L’azienda di macchine utensili MCM a Vigolzone apre le proprie porte mostrando il suo lato “umano”

MCM apre le proprie porte. Il 9 maggio scorso una delegazione di giornalisti specializzati nel settore delle macchine utensili e delle tecnologie si sono recati presso l’azienda di Vigolzone per vederne la crescita e i progressi fatti negli ultimi anni. Ad accoglierli Gian Luca Giovanelli, amministratore delegato, e Giuseppe Fogliazza, direttore di MCE Srl, divisione software di MCM, oltre al settore Commerciale e Marketing. Presenti le testate Macchine Utensili, Newsmec, RMO, TECN’E’, Tecnologie Meccaniche, oltre a Confindustria Piacenza.

Giovanelli in apertura ha voluto sottolineare alcuni dati importanti, come l’aumento di fatturato dell’azienda (passata dai 46 milioni di fatturato del 2014 ai 110 milioni previsti per quest’anno) e l’aumento dei dipendenti (da 220 a 370). Una crescita costante dovuta ad alcuni elementi: “Le esperienze diversificate, – specifica Giovanelli – ci hanno concesso di essere presenti in alcune nicchie confortevoli di mercato. L’alta qualità del prodotto è sempre stata tale, l’azienda ha saputo abbinare peculiarità e competenze a una buona gestione manageriale. L’obiettivo attuale è di consolidare ciò che è stato conquistato”.

Si parla nello specifico di circa 2500 macchine (centri di lavoro) installate in 30 Paesi. “Una gamma estesa, per consentire una personalizzazione per il cliente potenzialmente infinita. Tutti i centri di lavoro e gli elementi di automazione sono basati su design MCM, la cui tecnologia punta all’integrazione dei sistemi, dove siamo competitivi a livello globale”.

MCM ha recentemente partecipato al CIMT, fiera cinese del settore a cui l’azienda tiene particolarmente, in quanto la Cina rappresenta un mercato emergente e a cui deve circa un quarto del proprio fatturato. Tuttavia la Direzione MCM ha da sempre voluto mantenere le proprie radici ben radicate in Valnure, in un’ottica “glocal” che consente di valorizzare l’artigianato e il know how locale all’interno di un contesto globale come quello che si prospetta oggigiorno.

In questo senso il desiderio comune è quello di un ampliamento fisico dell’azienda, in modo tale da consentire agli addetti un maggiore raggio di azione nelle vicinanze delle isole di produzione e un continuo ingresso di nuove commesse su cui lavorare.

“Non siamo un’azienda piccola – rimarca Giovanelli -, abbiamo una struttura che ci permette di articolare correttamente le molteplici competenze e allo stesso tempo di essere snella e veloce nelle decisioni”.
Durante la visita agli stabilimenti, condotta da Ferruccio Rossi Sales manager, si nota la varietà delle commesse in produzione, alcune decisamente complesse, oltre ai nomi di alcuni clienti: i protagonisti a livello mondiale nei settori Aerospace e Automotive. La visita è proseguita da SA-GI di Sartori a Vigolzone, una realtà locale che ha saputo cogliere le opportunità di flessibilità e autonomia produttiva offerte dai centri di lavoro MCM altamente automatizzati.

IL SOFTWARE MCM
Un punto su cui Giuseppe Fogliazza ha voluto porre l’accento è l’apporto del personale umano. “Vendere automazione non significa solo parlare di meccanica, ma si devono immaginare sistemi in cui l’essere umano può portare un contributo fondamentale”. Da qui l’idea dello Human Centre Manufacturing, ambiente in cui l’uomo è colui che “prende le decisioni ad alto valore aggiunto e risolve i problemi”, grazie all’ausilio del software jFMX, della stessa MCM, in grado di elaborare i flussi informativi, oltre a “rendere disponibile la flessibilità potenziale della macchina”. 

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La MCM di Vigolzone compie 40 anni, tra tradizione e innovazione

Un momento semplice ma allo stesso tempo importante quello che si è svolto pochi giorni fà all’MCM S.p.A. di Vigolzone. Un brindisi per il tradizionale scambio d’auguri e per tirare le fila dell’anno trascorso e di quelli a venire. Presenti il Presidente cinese Mr Benshan Wang, l’Amministratore Delegato Ing. Gian Luca Giovanelli, tutto il personale e i dipendenti andati in pensione, per consolidare passato e presente, per ricordare il proprio attaccamento ai valori e alle radici dell’azienda, giunta al 40esimo anno di vita. Erano presenti i soci fondatori Giuseppe Bolledi, Piero Bernazzani, Franco Zanelli, Gabriele Gasperini e Albino Panigari, poche persone che sono riuscite catalizzare attorno a sé un tessuto umano che ha portato MCM a risultati eccezionali. A loro è stato riconosciuto il grande lavoro svolto in questi anni con un’ opera artigianale raffigurante per ciascuno la mansione all’interno dell’azienda della Valnure specializzata nella costruzione di macchine utensili.

“La ricchezza fondamentale di MCM – ha sottolineato Gian Luca Giovanelli – risiede nelle capacità, professionali e personali, delle persone che vi operano e che detengono e sviluppano il patrimonio culturale e l’identità aziendale. Il bagaglio tecnico di MCM, la propensione all’innovazione e la profonda conoscenza di processi e tecnologie, consentono di rispondere a qualunque esigenza produttiva. Da sempre l’azienda si adopera per armonizzare la propria attività industriale con la cultura dello sviluppo del territorio in cui è nata e opera, perseguendo il progresso e la crescita del sistema produttivo locale”.
Sviluppo che si può notare anche internamente all’azienda, stando ai dati: un fatturato raddoppiato in 5 anni con circa 110 milioni stimati per il 2019, un progressivo aumento del numero di dipendenti, giunto oggi a 330, con la previsione di ulteriore incremento e progetti in essere con clienti come Ferrari e Airbus.

