimento di habitat e di specie in buono stato di conservazione. Oggi sono quattro: la Collina reggiana Terre di Matilde, Colline di San Luca, la Centuriazione romana e il Torrente Conca.

La proposta di istituzione nasce da una richiesta del comune di Ponte dell’Olio successivamente condivisa dalla provincia di Piacenza e dall’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia occidentale.

L’area comprende l’intero territorio del comune di Ponte dell’Olio, si estende per 4.210 ettari e riassume i caratteri tipici del paesaggio collinare del piacentino. È caratterizzata da una notevole biodiversità botanica e faunistica e da una grande variabilità di paesaggi nella zona a ridosso del torrente Nure.

Tra gli obiettivi di gestione rientrano quelli della promozione di appropriati usi del suolo per la salvaguardia del paesaggio rurale, il recupero e il mantenimento dell’equilibrio idrogeologico e della stabilità dei versanti, la promozione turistica del territorio e il recupero e il mantenimento delle identità e delle tradizioni locali.




Rancan (Lega): interi territori della provincia di Piacenza senza copertura mobile

“A Piacenza, ma più in generale in tutta l’Emilia-Romagna, interi territori lamentano una scarsa copertura della rete di telefonia mobile: la Regione è al corrente del problema?”

La denuncia arriva dal consigliere regionale della Lega Nord, Matteo Rancan,che ha depositato un’interrogazione con la quale sollecita l’intervento del Governo di viale Aldo Moro per risolvere i problemi che lamentano sia cittadini che imprese del Piacentino.

“Non solo il territorio di Ceci (località a circa 900 m di altitudine), oggetto di una mia interrogazione dei giorni scorsi, ma anche quelli di Chiavenna Landi, Cariseto, Orezzoli, Coli, Chiavenna Rocchetta, San Michele di Morfasso, Castagnola, Roncaglia, Chiavenna Rocchetta, San Polo e Mucinasso, rilevano una scarsa, quando non assente, copertura di rete per telefonia mobile – spiega il consigliere del Carroccio. Il problema si riscontra, dunque, non solo nelle zone di montagna (già di per sé isolate e con difficili collegamenti viari), bensì anche in centri abitati (Chiavenna Landi, frazione di Cortemaggiore, Comune in provincia di Piacenza, rappresenta un esempio calzante) dislocati in aree geograficamente di facile accesso e a ridosso di importanti arterie stradali”.

“La mancata copertura di rete mobile e/o la presenza di un segnale molto debole rappresenta un fattore fortemente discriminante, in termini di competitività, per molte aziende – sottolinea Rancan – tal proposito si evince che, il collegamento attraverso la rete mobile diventa fondamentale non solo per le comunicazioni personali, ma per le attività economiche e/o di impresa. L’impossibilità di fare affidamento su una comunicazione telefonica certa e funzionante crea enormi disagi e onerose perdite economiche ai cittadini e alle attività economiche”.

Del resto, oggi, la telefonia mobile assume una valenza importante e basilare anche durante situazioni di emergenza, “tant’è che sono stati registrati ritardi nei soccorsi durante incidenti stradali e in occasione del gelicidio dello scorso inverno” denuncia il consigliere del Carroccio.

La scarsa copertura di rete mobile rappresenta anche un disincentivo per eventuali nuovi abitanti, riducendo l’attrattività di alcune località già colpite dal fenomeno dello spopolamento pertanto “la Giunta Regionale intende intraprendere una mappatura delle zone della Regione nelle quali risulta difficile o impossibile comunicare a mezzo della telefonia mobile per valutare le priorità di intervento? Non ritiene opportuno stringere ulteriori accordi con le aziende proprietarie delle linee per incentivarle ad installare altri ripetitori e chiedere uno specifico impegno, al fine di poter usufruire di una ricezione ottimale” chiede Rancan nel documento ispettivo.




