Piazza Cittadella. Il prefetto Ponta incontra il sindaco: “Allo stato la società concessionaria non risulta destinataria di alcun provvedimento interdittivo”

Dopo che ieri sera il capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi, in consiglio comunale, aveva dato notizia dell’avvio di un procedimento per interdittiva antimafia a carico della concessionaria del parcheggio di piazza Cittadella,  nel tardo pomeriggio di oggi il prefetto Paolo Ponta ha diffuso un comunicato in cui afferma che “allo stato la società concessionaria non risulta destinataria di alcun provvedimento interdittivo ai sensi dell’art. 91 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159”. La stessa Soresi ieri sera non aveva però parlato di un’interdittiva già in essere (leggi e ascolta qui), bensì “dell’avvio del procedimento per interdittiva” che è cosa diversa. Un punto che non viene quindi chiarito appieno dal comunicato della prefettura che riportiamo in forma integrale qui di seguito:

«Con riferimento alle recenti notizie e a quanto emerso nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Piacenza rispetto al cantiere del parcheggio interrato di Piazza Cittadella, nel pomeriggio odierno, il Prefetto, Paolo Ponta, ha ricevuto il sindaco, Katia Tarasconi, unitamente al direttore generale, Luca Canessa, ai quali è stato confermato che allo stato la società concessionaria non risulta destinataria di alcun provvedimento interdittivo ai sensi dell’art. 91 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (c.d. interdittiva prefettizia antimafia), risultando pertanto abilitata a intrattenere rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione.
Pertanto, il Comune continua a svolgere regolarmente la propria attività di vigilanza nell’appalto in questione in piena collaborazione con la Prefettura e gli altri organi dello Stato.
Nell’occasione il Prefetto ha infatti ribadito la massima attenzione del Gruppo Interforze Antimafia, coordinato dalla Prefettura, sul predetto cantiere come su tutti i cantieri per la realizzazione di opere pubbliche insistenti nel territorio provinciale, a tutela della legalità».




Nuove nubi sul cantiere di piazza Cittadella

Cosa succederebbe se all’improvviso sulla già intricatissima vicenda di piazza Cittadella irrompesse anche un’ipotetica interdittiva antimafia? È la domanda che sorge spontanea dopo che questa sera, al termine del consiglio comunale, durante le comunicazioni, la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi ha sganciato quella che – se confermata – sarebbe una vera e propria bomba politica. L’esponente del partito della Meloni ha reso noto che, da quanto le è stato riferito, sarebbe stata avviato il procedimento previsto dal Decreto legislativo 159 del 2011. A questo link sul sito del consiglio comunale si può ascoltare il suo intervento. Qui di seguito la trascrizione dello stesso:“Ho appreso – ha detto Soresi parlando del cantiere di piazza Cittadella – una notizia da verificare, che vi invito a verificare, che è piuttosto allarmante: mi è stato riferito che sarebbe stato notificato l’avvio del procedimento per interdittiva ai sensi degli articoli 91 e seguenti del Decreto legislativo 159 del 2011. Sono certa che il concessionario avrà tutti gli elementi per evitare questa interdittiva fornendo tutti i necessari chiarimenti. Ma se così non fosse, cosa facciamo? Potremmo andare incontro ad uno periodo di stallo davvero lungo, una situazione preoccupante per la prosecuzione di un’opera che non ho mai condiviso, ma che certo non puó trovarsi nello stato in cui si trova attualmente”.

Vediamo cosa comporta un’interdittiva antimafia
L’interdittiva antimafia è un provvedimento amministrativo del prefetto che mira a tutelare l’economia da infiltrazioni della criminalità organizzata e produce l’effetto di escludere l’imprenditore (colpito da essa) da contratti con la pubblica amministrazione.

Al termine di un’articolata procedura il prefetto può decidere che ci siano o che non ci siano le condizioni per un provvedimento di interdittiva antimafia.

A chiarire le conseguenze della prima ipotesi é la stessa Anac, l’autorità anticorruzione: “In presenza di una informativa interdittiva, la Stazione appaltante deve adeguarsi agli accertamenti eseguiti dal Prefetto, e dunque procedere all’annullamento dell’aggiudicazione”.

Cosa può fare l’impresa che si ritenga ingiustamente colpita da interdittiva

Un’impresa colpita da interdittiva può impugnare il provvedimento davanti al Tar e l’eventuale sentenza del tribunale amministrativo può essere oggetto di ricorso al Consiglio di Stato.

È evidente che un’interdittiva antimafia, al di là di qualunque altra considerazione, quando interviene su un appalto in corso di svolgimento rischia di provocare un lungo periodo  di incertezza, congelando i lavori.

