I sindacati nella nuova avventura dell’Emporio Solidale: presenza fissa negli spazi per la consulenza

Anche Cgil, Cisl e Uil erano presenti questa mattina al primo giorno di attività dell’Emporio Solidale, per mostrare il proprio sostegno a un progetto ambizioso e che coinvolge molte realtà della società civile. Un sostegno che va oltre quello a parole, ma più concreto.

I sindacati confederali infatti garantiranno una presenza fissa in uno degli spazi dell’emporio destinati a consulenza individuali.
Un supermercato, quindi, ma anche un luogo di volontari e di “consulenti” che punta a far emergere bisogni sociali e a risolvere problemi che rischiano di spingere ai margini intere famiglie.

Oltre ai primari bisogni di approvvigionamento, l’Emporio offrirà soprattutto assistenza e ascolto per superare lo stato di difficoltà. Il target di beneficiari individuato non è rappresentato da persone in condizione di povertà estrema ma da coloro che rischiano di passare da una situazione di impoverimento a una di povertà e di esclusione sociale, come chi ha perduto il lavoro e si trova in una condizione di grave vulnerabilità: i cosiddetti “nuovi poveri”, spesso non facilmente intercettati dai servizi e dal volontariato

E’ un progetto che prende il via dopo non poche difficoltà. “Tante persone si rivolgono alle sedi sindacali per problemi riguardanti certo il lavoro, ma anche casa e in generale problemi economici che rischiano di gettare ai margini della società persone che rischiano di diventare “invisibili”. Luoghi di solidarietà come questi sono fondamentali per tentare di fermare una spirale che risucchia non poche famiglie sul nostro territorio” ha commentato Gianluca Zilocchi, segretario generale della Camera dle Lavoro di Piacenza. “Questo paracadute da solo non basta, ma di certo è un aiuto importante che arriva oggi dopo anni di lavoro dei volontari”.

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Anche i pensionati piacentini in Piazza a Roma per manifestare contro il taglio agli assegni

Molte migliaia i pensionati che sabato 1º giugno sono giunti da tutta Italia a Roma, in piazza San Giovanni, per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata da Spi-Cgil Fnp Cisl e Uilp-Uil per protestare contro il governo che ha bloccato la rivalutazione delle pensioni, sottraendo risorse dalle tasche dei pensionati.

I sindacati dei Pensionati di Cgil Cisl e Uil, infatti, non hanno proprio digerito il provvedimento ”iniquo” del Governo giallo verde che ha piallato gli assegni dei pensionati italiani togliendo loro quanto dato con la rivalutazione delle pensioni dei primi tre mesi del 2019. Ma soprattutto continuano a non digerire la “totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo”.

“Ancora una volta – afferma il segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti – questo governo proclama di voler essere vicino ai bisogni delle famiglie e invece, in pratica, fa il contrario, togliendo dalle tasche dei pensionati risorse importanti, e lo fa attraverso la beffa di mettere in pratica il provvedimento ora, dopo le elezioni europee.”

Oltre alla decisione del Governo di procedere al conguaglio della perequazione a partire da giugno, come annunciato dall’Inps, i sindacati dei pensionati contestano il fatto che nulla è stato previsto sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti; così come nulla è stato fatto sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, questioni fondamentali per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie che richiederebbero interventi concreti e risorse.

“L’unica misura messa in campo – denunciano le tre federazioni – è stata quella del taglio della rivalutazione. La tanto sbandierata pensione di cittadinanza, invece, finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà. Il Governo – sottolineato Spi, Fnp e Uilp – si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione. È per questo motivo – concludono che i pensionati il 1 giugno saranno in piazza San Giovanni, per protestare contro questo governo che, al pari dei precedenti, piuttosto che aiutare non fa che danneggiare i nostri pensionati attraverso provvedimenti iniqui”.

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Troppi infortuni sul lavoro, i sindacati incontrano il Prefetto Falco

L’incidente mortale occorso lo scorso 1 maggio all’operaio edile di Chiavenna Landi ha lasciato alcuni strascichi. Il sindacato Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto un incontro col Prefetto Maaurizio Falco questa mattina, a cui hanno partecipato i principali rappresentanti locali e una sessantina di manifestanti.

