Sit in dei precari della scuola davanti al Provveditorato: “Lo Stato è il peggior datore di lavoro”

In tutta Italia sit in per chiedere un miglioramento delle condizioni di lavoro degli insegnanti da parte di varie sigle sindacali. Anche a Piacenza questo pomeriggio uno sparuto gruppo di persone appartenente a FLC Cgil, Uil Scuola e FSUR Cisl tra le altre ha manifestato il proprio disappunto in Corso Garibaldi, davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale. Lo stesso Giovanni Zavattoni, maestro di scuola primaria e neo Segretario FLC Cgil, ha elencato i punti su cui si basa la lotta degli insegnanti: “Abbiamo ricreato un’unità sindacale perchè c’è un’emergenza, a partire dalla stabilizzazione dei precari. Abbiamo tantissime cattedre vacanti, parliamo di più di 32 mila posti, senza contare l’organico che serve per far funzionare la scuola, che si aggira attorno ai 52 mila posti. La Quota 100 ha portato fuori dalla scuola tantissimi docenti e ATA (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario). Complessivamente 147 mila posti che potevano già essere stabilizzati. Invece il Governo vuole reiterare i contratti a tempo determinato, perchè si fa cassa”.

Tutto questo però ha delle conseguenze pesanti. “Incide sul diritto allo studio, su scuole che non riusciranno a funzionare a tempo pieno. Chiediamo che i precari dopo 36 mesi vengano stabilizzati, esiste anche una proposta, che abbiamo presentato al Ministero. Chiediamo che le graduatorie diventino di merito, con un anno di formazione vero, con la collaborazione delle Università e concorsi ordinari annuali”. Prima di Pasqua previste nuove iniziative, si parla anche di uno sciopero.

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Logistica, Legambiente protesta in Piazza San Francesco, in Consiglio il dibattito si infiamma

Molti temi importanti oggi all’ordine del giorno in Consiglio comunale. Primo fra tutti quello della petizione di Legambiente e Coordinamento Basta Logistica in merito alla delibera della Giunta comunale del 5 novembre scorso, che varava la variante urbanistica Ap12 Mandelli per la trasformazione di 190 mila metri quadrati di terreno considerato “agricolo” dal Coordinamento e Legambiente, e “produttivo” dalla Giunta sin dal 1967, e anche la stessa sindaca in passato aveva sottolineato questo punto. L’assessore Opizzi ha ribadito durante il Consiglio la posizione della Giunta, sottolineando, stando alla sua analisi, alcune falsità. “Non voglio sentir dire che non sono state prese posizioni in merito – ha tuonato -, è stata fomentata una situazione sulla base di informazioni errate, non sono se in buona o in cattiva fede”.

Legambiente e il Coordinamento nella petizione presentata sottolineavano alcuni punti, in particolare l’emergenza ambientale subita dalle frazioni di Roncaglia, Borghetto, Capitolo e Gerbido. Viene evidenziato “l’insopportabile carico di traffico” che gravita nella zona a causa della presenza “di uno dei poli logistici più grandi d’Europa”. I protestanti dicono che occupi 2,7 milioni di metri quadrati di capannoni e parcheggi, l’assessore Opizzi sostiene sia la meno della metà (1 milione e 173 mila metri quadrati). La Opizzi aggiunge anche che sono state falsamente aggiunte “aree che nulla hanno a che fare con la logistica, come la zona della Fiera o l’area dell’Orsina”. In aula oggi anche gli stessi protestanti che hanno manifestato il proprio dissenso verso le politiche della Giunta.

“Respirare è la prima vera manifestazione d’interesse – dicono – basta con gli errori del passato, la buona urbanistica deve essere partecipata e rispondere ai veri bisogni dei cittadini, non agli interessi di pochi. Dispiace che venga messo in cattiva luce l’operato del Coordinamento, l’assessore Opizzi poteva venire ai nostri incontri aperti alla cittadinanza”.

