I ragazzi del Respighi diventano attori “a tempo pieno”

Da quest’anno scolastico (2018/2019) al Liceo Scientifico “Lorenzo Respighi” di Piacenza ha preso avvio un nuovo importante progetto rappresentato da un laboratorio teatrale pomeridiano. Fortemente voluto dalla dirigente scolastica Simona Favari e dall’insegnante referente per le attività teatrali, la professoressa Emanuela Sindaco, il laboratorio si svolge in orario extracurricolare, nei pomeriggi di martedì presso la sede centrale del Liceo e presso il Teatro Gioia di Piacenza.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Liceo “Respighi” e Teatro Gioco Vita (direzione artistica Diego Maj). Il coordinamento artistico è di Nicola Cavallari, attore e regista mentre quello organizzativo di Simona Rossi, responsabile progetti teatro scuola, ragazzi e formazione di Teatro Gioco Vita. Il coordinamento didattico fa capo alla professoressa Sindaco, referente teatro per il Liceo.

Il laboratorio teatrale pomeridiano vede protagonisti circa venti studenti appartenenti a classi diverse, dalla prima alla quarta, e coinvolge anche un team di insegnanti del Dipartimento di Lettere (professoresse Francesca Gipponi, Mariagrazia Marcotti, Paola Pareti ed Emanuela Sindaco, che si occupano della lettura e  dell’analisi delle opere teatrali  di Shakespeare su cui gli studenti lavorano) ed alcune docenti del Dipartimento di Lingue Straniere (professoresse Nicoletta Gueli, che cura la lettura in lingua inglese delle opere, Roberta Pasetti, che si occupa dell’organizzazione del corso di Drama in inglese ad Exeter in Inghilterra collegato al Progetto Teatro e aperto anche a tutti gli alunni della scuola).

Gli studenti partecipanti sono: Lucrezia Baffi, Alida Bertelli, Marta Bona, Victor Anuar Borchieri, Emanuela Braghieri, Michele Cagnoni, Rebecca Filippini, Federico Fox, Matilde Galliano, Dunja Lukic, Eugenio Maserati, Amela Nasic, Guido Pagani, Gaia Parmigiani, Gaia Platè, Andrea Pollastri, Anna Rizzi, Davide Rollo, Amelia Sampaolo, Elena Tancheva, Migena Tola, Andrea Tosi.

L’obiettivo è quello di farne un’esperienza permanente per i prossimi anni scolastici, in modo da arrivare ad avere un gruppo teatrale degli studenti del “Respighi”.

Il percorso è stato avviato a novembre e alterna incontri a scuola, guidati dalle insegnanti, e incontri in teatro, guidati da Nicola Cavallari. L’autore su cui si è deciso di lavorare quest’anno è Shakespeare; tra un totale di otto opere shakespeariane analizzate, la scelta degli studenti per la messa in scena è ricaduta su “Il mercante di Venezia”.

Durante il laboratorio i ragazzi avranno la possibilità di avvicinarsi alle tecniche teatrali e alle esigenze espressive legate allo stare sul palcoscenico: l’ascolto di sé e degli altri, la consapevolezza scenica, la respirazione, il saper comunicare. «Crediamo molto nell’attore-autore anche ad un livello amatoriale come quello che ci apprestiamo a formare. – spiega Nicola Cavallari – L’attore-autore deve conoscere molto bene l’autore o gli autori su cui si decide di lavorare, ma anche l’ispirazione del testo che verrà messo in scena; bisogna che abbia sempre l’urgenza di dire qualcosa e che trovi il modo di metterla a servizio della scena. Pertanto è opportuno che l’attore-autore sappia interpretare e tradurre le consegne che gli vengono richieste, non si preoccupi unicamente del suo atto performativo o meglio giocoso, ma soprattutto è fondamentale che si “pre-occupi” dei suoi compagni di scena, della scena stessa e della difesa della messa in scena nel suo insieme».

Il laboratorio avrà un esito finale, aperto al pubblico, in programma al Teatro Filodrammatici giovedì 30 maggio 2019 alle ore 20.30 nell’ambito del cartellone Pre/Visioni della Stagione di Prosa “Tre per Te” del Teatro Municipale di Piacenza.

La collaborazione tra Liceo “Respighi” e Teatro Gioco Vita in quest’anno scolastico non si limita al laboratorio teatrale pomeridiano. Sono in corso altri tre progetti laboratoriali, proposti da Teatro Gioco Vita nell’ambito del programma “InFormazione Teatrale” realizzato con l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Si tratta di tre laboratori teatrali intensivi che vedono coinvolte altrettante classi. Ogni percorso terminerà con una lettura scenica aperta al pubblico inserita nel cartellone Pre/Visioni 2019.

Con la classe 2D Scienze Applicate (professoressa Federica Morandi) il laboratorio teatrale intensivo sarà curato da Umberto Petranca con cui i ragazzi lavoreranno a partire da “I Promessi Sposi”. Giornate di lavoro il 27, 28 e 29 marzo, con lettura scenica finale venerdì 29 marzo alle ore 20.30 al Teatro Gioia.

Con le classi 4D (professoressa Francesca Gipponi) e 2E (professoressa Tiziana Albasi) lavorerà invece Nicola Cavallari. Con gli studenti della 4D il laboratorio, in programma dal 13 al 15 febbraio, prenderà le mosse da “Il teatro comico” di Carlo Goldoni e terminerà con una lettura scenica venerdì 15 febbraio alle ore 20.30 al Teatro Gioia. Con la 2E il testo di partenza è il “De Amicitia” di Cicerone. Le giornate di laboratorio sono previste dal 27 febbraio al 1° marzo, con lettura scenica finale venerdì 1° marzo alle ore 20.30 al Teatro Gioia.