Le richieste sono esplicite: maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, anche in relazione all’evento del 25 aprile in cui un operaio di 22 anni sarebbe rimasto ustionato al volto e gli arti superiori venendo a contatto con del solvente in una ditta di trasformazione del pomodoro a Gariga.

Al Prefetto è stato fatto notare in particolare il dato sugli infortuni denunciati sia mortali che non: il dato piacentino dimostra che se nel 2017 si erano verificati 4950 infortuni denunciati, nel 2018 erano saliti del 5%, arrivando a 5201. L’aumento rappresenta quello più consistente rispetto a tutta la Regione. I decessi nel 2018 sono stati 9, secondo dati ANMIL, sui 115 della Regione.

Cisl ha fatto notare che la deriva dei dati dimostra come alcuni strumenti messi in campo negli ultimi anni stiano diventando deboli, Cgil rimarca alcune scelte politiche sbagliate a livello nazionale, Filea Cgil sottolinea che i dati si riferiscono solo alle denunce fatte, mentre esiste un sommerso di dati che non possono emergere ma che hanno un peso, in particolare in risalto è stata posta la situazione dei cantieri, sempre più rischiosi. Una soluzione proposta è stata quella di estendere i protocolli d’intesa sugli appalti pubblici. L’auspicio comune è che questo tema venga trattato in modo approfondito anche a Roma, con i Ministri competenti.

Il Prefetto Falco ha posto l’accento sull’argomento evidenziando come non possa essere “divisivo”, e che la priorità resta sempre la vita dei cittadini e dei lavoratori.

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Sindacati uniti contro il Comune: “Quote Iren per progetti straordinari e non per far cassa”

Si dichiarano “preoccupati” per interventi “di bassissimo respiro”, che anche all’ interno della maggioranza di Palazzo Mercanti “non trovano quel consenso ampio e adeguato” per questo genere di operazioni, pertanto chiedono al Comune di riaprire il confronto. La vendita di quote Iren spa, l’azienda multiservizi che serve i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e soprattutto Genova e Torino, al centro di una nota stampa inviata dai sindacati confederali di Piacenza alla stampa.
“Nei giorni scorsi – scrivono Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl), Francesco Bighi (Uil) – abbiamo avuto un incontro con l’assessore Paolo Passoni sui temi del bilancio del Comune di Piacenza. L’amministrazione, come già aveva anticipato, ha prospettato la vendita delle quote Iren come, sostanzialmente, scelta strategica di fondo del bilancio. Abbiamo preso atto della volontà della Giunta di Piacenza ed espresso una chiara contrarietà per una serie di motivi”. Ed ecco i motivi che Zilocchi, Molinari e Bighi hanno così sintetizzato.
QUOTE PIACENZA IN IREN
“E’ strategica, più che la vendita, una presenza importante di Piacenza all’interno della multiutility che vada al di là delle quote del patto di sindacato. Questo è fondamentale per mantenere Piacenza negli assetti proprietari e fare in modo che servizi come acqua, rifiuti ed energia siano strategicamente radicati sul territorio piacentino. Questo passaggio è necessario per ‘leggere’ al meglio le specificità e per mantenere un rapporto stretto con i cittadini/utenti
a Piacenza. Non stiamo parlando di una società quotata utile a fare operazioni puramente finanziarie come intende fare il Comune di Piacenza. Vendendo le quote, si indebolisce il governo pubblico di Piacenza su questi servizi fondamentali, e si sposta così l’asse strategico dell’azienda sempre più verso altri territori, verso Genova in particolare”.
DIVIDENDI, PROGETTI, SPESA CORRENTE e TASSAZIONE
“Inoltre – proseguono i confederali – ogni anno mancheranno al Comune dividendi importanti. La nostra contrarietà risiede soprattutto nella mancanza di progettualità legata alla vendita delle quote. Infatti, la vendita è vincolata per investimenti e infrastrutture dalle normative: ossia non si possono utilizzare quei fondi per la cassa corrente o finanziare altre voci.
Diverso – spiegano i sindacati – sarebbe agire sulla tassazione, opzione che il Comune esclude a prescindere. Non crediamo si debbano alzare le tasse, tuttavia abbiamo sentito l’Amministrazione Comunale ragionare sempre di Irpef (reddito persone fisiche), ben sapendo che altre leve fiscali come Imu e Tasi potrebbero essere prese a riferimento per agire su fasce di popolazione meno disagiate. Si può discutere di tassazione locale – esortano Zilocchi, Molinari e Bighi – ma a una condizione: premesso che iniziamo a registrare registriamo tagli importanti sulla spesa sociale, agire sulla tassazione è plausibile a condizione che quanto si recupera sia investito in spesa per il sociale. Non solo: se il Comune parla di “razionalizzazione della spesa” per scongiurare l’innalzamento delle imposte è fondamentale discutere di quali servizi subiranno la razionalizzazione. Investire sul sociale, viceversa, per esempio nei confronti della popolazione anziana è una delle strade obbligate per il futuro. Potenziare e qualificare la spesa per il sociale, non il contrario, appare strategico per Piacenza”.
“Ciò che manca – concludono – è un progetto vero e riconoscibile. Utilizzare i ricavi delle quote Iren per marciapiedi, tetti o manutenzione straordinaria è un errore. Tali interventi, seppur importanti, dovrebbero rivestire carattere di ordinarietà e quindi non potrebbero essere finanziati con la vendita delle quote Iren. La progettualità deve essere al centro di una scelta del genere e purtroppo non la scorgiamo a Piacenza. Se l’amministrazione proponesse un “grande progetto” si potrebbe anche approcciare il tema della vendita delle quote Iren. Viceversa, l’operazione come prospettata appare goffa e finalizzata a far saltare fuori dei quattrini per le spese. Siamo contrari a questo approccio. Che il Comune di Piacenza rimetta in moto la macchina della progettualità, altrimenti a “sbattere” sarà il futuro strategico del territorio”. 