Una situazione che ci si augura non debba accadere a Piacenza. Un cantiere fermo in attesa che si concludano le procedure giudiziarie sarebbe una vera iattura per tutti.




Le associazioni animaliste protestano per l’arrivo del circo di Greca Orfei a Piacenza

Le associazioni animaliste di Piacenza (I Mici di Micio Bau aps, Liberinsieme odv, Leal Lega Antivivisezionista Italiana sezione Piacenza, Arca di Noè odv, Pelosi Coraggiosi, Veg & Joy aps, Senza Catene odv) attraverso una lettera inviata al sindaco Katia Tarasconi, all’assessore alle Politiche ambientali Serena Groppelli e al garante per la tutela degli animali Giovanni Peroni nonché attraverso un comunicato stampa diffuso dall’avvocato Silvia Felice, protestano contro la decisione del Comune di Piacenza di consentire l’attendamento a Piacenza del Circo di Greca Orfei. Come è noto un regolamento del nostro Comune prevede che a Piacenza non siano consentiti spettacoli con animali. Questo però non basta alle associazioni animaliste che esprimono «un sentimento di delusione, amarezza e perplessità rispetto alle scelte di un’amministrazione comunale che, pur avendo recepito istanze di tutela degli animali sfruttati nei circhi approvando apposito regolamento che ne vieta l’attendamento sul territorio comunale, di fatto ne ha vanificato la “ratio” sottesa. Dopo una trattativa a porte chiuse, infatti, l’attività circense di Greca Orfei, che sfrutta animali esotici nei propri spettacoli, potrà attendare a Piacenza con l’unica condizionalità di non fare esibire gli animali in pista».

«La scelta dell’ente comunale – secondo le associazioni animaliste –  in tal modo, disattende i principi deterrenti volti a disincentivare spettacoli diseducativi e anacronistici, “graziando” dal divieto introdotto con apposito regolamento, i circhi che si impegnerranno a non esibire e a tenere in gabbia animali che, benché nati per essere liberi, trascorreranno la vita segregati come avviene negli zoo. Di fatto si legittima, al posto dell’attività circense in senso stretto, un’altrettanto barbara attività di prigionia animale itinerante».

In origine il circo, attualmente a Carpi, avrebbe dovuto debuttare il 21 febbraio. Prima di trovare un accordo con il circo, il Comune aveva revocato la concessione. Ora che è stata rilasciata – alla condizione di non utilizzare animali – la prima si terrà il 27 febbraio.

Questo il testo della lettera delle associazioni animaliste inviata al Municipio:

Le scriventi associazioni animaliste con riguardo alla notizia, appresa dai giornali locali, di un accordo intercorso fra Comune di  Piacenza e circo Greca Orfei rispetto all’autorizzazione di attendamento, sottoposta alla  condizione di non utilizzo degli animali durante gli spettacoli, osservano quanto segue.

  1. Amareggia il fatto che, per l’attendamento del circo Greca Orfei, siano state escluse dai tavoli di trattativa, pur coinvolgenti la tutela degli animali (nel caso di specie quelli impiegati negli spettacoli itineranti), quelle stesse associazioni di volontariato alle quali viene riconosciuto un  ruolo istituzionale nello Statuto del Comune (art. 44).
  2. Consentire lo svolgimento di attività circensi che sfruttano gli animali e ne pubblicizzano la presenza, tradisce la “ratio” dei Regolamenti comunali adottati allo specifico scopo di disincentivare gli spettacoli diseducativi, connotati da arretratezza culturale, indipendentemente  dalla loro esibizione in pista.
  3. Si insiste affinché, anche con riguardo al circo Greta Orfei, prossimo all’attendamento, venga attivato ogni più rigoroso controllo affinché siano rispettate le linee guida CITES nonché tutte le norme ed i regolamenti comunali in vigore.
  4. Si chiede di conoscere anticipatamente quali rimedi verranno adottati per scongiurare il rischio che venga consentito ai visitatori di vedere gli animali in gabbia e quali siano le sanzioni applicabili in caso di trasgressione del relativo divieto.
  5. Il presente atto verrà consegnato alla stampa locale per denunciare il fatto che alla formazione dell’accordo in oggetto non ha partecipato alcuna delle scriventi associazioni animaliste e che, in ogni caso, i termini dell’accordo stesso non rispondono ad autentiche istanze di effettiva tutela degli animali, in quanto risulta sacrificato il sistema deterrente atto a disincentivare la prigionia  di animali selvatici.

Foto: Nell’immagine l’originaria locandina che punbblicizzava l’arrivo del circo a Piacenza

 

 




Piazza Cittadella “Alla prefettura non compete alcun sindacato di merito sugli atti amministrativi degli enti locali”

Dopo che era stato indirettamente chiamato in causa dal consigliere comunale Massimo Trespidi, che lo aveva incontrato per esprimergli le proprie preoccupazioni sul cantiere di piazza Cittadella, il prefetto di Piacenza Paolo Ponta con una nota fa chiarezza sulle proprie competenze.