La Regione non fa retromarcia sul piano smog. Rancan: “deluse le richieste dei cittadini”

Matteo Rancan, consigliere della Lega Regione Emilia Romagna interviene sulla questione del blocco degli euro 4 durante lo stop al traffico, dopo il confronto in Commissione Bilancio che si è tenuto nel pomeriggio di ieri.

«La nostra proposta di escludere le vetture con motore diesel euro 4 – spiega Rancan – è stata bocciata. Si trattava di una idea di buon senso formulata per raccogliere le istanze dei cittadini e degli esercenti penalizzati da una manovra troppo restrittiva e inadeguata. Da giorni segnaliamo come bloccare le vetture euro 4 significhi creare un grave danno all’economia delle imprese, delle famiglie e di tutto il territorio. Come noto infatti, nella nostra regione una vettura su quattro è alimentata da motore euro 4 e, dunque, bloccare anche i veicoli con questo tipo di emissione, oltre a quelli con emissioni più inquinanti, significa bloccare intere città».

A risentirne, secondo l’esponente piacentino del Carroccio, sono soprattutto «i lavoratori che utilizzano i mezzi commerciali per spostarsi: mezzi ancora recenti che la crisi non permette di sostituire e per i quali non è stato varato nessun piano di incentivi serio». Proprio ieri Ascom Confcommercio e Confesercenti hanno chiesto all’assessore Paola Gazzolo e al governatore Stefano Bonaccini di «valutare concretamente l’ipotesi di un’attenuazione della misura che riesca a coniugare la tutela dell’ambiente e della salute con le esigenze del mondo del lavoro» e, sostanzialmente, «la stessa richiesta è stata avanzata da noi in Commissione», spiega il consigliere.

«La nostra proposta – insiste – era molto semplice e di buon senso: esentare i veicoli diesel euro 4 dalle limitazioni poste dal Pair alla circolazione nei centri abitati, con popolazione superiore ai 30.000 abitanti. Ma il Pd l’ha respinta».

La Lega ripresenterà l’emendamento sul blocco della circolazione per i mezzi euro 4 in aula, «nella speranza che questa maggioranza maturi un ripensamento non certo a beneficio della Lega, ma delle migliaia di emiliano romagnoli che, a causa di politiche sbagliate e adottate senza considerare le esigenze dei cittadini non possono più circolare liberamente col proprio autoveicolo».

Nella stessa Commissione poi «è andata in scena la farsa sull’utilizzo saltuario di natura domestico-ricreativa di camini e focolari», continua Rancan. «Per correggere la normativa assurda e penalizzante che il Pd ha deciso di applicare – aggiunge – abbiamo chiesto che la possibilità di utilizzo saltuario venga esplicitata, in modo da permettere ai cittadini quanto meno di rispettare le tradizioni famigliari di qualche occasionale festa in famiglia davanti al caminetto senza il rischio di incorrere per questo in pesanti sanzioni».

Su questo punto «messo alle strette, il Pd si è reso conto della assurdità del provvedimento appena varato e ha congelato il nostro emendamento rinviandone l’approvazione all’assemblea del 16 ottobre prossimo».

Per Rancan resta evidente che «su una questione importante come la qualità dell’aria la politica del Pd paga il prezzo di una ideologia estremista che, nel tentativo di accaparrarsi il consenso degli elettori più sensibili al tema, vara norme esageratamente restrittive per le quali ancora non è stato provato alcun risultato».




5,6 milioni di risarcimenti in 88 Comuni per i danni a privati dal maltempo 2016 – 2017

C’è tempo fino al prossimo 23 ottobre per presentare le domande di contributo per i danni causati ad abitazioni private dalle tre ondate di maltempo che hanno interessato l’Emilia-Romagna tra il 2016 e il 2017, per le quali venne dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

A disposizione ci sono oltre 5 milioni e 600 mila euro per i cittadini di 88 Comuni che, dopo gli eventi, hanno presentato agli uffici municipali le schede di ricognizione dei danni. Lo annuncia l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, che ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni interessati dal provvedimento: “La Regione si è subito messa al lavoro per dare avvio all’iter dei rimborsi e chiuderlo entro l’anno, nel rispetto dei tempi stretti a disposizione, per evitare di perdere i fondi. Per questo stiamo operando in stretto coordinamento con i Comuni, assicurando tutta la collaborazione necessaria per raggiungere l’obiettivo. Se dovessero essere necessarie risorse aggiuntive, siamo pronti a chiederle al Governo: a tutti i cittadini deve essere garantita l’opportunità di godere di un diritto all’indennizzo riconosciuto loro dalla legge”.