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Anche i sindacati piacentini alla manifestazione di Roma

Il Segretario generale Cisl Parma Piacenza, Marina Molinari

C’era anche una folta delegazione piacentina, oggi a Roma, per la manifestazione sindacale unitaria di Cgil Cisl e Uil per richiedere al governo una nuova politica economica fatta di investimenti e lavoro. I sindacati in corteo sono partiti da piazza della Repubblica per giungere a piazza San Giovanni dove sono intervenuti i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Ad aprire e la manifestazione lo striscione che riassume il senso dell’intera protesta: “Futuro al lavoro” e la richiesta rivolta al governo di aprire un confronto e di cambiare la politica economica mettendo al centro sviluppo, crescita, lavoro, pensioni, fisco ed anche il rilancio degli investimenti sia pubblici sia privati.

«È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere», ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo il corteo.

Secondo il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il governo deve «uscire dalla realtà virtuale e calarsi nel mondo reale del lavoro». L’unica cosa che cresce – ha aggiunto – «è lo spread è evidente che così le cose stanno andando male. Il governo si fermi e cambi la sua linea economica sblocchi le infrastrutture quelle medie e grandi opere per cui ha bloccato senza alcun motivo miliardi e miliardi e oltre 400 mila posti di lavoro e gli investimenti su Impresa 4.0, sulla ricerca, innovazione e scuola». I sindacati, prosegue Furlan, propongono «una bella riforma fiscale che renda più pesanti le buste paga dei lavoratori. Siamo un paese dove il 90% dell’erario e sovvenzionato dai lavoratori e pensionati, bisogna guardare a loro».

«Non possono essere autoreferenziali, questa piazza la devono ascoltare» ha affermato Barbagallo (Uil): «Noi facciamo sindacato non siamo opposizione politica di nessuno».




Ancora tante adesioni alla manifestazione del 2 febbraio in Piazza Cavalli “Piacenza che Resiste”

Il Coordinamento delle associazioni sotto riportate, aderisce, unanimemente, all’iniziativa “Piacenza che resiste”, prevista per le ore 15 del giorno 2 Febbraio, davanti al Municipio di Piacenza. L’iniziativa, che nasce come, “reazione spontanea di gruppi di cittadini impegnati nel sociale e di diverso orientamento politico, religioso e culturale colpiti dal quotidiano perpetuarsi di barbarie e crudeltà”, ha l’obiettivo di far sapere che non vengono condivise le politiche governative in materia di immigrazione e di sicurezza che violano la dignità umana e i diritti Costituzionali, assistendo con preoccupazione al riproporsi di ideologie neofasciste, xenofobe e razziste.

Tale piattaforma trova totale sostegno all’interno delle associazioni impegnate in un coordinamento per i diritti umani e civili anche nella nostra comunità locale.