“Con riferimento alle recenti notizie di stampa concernenti il Cantiere del Parcheggio interrato di Piazza Cittadella nel comune di Piacenza corre l’obbligo di precisare che le competenze della Prefettura e degli altri organi dello Stato sono relative alla legalità delle imprese e degli appalti, nonché alla sicurezza sul lavoro. In base all’attuale normativa non compete alla Prefettura alcun sindacato di merito sugli atti amministrativi degli enti locali.

Si conferma, nei limiti delle competenze sopra evidenziate, la massima attenzione sul predetto cantiere come su tutti i cantieri per la realizzazione di opere pubbliche insistenti nel territorio provinciale”.




Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Masiello in visita a Piacenza

Giornata Piacentina per il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello.

L’alto ufficiale si è recato presso la Caserma “Ten. Filippo Nicolai” di Piacenza, sede del 2° Reggimento Genio Pontieri. Dopo la resa degli onori e il saluto alla Bandiera di Guerra del reggimento, il Comandante colonnello Daniele Paradiso ha presentato al Vertice di Forza Armata la situazione attuale del Reparto e prefigurato, nel contempo, i possibili sviluppi capacitivi futuri.

Nel corso della visita, il generale Masiello ha assistito all’attività addestrativa con materiale da Ponte Galleggiante Motorizzato (PGM), svolta presso l’area addestrativa fluviale denominata “Scalo Po”, nell’ambito del corso di specializzazione “Pontiere” per Volontari in Ferma Iniziale (VFI) appartenenti al 2° blocco 2024.

In particolare, il Capo di SME ha avuto modo di saggiare le Tattiche, Tecniche e Procedure (TTPs) di specialità nella realizzazione di un traghetto e nella navigazione fluviale, tipiche di una operazione wide wet gap crossing.

Successivamente, rivolgendosi al personale del 2° Pontieri, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato: “Siete nel cuore del processo di cambiamento dell’Esercito; l’Arma del Genio è proiettata nel futuro, attraverso la valorizzazione urgente di quelle capacità indispensabili del passato, per difendere il Paese. Ci si difende preparandosi e ci prepariamo perché siamo consapevoli della nostra scelta, quella del dovere e del servizio che rende ogni soldato prezioso e affidabile. Siate orgogliosi, perché siamo l’Esercito che tutti cercano in caso di crisi e necessità e da cui tutti si aspettano molto.”

Un momento particolarmente toccante e significativo è stata la lettura della motivazione con la quale è stata concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare al Ten. Filippo NICOLAI – cui è intitolata la caserma sede del reggimento – in occasione della ricorrenza dell’83° anniversario dei fatti d’armi di Petrowka (Fronte russo) accaduti il 21 febbraio 1942, nel corso della II Guerra Mondiale.

Il Ten. Nicolai in quella occasione sacrificò la propria vita per la grandezza della Patria “…lanciandosi all’assalto in epica gara con i fanti…”. Quella scelta rappresenta oggi, per tutti i pontieri, un esempio di audacia e coraggio.

A latere della visita, una rappresentanza dell’unità ha avuto modo di incontrare il Capo di SME nell’ambito dell’iniziativa denominata “Un caffè con il Capo”, un momento di riflessione e confronto diretto con i commilitoni dell’Esercito, voluto dal Gen. Masiello. La visita si è poi conclusa con la firma dell’Albo d’Onore e lo scambio doni.

Il 2° Reggimento Genio Pontieri è un’unità di supporto generale alle dipendenze della Brigata Genio, specializzata nel superamento dei corsi d’acqua inguadabili, che contempla tra i suoi compiti fondamentali quello di supporto alla mobilità, ruolo cruciale nei moderni campi di battaglia. La capacità di superare gli ostacoli e le interruzioni sono componenti essenziali dell’addestramento dei pontieri, impiegabili anche in operazioni a favore della comunità in casi di emergenza.

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Inaugurata all’ex chiesa del Carmine la FabRoom, stanza immersiva

E’ stata inaugurata questo pomeriggio, nella cornice del Laboratorio Aperto di Piacenza nella ex chiesa del Carmine, la FabRoom che offre, ai visitatori, tre diverse esperienze immersive tra tecnologia, creatività e natura.
Nella sezione dedicata al tema “Sostenibilità”, il visitatore potrà dialogare liberamente con “Ecco”, il mini-robot specializzato in economia circolare, sostenibilità e riciclo; il robot è potenziato da un’intelligenza artificiale addestrata specificamente su questi temi.
La sezione incentrata su “Robotica e Innovazione” permette un’interazione in tempo reale con un robot che utilizza sensori avanzati e intelligenza artificiale per rispondere ai movimenti e alle azioni dei presenti.
Nella sezione “Creatività Uomo/Macchina”, il visitatore viene coinvolto in uno spettacolo di dematerializzazione digitale del corpo, scegliendo tra diversi effetti visivi come particelle di sabbia, linee o farfalle, in un ambiente che risponde dinamicamente al suo movimento.