I laboratori teatrali sono però solo un aspetto della collaborazione tra Liceo “Respighi” e Teatro Gioco Vita in questa stagione teatrale. Numerose sono anche le varie iniziative (incontri, lezioni, approfondimenti) collegate alla visione di spettacoli della Stagione di Prosa “Tre per Te”, del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” e di Teatro Scuola “Salt’in Banco.

La collaborazione tra l’istituto di Piazzale Genova e il Centro di Produzione Teatrale piacentino non è recente, ma negli ultimi anni si è andata sempre più consolidando con l’obiettivo di creare una sinergia tra scuola e teatro al servizio dei ragazzi, delle famiglie e degli insegnanti.

Il Liceo Respighi e Teatro Gioco Vita hanno avviato l’esperienza dei laboratori teatrali intensivi con la Stagione 2014/2015. Fino al 2018 sono stati realizzati in tutto otto percorsi, che hanno prodotto altrettante letture sceniche aperte al pubblico. Una di queste letture sceniche – “Tito Maccio Plauto. Una lettura nonostante Giove”, esito del primo laboratorio teatrale intensivo realizzato nel 2015 con la classe 3L, è stata ospitata a Milano nel marzo 2016 al “Thauma Festival”, festival del teatro antico organizzato dall’Università Cattolica, ottenendo il 3° premio nella categoria “Saggi”. In questi anni, con la supervisione artistica di Nicola Cavallari, gli studenti del Respighi hanno lavorato su Plauto, Omero, Chaucer, Dante, sui miti classici, la poesia amorosa, “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee, “Il cappotto” di Gogol. Un modo “altro” per affrontare autori e temi oggetto di studio e attività didattica, all’interno del contesto teatrale che diventa anche occasione di socializzazione e di maggiore coesione all’interno del gruppo classe oltre che di valorizzazione delle specificità di ognuno.

Un’iniziativa speciale, inoltre, è stata quella dello spettacolo “Veleia, Amor mi”, nato da un’idea della professoressa Marina Avanzini e interpretato dagli studenti del Respighi diretti da Nicola Cavallari. “Veleia Amor mi” ha dato voce e gesti alle immagini del passato e attraverso il teatro ha interpretato la storia e valorizzato la ricchezza archeologica del territorio. Lo spettacolo che ha debuttato nel settembre 2016 al Festival del Diritto, è stato poi ripreso nella stagione 2016/2017, quindi selezionato tra i cinque finalisti nel marzo 2018 al XX Festival Nazionale del Teatro Scolastico “Elisabetta Turroni” di Cesena, dove ha ottenuto il Premio per Ricerca e Progetto.

Negli ultimi anni, infine, diverse classi del “Respighi” hanno partecipato al progetto “Sguardi Critici” curato dal giornalista e critico teatrale Nicola Arrigoni nell’ambito del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” diretto da Jacopo Maj. In questo modo gli studenti si sono cimentati nella visione critica degli spettacoli con l’obiettivo di diventare spettatori più consapevoli.

Tutte attività, per Teatro Gioco Vita, coordinate dall’Ufficio scuola (Simona Rossi, responsabile, ed Emma-Chiara Perotti, con Marilisa Fiorani alla biglietteria gruppi scuole superiori).

 




Annibale, Fondazione e Teatro Gioco Vita regalano sorrisi con “Memorie di un elefante”

“Annibale, memorie di un elefante”, ha regalato emozioni ai bambini presenti alla prima nazionale dello spettacolo corealizzato da Fondazione Piacenza e Vigevano e Teatro Gioco Vita, e presentato nel teatro di via Santa Franca. Tre attori soltanto in scena per molti personaggi, da Scipione a Magone, dal proprietario di un circo e tanti altri, Annibale, il console Longo, il prefetto Dasio e il gallo Magilio, per citarne alcuni. Ognuno dei tre racconta a proprio modo l’epica avventura del condottiero Cartaginese, regalando momenti goliardici e più istruttivi e di riflessione. L’elefante Surus è il protagonista indiscusso, tiene viva tutta la storia entrando in scena soltanto a fine spettacolo, lasciando a bocca aperta tutti, adulti e bambini.

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Annibale, al via le iniziative con “Memorie di un Elefante”. Toscani: “Una bella scommessa”

Annibale è famoso per molti motivi, perchè cerco di minare la strapotenza dell’Impero Romano combattendolo sul suo territorio, come condottiero cartaginese, e poi per gli elefanti, che usò per valicare le Alpi e giungere nella Pianura Padana. Da qui nasce l’idea dello spettacolo “Annibale: memorie di un elefante”, che sarà in prima nazionale al Teatro Filodrammatici venerdì sera (ingresso a inviti) e poi in tour in altri teatri d’Italia. Alla presentazione questa mattina a Palazzo Rota Pisaroni c’erano attori, regista, Massimo Toscani, presidente della Fondazione Piacenza e Vigevano che con Teatro Gioco Vita è anima di questo progetto “pensato per le scuole e per i ragazzi”, nonchè Diego Maj, direttore artistico che dal 1971 regala ai bambini spettacoli loro dedicati. “Abbiamo voluto raccontare la Storia in modo scherzoso – ha puntualizzato Toscani -, è un modo nuovo per insegnarla. Spesso si commette l’errore di pensare alla Storia solo come un susseguirsi di eventi, così non è“.

Cercare di fare cultura è importante, e questo traspare dalle parole dei protagonisti di questa produzione. “Investire nella cultura dimostra coraggio e lungimiranza – sottolinea Maj -, può fare da volano a una città che sta cambiando. Molto importanti sono stati i recenti incontri di formazione al Teatro Gioia, siamo contenti i anticipare una serie di manifestazioni su Annibale”.