“La nostra lotta – concludono – è appena iniziata e invitiamo tutti i cittadini ad unirsi a noi sabato 2 febbraio per una Piacenza accogliente e aperta”.

Aderenti: ARCIGAY PIACENZA LAMBDA APS, FAMIGLIE ARCOBALENO PIACENZA, AGEDO MILANO, NON UNA DI MENO PIACENZA, FIORENZUOLA OLTRE I CONFINI, AMNESTY INTERNATIONAL PIACENZA, ANPI COMITATO PROVINCIALE DI PIACENZA, LIBERA COORDINAMENTO DI PIACENZA, ARCI PIACENZA, CGIL PIACENZA, CISL PIACENZA, UIL PIACENZA, ASSOCIAZIONE ARCANGELO DI MAGGIO, ASSOCIAZIONE FABBRICA E NUVOLE, EMERGENCY PIACENZA, RESTIAMOUMANI. 

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Piacenza che Resiste, anche i sindacati in Piazza Cavalli per i diritti umani il 2 febbraio

Come già annunciato, sabato 2 febbraio in Piazza Cavalli si terrà l’iniziativa autoconvocata di cittadini uniti dal comune grido “Piacenza che Resiste”. Si tratta di cittadini “impegnati nel sociale e desiderosi di una società impregnata di gesti, parole, azione, atteggiamenti e politiche improntati ai valori della nostra Costituzione dove le persone hanno tutte pari valore e dignità”.

A questa manifestazione, prevista dalle ore 15, aderiscono anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Hanno voluto dare la adesione in quanto “Il fenomeno della migrazione nel nostro Paese ha subito fasi alterne, perché l’incontro di culture differenti non è sempre facile, ma le politiche messe in campo da questo Governo vogliono rompere ogni rapporto di solidarietà, rendendo l’immigrato il soggetto su cui scaricare tutte le paure e da individuare come l’usurpatore di diritti come la casa, il lavoro, l’asilo, in un contesto socio-politico-economico che ha messo le nuove povertà degli Italiani a confronto con quelle degli immigrati, quasi in una tragica concorrenza. Occorre invece riportare l’attenzione sulle vere cause, affrontare il tema della mancanza di corridoi umanitari e di una politica europea comune su accoglienza, integrazione, lotta ai trafficanti di morte, cooperazione nei paesi di origine, evitando che si alimentino fenomeni di arretramento culturale e di recrudescenza di xenofobia e razzismo. L’immigrazione si può e si deve gestire con il rispetto che si deve ad ogni vita umana”.

Ecco il testo della lettera diffusa dai cittadini autoconvocati:

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che resiste “ per azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta!
L’iniziativa del 2 febbraio nasce come reazione spontanea di gruppi di cittadini impegnati nel sociale e di diverso orientamento politico, religioso e culturale colpiti dal quotidiano perpetuarsi di barbarie e crudeltà. La nostra aspirazione è quella di far sapere che non condividiamo le politiche in materia di immigrazione e di sicurezza che violano la dignità umana e i diritti Costituzionali. Assistiamo con preoccupazione al riproporsi di ideologie neofasciste, xenofobe e razziste.
E’ impossibile non vedere e quindi è impossibile non opporsi a queste politiche, i cittadini autoconvocati “ Piacenza che resiste” si ritroveranno in Piazza Mercanti davanti al Municipio sabato 2 febbraio alle ore 15,00.
E’ un’ Autoconvocazione di cittadini che decidono di resistere alle scelte inumane e dannose: di chi vorrebbe lasciare morire in mare e nei deserti coloro che scappano da guerra, fame e povertà; di chi vorrebbe respingere persone inermi nei campi libici dove verrebbero torturati ; di chi interrompe i percorsi di assistenza e inclusione; di chi istiga all’odio e alla xenofobia dimenticando i nostri valori di accoglienza, apertura e convivenza garantiti dalla Carta Universale dei Diritti Umani e dalla Costituzione Repubblicana. Manifesteremo affinché prevalgano nella nostra società azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta! Senza distinzione di provenienza o altro.

