Foti (Fdi) chiede la modifica della legge regionale sulle case popolari

È Tommaso Foti di Fratelli d’Italia a chiedere, con la presentazione di un progetto di legge rivolto all’Assemblea legislativa, la modifica della Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo, la legge regionale 24 del 2001.

In attesa di una riorganizzazione organica del settore, spiega il consigliere, “è urgente adottare alcuni correttivi alla legge regionale per uniformare i requisiti di accesso agli alloggi di edilizia popolare a quelli di regioni limitrofe, evitando che in un momento di crisi economica e forte immigrazione parametri troppo permissivi vadano a punire i cittadini italiani a vantaggio di chi magari vede soltanto nella concessione dell’alloggio erp una soluzione di favore per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo”.

Il progetto di legge, con la modifica del comma 1 dell’articolo 15, individua una serie di requisiti minimi per l’accesso alla casa, in particolare è richiesto ai potenziali beneficiari il vincolo della residenza o dell’attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nel territorio regionale da almeno 5 anni. Nello stesso comma, la titolarità in quota non superiore al 50 per cento del diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione sull’alloggio è estesa anche ai territori all’estero. Inoltre, con un nuovo comma, si specifica che i requisiti minimi sono riferiti al complesso del gruppo familiare, con eccezione di quello riferito alla residenza o alla sede dell’attività lavorativa che invece riguarda il singolo richiedente.

Mentre, con la modifica del comma 2, si prevede che l’Assemblea legislativa possa, con apposita delibera, specificare ulteriori requisiti. La materia dell’edilizia residenziale pubblica, si legge nella relazione del progetto di legge, “appartiene tendenzialmente all’ambito della competenza esclusiva delle Regioni, anche se la Corte costituzionale (sentenza numero 94 del 2007) ne ha negato l’autonoma configurabilità e l’ha piuttosto inquadrata come la risultante di competenze appartenenti non solo all’ambito regionale ma anche statale”.

Cristian Casali




L’Emilia Romagna vieta l’uso dei caminetti

L’Emilia Romagna, come fece Londra nel 1956 Londra (attraverso il Clean Air Act) vieta l’uso di caminetti. E’ infatti operativa la disposizione del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) che stabilisce il divieto di utilizzo di combustibili solidi (legna, etc.) per riscaldamento domestico negli impianti con efficienza energetica inferiore al 75% e nei focolari (ossia nei caminetti) aperti o che possono funzionare aperti, siti in unità immobiliari dotate di sistema multi-combustibile ubicati nei comuni della regione i cui territori sono interamente siti a quota altimetrica inferiore ai 300 metri. Questo fino al 31 marzo dell’anno prossimo.
La normativa regionale stabilisce che nei comuni che abbiano territori posti ad altitudini anche in parte superiori a 300 metri i sindaci debbano, con propria ordinanza, individuare le zone situate al di sotto di tale quota ed alle quali si applica il divieto di cui abbiamo detto. Ove i comuni non provvedano nel senso anzidetto, il divieto si applica a tutto il territorio comunale.
La normativa è stata varata per ridurre l’inquinamento e non risulta che in provincia di Piacenza qualche comune abbia adottato l’ordinanza di cui alla legge. Ne consegue che il divieto opera nell’intero territorio di tutti i comuni che abbiano anche solo una parte del proprio territorio superiore ai 300 metri.
Il PAIR2020 prevede inoltre, in applicazione del DPR 74/2013, di regolamentare le modalità di installazione, manutenzione e controllo degli impianti di combustione a biomassa legnosa destinati al riscaldamento ad uso civile, nonché di implementare un sistema informativo regionale, il “catasto degli impianti termici”, per censire la tipologia di impianti per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici presenti sul territorio regionale.
A completamento del sistema di gestione e controllo dei dispositivi suddetti, il Piano regionale prevede l’attuazione del decreto del Ministero dell’Ambiente, previsto dal decreto legislativo n. 152/2006, in materia di certificazione ambientale dei generatori di calore, in fase di approvazione.