Lo spettacolo è interpretato da Giorgio Branca, Michele Cafaggi e Nicola Cavallari che ne cura anche la regia, prendendo spunto da un accadimento storico per rivisitarlo in un’altra chiave. “Durante le prime riunioni abbiamo pensato subito a chi rivolgere la nostra attenzione. Gli spettacoli per bambini e ragazzi sono spesso visti come qualcosa di serie B, non è vero, anzi, rappresentano un valore in più. Abbiamo usato la leggerezza nella storia, che rappresenta la contaminazione di più arti, dalla clownerie alle arti visive. E’ uno spettacolo filologico“.

Le musiche sono curate da Francesco Brianzi, che fu allievo di Cavallari in uno dei suoi laboratori teatrali. “Ho riflettuto su cosa fosse per me il Trebbia – ha considerato -, ho una formazione classica, ma con contaminazioni di rock, pop e cantautorato, questo nello spettacolo si vede”. Dal 16 dicembre 2018 al 17 marzo 2019 ci sarà anche la mostra evento dedicata ad Annibale.

Insomma, se l’arma segreta di Annibale per vincere la sua battaglia furono gli elefanti, l’arma segreta per conquistare bambini e adulti (insegnando anche un po’ di storia) in questo caso è l’ironia.

 




Corso di formazione per diventare operatori del teatro d’ombre e “burattinai”

Un corso di formazione professionale sulle arti delle forme e delle figure: più di 500 ore di offerta formativa che si terrà per la parte teorico-pratica a Piacenza e per la parte di project work a Piacenza, Parma e Ravenna. Si tratta di “Animateria”, corso di formazione per operatore esperto nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura.

A fare da capofila del progetto Teatro Gioco Vita, che ha recentemente ottenuto l’accreditamento da parte della Regione Emilia-Romagna come ente di formazione professionale. Il corso è stato approvato con delibera della giunta regionale e cofinanziato con risorse del Fondo sociale europeo (Operazione Rif. PA 2018-9871/RER approvata con DGR 1208/2018 del 30/07/2018 e cofinanziata con risorse del Fondo sociale europeo PO 2014-2020 Regione Emilia-Romagna).

Partecipano alla progettazione e realizzazione del percorso “Animateria”, che ha il patrocinio dell’Unima (Unione Internazionale della Marionetta), Teatro delle Briciole Solares delle Arti di Parma, Teatro del Drago di Ravenna e Fondazione Alberto Simonini di Reggio Emilia. Per le attività di formazione teatrale Teatro Gioco Vita si avvale della collaborazione di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Fondazione Teatri di Piacenza.

Il corso ha l’obiettivo di formare attori/animatori esperti nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura (teatro d’ombre, burattini, teatro su nero, teatro degli oggetti etc.), che possano applicare le competenze acquisite nel campo delle arti performative, del multimediale, del cinema, della televisione, delle arti figurative e plastiche.

Al corso, totalmente gratuito, saranno ammessi 12 allievi, che dovranno avere la residenza o il domicilio in Emilia Romagna. A chi frequenterà almeno il 70% delle 530 ore totali previste, sarà rilasciato un attestato di frequenza. Il corso inizierà il 12 gennaio 2019 e si concluderà nel settembre 2019.  Le ore di formazione sono 530, di cui 390 di teoria e pratica e 140 di project work.

Le iscrizioni sono aperte e dovranno pervenire entro il 23 novembre a Teatro Gioco Vita (workshop@teatrogiocovita.it). Le eventuali prove di selezione si terranno a Piacenza dal 18 al 20 dicembre 2018. Per iscriversi basta inviare la propria candidatura compilando il modulo di iscrizione e allegando il proprio curriculum vitae con foto, carta d’identità e lettera di motivazione.

Il progetto “Animateria”, attraverso un rigoroso percorso formativo, intende promuovere e stimolare, in particolare presso le nuove generazioni di artisti ma non solo, la pratica del teatro di figura in tutte le sue forme, suscitando interesse verso le sue straordinarie possibilità di sperimentazione scenica e drammaturgica.

L’obiettivo è di preparare esperti competenti nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura che possano applicare le conoscenze acquisite nel campo delle arti performative. Professionisti con un alto grado di specializzazione, capaci di proporsi e confrontarsi con il mercato del lavoro dipendente o autonomo, sia in ambito nazionale sia internazionale.

Il corso – che vede la direzione pedagogica di Fabrizio Montecchi e il coordinamento di Roberto De Lellis – si propone di fornire a questi stessi professionisti gli strumenti di base per applicare le conoscenze acquisite anche ad altri settori della creazione artistica come il multimediale, il cinema, la televisione, le arti figurative e plastiche. Si propone di fornire, inoltre, le competenze necessarie per interventi di animazione in ambito culturale, sociale, scolastico e terapeutico.

Il corso è strutturato in 4 moduli che corrispondono ad altrettanti percorsi formativi:

1 – L’ANIMA DELLE FIGURE (100 ore)

Organizzato in lezioni pratiche, è composto da 4 materie: animazione, recitazione, maschera, movimento.

Questo modulo fornisce ai partecipanti una formazione base sul lavoro del performer del teatro di figura che spazia dal corpo alla voce, dalla relazione con la maschera a quella con gli oggetti, fino all’interpretazione.

2 – LA MATERIA DELLE FIGURE (175 ore)

Organizzato in laboratori pratici, è composto da 4 materie: teatro d’ombre, teatro d’oggetti, teatro dei burattini, teatro su nero. Propone una formazione di base su alcuni dei linguaggi fondamentali del teatro di figura con una particolare attenzione al teatro d’ombre.