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Sit-in di Fratelli d’Italia ad Alseno contro l’arrivo di nuovi profughi

“Profughi? No grazie”. Si può riassumere con questo slogan il senso del sit-in di protesta organizzato dagli esponenti di Fratelli d’Italia ad Alseno, comune che, nella frazione di Castelnuovo Fogliani, potrebbe vedere l’arrivo di circa 50 richiedenti asilo.

Oggi, militanti ed amministratori del movimento di Giorgia Meloni hanno incontrato i cittadini alsenesi, scegliendo la piazza del Municipio come luogo simbolo di una protesta contro una gestione dei fenomeni migratori che  viene da loro considerata totalmente sbagliata. “Riteniamo del tutto incomprensibile – hanno spiegato gli intervenuti – un’ accoglienza indiscriminata, nella quale solo una minima parte di coloro che arrivano in Italia clandestinamente hanno realmente i requisiti per accedere alla protezione internazionale. Se è vero – hanno proseguito gli esponenti di Fratelli d’Italia – che la ambizione di condizioni economiche migliori sia comprensibile, dovrebbe essere altrettanto chiaro che l’Africa intera in Italia non vi può stare. Richiedere gli opportuni controlli alle frontiere, l’ identificazione dei clandestini e la loro immediata espulsione significa proteggere la dignità e la sicurezza dei lavoratori Italiani, nonché il rispetto di quella parte di migranti che sono arrivati in Italia legalmente”.

Durante la manifestazione sono stati esposti striscioni con un nequivocabile messaggio politico: “Bloccare gli sbarchi” “Espulsione immediata dei clandestini” “Profughi, no grazie”. secondo i militanti e gli amministratori di Fratelli d’Italia “Collocare in questo territorio 50 profughi sarebbe una scelta del tutto folle. Le politiche dell’ accoglienza si sono tradotte ormai in un business vero e proprio che nulla ha a che vedere con la comprensione verso il prossimo. Per quanto ci riguarda – hanno concluso – l’emergenza migratoria si risolve in un solo modo: sorvegliando le frontiere ed espellendo chi non ha titolo per venire nel nostro Paese”.

 

 

 




Sit-in degli agricoltori contro il “fanatismo vegano” (interviste)

Non erano tanti ma certamente erano agguerriti i piacentini che hanno partecipato questa sera, in Largo Battisti, al  sit-in organizzato dal consorzio La Carne Che Piace contro quello che è stato definito come «fanatismo vegano». A pochi metri di distanza, al cinema Corso, è stato infatti proiettato  il docufilm “Food Revolution” (incentrato sui danni che secondo il regista sarebbero provocati dagli allevamenti. Rappresentanti ed operatori del mondo agricolo hanno sorretto uno striscione con un messaggio inequivocabile: “Rispetto per il nostro lavoro. Tradizione, storia e qualità”.

«Siamo qui per contestare chi da tempo mette in dubbio il ruolo centrale del comparto agricolo e zootecnico», ha dichiarato il presidente del consorzio Giampaolo Maloberti, una realtà che da anni promuove una filiera territoriale di qualità per bovini e suini. «Gli attivisti vegani vogliono far credere che tutti i mali del mondo, come l’inquinamento o l’immoralità, siano imputabili ai consumatori e produttori di carne. Bisogna rispettare il lavoro generazionale di chi ha fatto dei campi e dell’enogastronomia un indotto per numerose famiglie».

Presente anche Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza: «Nel corso della mia vita, non avrei mai pensato di dover manifestare in un Paese sviluppato per difendere l’attività agricola, che è alla base del progresso umano. Al bestiame e alla coltivazione corrisponde l’inizio della civiltà. Inoltre», ha aggiunto Gasparini, «l’agricoltura rappresenta una fondamentale fonte occupazionale per la nostra Provincia».

Nicolò Lavezzi, membro di giunta di Coldiretti, ha specificato che «chiunque è libero di mangiare ciò che vuole, ma nessuno può permettersi di attaccare l’agricoltura classica. Il nostro è un lavoro gravoso, che dura 365 giorni all’anno, soggetto alle condizioni meteorologiche e ostaggio di prezzi fermi da vent’anni. L’agricoltura dà un reddito ai nuclei famigliari e preserva il territorio».