Gruppo di Pokemon arriva in Santa Maria di Campagna e visita la Salita al Pordenone

In via Campagna si erano già visti turisti provenienti da varie parti d’Italia e pronti ad affrontare la “Salita al Pordenone”. Ma fra i visitatori il gruppo certamente più strano è stato quello composto da una delegazione di Pokémon, guidata dal famosissimo Pikachu.

Il gruppetto si è presentato alla biglietteria della Salita, impaziente di poter ammirare gli affreschi pordenoniani da vicino. A quanto si narra, subito dopo la visita, però, i Pokemon si sarebbero subito dileguati, temendo forse di essere catturati da qualche allenatore di Pokémon nei paraggi. Non sono comunque sfuggiti all’obiettivo di un passante che li ha colti mentre saltellavano sul  sagrato della Basilica.

I Pokémon (dall’inglese “pocket monsters”, mostri tascabili) sono creature di varie forme e dimensioni che, in un mondo immaginario molto simile a quello vero, vivono nella natura insieme agli esseri umani. Alcuni di essi ricordano – nel nome e nell’aspetto – dei veri animali, altri ricordano invece animali di fantasia o preistorici; altri ancora sono inventati.

Diventati celebri negli anni ’90 (grazie a decine di versioni di videogiochi per ogni tipo di console, giochi di carte, film, cartoni animati, etc.), sono tornati di moda (e lo sono tuttora) nell’estate 2016, grazie a Pokémon Go, una riedizione in chiave moderna dei vecchi videogiochi pensati per il Nintendo Game Boy. Chi gioca a Pokémon Go (scaricabile sui dispositivi Android e Apple) impersona un giovane allenatore che deve viaggiare – nel vero senso della parola, si deve camminare per strada – per catturare i Pokémon, che in genere sono allo stato brado, metterli in delle Pokéball (delle sfere in cui i Pokémon vengono rinchiusi) per poi allenarli e farli combattere contro altri Pokémon.

Una visita davvero interessante, questa dei Pokemon e di Pikachu e che certamente permetterà alla Salita al Pordenone di scalare le vette di Google e di far apparire la nostra magnifica cupola ai primi posti nel famoso motore di ricerca. Un tempo del resto i miracoli li facevano i Santi, oggi – a quanto pare – ci riescono benissimo (soprattutto su Internet) i Pokemon.




Primo evento collaterale della Salita al Pordenone

Affollatissimo il primo appuntamento con gli eventi collaterali della Salita al Pordenone, tenutosi ieri sera nel Refettorio del Convento dei frati minori di Santa Maria di Campagna.

La serata – coordinata da Robert Gionelli – si è aperta con la presentazione del volume “Conversazione con Bussi. Conversazione con Brahms” di Umberto Fava – edito in occasione dei 90 anni del celebre musicologo piacentino Francesco Bussi – illustrato dallo stesso autore, in dialogo proprio con Bussi. La presentazione è stata intervallata dall’esecuzione di alcuni brani del compositore austriaco Johannes Brahms, ad opera delle studentesse del Conservatorio Nicolini Mariella Francia (clarinetto) e Keiko Yazawa (pianoforte).

Nella seconda parte, Corrado Sforza Fogliani, Carlo Ponzini e Leonardo Bragalini hanno raccontato ai numerosi intervenuti curiosità e contenuto delle ultime tre pubblicazioni edite dalla Banca di Piacenza – riccamente illustrate e con contributi di numerosi studiosi, tra i quali spicca Vittorio Sgarbi – in occasione della Salita al Pordenone: “Pordenone e la Maniera padana”, “Francesco Ghittoni: inediti e disegni della collezione Banca di Piacenza” e “Genovesino e Piacenza”.

Al termine dell’evento, la Banca di Piacenza ha omaggiato i numerosi intervenuti con alcune copie delle pubblicazioni presentate.




Due Panini in mostra per “festeggiare” la salita al Pordenone

In occasione della manifestazione Salita al Pordenone la Banca di Piacenza esporrà eccezionalmente due Panini recuperati dall’Istituto di credito locale all’estero, così come abitualmente fa per quadri o documenti finiti fuori Italia, specie di soggetti piacentini.