3 – FARE TEATRO DI FIGURA (115 ore)

Organizzato in incontri teorico-pratici e lezioni teoriche frontali con esperti, studiosi e artisti del teatro di figura. Questo modulo fornisce ai partecipanti strumenti per conoscere e padroneggiare l’ambiente del teatro di figura riguardo alla sua storia, ai suoi attuali protagonisti e alle sue forme produttive e distributive nazionali ed europee.

4 – PROJECT WORK (140 ore)

Organizzato in laboratori pratici, favorisce la realizzazione di esercizi, individuali o di gruppo, finalizzati alla concezione e messa in scena di un piccolo spettacolo. Con l’obiettivo di incoraggiare la libera sperimentazione e permettere ai partecipanti di mettere in pratica gli strumenti e le conoscenze apprese durante il corso.

Tra i docenti di “Animateria”, Beatrice Baruffini (teatro degli oggetti); Alessandra Belledi (organizzazione); Nicola Cavallari (commedia dell’arte); Alfonso Cipolla (storia del teatro di figura); Roberta Colombo (organizzazione); Andrea Coppone (movimento); Serena Crocco (teatro su nero); Emanuela Dall’Aglio (teatro degli oggetti); Roberto De Lellis (economia della cultura); Tiziano Ferrari (recitazione); Nicoletta Garioni (teatro d’ombre); Nadia Milani (teatro su nero); Fabrizio Montecchi (scrittura scenica e teatro d’ombre); Andrea Monticelli e Mauro Monticelli (teatro dei burattini); Silvio Oggioni (programmazione); Simona Rossi (ufficio stampa); Valeria Sacco (animazione); Helena Tirén (distribuzione); e ancora: Claudio Cinelli, Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli;  Associazione Grupporiani, Mimmo Cuticchio, Stefano Giunchi, Riserva Canini, Luca Ronga, Zaches Teatro, e tanti altri…

Per informazioni: Teatro Gioco Vita, tel. 0523.315578, workshop@teatrogiocovita.it




“L’altra scena” propone uno spettacolo del coreografo piacentino Andrea Zardi

Con il coreografo piacentino Andrea Zardi prosegue la sezione “residenze creative” del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” 2018, responsabile artistico Jacopo Maj, organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza e Comune di Piacenza, il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

Le “residenze creative” offrono uno spaccato sul lavoro di compagnie emergenti tra teatro, danza e performing art: Teatro Gioco Vita ha offerto una “casa” al Teatro Gioia per le nuove creazioni di giovani realtà che si stanno affacciando sulla scena nazionale, tra cui alcuni artisti legati al nostro territorio, che grazie al festival hanno la possibilità di realizzare i loro studi a Piacenza e di presentarli al pubblico nel cartellone del Festival “L’altra scena”, concreta occasione di crescita professionale.

Al Teatro Gioia mercoledì 10 ottobre alle ore 21 va in scena “NOSTOI I View Room”.  La creazione realizzata in residenza artistica presso Teatro Gioco Vita / Festival “L’altra scena” 2018, vede in scena Clo Passaro, Maria Novella Tattanelli, Mattia Mele, Stefano Scarnera e Andrea Zardi, con intervento musicale di Chiara Mallozzi, paesaggio visivo di Lino Budano, luci di Alessandro Gelmini.

L’idea del ritorno a Casa, fra l’Ulisse ritratto da De Chirico che naviga su un tappeto all’interno della sua stanza e la storia delle relazioni che costruisce nel suo viaggio di naufrago, è il viaggio di ognuno: il rapporto con la propria dimora e dimensione umana. In questo spettacolo cinque persone costruiscono il proprio rapporto con la casa: chi vuole stare, chi non si relaziona con gli altri, chi non ha intenzione di tornare e chi vorrebbe ma, fuggendo, trova sempre una nuova meta. In un mondo che ci porta a guardare avanti, verso destinazioni spesso sfocate, il Ritorno sembra essere la nuova Partenza anche quando costa sacrificio, quando sembra l’unica via possibile.

La Danza cerca di tracciare un segno che racconti una storia sempre imprevista, fatta di corpi che decidono, esitano e interagiscono: ci parlano del bisogno di ciascuno di noi di capire cosa sia casa o cosa vorremmo che sia. Nato a Piacenza nel 1987, Andrea Zardi inizia gli suoi studi di danza nel 2004 con la scuola Progetto Danza e poi Chóros di Piacenza: dal 2007 inizia a studiare alla Hamlyn Ballet School, Maggio Musicale Fiorentino, Eko Dance Project di Pompea Santoro e ICD/ Nuova Officina della Danza di Torino.

Dal 2014 ha iniziato un proprio percorso come coreografo, con il primo duo “Relation_Á bout de souffle” allo Spazio Tadini di Milano. Nel 2016 torna a Piacenza per una prima residenza presso il Teatro Gioia per la realizzazione di “Nóstoi | View Room”, lavoro sperimentato in studio alle Fonderie Limone Moncalieri, e presentato nel 2018 con i contributi artistici di Lino Budano e Chiara Mallozzi.

Nel 2017 partecipa a Choreographic Dance, promosso da Fondazione Nazionale della Danza e crea il solo “Grindr – Date with no-one”, selezionato per il Festival Miniatures (Perugia) e per Principi Attivi – spazio MIL (Milano), e il duo “Unknown”. Ora è in residenza in Anghiari Dance Hub con la nuova produzione “Pulse”.

Attualmente è dottorando di ricerca presso Università degli Studi di Torino.

