Avvicendamento al Demanio: il Pd ringrazia Roberto Reggi

La notizia dell’avvicendamento alla Direzione del Demanio di Roberto Reggi con il prefetto Riccardo Caprino ha suscitato vasta eco a Piacenza. L’incarico all’ex sindaco era stato rinnovato nel settembre 2017 per un triennio. Si sarebbe “naturalmente” concluso nel 2020.

«L’operato di Roberto Reggi come Direttore dell’agenzia del Demanio ha raggiunto lusinghieri risultati in tutto il Paese, ma per Piacenza la sua azione è stata particolarmente incisivasottolinea in una nota Il Pd provinciale –  ricordiamo, solo per citare le operazioni già consolidate a cui vanno aggiunte numerose altre in corso: il progetto del Laboratorio Pontieri in pieno centro storico ove sorgeranno due nuove palestre al servizio delle scuole che ne sono prive; Il Piano Caricatore che ora ospita l’autostazione trasferita da Piazza Cittadella; Palazzo Farnese sede museale; alcuni dei principali bastioni della cinta muraria ora riqualificati con una virtuosa collaborazione con i privati (Bastione San Sisto, Torrione Fodesta, la ex chiesa di Sant’Agostino, la ex Chiesa San Lorenzo) e altri beni le cui pratiche sono in corso di perfezionamento come la Caserma Dal Verme o l’ex ospedale militare, l’ex Pertite o la caserma Lusignani.

In provincia tra le più significative azioni di riuso ricordiamo le ex polveriere di Rio Gandore (comune di Gazzola) e di Cantone (Agazzano) senza dimenticare la grande sfida per il futuro dell’aeroporto di San Damiano.

Un’azione concreta che in soli quattro anni ha decuplicato gli investimenti, ridotto la spesa, rigenerato beni pubblici in ogni parte d’Italia in un’ampia attuazione di tutti i nuovi strumenti previsti dalle norme sul cosiddetto federalismo demaniale che sostanzialmente prevedono a costi azzerati la restituzione alle città dell’ingente patrimonio immobiliare non più in uso allo Stato e spesso in stato di abbandono. Spiace che il Governo Conte non abbia saputo rinunciare alla sua foga restauratrice e non abbia valutato il merito della positiva gestione del Demanio attuata dall’Ing. Reggi con quel piglio manageriale più volto al bene comune che agli schieramenti politici, che la città gli ha sempre riconosciuto da Sindaco. A Roberto va tutto il nostro ringraziamento».

 




Polledri e Murelli intervengono sul trasferimento dell’archivio: “Nessuno ne sa nulla. Reggi faccia chiarezza”

«A parte il fatto che lo abbiamo letto sulla stampa, desidereremmo sapere dal direttore del Demanio quali sono tempi per i lavori nel monastero di Sant’Antonino (la ex caserma Cantore) per il trasferimento definitivo dell’Archivio di Stato. Quello che l’Archivio contiene è patrimonio della città e la stessa sede è del Comune. Non si può deciderne cosa farne senza interpellare nessuno». Lo afferma la deputata Elena Murelli (Lega) che il 25 giugno ha visitato l’attuale sede, a Palazzo Farnese, con l’assessore comunale alla Cultura, Massimo Polledri, dopo la notizia che il direttore del Demanio, l’ex sindaco Roberto Reggi, ha auspicato un’accelerazione dei lavori mettendo a disposizione 2,5 milioni di euro. «Non solo non abbiamo avuto informazioni ufficiali su Palazzo Farnese, che è un immobile del Comune – ha rincarato Polledri – ma nemmeno sappiamo nulla sulle risorse che dovrebbero essere stanziate o sullo stato in cui sarà riconsegnato al termine dei lavoro. future scelte culturali. Chiediamo delle certezze. Si parla di un piano del Demanio, ma nessuno ne era a conoscenza. Non credo che il Demanio sia una società privata di proprietà di Reggi».

Una parte dei documenti si trova già nell’ex monastero, mentre al secondo piano di Palazzo Farnese – sopra la Cappella Ducale – si trovano i manoscritti più antichi, tra cui due pergamene del X secolo, tantissimi atti notarili che vanno dal 1200 al 1400. Un tesoro culturale «che deve essere salvaguardato e valorizzato» ha concluso Murelli.




A Roberto Reggi il “Premio Mediterraneo per il Patrimonio Culturale”

Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento per l’impegno nella valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico.

La cerimonia di assegnazione del “Premio Mediterraneo per il Patrimonio Culturale 2018” si è svolta presso il Museo della Pace – MAMT di Napoli. Durante l’incontro è stata inaugurata la sala “Mana Saeed Al Otaiba. Poesia e dialogo tra le civiltà” nei locali al piano terra della Fondazione, in concessione dall’Agenzia del Demanio.

“Un lavoro possibile grazie ad una squadra tecnicamente preparata e molto motivata – queste le parole di ringraziamento di Roberto Reggi – Siamo riusciti ad attivare centinaia di operazioni, piccole e grandi, di riqualificazione e riuso degli immobili pubblici con l’obiettivo di mettere a sistema una gestione dinamica ed efficiente del patrimonio capace di generare sviluppo e crescita economica e sociale. Insieme abbiamo intrapreso un percorso virtuoso di trasformazione dell’Agenzia che oggi non è più percepita come un ente burocratico e lontano dalle esigenze del territorio ma è, a tutti gli effetti, protagonista del real estate pubblico e promotrice di iniziative per la rigenerazione urbana”. 

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Reggi confermato alla guida del Demanio

L’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi guiderà per altri 3 anni il Demanio. Lo ha deciso il consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dopo aver acquisito il parere favorevole della Conferenza unificata.




Palazzo Farnese: un “regalo” che costa al comune 64 mila euro l’anno

Lo dicevano già i latini che a caval donato non si guarda in bocca (noli equi dentes inspicere donati). C’è però un regalo su cui, in barba al detto, svariati piacentini iniziano a farsi delle domande, quello di Palazzo Farnese ceduto gratuitamente dal Demanio al comune di Piacenza il 22 dicembre 2014. Un dono natalizio che costa e costerà non poco alle casse municipali. Per l’esattezza 193.615,19 euro di arretrati e 64.005,02 euro all’anno da qui … apparentemente all’infinito.

A spiegare nei dettagli il meccanismo è un documento consultabile sul sito della Banca di Piacenza all’indirizzo http://www.bancadipiacenza.it/site/home/in-evidenza/somme-dovute-dal-comune-di-piacenza-allo-stato-per-il-farnese.html

In pratica il comune in passato pagava al demanio (ramo storico artistico) un affitto pari appunto a 64 mila euro e rotti. Da quando il comune è diventato proprietario del Farnese … non paga più l’affitto ma lo Stato, e nello specifico il Ministero degli Interni, trattiene 64 mila euro e rotti dai tributi che dovrebbero essere versati alla nostra città. Un meccanismo di “pagamento a rate mascherato” che potrebbe anche funzionare se però ci fosse una data finale stabilita a priori. Così invece sembra un gioco delle tre carte, con il banco (lo Stato) che vince sempre.

La speranza è che il direttore del Demanio, l’ex sindaco Roberto Reggi, possa chiarire per quanto Piacenza dovrà pagare questo “generoso” regalo (oltre a continuare a farsi carico delle spese di manutenzione del complesso monumentale). In mancanza di un termine preciso molti potrebbero legittimamente pensare che questo dono sia un come i mirabolanti sconti offerti da una nota azienda di divani: un po’ una patacca.