Società di autotrasporti con sede fittizia in Lussemburgo evade oltre un milione di euro

Smascherata a Fiorenzuola una società di autotrasporti che pur operando stabilmente nella provincia piacentina, aveva dichiarato formalmente la propria sede in Lussemburgo. Questo anche se era diretta da cittadini italiani che operavano dalla sede locale. Questo stratagemma per anni ha consentito alla società di nascondere al fisco ricavi superiori ad un milione di euro e violazioni all’Iva per quasi 400.000 euro. Per questa operazione vi è stata collaborazione dei colleghi lussemburghesi, fondamentali nel dimostrare come si trattasse di una cosiddetta società “esterovestita”, ovvero impresa di fatto residente nel territorio nazionale che dichiara fittiziamente di avere la sede all’estero per poter usufruire di un regime fiscale e previdenziale, molto più vantaggioso.

L’entità delle imposte indebitamente sottratte al fisco ha fatto scattare, a carico dell’amministratore, la denuncia all’autorità giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione, finalizzata all’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva con contestuale richiesta di sequestro di beni per un importo equivalente quanto evaso.

Già lo scorso giugno la Guardia di Finanza aveva scoperto un’azienda che, con questo trucco, aveva evaso le tasse. In questo caso però la destinazione prescelta come sede era la Romania. Le Fiamme Gialle piacentine in quel caso avevano fine a questo sistema fraudolento rilevando, nel complesso, l’omessa dichiarazione di ricavi per circa 7 milioni di euro ed una evasione dell’iva. per oltre 2,7 milioni di euro. 

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Ecco MinERva, nuovo progetto della Regione con 500 banche dati a disposizione online

“MinERva”, si chiama così il nuovo progetto della Regione Emilia – Romagna, presentato lunedì scorso a Bologna, che mette in rete tutte le informazioni dei settori programmazione territoriale, trasporti e ambiente della Regione in formato “aperto”, in un catalogo di circa 500 banche dati, consultabili su una piattaforma informatica chiamata appunto “minERva”. Ogni banca dati è accompagnata da “metainformazioni” che ne descrivono i contenuti e le caratteristiche, fra cui il livello di completezza e di aggiornamento.

Obiettivo del progetto non è solo quello di mettere a disposizione dei cittadini e dei tecnici, il patrimonio informativo regionale, come prevede l’articolo 52 del Codice dell’amministrazione digitale, ma con il nuovo catalogo dell’informazione della Regione, in costante aggiornamento e sviluppo, si intende fornire un supporto alle misure di pianificazione introdotte dalla legge regionale n. 24 del 2017 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, rendendo disponibili i dati conoscitivi detenuti a supporto delle attività di pianificazione degli Enti territoriali.
La nuova piattaforma “minERva”, inoltre, è stata pensata anche per favorire la massima partecipazione del pubblico alla definizione delle politiche ambientali, come previsto dal decreto legislativo n. 195 del 2005, grazie a un catalogo, consultabile da tutti su web, contenente informazioni sull’ambiente e sulle azioni che impattano su di esso, come i rifiuti, i parchi, le foreste e le aree protette, il Piano di tutela delle acque ecc.
A presentare il progetto, oltre all’assessore ai trasporti e alla programmazione territoriale, Raffaele Donini, al Direttore alla Cura del territorio e dell’ambiente, Paolo Ferrecchi anche il Direttore generale della Provincia di Piacenza Vittorio Silva in rappresentanza di Upi Emilia – Romagna.

Il dott. Silva nel sottolineare l’importanza del Progetto “minERva”, ha invitato ad una riflessione sul ruolo delle Province nel sistema di produzione ed utilizzazione delle informazioni territoriali e sulla necessità che venga affrontato il tema della ridefinizione dell’assetto funzionale e di governo di un Ente intermedio che ha, fra le proprie principali missioni, quella di assistere gli enti locali; quindi la Provincia come semplice nodo di una rete indifferenziata o snodo di una rete strutturata? Secondo la proposta dell’UPI, contenuta nel documento “Ricostruire l’assetto amministrativo dei territori”, alle Province deve essere riconosciuto un ruolo centrale nel governo del territorio, rafforzando in primo luogo le funzioni tipiche di area vasta a partire dalle funzioni ambientali e da quelle di pianificazione strategica dello sviluppo locale e di governo del territorio.