Andrea Zardi ha creato ZA | DanceWorks nel 2016 come progetto coreografico autonomo, che è entrato a far parte di Permutazioni – coworking di CasaLUFT / Zerogrammi e Lavanderia a Vapore e di Anghiari Dance Hub. Collabora con la compagnia Déjà Donné e con Centro per le arti contemporanee Artgarage (Napoli).

“NOSTOI I View Room” è una produzione ZA|DanceWorks, Déjà Donné, Teatro Trieste34 / KulturDom.

INFO

I biglietti per lo spettacolo costano 10 euro (intero), 8 euro (ridotto convenzioni) e 5 euro (ridotto studenti).

La prevendita è in corso alla biglietteria di Teatro Gioco Vita in via San Siro 9, dal martedì al venerdì ore 10-16 e sabato ore 10-13 (tel. 0523.315578, biglietteria@teatrogiocovita.it). Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona nella sede della rappresentazione a partire da un’ora prima dell’inizio (Teatro Gioia, tel. 05231860191).

TEATRO GIOIA via Melchiorre Gioia 20/a – telefono 0523.1860191

Per informazioni: Teatro Gioco Vita, tel. 0523.315578, info@teatrogiocovita.it




Tre per Te torna con la 15esima edizione. Maj: “Sempre aperti sul mondo”

Dopo “Itinerari di Teatro”, andato in scena nelle scorse settimane con spettacoli di strada, giocoleria, clownerie, bolle di sapone e circo il Teatro Gioco Vita intende aprirsi sempre più alla città. La nuova stagione “Tre per te”, è stata presentata questa mattina nel ridotto del Municipale grazie al sindaco, nonchè presidente della Fondazione Teatri Patrizia Barbieri, Diego Maj, direttore artistico di Teatro Gioco Vita, Alberto Dosi, socio fondatore dell’associazione Amici del Teatro Gioco Vita e Vittoria Avanzi, direttrice della Fondazione Teatri.  “Si conferma – sottolinea la Barbieri – un programma di grande coinvolgimento, un progetto culturale a tutto tondo. Andare nelle frazioni è stata una scelta vincente, in 4 serate abbiamo portato circa 2500 persone. Emerge una vera passione per il teatro. Abbiamo voluto sistemare i bilanci della Fondazione, ottenendo risultati riconosciuti da tutti”.

“Il pubblico cresce sia dal punto di vista numerico che qualitativo – afferma Maj -, questa 15esima edizione sarà come sempre un momento di festa. Spesso in giro per il mondo vedo spettacoli che mi piacerebbe portare a Piacenza. Sento la responsabilità di non deludere il pubblico, che cerco di ascoltare sempre, senza rinunciare al cambiamento, perchè è importante essere aperti sul mondo, con l’idea che teatro e cultura devono essere un servizio pubblico”. Nella scorsa edizione si sono presentati 22 mila 756 spettatori, circa 2000 abbonati e 12 500 studenti che hanno usufruito della scontistica a loro vantaggio. “Il teatro – continua – deve continuamente dividere, per creare dibattito e quindi cercare risposte. Nonostante i tagli cerchiamo sempre di offrire spettacoli di qualità”.

25 aperture di sipario da ottobre 2018 a maggio 2019, con rappresentazioni che variano dal repertorio classico a quello contemporaneo. Spiccano tra le presenze Ale e Franz con il loro “Nel nostro piccolo” (12 e 13 novembre) che punta alle radici della loro comicità grazie ai grandi che li hanno condizionati come Gaber e Jannacci. Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere saranno presenti con “Il padre” (12 e 13 febbraio prossimi). Da uno dei film più belli di Pupi Avati troviamo “Regalo di Natale” (19 e 20 marzo), mentre si chiuderà la Prosa con il classico “Sei personaggi in cerca di autore”. Altri percorsi che vede la presenza di Alessandro Preziosi il 5 febbraio con “Vincent Van Gogh – l’odore assordante del bianco”.

Ecco i prezzi:

 




I ragazzi del Respighi portano in scena Gogol

Sono sempre più numerose le scuole e le classi che partecipano ai laboratori teatrali organizzati dal  Teatro Gioco Vita e coordinanti artisticamente da Nicola Cavallari. Studenti che escono dalle tradizionali aule, riscrivone ed adattano classici del teatro e li portano in scena. Un’esperienza di crescita e di apprendimento diversa ed apprezzatissima. Questa volta ad essere coinvolti sono i ragazzi  della classe 1L del Liceo “Respighi” di Piacenza che da mercoledì 16 a venerdì 18 maggio saranno impegnati nel laboratorio teatrale intensivo ispirato a “Il cappotto” di Gogol’.

La lettura scenica “IL CAPPOTTO”, esito del persorso laboratoriale, è in programma venerdì 18 maggio alle ore 20.30 al Teatro Gioia di Piacenza nell’ambito della rassegna Pre/Visioni proposta da Teatro Gioco Vita e Associazione Amici del Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano  e dedicata ai giovani artisti delle scuole di teatro, ai laboratori e alle azioni teatrali.

“Il cappotto” è una creazione collettiva della classe, con la supervisione artistica di Nicola Cavallari. In scena Alessia Bergamaschi, Alessandro Bozzini, Lodovico Cabrini, Riccardo Chiesa, Giorgia Dolciroli, Federico Ferrari, Sofia Ferrari, Dunja Lukic, Deusa Malacalza, Vittorio Montesissa, Linda Pagani, Tommaso Perotti, Francesco Petrali, Sofia Pomati, Flavio Rigoni, Amelia Sampaolo, Letizia Scotti, Sara Strini, Sofia Tappani, Filippo Vitiello. Staff tecnico Alessandro Gelmini (luci) e Davide Giacobbi (macchinista).