Il dimostratore FabRoom presentato oggi, allestito nello spazio precedentemente adibito all’esperienza “Carmine Svelato”, fa parte del progetto “Science & Creativity Labs” all’interno dell’agenda ATUSS – Agenda trasformativa urbana per lo sviluppo sostenibile, strumento che la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione dei territori per raggiungere gli obiettivi della programmazione integrata dei Fondi europei 2021-2027.
Al taglio del nastro, con l’intervento del sindaco Katia Tarasconi, dell’assessore a Università e Ricerca Francesco Brianzi e di Marta Pellegrino per OpenLab, è seguito il seminario “Nuove forme di immersività e interazione”, a cura del CEO di FabVision Ruggero Civitarese. Si tratta dell’evento conclusivo di ACADEMY IC, il percorso formativo gratuito iniziato nel mese di novembre 2024 – con il coordinamento scientifico di Fabrizio Montanari, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia – che in ogni sessione ha offerto una visione completa delle opportunità che il mondo digitale può offrire alla cultura, grazie al confronto con esperti di spicco del settore.
“L’inaugurazione della stanza immersiva dimostratore ATUSS all’Ex Carmine – rimarca l’assessore Brianzi – segna un passo concreto verso l’innovazione e la crescita delle competenze digitali nel nostro territorio. Il percorso formativo ACADEMY IC, rivolto alle imprese culturali e creative, con oltre 150 partecipanti coinvolti in 7 webinar, dimostra l’interesse e la necessità di creare occasioni di formazione avanzata, aperte e inclusive. Questo nuovo spazio è il risultato dell’impegno dell’Amministrazione comunale che, in sinergia con la Regione Emilia-Romagna, ha rilanciato il Laboratorio Aperto di Piacenza come punto di riferimento per l’innovazione e lo sviluppo del territorio.”
Come evidenziato sul sito della Regione Emilia Romagna: “Le agende mirano a supportare gli interventi per lo sviluppo sostenibile orientati a rispondere alle sfide dell’attrattività dei territori e della transizione ecologica verso la neutralità climatica, ma anche a creare una nuova socialità e nuovi processi partecipativi. Sono un’azione di gestione a più livelli che coinvolge la Regione, gli enti locali e le rappresentanze economiche e sociali in rete tra loro, che condividono risorse e impegni e perseguono le finalità dei singoli territori. Attraverso le Atuss gli attori locali diventano co-responsabili del raggiungimento dei risultati attesi dei programmi.”
Le stanze immersive sono una componente essenziale di questa missione volta a promuovere l’innovazione e creare valore per aziende, istituzioni e comunità. Che si tratti di formare dipendenti, valorizzare il patrimonio culturale o sensibilizzare su temi globali, rappresentano il futuro della comunicazione e dell’esperienza e stanno ridefinendo il modo in cui aziende, istituzioni culturali e organizzazioni interagiscono con il proprio pubblico. Da semplici spazi fisici, queste stanze si trasformano in ambienti dinamici, in grado di connettere tecnologia, emozione e apprendimento.
Come spiega Ruggero Civitarese, CEO di Fabvision, “le stanze immersive non sono solo luoghi tecnologici: sono ambienti trasformativi, dove il digitale incontra l’umano, creando esperienze che ispirano e innovano.”
Infrastrutture come la FabRoom rispondono infatti alle esigenze di istituzioni culturali, aziende, territorio e scuole; sono ambienti appositamente progettati per offrire esperienze immersive e interattive grazie all’uso di tecnologie come intelligenza artificiale, sensori laser, tecnologie touch e proiettori. Si tratta di spazi flessibili, capaci di adattarsi a diversi contesti e obiettivi: dalla formazione aziendale all’innovazione culturale, fino all’intrattenimento.
Nel settore culturale, le stanze immersive offrono opportunità straordinarie per valorizzare il patrimonio e attrarre nuovi pubblici: non solo arricchiscono l’esperienza del visitatore, ma favoriscono anche un apprendimento più profondo e coinvolgente. Questa capacità di connettere passato e futuro, tradizione e innovazione, rende le stanze immersive un asset strategico per musei e istituzioni culturali.
Nel mondo aziendale, le stanze immersive si stanno delineando come strumenti cruciali per il change management e la formazione. In questi spazi, i dipendenti possono vivere simulazioni pratiche, apprendere nuove competenze e affrontare scenari complessi in un ambiente sicuro.
Un esempio concreto è l’utilizzo di stanze immersive per il training sulla sicurezza sul lavoro, dove i dipendenti possono imparare a gestire situazioni di emergenza senza alcun rischio reale. La realtà immersiva consente di apprendere facendo, trasformando concetti astratti in esperienze reali. Questo approccio aumenta l’engagement e rende il cambiamento più accettabile.
L’Opening della FabRoom è l’occasione per esplorare le potenzialità delle diverse applicazioni disponibili, che rappresentano strumenti efficaci per valorizzare e rendere più immersiva e inclusiva anche la fruizione del patrimonio culturale e del territorio. La nuova infrastruttura resterà a disposizione del Laboratorio Aperto di Piacenza e potrà essere utilizzata, oltre che per i laboratori previsti nell’ambito del progetto ATUSS, anche per altre attività rivolte al territorio. Nel corso dell’anno sono in programmazione ulteriori laboratori ed eventi che vedranno il coinvolgimento di scuole, comunità locali e aziende, mentre esperienze dedicate potranno essere concordate con il Laboratorio Aperto di Piacenza, gestito da Open Lab Srl; per informazioni e prenotazioni, occorre scrivere a piacenza@labaperti.it o telefonare al numero 327-3210280.