Una Provincia quindi, come attore centrale nella produzione e nell’utilizzo delle informazioni territoriali ovvero uno snodo della rete riconosciuto dalla Regione e dai Comuni. “Il successo di “minERva” – conclude Vittroio Silva – in un’ottica di sistema, sarà misurato non solo dalla quantità e qualità delle informazioni rese disponibili, ma dalla capacità di trasformare le stesse in conoscenza, da come il territorio saprà utilizzarle per migliorare la qualità della governance locale. Ne deriva l’importanza di riconsiderare il ruolo della Provincia quale Ente intermedio che ha, fra le proprie principali missioni, quella di aiutare i sistemi locali ad utilizzare le informazioni conoscitive in maniera efficace”. 

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Treni, stazioni e un’ Italia a due velocità (sui binari)

Il mantra delle ultime ore di campagna elettorale è che “l’Italia viaggia a due velocità”. Sicuramente in fatto di linee ferroviarie è così. Uno studio articolato che ha come fonti OpenStreetMap, SNCF, OpenData, Geo Names e Digitraffic illustra che il Nord Italia ha indubbiamente una copertura maggiore: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana quelle con maggiori km di linee, solo al settimo posto incontriamo la prima regione del Sud, la Campania. 2mila e 200 le stazioni complessive nel Nord, 3591 complessive.

In Emilia Romagna ci sono 1609 km di linee convenzionali, 511 km a semplice binario, 798 km a doppio binario, 397 di linee complementari, 498 di alta velocità. 264 stazioni totali (un nodo importante come Bologna Centrale). La regione più coperta è la Lombardia con 460 stazioni, compresi 4 nodi strategici come Milano Centrale, Como, Tirano e Milano Malpensa.

Qui lo studio 

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Bus gratuito dal 1° febbraio per gli over 65 con reddito inferiore ai 15mila euro.

L’Amministrazione Comunale, con riferimento agli abbonamenti agevolati e gratuiti per il trasporto urbano, nel ribadire che la preoccupazione che l’ha animata, nonostante le difficoltà di bilancio a tutti note, è stata quella di mantenere un’area di esenzione e quindi di gratuità del trasporto urbano che non ha eguali in Regione, al fine di facilitare i cittadini over 65 interessati a fruire della gratuità dell’abbonamento e alle prese con i tempi necessari per l’ottenimento dell’ISEE, ha preso ulteriori accordi con Seta riguardo alle modalità valevoli dal 1°febbraio 2018.

Di seguito le principali casistiche.

Anziani dai 65 anni, già in possesso di ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, già in possesso della tessera MiMuovo:

Fino al 31 gennaio possono viaggiare gratuitamente.

Da 1° febbraio, possono viaggiare gratuitamente presentando alla biglietteria di Seta (Via Colombo n. 3) l’attestazione Isee (fino a 15.000€), un documento di identità e la tessera MiMuovo.

ATTENZIONE: Vale sia l’Isee 2017 che l’Isee 2018. Quindi chi è già in possesso dell’Isee 2017 (magari richiesto per agevolazioni rispetto alle case popolari o ad altri servizi comunali) può utilizzare quello.

L’Abbonamento gratuito avrà comunque decorrenza dal 1°febbraio 2018:

Anziani dai 65 anni, già in possesso di ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, senza la tessera MiMuovo:

Da 1° febbraio, possono viaggiare gratuitamente, presentando alla biglietteria di Seta (Via Colombo n.3) l’attestazione Isee (fino a 15.000€), un documento di identità e richiedendo la tessera MiMuovo, al costo di 5€.

ATTENZIONE: Vale sia l’Isee 2017 che l’Isee 2018. Quindi chi è già in possesso dell’Isee 2017 (magari richiesto per agevolazioni rispetto alle case popolari o ad altri servizi comunali) può utilizzare quello.