Si tratta di 2 quadri (dipinti nel 1719) che Ubertino Landi commissionò al grande artista piacentino Gian Paolo Panini (1691 – 1765) per arredare casa sua. Il Marchese Landi aveva evidentemente bisogno di un pendant e chiese a Panini di riprodurgli il castello di Rivalta, quadro al quale l’artista accompagnò una veduta fantastica. Le due vedute sono state recuperate dall’estero (dove erano finite) dalla Banca, con la collaborazione del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Prima del recupero operato dalla Banca di Piacenza, si conosceva la sola replica di questo quadro, commissionata dal principe di Kassel ed ora conservata nell’omonima città tedesca (da dove arrivò nel 1993 per essere esposta a Palazzo Gotico). “Il Panini bambocciante – ha scritto, in una pubblicazione della Banca di Piacenza, Ferdinando Arisi, il maggior studioso al mondo dell’artista piacentino – si è sbizzarrito in questi quadri come mai in altre occasioni. In quello con la veduta del Castello di Rivalta si vedano i particolari del pastore con la rete gonfia di pesci che si dirige soddisfatto verso Caratta Rollera, e più in là, verso il castello, delle quattro donne che si danno da fare per lavare, strizzare la biancheria e portare quella pulita sulla riva, gioielli di freschezza, come nel pendant i bambini che si accingono ad entrare in acqua: un maschietto piuttosto in carne, dalla pelle rossicia, invita a spogliarsi una bambina dalla pelle chiara, che si sta cavando dal capo la camicia, che ricorda, per il gioco dei bianchi, una vecchia tutta coperta, capo compreso, di un lenzuolo come un fantasma che poco lontano dal contadino cerquozziano chiede l’elemosina a un gentiluomo, quasi ad indicare il problema sociale dei poveri vergognosi”.




La Salita al Pordenone “sbarca” al Rotary

La Banca di Piacenza ha anticipato alcune linee generali della Salita al Pordenone al Rotary, fra gli sponsor dell’evento, i particolari della manifestazione verranno invece comunicati in una conferenza stampa la settimana prossima.

Dopo la presentazione della serata (convocata in interclub con il Rotary Farnese) da parte del Presidente del Rotary Piacenza dott. Leonardo Bragalini, sono intervenuti il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri e dato che l’evento interesserà, oltre che Cremona, anche Cortemaggiore e Monticelli, anche i sindaci di questi ultimi due centri, Gabriele Girometta e Gimmi Distante.

E’ stata poi la volta del Presidente Esecutivo della Banca di Piacenza Sforza Fogliani che ha compiuto un excursus relativo alla storia della basilica, al restauro e ristrutturazione della salita oltre che di un affresco del Pordenone in basilica (appena autorizzato) dando anche diversi curiosi particolari (autoritratto del Pordenone, ritratto della moglie piacentina e di Alessio Tramello, progettista della chiesa).

Il Superiore del convento francescano Padre Secondo Ballati ha poi illustrato la spiritualità degli affreschi sottolineando l’innumerevole quantità di gioiosi bambini che li compongono, unitamente ad un ragguardevole numero di donne, ad ulteriore dimostrazione della particolare protezione che la Chiesa ha sempre alle stesse riservato. Al termine, l’architetto Carlo Ponzini ha illustrato il logo dell’evento che parte dal concetto della centralità iconografica di Dio Padre (raffigurato alla sommità della lanterna che sovrasta la cupola).

Ha chiuso la serata – prima del saluto finale del Presidente Bragalini – il Presidente del Rotary Farnese avv. Paolo Bosi, che ha espresso a nome di tutti i convenuti il particolare apprezzamento dei piacentini per quanto la Banca ha fatto, fa e continua a fare, anche nel campo – oltre che del credito – della difesa dei nostri valori storico-artistici e del patrimonio artistico, specialmente religioso.

Insieme a numerosi soci rotariani (più di un centinaio) hanno partecipato alla riunione anche il Direttore Generale della Banca dott. Crosta e l’Ing. Tagliaferri responsabile dell’ufficio tecnico della Banca, al quale è stato dai convenuti tributato un caloroso, affettuoso applauso, così come agli altri relatori.




Giornata piacentina per Vittorio Sgbarbi che vede in anteprima la Salita al Pordenone

«Andrà benissimo». Il riferimento è alla Salita al Pordenone, manifestazione organizzata dalla Banca di Piacenza (dal 4 marzo al 10 giugno) che consentirà ai visitatori di ammirare gli affreschi pordenoniani della cupola della basilica di Santa Maria di Campagna stando esattamente alla loro altezza. A fare la previsione è stato domenica 4 febbraio Vittorio Sgarbi rivolgendosi a padre Secondo Ballati, sul sagrato della Basilica, al termine della visita che il critico d’arte ha compiuto accompagnato dal presidente esecutivo della Banca di Piacenza, Sforza Fogliani. Il critico d’arte, appena arrivato sul sagrato della basilica, ha ricordato come proprio in questi giorni sia già in preparazione la mostra che verrà organizzata nel 2019 a Pordenone, «che finalmente si è decisa a celebrare l’artista, che ha lasciato la sua opera forse più importante a Santa Maria di Campagna».