All’Urban Hub si presenta il bando regionale Incredibol

Lunedì 2 ottobre, alle 18, l’Urban Hub di via Alberoni 2 ospiterà l’incontro pubblico di presentazione del bando Incredibol, coordinato dal Comune di Bologna con un’ampia rete di partner, che mette a disposizione contributi regionali per complessivi 126 mila euro su tutto il territorio emiliano-romagnolo, oltre all’opportunità di accedere ai servizi offerti dalle realtà coinvolte.
Potranno essere candidati progetti d’impresa di associazioni, neo-imprese, studi associati e professionisti del settore culturale e creativo provenienti da tutto il territorio regionale, purché under 40 e attivi da non più di 4 anni.
Tutti i dettagli sono pubblicati anche sul sito www.comune.piacenza.it , nonché reperibili contattando lo Sportello Startup Piacenza, che ha fornito la propria collaborazione per divulgare, in ambito locale, le informazioni sull’avviso pubblico e sulla disponibilità di fondi, pari a un massimo di 10 mila euro a fondo perduto per ogni candidatura selezionata.
Maggiori informazioni allo 051 2195667/4056/4638 o scrivendo a incredibol@comune.bologna.it .




Foti: ponti di confine con la Lombardia, si rischia la secessione viaria

Sembra che la Regione non riesca a gestire il problema del traffico di flusso tra Lombardia e Emilia-Romagna”; questa l’accusa lanciata in Aula in un’interrogazione immediata da Tommaso Foti (Fdi-An) che chiede all’assessore ai trasporti, Raffaele Donini, un’intesa a tre tra governo e Regione Emilia-Romagna e Lombardia per evitare “una secessione viaria” con la conseguente paralisi dei collegamenti stradali tra le due regioni. Il consigliere punta il dito sulla situazione più grave, quella del ponte Colorno-Casalmaggiore – chiuso a tempo indeterminato da settembre per una lesione delle travi – ma segnala anche le code infinite sul ponte Verdi che collega Roccabianca a San Daniele Po (Cremona) dovute al senso unico alternato, l’intasamento del ponte Viadana-Boretto, i lavori di manutenzione sul ponte Po tra Pieve Porto Morone (Pavia) e Pievetta di Castelsangiovanni (Piacenza) e il ponte a senso unico alternato sul Taro, tra Roccabianca e Sissa Trecasali.

L’assessore, sollecitato in Aula anche dal consigliere Massimo Iotti (Pd) per l’attraversamento Colorno-Casalmaggiore, rassicura sull’urgenza della Regione di aprire al più presto un’interlocuzione tra governo e Lombardia. Nessun intento di secessione, specifica, spiegando poi che ulteriori risorse verranno stanziate dalla Regione Emilia-Romagna e che, per quanto riguarda il trasporto pubblico, sono state già attivate soluzioni provvisorie (come l’aumento di corse sulla linea Parma-Casalmaggiore e aumento di carrozze sui mezzi Trenord). L’assessore comunica poi lo stanziamento di un milione di euro in programma per il ponte Verdi, la riapertura al traffico con senso unico alternato per il ponte sul Taro, lavori in corso per l’attraversamento Viadana-Boretto, e, infine, specifica che i lavori sul ponte Po tra Pieve Morone e Castelsangiovanni sono di competenza della Provincia di Pavia.

“Un bollettino di guerra dal punto di vista strutturale,” commenta Foti, “apprezzo che si sia trovata una soluzione per il trasporto pubblico, ma vorrei anche ricordare che il ponte di Colorno serve da collegamento economico col Brennero, e i tir rimangono in forte difficoltà, come tutte le infrastrutture di confine che si trovano sotto un effetto domino. Mi auguro che l’assessore si faccia carico seriamente del problema”.