Secondo il Comune in piazza Cittadella i lavori “sono fermi, ma non sospesi. I tempi restano quelli del cronoprogramma (540 giorni)”

Come abbiamo già scritto (leggi qui) fra ieri sera e questa mattina le ruspe ed i mezzi di cantiere hanno lasciato l’area dove dovrebbe essere realizzato il parcheggio sotterraneo. Uno spostamento che ha sollevato non pochi interrogativi poiché segue un lungo periodo di inattività. Una sospensione dei lavori, datata fine novembre 2024, originata dalla necessità di spostare una serie di condutture e reti di servizio e che – a quanto ci risulta – dovrebbe essere stata formalizzata – seppure con forte ritardo – all’ente concedente, ovvero il Comune di Piacenza.

L’Amministrazione però, con una nota stampa diffusa nel pomeriggio di oggi sostiene che non vi sia stata “Nessuna sospensione formale dei lavori, dunque, e nessuna ragione che giustifichi interventi da parte del Comune al di fuori dalle sue specifiche funzioni di supervisione e controllo”.

Tralasciando i tecnicismi e parafrasando un antico proverbio verrebbe da dire che “tra il formale ed il reale, ci sta di mezzo il mare” se è vero che dopo il contestatissimo abbattimento delle piante i lavori sono proseguiti per una manciata di giorni e poi sono stati “congelati” e così sono da tre mesi.

Secondo il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Matteo Bongiorni però l’orologio del crono-programma starebbe ticchettando senza che nessuno lo abbia stoppato: “I lavori – sono attualmente fermi per ragioni tecniche ma non sono sospesi – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici – il che significa, per dirla in modo semplice, che l’orologio non si è fermato: i tempi per la conclusione dei lavori sono quelli stabiliti nel crono-programma: 540 giorni dalla consegna dell’area di cantiere. Si parla, dunque, di un’opera che dovrebbe vedere la luce nel maggio 2026 e, stando alle interlocuzioni che abbiamo costantemente con il concessionario, si è nei tempi per il completamento dei lavori così come previsto”.

Per lo meno, rimarca l’assessore, questo sarebbe quanto risulta al Comune che in quanto ente appaltante non può intervenire in prima persona nella gestione del cantiere ma “agisce con funzioni di monitoraggio e controllo… Si tratta infatti di un’opera pubblica in fase di realizzazione da parte di un soggetto privato in base a una concessione per la costruzione e gestione dell’opera stessa, ovvero del parcheggio interrato”.

Il comunicato lascia aperta, seppure in subordine, un’altra ipotesi: “In caso contrario, si procederà a mettere in atto tutte le azioni previste. Comprendiamo che i cittadini si facciano domande più che legittime su un cantiere con un impatto così rilevante per la città ma, al momento, non abbiamo elementi per muoverci diversamente da come stiamo già facendo. Nemmeno con riferimento ai mezzi spostati, che il concessionario può gestire come ritiene in base a dinamiche all’interno delle quali il Comune non può intervenire”.

Verissimo, come afferma il vicesindaco, che l’azienda che si occupa dei lavori può legittimamente spostare le proprie ruspe, dove, come e quando vuole, avendone magari necessità in un altro cantiere. Resta il fatto che la tempistica sembrerebbe stridere con l’ipotesi di una rapida ripresa dei lavori all’ombra del Farnese, attesa ai primi di marzo. Perchè sono stati fermi per mesi, sul posto, ed ora che si dovrebbe essere vicini ad una ripartenza, traslocano?