L’iniziativa del laboratorio è stata resa possibile grazie alla collaborazione della Dirigente del Liceo “Respighi” Simona Favari, della professoressa Maria Ludovica Bussi e di tutti gli insegnanti della classe 1L.

Pietroburgo, Russia degli zar: un’organizzazione burocratica, statica, minata dalla prepotenza della classe superiore su quella inferiore e dal tentativo dei più di risalire la scala sociale, ascesa spesso non esente da sopruso e corruzione. Akakij Akakievic si sottrae a tale “prassi”: egli vive soltanto della passione per il suo mestiere di impiegato copista. È pertanto un “uomo contro”, un diverso, anche se manifesta questa sua diversità in modo totalmente passivo, anti-eroico, conducendo un’esistenza grigia, uniforme e sempre uguale a se stessa. Ma nella società non vi è spazio per la diversità dell’individuo: il diverso va osteggiato, denigrato, possibilmente annientato. Fatale si inserisce a questo punto la vicenda del cappotto, attraverso la quale il destino fa rientrare il protagonista nell’ordine sociale precostituito. La sorte infatti sembra in un primo momento giocare a favore di Akakij Akakievic facendogli acquisire, grazie al cappotto nuovo, quel rispetto sociale che gli era sempre mancato. Anzi, la sola attesa dell’indumento ordinato al sarto Petrovic è un’autentica luce nel grigiore della sua vita. Tuttavia quella stessa la sorte, che inizialmente pareva così benevola, conduce il nostro impiegato alla rovina: “E Pietroburgo rimase senza Akakij Akakievic, come se questi non fosse mai esistito. Scomparve e dileguò un essere che nessuno aveva mai difeso, che nessuno aveva mai amato, che non aveva suscitato mai l’interesse di nessuno (…); un essere che sopportò pazientemente gli scherni dell’ufficio e che scese nella tomba senza aver compiuto alcuna opera eccezionale”.

Come dunque portare in scena un grande racconto classico? Ce lo spiegano gli studenti della classe 1L del “Liceo Respighi”: «La nostra urgenza è trovare un senso. Molti vivono come se non dovessero mai morire e muoiono come se non fossero mai vissuti: con il nostro testo vogliamo comunicare che avere un sogno, uno scopo delle proprie fatiche dà pienezza alle giornate e un senso alla vita. Nella sua esistenza Akakij ha avuto solo due obiettivi, prendere il cappotto e riaverlo indietro. Nonostante tutto gli remasse contro, il suo desiderio di trovare un senso, di raggiungere il suo obiettivo è stato più forte, e non si è fermato neanche davanti alla morte».

Il laboratorio teatrale intensivo con la classe 1L è solo una delle varie iniziative frutto della collaborazione tra Liceo “Respighi” e Teatro Gioco Vita in questa stagione teatrale 2017/2018. Oltre all’impegnativo progetto su “Veleia amor mi” al festival nazionale del teatro scolastico di Cesena e a varie iniziative collegate alla visione di spettacoli della Stagione di Prosa (incontri, lezioni, approfondimenti), è stato realizzato un altro laboratorio teatrale intensivo condotto da Nicola Cavallari, che ha visto impegnata la classe 1B, sempre con un esito finale aperto al pubblico nell’ambito del cartellone Pre/Visioni. Tutte queste attività laboratoriali e di educazione al teatro sono inserite nel programma “InFormazione Teatrale” che l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita promuove con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Teatro Gioia – PRE/VISIONI – venerdì 18 maggio 2018 – ore 20.30 – Biglietti posto unico non numerato euro 5.




Romeo e Giulietta raccontati dai millenials

Rivivono attraverso i flashback ed i racconti di una frate e di una balia Romeo e Giulietta. Sono morti, si è alla vigilia del loro funerale eppure incombono sul palcoscenico sotto forma di gigantografie fotografiche, immobili come i manichini che fanno da scengrafia.

Nascono dal testo cinquecentesco di Shakespeare eppure parlano con il linguaggio dei millenials, dove lo speziale si trasforma in pusher ma vende sempre e comunque la polvere di morte allo sventurato Romeo che crede la sua Giulietta già morta.

Divertono il pubblico numeroso del Teatro Gioia i ragazzi dell’istituto paritario Marconi che mettono in scena la loro personalissima rilettura della più celebre storia d’amore di tutti i tempi.

Qualche battuta gli attori la perdono per strada ma solo loro i primi a ridere ed a prendersi in giro per i brutti scherzi che gioca l’emozione del calcare le sacre assi del palcoscenico. Neppure se lo sarebbero immaginato, pochi mesi fa, di riuscire ad intrattenere un publico vero, rimediando anche agli errori e ricucendo gli strappi fuori copione come attori consumati.

Invece, sotto la guida del regista Nicola Cavallari di Teatro Gioco Vita, hanno compiuto un percorso laboratoriale partito a novembre dello scorso anno. Hanno elaborato un testo e lo hanno tradotto in una sceneggiatura, si sono attribuiti le parti e come ogni compagnia teatrale che si rispetti hanno alzato il sipario ed intrattenuto il pubblico strappando risate ed applausi.

Un’avventura – resa possibile grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano – che resterà nella memoria di questi giovani studenti, forse più di tante lezioni ascoltate fra i banchi.