 




La Regione premia la responsabilità sociale d’impresa

La Regione Emilia Romagna promuove anche quest’anno il Premio sulla Responsabilità sociale d’impresa. Una terza edizione che mira a stimolare e valorizzare il contributo delle imprese emiliano-romagnole e delle loro associazioni  per il raggiungimento dei 17 obiettivi  e dei 169 targets indicati dall’Assemblea delle Nazioni Unite, con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Le candidature verranno suddivise nelle seguenti categorie:

A- Startup

B- Imprese fino a 20 dipendenti

C- Imprese fino a 250 dipendenti

D- Imprese oltre 250 dipendenti

E- Cooperative sociali

F- Associazioni di imprese e di rappresentanza senza scopo di lucro.

Ogni soggetto potrà candidare un solo progetto che risulti già avviato alla data di emissione del bando, con riferimento ai seguenti temi:

– L’impresa per i giovani

– L’impresa per il welfare e l’inclusione

– L’impresa per l’ambiente

– L’impresa per il territorio e la comunità

Le candidature potranno essere inviate entro il 2 ottobre 2017, esclusivamente mediante posta elettronica certificata all’indirizzo industriapmi@postacert.regione.emilia-romagna.it

E’ possibile accedere direttamente al sito della Regione Emilia-Romagna e alla pagina del premio al seguente indirizzo: http://imprese.regione.emilia-romagna.it/Finanziamenti/rsi/premio-er-rsi-2017-innovatori-responsabili

Per fornire maggiori informazioni alle aziende interessate lo Sportello Startup Piacenza sta organizzando, in collaborazione con la Camera di Commercio, un incontro di presentazione del Premio per mercoledì 13 settembre 2017 alle ore 17 a Piacenza presso la sede dell’Urban Hub in Via Giulio Alberoni, 2.

Saranno presenti i funzionari regionali che potranno fornire chiarimenti e risposte a dubbi e domande degli interessati.




Foti: “collegamenti Emilia-Lombardia a rischio paralisi”

“Quali iniziative, anche nei confronti del Governo, intende assumere la Giunta al fine di ottenere uno stanziamento, con urgenza, per risolvere una volta per tutte i problemi strutturali dei ponti sul Po che collegano la Lombardia all’Emilia-Romagna?”.
A chiederlo, in un’interrogazione all’esecutivo regionale, è Tommaso Foti di Fratelli d’Italia-An. È fondato, spiega il consigliere, “il rischio di una paralisi dei collegamenti stradali tra l’Emilia e la Lombardia: in un’area di circa 60 chilometri, infatti, vari ponti stradali che collegano le due regioni denunciano problemi, su tutti vige il senso unico alternato. In particolare, su quello di ferro che collega Castelvetro Piacentino a Cremona la misura scatterà a giorni, per una durata di almeno due mesi, anche di notte, mentre gravi difficoltà nell’attraversamento, a causa dello stato in cui versa la struttura, si registrano sul ponte che collega Castel San Giovanni (Piacenza) con Pieve Porto Morone (Pavia)”. Inoltre, aggiunge, nella provincia di Parma “sul ponte ‘Giuseppe Verdi’, che collega Roccabianca a San Daniele Po (Cremona), il senso unico alternato è una triste tradizione che va avanti da due anni a causa delle lesioni che riguardano la struttura: il viadotto, rimasto chiuso oltre due mesi tra la primavera e l’estate per la sostituzione dei giunti, è riaperto al traffico dal 9 luglio col senso unico alternato”. Invece, rimarca il capogruppo di Fdi-An, sul ponte tra Casalmaggiore (Cremona) e Colorno (Parma), altra infrastruttura viaria fondamentale per i collegamenti tra Emilia e Lombardia, da fine agosto, e quindi da pochi giorni, è scattato il senso unico alternato a causa di lesioni sulla trave di bordo”. Mentre, prosegue, “permane da tempo il senso unico alternato sul ponte ‘del diavolo’, vale a dire quello sul Taro tra Roccabianca e Sissa Trecasali” e “anche sul ponte tra Boretto (Reggio Emilia) e Viadana (Mantova), la circolazione si svolge a senso unico alternato”.
Foti chiede quindi alla Giunta garanzie sulla sicurezza delle persone che transitano, anche per motivi di lavoro, su questi viadotti.




