Rifiuti, Zanardi del Misto suggerisce più controlli e “cartelli informativi e deterrenti”

Uno degli scorci più suggestivi di Piacenza, la chiesa di San Giovanni in Via Beverora, contorniato di rifiuti abbandonati. Purtroppo non è un caso isolato.
Gli episodi di inciviltà ed accumulo di rifiuti in città sono all’ordine del giorno; queste problematiche si riscontrano in periferia, ma anche in pieno centro storico.
Tantissime le segnalazioni dei cittadini che chiedono ad Iren azioni più incisive, anche a carattere sanzionatorio, e all’Amministrazione Comunale interventi, nell’ambito delle proprie competenze, che possano essere utili per arginare la situazione e possano incidere sul mancato senso civico delle persone.
Oltre a proseguire nelle campagne di sensibilizzazione già avviate, occorrono sicuramente maggiori controlli nelle aree più esposte a questo problema, soprattutto se di valore storico artistico come in questo caso (magari con il posizionamento di telecamere), e si potrebbe anche pensare, se non ancora stato fatto, ad installare, nei punti più critici e di interesse, cartelli che siano informativi ma che possano fungere altresì come deterrente, ove esplicitare la sanzione comminata per la violazione. Fondamentale che siano anche multilingue, in modo che nessuno possa appellarsi alla mancata comprensione.
Ciò è già stato fatto anche nel comune di Rottofreno, e sarebbe ragionevole poterlo pensare anche per Piacenza.
Occorre affrontate il problema da un lato educando i cittadini al senso civico ed al rispetto dell’ambiente, dall’altro adottando misure preventive e sanzionatorie.
La tutela dell’ambiente e dell’igiene pubblica sono priorità fondamentali, da perseguire attraverso azioni incisive di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto. 

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Rifiuti speciali, dalla Regione risposte al sistema produttivo

Prima risposta della Regione alle segnalazioni delle imprese emiliano-romagnole sulle criticità nella gestione dei rifiuti speciali (ovvero i rifiuti derivanti da attività produttive di industrie e aziende, gestiti e smaltiti da aziende autorizzate allo smaltimento). La Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha approvato la delibera che velocizza l’iter autorizzativo per l’incremento delle quantità di rifiuti che è possibile stoccare negli impianti già esistenti in Emilia-Romagna. Atto per il quale l’Arpae dovrà dare precedenza e assoluta priorità nella valutazione delle richieste di incremento a quelle in arrivo in questi giorni e fino al prossimo 31 dicembre, privilegiando così quelle presentate dalle aziende attualmente alle prese con le difficoltà di smaltimento. “Nei giorni scorsi ho incontrato personalmente tutti i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei gestori degli impianti che avevano segnalato la necessità di stoccare i rifiuti all’interno dei propri magazzini o di portarli all’estero, con un inevitabile aumento dei costi: si tratta di un tema di assoluta rilevanza, da cui dipende la competitività del nostro sistema economico- afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente sul sito della Regione Emilia Romagna -. Le criticità evidenziate dalle aziende sono la conseguenza della scarsità di impianti di trattamento che contraddistingue l’intero Paese: una questione che si riflette anche su una Regione da sempre virtuosa come l’Emilia-Romagna, perché i rifiuti speciali possono circolare sul territorio nazionale secondo le regole del libero mercato, quindi al di fuori da ogni pianificazione regionale”. 

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Rifiuti, Gloria Zanardi reclama azioni di contrasto e prevenzione

Gloria Zanardi non ci sta. Il consigliere comunale riaccende i riflettori su un tema fondamentale come l’ambiente, auspicando a un miglioramento delle condizioni delle strade invase, a suo dire, dai rifiuti.

Gli episodi di inciviltà ed accumulo di rifiuti in città sono all’ordine del giorno, come documentato anche sui giornali locali in questo periodo.

Queste problematiche si riscontrano in periferia, ma anche in pieno centro storico, in particolare, nel quartiere Roma dove, purtroppo, il degrado è ormai dilagante.

Tantissime le segnalazioni dei cittadini che chiedono ad Iren azioni più incisive, anche a carattere sanzionatorio, e all’Amministrazione Comunale interventi, nell’ambito delle proprie competenze, che possano essere utili per arginare la situazione e possano incidere sul mancato senso civico delle persone.

Oltre a sollecitare un maggiore controllo nelle aree più esposte a questo problema, è necessario che l’amministrazione adotti una serie di interventi con lo scopo di frenare questo malcostume che sta investendo il nostro territorio – e che incide negativamente sull’igiene pubblica e sul decoro – sensibilizzando la comunità locale attraverso campagne informative sulle leggi vigenti in materia e sulle implicazioni sanzionatorie, così come sulle modalità di ritiro dei rifiuti, ed organizzando interventi in collaborazione con le associazioni locali. In determinati punti sensibili, occorrerebbe anche l’installazione di telecamere e una vigilanza più accurata.

Occorre affrontate il problema da un lato educando i cittadini al senso civico ed al rispetto dell’ambiente, dall’altro adottando misure preventive e sanzionatorie.

La tutela dell’ambiente e dell’igiene pubblica sono priorità fondamentali, da perseguire attraverso azioni incisive di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto. 