Armato di torcia, Vittorio Sgarbi ha osservato i capolavori del Pordenone dalla galleria circolare aperta a 360 gradi sulla città (stessa operazione compiuta anche con gli affreschi a pianterreno).

«E’ sorprendente – ci dice  – che ci siano dei nudi femminili così pagani in una chiesa. Ce n’è più d’uno. Senza nessun riferimento solo apparente, a temi religiosi. Lì c’è una donna nuda che sembra una Venere di Tiziano. Per il resto ci sono queste figure così enfatiche e potenti (il riferimento è ai Profeti e alle Sibille delle vele, o spicchi, ndr) e tutte hanno la mano che si alza al cielo, una specie di elemento di caratterizzazione. L’idea è che questi profeti e sibille alzino la mano al cielo come per far capire che in alto c’è Dio. Poi lo stile è perfettamente michelangiolesco. Lui era stato a Roma ed è uno dei pochi pittori del Nord Italia che fossero stati a Roma prima che Giulio Romano portasse Roma a Mantova. Quello era più facile. Lui invece è sceso a Roma negli anni Venti (del 1500) ed è risalito portando l’immagine di Michelangelo in questa volta».

Durante la visita hanno fatto da ciceroni a Sgarbi l’architetto Carlo Ponzini (che ha sovrinteso alla rimessa in pristino/ristrutturazione dell’intera Salita, secondo le disposizioni della Sovrintendenza e del Comune, proprietario dell’immobile) e l’ingegner Roberto Tagliaferri, dirigente dell’Ufficio Economato della Banca di Piacenza.

Della piccola delegazione giunta “in quota” ad ammirare la cupola del Pordenone faceva parte anche l’Amministratore unico di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli. «Avere avuto la possibilità di visitarla in anteprima con il presidente Sforza e insieme a Sgarbi – dice – è una cosa meravigliosa. Piacenza ha gioielli dal punto di vista della cultura e dell’arte che sono unici. Bisogna sfruttarli. Ho parlato con il professor Sgarbi, vedremo come Piacenza Expo di organizzare una convention su arte e cultura nei nostri spazi espositivi. Mi ha promesso che ci darà una mano».

Nel primo pomeriggio Vittorio Sgarbi aveva fatto una incursione a Monticelli, questa volta non alla cappelletta del Bembo (dove era stato alcuni mesi fa, definendola “il migliore esempio di pittura tardo gotica in alta Italia”), ma nella basilica del capoluogo, eretta dal vescovo di Lodi Pallavicino, anche feudatario dello stato che aveva Monticelli come capoluogo, al pari -tra i figli di Rolando il Grande- degli stati facenti capo a Cortemaggiore e Busseto.

Il critico d’arte (accolto dal sindaco avv. Gimmi Distante e dai parroci della Basilica) si è intrattenuto in chiesa per più di due ore, visitandola in ogni sua parte anche più sperduta, ammirato per il tesoro di dipinti (molteplici i De Longe e gli Scaramuzza) che vi si trovano insieme all’antica sacrestia. In particolare Sgarbi ha ammirato i paramenti sacri e la preziosa raccolta di calici, conservati in canonica, che il critico d’arte ha voluto anche essa visitare.
Sgarbi – ha poi promesso al sindaco, che lo acconteterà e ritorneà per un’ulteriore visita. Il critico inoltre è salito su alcuni balconi di case per ammirare il centro ed ha visto, nello studio dell’architetto Villani, un filmato che riprende tutte le opere presenti in chiesa.
Saputo che la Basilica presenta problematiche di tipo edile, ha chiesto una precisa illustrazione delle stesse per potersene interessare al Ministero dei beni culturali.

La giornata piacentina di Sgarbi è terminata al ristorante Bella Napoli, accolto dal titolare Giuseppe Amatruda. Accompagnato dall’avvocato Sforza, ha voluto visitare anche le cucine, senza sottrarsi a numerosi selfie. Per ottimizzare il tempo, mentre era a tavola, ha scritto l’articolo che compare oggi in prima pagina su il Giornale.
In serata Sgarbi è partito per Milano per un collegamento Tv con La7 per partecipare alla trasmissione condotta da Giletti.