Un patto fra Emilia-Romagna e Liguria per lo sviluppo dei due territori. Accordo per l’acqua del Brugneto

Siglata fra le due regioni un’intesa che passa per il potenziamento della linea ferroviaria Pontremolese, la Parma-La Spezia,e dei principali assi stradali e autostradali: statale 45 Val Trebbia, statale 62 della Cisa, asse A15 Tibre-Cispadana, strada provinciale 357R di Fornovo. Ma anche un impegno comune sul fronte della gestione delle risorse idriche ad uso irriguo in agricoltura, attraverso la diga del Brugneto, e quella dei rifiuti, per conseguire gli obiettivi comunitari e in caso di eventuali situazioni di emergenza, per periodi limitati e sentite le amministrazioni locali interessate.

I presidenti della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e della Liguria, Giovanni Toti, hanno firmato a Genova un protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione in settori chiave per la valorizzazione e l’attrattività dei rispettivi territori.

Fondamentale è il capitolo infrastrutture, vero e proprio snodo strategico se si pensa che i porti di La Spezia e Genova sono importanti punti di imbarco per le merci in arrivo dal comprensorio industriale centro-emiliano e destinate all’export. Non meno importante per cittadini e imprese sono la gestione dei rifiuti e quella delle risorse idriche, soprattutto, nel secondo caso, di fronte a periodi di siccità e ad aree come la Val Trebbia, nel piacentino ad alta densità di coltivazioni agricole.

“L’impegno per le nostre comunità non conosce confini geografici- afferma il presidente Bonaccini- come abbiamo già dimostrato pochi mesi fa con la firma a Bologna dell’accordo sulle misure anti inquinamento con le Regioni del bacino padano, Piemonte, Lombardia e Veneto. Ora vogliamo affrontare e migliorare la qualità delle infrastrutture che collegano e connettono la Liguria con l’Emilia-Romagna, così come ci sarà una reciproca collaborazione per la gestione delle politiche ambientali, con particolare riferimento alle risorse idriche e ai rifiuti. Siamo la regione che cresce di più in termini di occupazione, Pil, export e non vogliamo fermarci, con l’obiettivo prioritario di creare lavoro. L’intesa siglata oggi va in questa direzione: vogliamo continuare a crescere, e far crescere il Paese”.

“I temi ambientali sono sempre di più al centro della vita delle persone e delle comunità locali – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo, presente a Genova- e l’impegno dei territori non può che essere comune, il più largo possibile. In particolare, il valore aggiunto del protocollo siglato oggi è nell’intesa sul costruire le condizioni per modalità certe, strutturate e stabili per il rilascio dell’acqua dalla diga del Brugneto, importantissima per l’agricoltura piacentina: ora partirà l’interlocuzione con i Comuni, a partire da quello di Genova, per arrivare in tempi rapidi a un protocollo attuativo che dia efficacia all’accordo con la Liguria. Inoltre, in casi eccezionali di emergenza attiveremo il mutuo soccorso sulla gestione dei rifiuti, anche in questo caso con il coinvolgimento degli enti locali e per periodi limitati. Tutto in nome di un principio di prossimità territoriale che vada a beneficio di cittadini e imprese”.

Nuovi treni regionali, Linea ferroviaria Pontremolese

Il “patto” fra Emilia-Romagna e Liguria vede al primo posto l’impegno comune per il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia, a partire dalla richiesta al Governo di finanziamento del tratto Parma-Osteriazza, attualmente non previsto nel pacchetto di investimenti 2017-2021 approvati ad agosto dal Cipe. In particolare, esiste già il progetto definitivo per dare il via al primo lotto Parma-Vicofertile, dal costo di 234,6 milioni di euro.

Strada statale Val Trebbia

Per quanto riguarda la Statale 45, il principale asse di collegamento appenninico tra Genova e Piacenza per il traffico leggero e pesante, dopo la messa in sicurezza dei tratti tra il confine emiliano-romagnolo e Ponte Lenzino e tra Bobbio e La Verza (11 milioni), le due Regioni si impegnano ad avviare analoghi interventi sul fronte della sicurezza e dell’ammodernamento tra il km 62 e il km 95 e nel tratto Rio Cernusca-Rivergaro. Entrambi gli interventi sono già stati approvati dal Cipe per un costo, rispettivamente, di 16 e 41,6 milioni di euro.