Gli indennizzi sono finanziati con risorse rese disponibili dall’ex Governo Gentiloni attraverso la legge di stabilità nazionale per il 2018 e stanziate lo scorso aprile dal Ministero dell’Economia.

Il via libera dal Consiglio dei ministri alle procedure per il riconoscimento dei danni è giunto lo scorso 6 settembre dopo che la Regione Emilia-Romagna ne ha sollecitato l’adozione, con una lettera inviata a fine luglio dall’assessore Gazzolo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

L’istruttoria dovrà essere chiusa dai Comuni entro il prossimo 22 novembre; l’elenco dei soggetti candidati al contributo sarà quindi trasmesso alla Regione per il successivo invio al Consiglio dei Ministri, cui spetta l’approvazione effettiva degli indennizzi.

I rimborsi

Interessati sono tutti i cittadini colpiti dalle conseguenze delle precipitazioni eccezionali del periodo 27 febbraio-27 marzo 2016; di giugno-luglio-agosto 2017 e dell’8-12 dicembre 2017 che hanno completato le schede di ricognizione dei danni (schede B).

I rimborsi potranno coprire l’80% dei danni nelle abitazioni principali (per un massimo di 150 mila euro, che sale a 187mila 500 euro per le case distrutte o da delocalizzare). Potranno arrivare fino al 50% per le seconde case e potranno aggiungersi 10 mila euro “una tantum” per le demolizioni. Anche i beni mobili non registrati, come arredi o elettrodomestici, situati in abitazioni distrutte o allagate, saranno risarciti fino a 1.500 euro.

Chi ancora deve svolgere i lavori di ripristino di beni immobili ad uso abitativo danneggiati ha a disposizione 18 mesi per ultimarli a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Consiglio dei ministri che assegnerà i fondi per i contributi, avvenuta il 13 settembre scorso. Il periodo salirà a 30 mesi in caso di demolizione, ricostruzione o delocalizzazione dell’abitazione distrutta o sgomberata in seguito agli eventi di maltempo.

La liquidazione dei rimborsi seguirà un duplice canale. In caso di opere già completate (per le quali il cittadino dovrà presenterà al Comune la documentazione di spesa contestualmente alla domanda di risarcimento), il beneficiario potrà prelevare l’indennizzo dal conto corrente attivato in uno degli istituti di credito tra quelli disponibili in un elenco consultabile in ogni Municipio. Se, invece, i lavori devono ancora essere svolti, il titolare del contributo dovrà indicare al Comune in cui si trova l’immobile danneggiato una banca prescelta tra quelle convenzionate. L’istituto di credito provvederà direttamente alla liquidazione delle fatture alle ditte incaricate dai cittadini per l’esecuzione degli interventi.

I Comuni interessati

Sono in tutto 88 i Comuni dove cittadini hanno presentato segnalazioni di danni causati dal maltempo tra il 2016 e il 2017, compilando le schede di ricognizione.

Nella provincia di Piacenza sono interessati i privati residenti nei comuni di Alseno, Bettola, Bobbio, Cadeo, Carpaneto Piacentino, Coli, Cortemaggiore, Farini, Morfasso, Ottone, Piozzano, Ponte Dell’olio, Pontenure, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Travo, Vernasca e Vigolzone. 