Romeo e Giulietta è stato portato in scena da Gaia Aghini, Giacomo Andreoli, Leonardo Baruzzi, Alice Bergamini, Chiara Bersani, Matteo Caliri, Sara Ceconello, Carlo Codeghini, Edoardo Favari, Gaia Flore, Edoardo Fochi, Carlo Guglielmetti, Mara Kavaja, Giorgia Lorandi, Francesca Meli, Arianna Molinari, Cosimo Mosca, Gabriel Palladini, Adele Pellizari, Lucrezia Pecorari, Andrea Pozzoli, Alice Salvi, Valentina Vallavanti, Silvia Zambonini, Carolina Zanangeli, Silvia Zucchi, Sonia Zucchi.

Come ha ricordato Diego Maj, presentando lo spettacolo, l’iniziativa del laboratorio è stata resa possibile grazie alla collaborazione con la coordinatrice didattica professoressa Vittoria Pollorsi ed al supporto di tutti gli insegnanti dell’Istituto Paritario “Marconi”.




Gli studenti del paritario Marconi portano in scena Romeo e Giulietta

Gli studenti dell’Istituto Paritario “Marconi” rileggono con Teatro Gioco Vita una delle opere più famose di Shakespeare: “Romeo e Giulietta”. Appuntamento mercoledì 9 maggio alle ore 20.30 al Teatro Gioia di Piacenza con l’esito di un articolato percorso laboratoriale che ha visto impegnati i ragazzi sotto la guida del regista Nicola Cavallari a partire dallo scorso novembre.

La performance “Romeo e Giulietta” va in scena nello spazio di Via Melchiorre Gioia nell’ambito della rassegna Pre/Visioni proposta da Teatro Gioco Vita e Associazione Amici del Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e dedicata ai giovani artisti delle scuole di teatro, ai laboratori e alle azioni teatrali.

Si tratta di una sezione del cartellone Altri Percorsi della Stagione di Prosa “Tre per Te” del Teatro Municipale, proposta da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con la Fondazione Teatri di Piacenza, il Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, con Crédit Agricole – Cariparma main sponsor di Fondazione Teatri.

“Romeo e Giulietta” è una creazione collettiva degli studenti liberamente tratta da Shakespeare e realizzata con la supervisione artistica di Nicola Cavallari.

In scena Gaia Aghini, Giacomo Andreoli, Leonardo Baruzzi, Alice Bergamini, Chiara Bersani, Matteo Caliri, Sara Ceconello, Carlo Codeghini, Edoardo Favari, Gaia Flore, Edoardo Fochi, Carlo Guglielmetti, Mara Kavaja, Giorgia Lorandi, Francesca Meli, Arianna Molinari, Cosimo Mosca, Gabriel Palladini, Adele Pellizari, Lucrezia Pecorari, Andrea Pozzoli, Alice Salvi, Valentina Vallavanti, Silvia Zambonini, Carolina Zanangeli, Silvia Zucchi, Sonia Zucchi. Staff tecnico: Alessandro Gelmini (luci), Davide Giacobbi (macchinista). I costumi sono curati da Tania Fedeli.

L’iniziativa del laboratorio è stata resa possibile grazie alla collaborazione della coordinatrice didattica educativa professoressa Vittoria Pollorsi e di tutti gli insegnanti dell’Istituto Paritario “Marconi”.

 “Romeo e Giulietta”: la tragedia del Bardo è talmente bella e completa da essere diventata negli anni una storia dal sapore popolare e l’archetipo dell’amore perfetto e tragico al tempo stesso. Nella nostra riscrittura ci troviamo alla notte di veglia prima del funerale dei due amanti, ormai già morti. Saranno allora i sopravvissuti della vicenda shakespeariana a narrare i fatti passati che hanno portato al suicidio dei due amanti. Frate Lorenzo e la balia, anzi le balie, di Giulietta condurranno questa macabra danza di ricostruzione dei tragici avvenimenti. Tutti gli “attori” in scena potranno quindi rivivere e giocare qualsiasi personaggio. Il punto di partenza del nostro lavoro è la riflessione intorno all’amore tra Romeo e Giulietta, ovvero due preadolescenti che si sono ritrovati, probabilmente, a confondere una normale infatuazione, dettata più dai cambiamenti psicofisici tipici di quella difficile età, con un amore etereo e perfetto. I due giovani, spinti da altri che tentano di sfruttare il loro amore come segno di pace tra le famiglie dei Capuleti e dei Montecchi, e vivendo appieno gli episodi che li vedono coinvolti, arriveranno al noto e definitivo epilogo delle loro vite. Una breve e ironica riscrittura e una messinscena ritmata, saranno le fondamenta di questo lavoro. Non resta altro da dire se non “prestateci attento orecchio, e noi rimedieremo con lo zelo alle manchevolezze”.

Il laboratorio teatrale su “Romeo e Giulietta” è solo una, anche se indubbiamente la più impegnativa, delle varie iniziative frutto della collaborazione tra Istituto Paritario “Marconi” e Teatro Gioco Vita in questa stagione teatrale 2017/2018.

Sia gli studenti delle superiori sia quelli della secondaria di 1° grado hanno assistito a diversi spettacoli della Stagione di Prosa “Tre per Te” e della Rassegna di teatro scuola “Salt’in Banco”: “La locandiera” in serale al Teatro Municipale e “Come un romanzo”, “Il cavaliere inesistente” e “A cup of tea with Shakespeare” la mattina al Teatro Filodrammatici. Nell’istituto sono stati proposti alle classi vari incontri propedeutici o di approfondimento sugli spettacoli e progetti educational, tra cui “A teatro con Shakespeare” curato da Nicola Cavallari e “C’è un cavaliere in scena” curato da Fabrizio Montecchi.