Asse A15 Tibre-Cispadana

Oltre alla realizzazione – considerata strategica –  del collegamento tra il casello autostradale Terre Verdiane e la A22 all’altezza di Reggiolo-Rolo, le due Regioni sono impegnate a svolgere i necessari approfondimenti con lo Stato relativi al collegamento tra lo stesso casello e la strada provinciale 72 Parma-Mezzani.

 Strada Provinciale 357R di Fornovo

Analogamente, Emilia-Romagna e Liguria intendono avviare azioni comuni per quanto riguarda l’asse di collegamento tra la Via Emilia e il casello Parma ovest sulla A1. In particolare, l’attenzione è rivolta alla variante di Noceto, il cui progetto definitivo, già approvato, ha un costo di circa 13,5 milioni di euro.

Strada Statale della Cisa

Principale arteria di collegamento appenninico tra La Spezia e Parma, la Statale 62 vede già finanziati con la delibera Cipe dello scorso agosto, e quindi da avviare, i lavori di ammodernamento del tratto tra Parma e Collecchio per oltre 13 milioni di euro.

Acqua – Diga del Brugneto

Viene confermata la necessità di un accordo che definisca in modo stabile e condiviso le modalità di rilascio di ulteriori volumi dall’invaso ligure nei mesi estivi per soddisfare le esigenze di irrigazione della Val Trebbia, nel piacentino. Tale quantitativo si aggiungerà ai 2,5 milioni di metri cubi già previsti dal disciplinare di concessione.

Rifiuti

Le due Regioni concordano sull’opportunità di sviluppare iniziative di reciproca collaborazione e di mutuo soccorso per il conseguimento degli obiettivi comunitari. L’Emilia-Romagna dà poi la sua disponibilità – a fronte di eventuali situazioni di carattere eccezionale e solo per un periodo di tempo limitato – ad accogliere rifiuti della Liguria. Il tutto fatto salvo il parere delle amministrazioni coinvolte e nel rispetto dei quantitativi di trattamento e smaltimento già autorizzati per gli impianti.




In calo, in Emilia Romagna, le imprese femminili

Arretrano in regione le imprese rosa. A fine giugno erano 85.031, si accentua lievemente la flessione rispetto all’anno precedente (-0,3 per cento). Crescono le imprese dei servizi, in particolare alla persona e di alloggio e ristorazione, con l’eccezione del commercio al dettaglio, in sensibile calo. Prosegue la contrazione in agricoltura e nelle costruzioni. Continua la composizione tra il calo delle società di persone ( -3,0 per cento) e delle ditte individuali (-0,4) e la crescita delle società di capitale (+3,0 per cento).