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Garetti sulla mozione “decoro urbano” dei 5 Stelle: “L’Ufficio preposto verrebbe bombardato di segnalazioni”

D’ora in avanti potremo sentirci tutti un po’ giornalisti. Il M5S in Consiglio propone una mozione contro il decoro urbano attraverso segnalazioni tramite smartphone. “Un software – precisa Sergio Dagnino, consigliere pentastellato -, consentirà al cittadino di partecipare ancora più attivamente alla vita amministrativa. Potrà infatti segnalare in diretta una situazione che necessita, a suo dire, di intervento e seguire se la sua segnalazione ha avuto un esito positivo o meno, E’ noto che i cittadini amano lamentarsi molto di queste situazioni, che vanno dalla buca ai rifiuti abbandonati. Chiederemmo al cittadino di fare un passo in più, corredando la segnalazione con una nota che sia il più possibile esaustiva”. “C’è un senso di abbandono nei cittadini – considera -, per scherzo dico sempre che se prendo un palo con la macchina tra 10 anni son sicuro di trovarlo ancora così. Nel vicino comune di Ponte dell’Olio è già adottata da anni questa soluzione. E’ chiaro che l’amministrazione è maggiormente responsabilizzata ad agire”. Ha ricordato che comunque ci sarebbero filtri per i segnalatori seriali in base all’importanza della segnalazione stessa e non solo.

L’assessore Garetti ha precisato che sull’argomento si sta lavorando fin da settembre, e che è una mozione più che condivisibile ma sottolinea, “con un sistema simile, l’Ufficio preposto, già in difficoltà di personale, sarebbe sottoposto ad un bombardamento di segnalazioni e dati difficilmente gestibili, perchè oltre ai dati dello smartphone, servirebbe una persona che fisicamente li raccolga. Potremmo fare un percorso inverso, ovvero valutare quali sono i problemi emergenziali ci sono in questo momento e su tali misure arrivare a un vestito su misura. I tempi non sono ancora immediatamente maturi, ma è nostra intenzione valutare tutte le criticità per creare un sistema di monitoraggio e avere un controllo qualitativo degli interventi fatti”. Ha chiuso il suo intervento sottolineando che si tratta di uno degli obiettivi di medio periodo dell’Amministrazione.

Duro l’intervento di Massimo Trespidi (Liberi): “Adesso basta! La favola che non c’è il personale per cui non potete fare certe cose per corrispondere a una mozione come questa in cui serve UNA persona, siccome è stata fatta la riorganizzazione. La mozione solleva una questione reale, possiamo dividerci sulle soluzioni da dare al problema”. 

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Rifiuti urbani: crescita costante a Piacenza

E’ degli ultimi spiccioli di 2017 “Dati ambientali 2016, la qualità dell’ambiente in Emilia Romagna”, rapporto dell’Arpae che ricorre all’abbondante ricorso di strumenti innovativi di informazione ambientale, quali le infografiche, cosicchè da farne un utile supporto all’ulteriore crescita della consapevolezza e conoscenza dell’ambiente in cui viviamo. Particolarmente interessanti valori relativi ai rifiuti urbani prodotti in Regione per abitante dal 2001. In 15 anni si può vedere come la media sia passata da 620 kg in un anno a oltre 660. Quasi tutte le Province analizzate segnano un picco nel 2010, per poi scendere.

Piacenza è passata dai 560 kg circa/abitante nel 2001, che ci metteva bel al di sotto della media prodotta in regione di circa 100 kg, fino al 2016, che ci vede oltre la media, attestandoci a 675 kg circa. Curioso il caso di Parma e Bologna, che pur avendo un numero decisamente più consistente di abitanti producono meno rifiuti, tra i 575 e i 580 kg per abitante nel 2016.

La produzione totale di rifiuti urbani in Emilia-Romagna nel 2016 è stata pari a 2.969.293 tonnellate, in linea con i valori registrati nel 2015. La produzione pro capite è passata da 665 kg/ab. nel 2015 a 666 kg/ab. nel 2016. Su scala provinciale, la produzione pro capite registra un trend positivo in tutte le province, eccetto il lieve calo di Reggio
Emilia e Ravenna. Le differenze dei valori tra le varie province sono legate a un insieme di fattori, i più significativi dei quali sono: i criteri di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, le presenze turistiche, le componenti territoriali e socio-economiche prevalenti nel territorio di riferimento.

Ciò che ci differenzia rispetto alle altre Province è la produzione di rifiuti speciali, decisamente sotto la media rispetto a tutte tranne Rimini. Modena, Ravenna e Bologna, territori dove è presente il maggior numero delle attività produttive della
regione.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Trend decisamente positivo per quanto concerne la raccolta differenziata, che è passata da una media regionale del 25% del 2001, a oltre il 60%. Un dato frutto comunque di una certa disomogeneità: Parma, Reggio Emilia, Modena, Piacenza, Ferrara e Rimini), altre (Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna) si attestano su percentuali inferiori. A Ravenna nel 2016 la diminuzione dei quantitativi di rifiuti raccolti in modo differenziato è imputabile alla diminuzione dei rifiuti speciali assimilati agli urbani.

Il report completo QUI

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