Piacenza: fra 45 giorni si inaugura la Salita al Pordenone

Manacano oggi quarantacinque giorni esatti all’inaugurazione della Salita al Pordenone nella Basilica di S. Maria di Campagna.

Da oggi, simbolicamente, il  conto alla rovescia sarà presente nell’home page del sito istituzionale della Banca di Piacenza promotrice (e finanziatrice) dell’iniziativa.

Su sito quale compariranno via via le notizie e le informazioni relative all’evento, che gode già del patrocinio del Ministero Beni culturali.

La Banca realizzerà la Salita al Pordenone in collaborazione con il Comune di Piacenza (proprietario dell’immobile) e con la Comunità francescana (comodataria dello stesso).

La manifestazione si estenderà – oltre che alla città di Pordenone e provincia – ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano.

“La Banca – attraverso un comunicato – rende grazie ai Comuni, alle Curie ed alle Parrocchie proprietarie che collaborano con grande passione ad un evento che nella sua completezza e nel suo apporto scientifico non ha precedenti. Lo stesso sarà infatti collegato anche ad una grande mostra sul Genovesino (finora dimenticato dalla nostra comunità, ma che proprio a Piacenza – invece – iniziò il suo formidabile percorso artistico) e ad un’altra mostra intitolata I nuovi GHITTONI, con opere dell’apprezzato artista piacentino non già esposte alla mostra curata da Vittorio Sgarbi”.

“L’intera manifestazione – ricorda la baca piacentina – non godrà di finanziamenti né pubblici né comunitari. Non graverà, dunque, sui contribuenti, né distoglierà fondi da altre destinazioni, ma sarà essa stessa una manifestazione di solidarietà, così come la Banca di Piacenza è da sempre un esempio di solidarietà non esibita, ma vera (non, caritatevole). Il popolare istituto – a parte l’ammontare dei finanziamenti che eroga alle famiglie e alle piccole e medie imprese, in modo che non ha confronti – riversa infatti sul territorio – anche per averlo nel proprio statuto, una massa di risorse di decine di milioni e cioè in una misura non eguagliata da alcuna altra istituzione piacentina che non goda di prestazioni imposte”.

Il comunicato si conlcude con un ringraziamento corale “Grazie a tutti, a chi ci aiuta anche solo con consigli, a chi ci vuole bene, a chi vuole bene a Piacenza. Questa è la collaborazione che serve, che fa crescere l’intera comunità”.




Da marzo la Salita al Pordenone

Nel marzo dell’anno prossimo la Banca di Piacenza aprirà la “Salita al Pordenone” in Santa Maria di Campagna.

Lo ha detto il Presidente esecutivo della Banca di Piacenza Sforza Fogliani alla presentazione del tradizionale libro strenna del popolare Istituto di credito parlando alla Sala Veggioletta della Banca.

L’evento (che durerà alcuni mesi) riscopre il cosiddetto “Camminamento degli artisti” perché lì gli studenti dell’Istituto d’arte Gazzola – come ricordava spesso Ferdinando Arisi, il nostro più importante storico dell’arte – si recavano per vedere gli affreschi del Pordenone da vicino e studiare in quel modo anche la prospettiva (alcuni, vi scrissero anzi anche il loro cognome, con graffiti tuttora visibili e protetti da vetri). Nella cupola di Santa Maria di Campagna è percorribile, anche da più persone, una galleria circolare, aperta sull’esterno della città, il cui panorama è così leggibile a 360 gradi.

La Salita – ha detto il presidente Sforza Fogliani – si incentra nella valorizzazione della chiesa, voluta da Clemente VII, come “crocevia di artisti”, con opere, oltre che del Pordenone, del Guercino, di Ignazio Stern, di Antonio Campi e del Sojaro (opere che a loro volta ispirarono il Genovesino). E la manifestazione dedicata al “crocevia di artisti” si inquadra in un contesto scientifico unitario, con una trilogia artistica che la Banca di Piacenza organizzerà negli anni con il rilancio del tema dei pellegrini e dei banchieri, che l’Istituto cominciò ad approfondire con un convegno internazionale tenuto decenni fa.