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Fratelli d’Italia: “La Regione rinunci alla vendita delle azioni di Piacenza Expo”

Sulla vendita delle azioni di Piacenza Expo da parte della Regione, già oggetto di una dura presa di posizione dell’Associazione dei Liberali Piacentini, alza la voce anche Fratelli d’Italia che ha presentato, nei giorni scorsi, una pungente mozione in Consiglio Comunale. Nel documento – sottoscritto da Foti, Migli, Bertolini e Domeneghetti – i consiglieri ricordano che <>.
I consiglieri di Fratelli d’Italia evidenziano quindi come <>.
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La mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia invita quindi il sindaco Barbieri a <>. E ciò <>.




Foti (Fdi) sui costi di costruzione: “Per far contenti i Comuni, la Regione tartassa i risparmiatori”

Contro l’aumento dei costi di costruzione, prospettato da una deliberazione della Giunta Regionale che sarà sottoposta a breve alla valutazione del Consiglio Regionale, scendono in campo, ai vari livelli elettivi, gli esponenti di Fratelli d’Italia.

“I propositi della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna di pervenire ad una determinazione del costo di costruzione, ancorandola ai valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare, non solo rappresentano l’ennesima penalizzazione diretta contro il mercato immobiliare, ma si scontrano vistosamente con le vigenti normative statali”.

Lo sostiene l’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto un’interrogazione ai ministri Toninelli e Stefani: “Come opportunamente denunciato dalla Confedilizia e dalla Proprietà Fondiaria di Piacenza – spiega Foti – l’ansia interventista della Regione, con buona pace dei tanto propagandati quanto ignorati principi non invasivi, finirà per riversare sulle spalle dei risparmiatori dell’edilizia il maldestro ed ingiustificato aggravio dei costi di costruzione”.

Il deputato di Fratelli d’Italia non ci sta: “Le norme in vigore – rimarca Foti – parlano chiaro. La legislazione vigente, confortata anche dalla sentenza n. 125/2017 della Corte Costituzionale, non lascia spazio a dubbi. Il tentativo portato avanti dal Presidente della Regione Bonaccini e dai suoi accoliti di esercitare la potestà legislativa concorrente in materia edilizia, con il chiaro scopo di vessare i risparmiatori in favore degli Enti pubblici interessati, risulta non solo sbagliato in diritto, ma anche odioso nei confronti dei cittadini”.

“Le leggi esistenti – sostiene il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – ancorano con chiarezza la determinazione del costo di costruzione ai costi massimi ammissibili per l’edilizia agevolata. Qualsiasi diversa interpretazione entra in palese contrasto con le norme sopraordinate.

Il Governo – conclude Foti – richiami con urgenza la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna al rispetto delle leggi vigenti e dei risparmiatori”. Da parte sua, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri annuncia “una dura battaglia in consiglio regionale, nel caso in cui la Giunta non accolga la proposta che ho avanzato di revocare la deliberazione in questione, per impedire che sia inferto l’ennesimo colpo mortale ad un settore, quello dell’edilizia, che già da anni attraversa una pesantissima crisi. Siamo di fronte ad un’iniziativa che pur di ingrassare i bilanci degli enti locali scarica sui costruttori e, quindi, sugli acquirenti di immobili nuovi ed ingiustificati costi.” Infine, i consiglieri di Fratelli d’Italia del comune di Piacenza hanno presentato una mozione urgente con cui chiedono alla Giunta Comunale di volere “esprimere alla Giunta Regionale la propria ferma contrarietà rispetto alla delibera che aumenta a dismisura i costi di costruzione”, giudicando altresì “un’arbitraria invasione di campo la decisione regionale, tenuto anche conto dell’imposizione ai Comuni di dovere recepire l’aumento dei costi di costruzione entro novanta giorni dall’entrata in vigore degli stessi, trascorsi i quali la nuova costosa scelta regionale opererà comunque e direttamente”.