“Nel 2018, grazie agli sforzi congiunti del nostro Management e di tutti i dipendenti – ha dichiarato il Presidente Wang – i risultati operativi di MCM hanno realizzato un nuovo record, con un fatturato 2018 che raggiunge i 100 milioni di euro e un portafoglio ordini acquisiti che copre ormai tutto il 2019 e parte del 2020, possiamo affrontare il futuro con ottimismo”.

MCM compie 40 anni, tra tradizione e innovazione
La prima macchina MCM, la Progress 1

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MCM, azienda di Vigolzone leader nel settore delle macchine utensili mette al centro l’uomo

Si è tenuto al Tecnopolo di Piacenza nei giorni scorsi il Final Meeting del progetto HPM (High Performance Manufacturing) del bando Cluster Tecnologici Nazionali che ha visto come Responsabile di progetto il Prof. Michele Monno, direttore del Laboratorio MUSP. Il progetto HPM è iniziato il 01 gennaio 2014 e terminerà il 31 dicembre 2018 ed è stato coordinato dal Consorzio MUSP sotto tutti gli aspetti: scientifici, formativi ed amministrativi.
L’obiettivo è di incrementare le prestazioni di macchine e sistemi di produzione in chiave Industria 4.0.

Il budget complessivo approvato dal MIUR per il progetto è di 11 milioni di euro, con 15 soggetti partecipanti, tra cui MCM, azienda piacentina leader nella costruzione di macchine utensili con sede a Vigolzone. Al MUSP sono stati presentati alcuni progetti grazie a Giuseppe Fogliazza, Direttore MCE Srl, Divisione Software di MCM SpA.

“Abbiamo presentato uno dei 4 progetti che sono stati finanziati nel 2012 da un’idea di Profumo – ha spiegato Fogliazza -, che vedeva una mancanza di soggetti forti in grado di sviluppare strategie di medio lungo periodo, come dargli torto”. Tutti i partner presenti sono stati organizzati in sottoprogetti (workpackages), MCM era all’interno del terzo per la parte industriale, in collaborazione con il Politecnico di Milano per la parte scientifica e MUSP a coordinare. “L’obiettivo era quello di studiare tecniche di fusione sensoriale, ovvero osservare uno stesso fenomeno grazie a più sensori per avere immagini più dettagliate. Il ruolo di MCM è stato quello di sviluppo di un’architettura in grado di raccogliere dati dalle macchine che produciamo in modo sistematico, filtrarli, memorizzarli, contestualizzarli per raggiungere una piattaforma sul cloud in grado di raccogliere i dati, analizzarli e predire lo stato di salute delle macchine stesse”.

MCM è parte integrante anche di un secondo progetto, “Sustainable Manufacturing”, con molti più partner, una quarantina, finanziato nello stesso periodo del primo descritto sopra, ma con un’iter più travagliato. L’azienda vigolzonese partecipa con due work packages, uno legato all’ecosostenibilità delle macchine (aspetti di consumo e impatto ambientale) assieme al Politecnico di Milano, ITIA (CNR Milano) e OSMA. Il secondo inerente alla creazione di un sistema operativo di officina. “Un’idea forte di integrazione dei mezzi di produzione – continua Fogliazza -, che si proponeva di ottimizzare i flussi di risorse e materie prime all’interno dell’officina attraverso un sistema di controllo multilivello”. Punto di arrivo finale rimane sempre e comunque l’uomo, e la macchina rimane un supporto al lavoro. “Il tema è quello dello Human Center Manufacturing, l’officina deve essere un’ambiente bello in cui lavorare, ma soprattutto riconoscere che l’uomo è la parte intelligente, dove il ruolo della risorsa umana all’interno dell’impianto di produzione viene elevato a supervisore del sistema, le decisioni che possono essere automatizzate, ad esempio per logiche conseguenti a un definito stato della macchina o alla sequenzialità del processo, vengono svincolate dall’uomo che quindi ha come esclusivo ruolo la supervisione del sistema. L’operatore si concentra esclusivamente sulle attività che richiedono capacità di integrazione e correlazione di diverse sorgenti di informazione nella risoluzione di situazioni complesse e articolate”. 

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Successo per la 19° edizione di “Arte in Vigolzone”

Una ventina di artisti piacentini e non si sono dati appuntamento ad “Arte in Vigolzone”, consueto appuntamento delle serate estive quest’anno dedicato a Stefano Fugazza e Paolo Perotti. L’esposizione, ospitata nello splendido oratorio del castello del paese, eccezionalmente aperto per l’occasione, ha dato modo agli artisti di dare sfoggio della propria bravura davanti a un pubblico esperto.

Sono state esposte opere di Elena Cavanna, Graziella Corbellini, Liliana Cravedi, Colomba Forlini, Carlotta Ghetti, Martina Ghetti, Giuseppe Maffi, Guido Maggipinto, Enrico Pasquali, Barbara Pennini, PaoloPerotti, Anna Rebecchi, Andrea Rossi, Paolo Negri, Fede Rossi e Michele Stragliati.