Ad oggi – recita la nota del di Palazzo Mercanti  –  stando a quanto risulta al Comune, non ci sono elementi che consentano di uscire da tale perimetro di azione. In altre parole, gli uffici comunali non hanno motivo di intervenire con azioni diverse da quelle previste dalla funzione di controllo. In questo ambito, nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo sul cantiere da parte del collaudatore dell’opera nominato dall’ente; erano presenti anche il direttore dei lavori che fa capo al concessionario ed era presente anche personale degli Uffici comunali. E, per quanto riguarda le ragioni tecniche che hanno determinato l’attuale stop ai lavori ovvero la necessità di spostare la fognatura, risulta che gli accordi tra concessionario e Iren siano stati raggiunti”.

In effetti l’autorizzazione da parte di Ireti sarebbe arrivata già un mesetto fa, ma nonostante il via libera allo spostamento della rete fognaria non risulterebbero ancora interventi in tal senso.

Tutti, ed in particolare i residenti ed i commercianti della zona, a questo punto, farebbero volentieri a meno di ulteriori colpi di scena e si augurano che di tutto cuore che questo cantiere prosegua con la massima velocità.

Tutto ciò premesso, come ci insegna il tortuoso cammino di questo parcheggio interrato, per ora l’unica certezza è che “Del doman non v’è certezza”.

Questo il testo integrale del comunicato:

Con riferimento al cantiere per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Cittadella, il Comune di Piacenza agisce con funzioni di monitoraggio e controllo avendo come parametri il rispetto del crono-programma fornito dal concessionario e il rispetto del piano economico e finanziario. Si tratta infatti di un’opera pubblica in fase di realizzazione da parte di un soggetto privato in base a una concessione per la costruzione e gestione dell’opera stessa, ovvero del parcheggio interrato.

Ad oggi, stando a quanto risulta al Comune, non ci sono elementi che consentano di uscire da tale perimetro di azione. In altre parole, gli uffici comunali non hanno motivo di intervenire con azioni diverse da quelle previste dalla funzione di controllo. In questo ambito, nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo sul cantiere da parte del collaudatore dell’opera nominato dall’ente; erano presenti anche il direttore dei lavori che fa capo al concessionario ed era presente anche personale degli Uffici comunali.

“I lavori sono attualmente fermi per ragioni tecniche ma non sono sospesi – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Matteo Bongiorni – il che significa, per dirla in modo semplice, che l’orologio non si è fermato: i tempi per la conclusione dei lavori sono quelli stabiliti nel crono-programma: 540 giorni dalla consegna dell’area di cantiere. Si parla, dunque, di un’opera che dovrebbe vedere la luce nel maggio 2026 e, stando alle interlocuzioni che abbiamo costantemente con il concessionario, si è nei tempi per il completamento dei lavori così come previsto. Ed è ciò che naturalmente ci auguriamo. In caso contrario, si procederà a mettere in atto tutte le azioni previste. Comprendiamo che i cittadini si facciano domande più che legittime su un cantiere con un impatto così rilevante per la città ma, al momento, non abbiamo elementi per muoverci diversamente da come stiamo già facendo. Nemmeno con riferimento ai mezzi spostati, che il concessionario può gestire come ritiene in base a dinamiche all’interno delle quali il Comune non può intervenire”.

E, per quanto riguarda le ragioni tecniche che hanno determinato l’attuale stop ai lavori ovvero la necessità di spostare la fognatura, risulta che gli accordi tra concessionario e Iren siano stati raggiunti.

Nessuna sospensione formale dei lavori, dunque, e nessuna ragione che giustifichi interventi da parte del Comune al di fuori dalle sue specifiche funzioni di supervisione e controllo.




Spostati i mezzi di cantiere da piazza Cittadella

Non sarà un colpo di scena ma certamente solleva qualche interrogativo il fatto che, da ieri sera, in piazza Cittadella i mezzi di cantiere presenti stiano lasciando l’area di lavoro. Anche questa mattina alcune ruspe sono state caricate sugli appositi camion ed hanno abbandonato la piazza davanti a palazzo Farnese. Potrebbe essere semplicemente un riposizionamento degli escavatori deciso dalla ditta che si è presa carico dell’appalto e che magari ne ha bisogno in un differente sito. In teoria i lavori di scavo, che si erano fermati poco dopo il contestatissimo abbattimento delle piante, avrebbero dovuto ripartire a giorni: si parlava dei primi di marzo.
L’odierna partenza di ruspe ed affini sembrerebbe nettamente in contrasto con l’ipotesi di una imminente ripresa dello scavo, ma è pur vero che tutta questa vicenda ci ha regalato talmente tanti cambi di fronte e di prospettiva che non bisogna mai dare nulla di scontato. L’appuntamento è per la prossima puntata!