Sollecitiamo tutti i cittadini che si riconoscono in questo appello a partecipare numerosi sabato 2 febbraio in Piazza Mercanti davanti al Municipio di Piacenza – ritrovo alle ore 15 – portando con sé unicamente la bandiera della Pace, drappi arcobaleno e cartelli – striscioni che rispecchino lo spirito dell’iniziativa.
Invitiamo tutti, pur nella loro specificità, a garantire una presenza nonviolenta e pacifista in linea con lo spirito dell’iniziativa.
Durante la manifestazione si raccoglieranno le adesioni dei cittadini al presente documento; tutti saranno invitati a lasciare le proprie riflessioni su cartelloni.

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che Resiste” 

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Futuro al lavoro! Il 9 febbraio manifestazione nazionale a Roma dei sindacati Cgil, Cisl e Uil

Al grido di “Futuro al Lavoro!” i sostenitori dei sindacati Cgil, Cisl e Uil il 9 febbraio prossimo stanno organizzando a Roma una grande manifestazione a sostegno della piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito. Per Cgil, Cisl e Uil “la legge di bilancio approvata ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo”.

Anche le sezioni piacentini dei sindacati si mobilitano, con pullman che partiranno dalla nostra provincia in direzione della capitale.

ORARI PULLMAN PER ROMA
Viaggio A/R a sottoscrizione volontaria

VENERDI’ 8 FEBBRAIO

Ore 24.00 da BORGONOVO V.T. (piazza della Rocca)

Ore 00.10 da CASTEL S.GIOVANNI (p.le Gramsci)

Ore 00.20 da SAN NICOLO’ (p.le della Chiesa)

Ore 00.30 da PIACENZA – p.le Stadio Garilli

Ore 00.45 da PONTENURE (piazza – via Emilia)

Ore 01.00 da FIORENZUOLA D’ARDA – loc. Barabasca

PRENOTAZIONI: CGIL 0523 459791 – 0523 459701

Le motivazioni per cui i sindacati scendono in piazza sono molteplici e variegate, a partire da Sviluppo, crescita e occupazione, per le quali si richiedono “investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali”.

Ma non solo, vine richiesta anche una “riforma fiscale una svolta nella lotta all’evasione”, istituendo un’agenzia dedicata, un piano di investimenti per il Mezzogiorno riguardante opere infrastrutturali partendo da almeno 500 milioni di euro, sono richiesti finanziamenti alla sanità, con un piano straordinario di assunzioni e lotta alla povertà. E tanto altro ancora. Qui potete leggere tutte le richieste fatte dai sindacati 

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Storico accordo tra Amazon e sindacati dei lavoratori

Sicuramente i lavoratori del centro logistico di Amazon a Castel San Giovanni nel carrello potranno mettere qualche garanzia in più sul proprio futuro e benessere lavorativo. Una battaglia storica tra Davide contro Golia che per una volta premia i lavoratori, i quali già in passato avevano scioperato durante uno dei periodi più profittevoli dell’anno, il Black Friday di Natale.

Nella conferenza stampa di questa mattina erano presenti Francesca Benedetti, di FISASCAT Cisl, Pino de Rosa di Ugl Terziario, Fiorenzo Molinari di Filcams CGIL e Vincenzo Guerriero di UIL. “Questo accordo crea una prima breccia in un muro che sembrava invalicabile – sottolinea Benedetti -, senza sacrificare il business. Questo dimostra che con senso di responsabilità si può arrivare ad un accordo profittevole per tutti“. I pilastri su cui è stata basata la rivendicazione sono fondamentalmente 3. “Da una parte un principio di responsabilità, il lavoratore può esprimersi sulla vita aziendale, un principio di equità, che supera la disparità iniziale di trattamento, e infine il rispetto della vita familiare del lavoratore, che la domenica può godersi un meritato riposo”.

L’intesa è stata trovata in particolare su quest’ultimo punto: con un referendum interno di circa 500 votanti, un terzo dei lavoratori, il 68% di essi ha approvato l’accordo raggiunto tra le parti, per una più equa redistribuzione dei turni notturni e nel weekend. L’accordo sarà in vigore per un anno in via sperimentale dal 17 giugno prossimo e prevederà inoltre una maggiorazione della paga del 25% nel turno compreso tra le 22 e le 4 di notte (richiesta di Amazon era del 15%), per un incremento economico mensile stimabile tra i 70 e i 97 euro a seconda del periodo lavorato.