Il Presidente Sforza Fogliani si è anzi augurato che la nostra città – “in cordiale e proficua intesa” – possa nel 2018 offrire in contemporanea, a piacentini e forestieri, la possibilità di salire (o risalire) all’altezza di affreschi di prim’ordine di diversi artisti (Guercino, Pordenone, Sojaro). “Una contemporaneità – ha detto – che sarebbe un primato assoluto, finora ineguagliato nel nostro Paese e, forse, anche all’estero”.

Proprio al “Pordenone in Santa Maria di Campagna” la Banca ha dedicato la strenna di quest’anno, curata da Eleonora Barabaschi con immagini ad alta definizione di Marco Stucchi e progetto grafico, stampa e allestimento Tipleco. La pubblicazione reca già in prima e in ultima pagina quello che sarà il logo dell’evento primaverile incentrato su una P con il Dio padre in volo, della lanterna centrale.

L’opera è stata illustrata alla Veggioletta dai presidenti Nenna e Sforza Fogliani e da Leonardo Bragalini e, per la parte teologica, da padre Secondo Ballati del Convento dei frati minori di Piacenza, che realizzerà l’evento della Salita in collaborazione, oltre che con la Banca, col Comune di Piacenza proprietario dell’insigne basilica.

Il volume, riccamente illustrato a colori ed inframmezzato da frasi del Vasari, di Ferdinando Arisi, del Carasi, di Marco Boschini e di Luigi Lanzi contiene altresì, oltre che una ricca bibliografia, una parte dedicata alla cappella dei Magi (con l’autoritratto del Pordenone) ed un’altra con il Sant’Agostino pordenoniano. E’ pure riprodotta l’opera “Disputa di Santa Caterina” con un uomo in abiti contemporanei che indica un foglio e che potrebbe essere un ritratto dell’arch. Alessio Tramello davanti alla sua basilica.

Gli organizzatori (Banca di Piacenza con il Comune ed il Convento dei frati minori osservanti) prevedono che i visitatori siano all’incirca 70.000, considerando che il camminamento è unico e che dovrà essere utilizzato sia per la Salita che per la discesa. Non comodo, ma comunque agevole, il percorso è stato dotato (a cura della Banca di via Mazzini, così come l’intero restauro della Salita, eseguito secondo le indicazioni della Sovrintendenza dei beni architettonici) di un assito-piazzuola ove i visitatori, a circa metà del cammino, potranno sostare ricevendo informazioni, oltre che da appositi cartelloni informativi, dalle guide (in gran parte, studenti e neo laureati) anche sulla storia della basilica (che ospitò per un certo periodo, nell’attuale sagrestia, il cadavere di Pierluigi Farnese dopo il tirannicidio, recuperato ad opera dei frati dal fossato del castello visconteo), basilica sorta dove prima insisteva una chiesuola dedicata alla Madonna, nell’ambito di un grande spiazzo nel quale si svolse poco dopo il 1000 un Concilio nel corso del quale Urbano II preannunciò la prima crociata, che poi indisse a Clermont. Nell’attuale coro sarà allestita una sala multimediale, ove i visitatori saranno introdotti alla vista, dall’alto, della basilica e della città così come potranno conoscere da vicino particolari degli affreschi del Pordenone e del Sojaro in cupola. E’ previsto anche un ampio programma di manifestazioni collaterali, sia in basilica che nella Sala del duca (quella, cioè, nella quale i duchi si preparavano a scendere ad assistere alla messa, da dietro una grata apribile per la comunione). Si susseguiranno conferenze (anche di Vittorio Sgarbi), concerti di musica cinquecentesca (pure sui due organi di cui la chiesa è dotata, uno trasferito a cura della Banca dal Municipale, ove veniva utilizzato per pezzi operistici di opere liriche), eventi vari (saranno, tra gli altri, premiati i migliori selfie scattati dai giovani visitatori sulla cupola).

Nell’ambito di queste manifestazioni sarà organizzata – in occasione del Ballo dei bambini – la Fiera di primavera sul piazzale e le strade antistanti la chiesa, con annessa esposizione di quadri realizzati nell’occasione di una gara d’arte estemporanea che si svolgerà nella stessa giornata.

In collaborazione con il Comune di Cremona e di Cortemaggiore è prevista l’organizzazione di un pullman navetta che raggiungerà i due capoluoghi (provvisti, com’è noto, di opere del Pordenone) attraverso Monticelli, dove gli interessati – a seguito di accordi con la Parrocchia ed il Comune – troveranno aperta e visitabile, nel castello, la cappelletta del Bembo e l’insigne basilica, con un tesoro di opere d’arte.