Anziani dai 65 anni, già in possesso della tessera MiMuovo e senza ISEE:

Per far calcolare l’ISEE ordinario è necessario rivolgersi ad un CAF, prendendo appuntamento. Si ricorda che l’Isee è gratuito.

Per tutto il mese di febbraio, possono viaggiare gratuitamente gli anziani dai 65 anni, già in possesso della tessera MiMuovo che esibiscano o la dichiarazione di appuntamento rilasciata dal CAF, o un’autocertificazione che attesti la data dell’appuntamento o l’impegno a prendere appuntamento con un CAF entro il 28/2, secondo apposito modello. Per evitare sanzioni, gli anziani senza Isee, devono circolare con la tessera MiMuovo, un documento di identità e la dichiarazione o autocertificazione di cui sopra.

Il modello per l’autocertificazione si trova presso la biglietteria di Seta di Via Colombo 3, ma anche presso il Quic di Via Beverora, l’InformaSociale di Via Taverna 39 e di Via XXIV Maggio 28, l’Urp di Piazza Cavalli, il comando della Polizia Municipale di Via Rogerio, 3,gli Sportelli InformaFamigliaeBambini di Via Martiri della Resistenza 8, della Galleria del Sole e di Via Torricella 7. Per chi avesse impossibilità a reperire tale modello, può bastare un’autocertificazione in carta libera con i medesimi contenuti.

Anziani dai 65 anni, già in possesso ISEE ordinario superiore ai 15.000€ o che non intendano fare l’ISEE:

Possono rivolgersi alla biglietteria di Sera e fruire dell’Abbonamento urbano agevolato annuale al costo di 150€.

Chi compie 65 anni nel corso dell’anno, potrà avere l’abbonamento urbano gratuito o agevolato anche in questo caso a seconda del valore Isee.

 




Incidenti a Piacenza? Più di Roma, in rapporto ai cittadini presenti nella Capitale

Non potrà dare risposte definitive, ma capire quanti incidenti ci sono stati in Italia in un anno può raccontare che tipo di guidatori sono gli italiani e la qualità delle nostre strade. E può sfatare parecchi miti. Una recente indagine de Il Sole 24 Ore commissionata all’Istat rivela infatti che non necessariamente in città metropolitane come Roma o Napoli, per antonomasia città caotiche, si è sempre in coda dal carrozziere.

Osservando i dati del 2016, emerge che i comuni con un tasso di incidenti superiore alla media  (0,299 ogni 100 abitanti,ndr) disegnano sulla mappa il tracciato dell’autostrada A1 da Milano a Bologna e quindi verso Firenze. Per non parlare dell’A14 nel tratto che dal capoluogo emiliano scende verso la riviera romagnola. Sembra lecito inferire che l’incidentalità in questi territori abbia più a che fare con il passaggio dell’Autosole e dell’Adriatica che con la viabilità ordinaria, invece la città di Genova risulta la più gravata da constatazioni amichevoli (0,72 per 100 abitanti). Ovvero quasi un genovese su 100 ha subito sinistri nel periodo preso in esame. Seguono “a ruota” Firenze con 0,69 e Milano con 0,66. Roma e Napoli registrano rispettivamente lo 0,46 e 0,24, con la città partenopea addirittura sotto la media nazionale.

E Piacenza? 543 persone con la macchina in panne nel 2016, quasi due incidenti al giorno e un tasso dello 0,53. Più di Roma. Il Comune di San Pietro in Cerro invece, che registra 917 abitanti (fonte 2014), registra un tasso dello 0,81, quasi un abitante su 100. Comune virtuoso Bettola, dove lo 0,03 mostra che le carrozzerie del paese hanno poco lavoro.

Siamo comunque tra più incidentati in Regione: i cugini di Parma mostrano dati leggermente inferiori (0,47 su 100 abitanti), così come Bologna (0,49), Ferrara (0,45), Ravenna (0,51) e Reggio Emilia (0,50) mentre veniamo superati di poco da Forlì (0,54), da Modena (0,59) e staccati da Rimini (0,68, tra i più alti d’Italia). 

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