De Rosa sottolinea che questo è il migliore accordo possibile che si potesse trovare in questo frangente. “Abbiamo convinto l’azienda a cambiare le cose con l’aiuto dei lavoratori, che hanno potuto validare l’accordo. Siamo soddisfatti anche per il metodo con cui si è arrivati a questa conclusione. Alcuni aspetti ancora impattano sulla vita dei lavoratori, ma ci aspettiamo che anche l’azienda prosegua nell’opera di avvicinamento alla sensibilità dei dipendenti. Il sindacato ha un ruolo importante anche a livello sociale”.

Guerriero evidenzia che la lotta non si è basata solo sull’aspetto economico. “Volevamo migliorare la qualità della vita delle persone, facendo crescere un’azienda senza andare a discapito della dignità dei lavoratori“. Molinari ha voluto invece mettere in luce il coraggio dei lavoratori che hanno deciso di “mettersi a confronto con LA multinazionale per eccellenza. I lavoratori sono passati da posizione subordinata ad egemone, nonostante questo sia ancora un primo passo verso ulteriori diritti“.

Infatti la rivendicazione è solo cominciata: lo stesso Stefano Carlati, RSA CISL, ha voluto evidenziare che il prossimo step riguarderà, oltre alla verifica che il patto tenga nei prossimi 4 mesi, la possibilità di avere un “contratto integrativo di secondo livello”. UGL rivendica inoltre un premio di risultato, “visto che l’azienda continua a crescere”. Tra le altre richieste accettate vi è quella di un presidio medico presente in azienda, prima assente.

Tra gli incentivi all’approvazione dell’accordo vi è sicuramente, secondo Molinari di CGIL, “la compattezza dei circa 800 dipendenti che tra i vari turni si presentavano alle assemblee, inoltre l’opinione pubblica si è sempre schierata dalla nostra parte. Non abbiamo mai voluto fare battaglie ideologiche, ma voler lavorare serenamente”.

Rimane sempre un 30% circa di dipendenti che ha risposto NO alla proposta fatta all’azienda. “Abbiamo voluto applicare un sistema democratico di voto – continua Molinari -, terremo comunque conto di tutte le istanze provenienti da chi non è convinto dell’accordo”. “Va detto – aggiunge Benedetti – , che molti di coloro che hanno votato contro non si sono mai presentati alle assemblee, pertanto si è votato anche per partito preso. Noi continuiamo a lavorare per dare una speranza per il futuro”.

http://www.youtube.com/watch?v=akmMiZw_sW4&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=YUHxIRDuA_4&feature=youtu.be

 

http://www.youtube.com/watch?v=5QBzpVCtHRg&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=AiRmEfgLdvs&feature=youtu.be

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Festa del Lavoro in piazza Cavalli

E’ stata la sicurezza sul lavoro il tema centrale della Festa del Lavoro organizzata in piazza Cavalli da  Cgil, Cisl, Uil di Piacenza. I tre segretari generali confederali Gianluca Zilocchi, Marina Molinari, Francesco Bighi hanno discusso di lavoro, dalla sicurezza alla regolarità degli appalti, dalla legalità allo sviluppo sostenibile del territorio. E’ stato ricordato come purtroppo il nostro paese continui a registrare un numero di infortuni sul lavoro troppo elevato con centinaia di casi da inizio anno ed una media di tre episodi al giorno.

La giornata si è aperta con un omaggio ai Caduti sul Lavoro nell’omonima via, al quartiere Farnesiana. Preceduto dalla banda Amilcare Ponchielli alle 9,30 è partito il corteo da via Genova che è approdato, circa un’ora dopo, all’ombra del Gotico. Qui al posto del tradizionale comizio c’è stato un talk-show animato dai segretari dei sindacati e condotto da Mattia Motta. Tra gli ospiti è salita la dottoressa Giulia Milano, laureata in medicina, con lode, con una tesi sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Sul palco anche interventi musicali del cantautore piacentino Mikelees ed un monologo teatrale dell’attore Rolando Tarquini. Ad ascoltare una platea non numerosissima ma attenta.

La nuova versione della festa del Primo Maggio ha portato in piazza i banchetti di varie associazioni da Unicef ad Anpi, ad Arcigay e soprattutto uno spazio per il giocabimbi e gli spettacoli di vari artisti di strada. Il tutto si è chiuso con un aperitivo.

 Altra manifestazione, con la formula classica e con il comizio di Francesco Bighi, segretario aggiunto Uil Emilia, di fronte alla casa di riposo a Monticelli d’Ongina.