(Qui intanto la risposta del Comune)




Passi carrai a Piacenza. Il Comune “cambia idea”: nessun tecnico necessario

La questione dei passi carrai sembra finalmente “rientrare in carreggiata” dopo che, per oltre un mese, i proprietari di casa ed i condomini si erano trovati ad affrontare una situazione tutt’altro che chiara. Oggi con un comunicato stampa l’Amministrazione rende noto che non é necessario farsi assistere da alcun tecnico per predisporre la domanda e non si deve allegare una planimetria.

Un netto cambio di rotta dunque rispetto ad alcune risposte fornite in precedenza proprio dagli uffici tecnici comunali. Come si può vedere qui sotto – in una mail inviata dall’ufficio passi carrai ad un cittadino – si scriveva “… occorrerà pertanto rivolgersi ad un tecnico per far redigere la planimetria…”.


Ecco perché la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi, una volta presa visione della nota diffusa dall’ufficio stampa, ha subito voluto sottolineare il nuovo e diverso approccio di Palazzo Mercanti.

«Ho appreso dalla stampa, come ormai sempre avviene, la risposta del Comune alle mie interrogazioni sui passi carrai. Un modus operandi che certamente denota una scarsa attenzione al confronto istituzionale.
Ma ciò che svilisce sia il mio operato come consigliere comunale, sia e soprattutto tutti i cittadini che hanno segnalato anomalie sulla tematica, è il goffo tentativo di far passare la sottoscritta, i cittadini, i tecnici, i vari amministratori di condominio come visionari, che di fatto non avrebbero compreso le intenzioni del Comune. Tuttavia, la verità è un’altra: il Comune ha modificato proprio in questi giorni il modello di richiesta di rinnovo dei passi carrai, e lo ha fatto solo dopo le mie interrogazioni e le numerose lamentele dei piacentini.
Invece di adottare questa linea, l’amministrazione avrebbe potuto semplicemente ammettere l’errore, riconoscere le criticità sollevate e sottolineare di essere intervenuto per migliorare la situazione. Questo atteggiamento sarebbe stato certamente più corretto e, soprattutto, maggiormente apprezzato dai cittadini
».