Velelia amor mi del Liceo Respighi vince il Premio per Ricerca e Progetto

Premio per Ricerca e Progetto al Liceo “Respighi” di Piacenza per lo spettacolo “Velelia amor mi” al XX Festival Nazionale del Teatro Scolastico “Elisabetta Turroni” di Cesena. Un riconoscimento importante alla creazione nata da un’idea di Marina Avanzini, recitata in lingua latina e italiana e interpretata dagli studenti che con Teatro Gioco Vita hanno lavorato per dare voce e gesti alle immagini del passato e attraverso il teatro interpretare la storia e la ricchezza archeologica del territorio.

“Veleia amor mi”, selezionato tra i cinque finalisti del Festival organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Bonci con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, è andato in scena a Cesena giovedì scorso di fronte alla giuria composta da Lusiana Battistini, Franco Bazzocchi, Michele Di Giacomo, Claudio Longhi (direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione) e Franco Pollini (segretario), alla quale si è affiancata per il premio del pubblico una “giuria popolare” formata da quattro classi di scuola media.

Una trasferta, quella del “Respighi” al Teatro Bonci, resa possibile grazie al sostegno di diversi enti e aziende, tra cui Banca di Piacenza e Fondazione Libertà.

Questa la motivazione della giuria: «Lo spettacolo è complesso. Nasce da un Progetto didattico di ampio respiro che ha coinvolto non solo le scuole ma anche la città per più anni, attorno ad una straordinaria scoperta archeologica che ha consentito di proiettare gli antichi in una dimensione di contemporaneità davvero sorprendente: i Romani di Veleia avevano gli stessi problemi e spesso adottavano le stesse soluzioni di oggi. Sul palcoscenico, grazie al prezioso ausilio di professionisti del teatro e di giovani interpreti che si aggiungono ai ragazzi della scuola, i molteplici linguaggi, attivati lungo il percorso didattico, trovano adeguate soluzioni registiche ed interpretative, applicando tecniche innovative e utilizzando tutti i linguaggi della scena, dalla musica dal vivo alle proiezioni, dal canto alla narrazione: soprattutto valorizzando le belle atmosfere create dal sito archeologico e dai suoi immaginari abitanti che naturalmente parlano latino.»

La drammaturgia di “Veleia amor mi” è di Flavio Ambrosini da un’idea di Marina Avanzini. Il progetto teatrale e la regia sono di Nicola Cavallari, il progetto didattico del Liceo “Respighi” con i docenti Marina Avanzini (referente), Lucia Bacciocchi, Patrizia Datilini, Alessandro Manfredi, Maria Grazia Marcotti, Emanuela Sindaco. In scena un attore d’eccezione, Umberto Petranca, a fare da anfitrione. A lui si è affiancato un nutrito cast di studenti: Emanuela Braghieri, Simone Buonvento, Camilla Calandri, Marco Dallavalle, Stefano Lucchini, Gautier Marchetti, Luca Monnet, Amela Nasic, Michele Orlandi, Elia Perli, Aurora Piso, Gaia Platè, Viola Quagliaroli, Angela Sfolcini, Carola Ugolotti. Le musiche sono state composte ed eseguite dal vivo da Tempus Fugit Percussion Ensemble del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza (Francesco Brianzi, Tommaso Franguelli, Yungshang Bao, Francesco Lupo). Le coreografie sono firmate da Simona Gnarini. Le videografie utilizzate durante lo spettacolo (a partire da materiali video dei reperti e degli scavi) sono curate da un gruppo di studenti del Liceo “Respighi” con il coordinamento di Daniele Timpano. Hanno collaborato all’allestimento Debora Migliavacca Bossi (assistente alla regia), Tania Fedeli (costumi), Andrea Cavarra (maschere), Roxana Placane (trucco), Alessandro Gelmini (luci e fonica), Davide Giacobbi (scenotecnica).

Il progetto è comunque frutto di interventi e contributi da parte di diverse classi del “Respighi ed è stato possibile grazie a molteplici collaborazioni (la dirigente scolastica Simona Favari, il Presidente del Consiglio d’Istituto Roberto Antenucci e il Dipartimento di Lettere del Liceo “Respighi”, il Comune di Piacenza e l’Assessorato alla Cultura, il Comune di Lugagnano per l’accoglienza sul sito archeologico, l’archeologa Anna Stevani, l’associazione culturale Arte e Pensieri, il dirigente del Polo Museale dell’Emilia Romagna Mario Scalini, il dirigente della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna Luigi Malnati).

A ritirare il riconoscimento al Teatro Bonci di Cesena la professoressa Marina Avanzini del Liceo “Respighi”, il regista Nicola Cavallari di Teatro Gioco Vita e il musicista Francesco Brianzi di Tempus Fugit Percussion Ensemble del Conservatorio “G. Nicolini”. Erano presenti per il “Respighi” la dirigente scolastica Simona Favari e per Teatro Gioco Vita il direttore artistico Diego Maj e la responsabile progetti teatro ragazzi, teatro scuola e formazione Simona Rossi.

“Veleia amor mi” ha debuttato al Teatro Gioia di Piacenza il 24 settembre 2016 nell’ambito del Festival del Diritto, poi è stato replicato a novembre e poi nel giugno 2017 nell’ambito di Pre/Visioni. Un progetto teatrale con raccordi fra più ambiti culturali, a partire da temi quali il ruolo dell’arte e dell’indagine storica, per giungere alla scoperta della possibilità, attraverso riletture, rivisitazioni e attualizzazioni, di immergersi nella vita reale del municipium di Veleia Romana.

La creazione ha messo al centro i bellissimi scavi della città romana, la lingua latina e la dignità dell’uomo, valorizzando in particolare la tabula alimentaria, ottimo esempio offerto dal passato di un provvedimento di governo che, in nome della dignità, si preoccupa anche degli ultimi.