Reddito di solidarietà. Secondo l’assessore Sgorbati i pagamenti della Regione sono troppo lenti

Reddito di solidarietà, nei giorni scorsi la Regione Emilia-Romagna ha reso noti i risultati relativi ai primi nove mesi di attuazione della misura che prevede l’erogazione di un contributo per persone e famiglie in gravi difficoltà economiche, associato a un programma di attivazione e reinserimento sociale e lavorativo dei beneficiari. Per quanto riguarda la città di Piacenza, le domande accolte sono 192 mentre 298 sono quelle in lavorazione, riferite ad altrettanti nuclei famigliari che hanno preso contatto con i Servizi sociali del Comune, in alcuni casi per la prima volta.

Un risultato importante e un aiuto concreto per le famiglie coinvolte – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – ma che purtroppo non vede rispettati i tempi di risposta ai cittadini previsti dal regolamento attuativo. Le persone la cui pratica è già stata elaborata dalla Regione hanno ricevuto la tessera per l’accredito bimestrale dei contributi, ma purtroppo i pagamenti avvengono con estrema lentezza. Solo due giorni fa la Regione ha comunicato che gli accrediti previsti per fine luglio slitteranno a settembre. Oltre a questo, sono ancora molti (298 appunto) i piacentini la cui domanda è ancora in fase di lavorazione da parte della Regione e in alcuni casi l’attesa sta durando mesi”.

Prosegue l’assessore: “Proprio nei giorni scorsi, ho scritto all’assessore regionale Elisabetta Gualmini per richiedere un intervento urgente di risoluzione di questi problemi. Il Res è una misura importante, che richiede un forte lavoro da parte degli uffici comunali, ma non può procedere con queste difficoltà”. Conclude Federica Sgorbati: “Va garantito il rispetto dei cittadini svantaggiati che giustamente chiedono e meritano certezza dei pagamenti e puntualità nei tempi di risposta. Allo stesso tempo non è possibile lasciare che siano gli uffici comunali a gestire le lamentele per procedure che sono di competenza regionale. Purtroppo, infatti, gli uffici comunali possono fornire chiarimenti e informazioni, ma nulla più, dato che i pagamenti e le lavorazioni complessive delle pratiche non dipendono dal Comune ma dalla Regione”.




Confediliza denuncia: “la Regione vuole portare gli oneri di urbanizzazione a livelli spropositati”

La Regione Emilia Romagna sarebbe intenzionata ad adottarenuovi criteri per il calcolo degli oneri di urbanizzazione. Una scelta che – secondo Confedilizia – porterebbe ad aumenti spropositati e fuori mercato. L’associazione ha diramato un comunicato stampa in cui spiega cosa starebbe succedendo.

«Confedilizia e Proprietà fondiaria denunciano all’opinione pubblica, alla categoria imprenditoriale ed alle categorie tecniche che la Regione Emilia-Romagna sta cercando di realizzare un aumento generalizzato degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione. I Comuni e gli enti pubblici nonché le categorie e le associazioni finora convocate sono state riconvocate per il 28 giugno “per l’illustrazione della proposta prima dell’approvazione in Giunta e da parte dell’Assemblea Legislativa”.

La Confedilizia è stata esclusa dalla consultazione, non è mai stata convocata ed è fortuitamente venuta a conoscenza dell’intenzione della Regione in questione. Meraviglia che i Comuni e le associazioni incluse nella consultazione (fra consenzienti), fra cui i costruttori, i professionisti, Legambiente, Legacoop e gli stessi rappresentanti politici non abbiano ancora denunciato all’opinione pubblica che cosa si sta preparando.

         Il disegno si realizzerebbe attraverso il fatto di prendere a base, per partire per i calcoli, i valori Omi – cioè quelli dell’Agenzia delle entrate – che sono all’evidenza spropositati e superiori al realizzabile, tant’è che furono respinti dallo stesso Ministero dell’economia ai fini del Catasto e che lo stesso sito dell’Osservatorio immobiliare inizia la pubblicazione dei dati con una presa di distanza dagli stessi, e cioè sottolineando che si tratta di valori di larga massima».