In Emilia-Romagna, alla data del 30 giugno scorso le imprese attive femminili erano 85.031, pari al 20,9 per cento del totale delle imprese regionali, con una leggera flessione (-219 unità, pari a un -0,3 per cento) rispetto alla stessa data del 2016, tendenza che si è accentuata rispetto al trimestre precedente. Ancora una volta, migliore il trend, a livello nazionale, dove le imprese femminili (1.160.810) sono aumentate dello 0,3 per cento. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
Negli ultimi tre anni la base imprenditoriale femminile regionale ha mostrato un andamento leggermente peggiore rispetto a quello riferito alla compagine femminile nazionale. Le imprese in rosa sono aumentate in un terzo delle regioni italiane. L’incremento è stato più rapido in Calabria (+1,2 per cento) e nel Lazio (+1,1 per cento). L’Emilia-Romagna è dodicesima per crescita.
Settori di attività economica. Le tendenze a livello settoriale risultano ampiamente divergenti. Crescono le imprese dell’insieme dei servizi (+0,2 per cento, +147 unità), grazie soprattutto all’incremento delle imprese dei servizi alla persona (+150 unità, +1,6 per cento) ed alloggio- ristorazione (+134 unità, +1,4 per cento), nonostante la rilevante eccezione dell’insieme del commercio (-396 unità, -1,7 per cento) e quella meno sostanziale delle attività immobiliari (-87 unità, -1,5 per cento). All’opposto, in territorio negativo, il commercio al dettaglio e i settori produttivi tradizionali dell’agricoltura (-302 unità, -2,3 per cento) e delle costruzioni (-1,6 per cento), mentre la manifattura ha mostrato una certa tenuta (-0,2 per cento), anche rispetto all’andamento a livello nazionale (-0,5 per cento).
La forma giuridica La flessione dell’insieme delle imprese femminili è da attribuire a quella analoga delle ditte individuali (-0,4 per cento -245 unità), ma soprattutto alla sensibile riduzione delle società di persone (-394 unità, -3,0 per cento) che risentono dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa sostiene la crescita delle società di capitale (+424 unità, pari al 3,1 per cento), anche se questa risulta più contenuta rispetto al recente passato. Le cooperative e i consorzi continuano a fare registrare una discreta crescita (+1,1 per cento).




Vaccinazioni obbligatorie: semplificate le procedure per le scuole dell’infanzia

Si è tenuto ieri l’incontro tra l’Assessore Regionale alla Salute Sergio Venturi ed il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Stefano Versari, per esaminare possibili modalità di semplificazione degli adempimenti previsti dalla Legge n.119/2017 a carico delle famiglie e delle scuole in tema di obbligo vaccinale e procedure connesse a carico di famiglie e scuole.

In modo particolare è stato affrontato il tema delle scuole dell’infanzia, in quanto i termini per la presentazione dell’autocertificazione o della eventuale documentazione comprovante lo stato vaccinale per questo ordine di scuola sono fissati per il prossimo 10 settembre.

Nella consapevolezza della ristrettezza dei tempi, tali da non consentire la ricerca di eventuali altre forme di semplificazione, la Regione Emilia-Romagna ha disposto che la documentazione attestante lo stato vaccinale sia inviata direttamente dalle ASL alle famiglie; laddove lo stato vaccinale non risulti in regola rispetto all’età, le famiglie riceveranno gli appuntamenti per le vaccinazioni.

I documenti ricevuti dalla propria ASL saranno poi consegnati dalle famiglie alle scuole, evitando quindi la presentazione di autocertificazioni e di successive certificazioni.

Questa forma di semplificazione fornisce un aiuto fondamentale alle famiglie e alle scuole.

Pertanto i Dirigenti Scolastici statali e i Gestori delle scuole dell’infanzia paritarie e iscritte al registro delle scuole non paritarie sono invitati a fornire la massima informazione alle famiglie degli alunni delle scuole dell’infanzia in ordine al fatto che riceveranno direttamente a casa la comunicazione ASL ad inizio di settembre, fatti salvi i tempi tecnici per la consegna postale.

Verrà prestata particolare cura nella comunicazione con le famiglie straniere e con quanti potrebbero avere difficoltà di comprensione del significato e delle implicazioni della comunicazione inviata dalla ASL.

Le famiglie che non dovessero ricevere la comunicazione ASL, per problemi logistici o in quanto residenti in altra Regione o per qualsiasi altro motivo, potranno comunque avvalersi della possibilità di presentare l’autocertificazione.

L’Ufficio Scolastico Regionale terrà una conferenza di servizio per i Dirigenti Scolastici e per i Rappresentanti delle Federazioni degli Enti Gestori delle scuole dell’infanzia paritarie il giorno 31 agosto 2017. L’obiettivo comune della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna è quello di fornire informazioni univoche in ordine agli adempimenti previsti dalla norma.

La Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna si impegnano a cercare ogni forma di supporto affinché i procedimenti previsti dalla norma possano esser svolti con efficienza, anche per gli altri ordini di scuola, per i quali si rimanda a successive informazioni.