Al di là della polemica politica, come si è soliti dire “tutto é bene quel che finisce bene”. Benvenga dunque la semplificazione per i cittadini. Vediamo nel dettaglio la procedura spiegata dal Comune.
Passi carrai in scadenza, per il rinnovo c’è tempo fino al 31 dicembre. Nessun nuovo obbligo e non serve incaricare tecnici: basta compilare il modulo. Servizi comunali semplificati on-line, anche con assistenza, e di persona su appuntamento.
Quest’anno sono in scadenza le concessioni comunali dei passi carrai emesse nel 1996. Concessioni che hanno durata di 29 anni e devono essere rinnovate entro la fine dell’ultimo anno utile. Per quelle emesse nel 1996, dunque, il termine per il rinnovo è il 31 dicembre del 2025.
I proprietari di immobili con passi carrai, siano essi persone fisiche, società, imprese e condomìni, hanno circa 10 mesi di tempo per effettuare la pratica.
Si tenga conto che i passi carrai oggetto di richiesta di rinnovo possono mantenere la loro attuale configurazione, senza alcuna modifica e senza alcun obbligo ulteriore.
Con specifico riferimento alla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione per un passo carraio esistente, dunque, non è necessario incaricare alcun tecnico abilitato ma basta la compilazione in autonomia dello specifico modulo messo a disposizione dall’ente nelle modalità sotto descritte, e non è necessario allegare alcuna planimetria del passo carraio firmata digitalmente da tecnici abilitati. E, sempre per quanto riguarda i passi carrai con autorizzazione da rinnovare, non c’è alcun obbligo di installare cancelli o portoni automatizzati o di arretrare gli accessi rispetto alla sede stradale. Tale obbligo è in vigore solo per i proprietari di immobili che avviano una pratica con richiesta di autorizzazione per l’apertura di un nuovo passo carraio.
Il Comune di Piacenza ha dunque predisposto la procedura da seguire in modo da semplificare al massimo i vari passaggi, integrando i servizi offerti dall’ente nel modo più efficace e più agile possibile per i cittadini.
Sono sostanzialmente due le strade che i piacentini interessati possono seguire per procedere al rinnovo della concessione in scadenza: la prima è utilizzando gli strumenti digitali, quindi online; la seconda è di persona, presentando direttamente agli uffici su appuntamento, la documentazione cartacea.
Per quanto riguarda questa seconda strada, ovvero quella dedicata a coloro che hanno meno dimestichezza con la tecnologia, sarà possibile presentarsi di persona presso gli uffici comunali di via Beverora 57 solo ed esclusivamente previo appuntamento da fissare telefonicamente ai numeri 334-9928623 oppure 366-6625830 nelle giornate di lunedì dalle 14:30 alle 16:30 oppure dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12. In questi giorni e in queste fasce orarie, gli stessi numeri telefonici sono a disposizione dei cittadini che avessero bisogno di informazioni sulle pratiche relative ai passi carrai. Sempre per informazioni, è attivo anche un indirizzo e-mail dedicato: passicarrai@comune.piacenza.it
Per quanto riguarda invece la presentazione on-line della pratica, è attiva una specifica sezione del sito istituzionale del Comune (www.comune.piacenza.it/passicarrai) con tutte le informazioni, la modulistica, gli approfondimenti, la normativa di riferimento e un pulsante per l’accesso diretto al servizio tramite spid. Per coloro che intendessero procedere in questo modo ma ritenessero di aver bisogno di assistenza, il Comune ricorda che è possibile farsi aiutare – anche in questo caso su appuntamento – dagli esperti “facilitatori” presso i cinque Punti Digitale Facile nelle varie sedi comunali. Per informazioni e appuntamenti relativi a questo servizio, ecco il link: www.comune.piacenza.it/df
Entrando più nel dettaglio, per chiedere il rinnovo di passo carraio (concessione scaduta) occorre compilare il modulo online (disponibile anche per il download in pdf in questa pagina oppure in cartaceo al Quic di via Beverora 57) indicando in esso anche il numero di concessione scaduta, la larghezza del passo carraio (la misura lineare misurata al lordo degli smussi dei marciapiedi, ove presenti).
Occorre inoltre allegare sempre la documentazione fotografica dell’accesso carraio, assolvimento delle imposte di bollo (due marche da bollo da 16 euro), delega all’eventuale intermediario per tutto quanto concerne l’iter di presentazione della richiesta di rinnovo e documento d’identità del delegante oppure, in caso di condomini, atto di nomina dell’amministratore; e, solo per modulo cartaceo, il documento d’identità del richiedente.
In caso di solo rinnovo occorre aggiungere l’estratto di documento attestante la proprietà/comproprietà dell’immobile (es. rogito, titolo edilizio…) mentre in caso di rinnovo e contestuale voltura occorre in aggiunta la documentazione attestante il passaggio di proprietà (es. estratto di rogito o di pratica di successione…). Infine, solo in caso di voltura da privato a condominio, occorre il documento che attesti la costituzione del condominio (attribuzione del codice fiscale da parte di Agenzia delle Entrate) e verbale dell’ultima assemblea.




Nel piacentino sei cantieri di messa in sicurezza lungo il fiume Trebbia e il torrente Nure

Un intervento già ultimato a protezione delle infrastrutture pubbliche e due cantieri ancora in corso per migliorare l’efficienza del fiume Trebbia tra i comuni di Travo e Rivergaro. E ancora: tre nuovi interventi lungo il torrente Nure, che permetteranno il ripristino delle opere di difesa idrauliche danneggiate e il ripristino del corso d’acqua nei comuni di Bettola e Ferriere.

Sono sei i cantieri di messa in sicurezza del territorio che riguardano il piacentino. In particolare nelle aree maggiormente colpite dall’ondata eccezionale di maltempo che si abbatté tra fine ottobre e novembre 2023. I sei interventi messi in campo, progettati e realizzati dall’Ufficio territoriale di Piacenza dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, sono finanziati dal Dipartimento nazionale per un milione e 180mila euro.

Tutti gli interventi saranno realizzati nel rispetto del corso dei fiumi e del contesto naturale e paesaggistico in cui si inseriscono, in linea con le disposizioni regionali.

I tre interventi sul Trebbia

Nel comune di Rivergaro, in località Cisiano-Fabbiano è in corso un cantiere da 180mila euro per migliorare lo scorrimento delle acque del fiume e le difese idrauliche a protezione delle infrastrutture pubbliche. Le opere sono finalizzate alla manutenzione della morfologia dell’alveo con la ricollocazione di materiali movimentato e con operazioni di taglio di vegetazione secca e/o instabile, pericolosa perché può ostruire la sezione di deflusso della corrente.

Un intervento analogo da 250mila euro è in corso anche nel tratto compreso tra le località Dolgo, Ca’ Teresa e Quadrelli nel comune di Travo. Qui sono si sono anche già conclusi lavori da 100mila euro realizzati per potenziare il passaggio delle acque e ripristinare le opere idrauliche danneggiate per la sicurezza delle infrastrutture pubbliche che hanno interessato anche il rio Cernusca.

Gli interventi lungo il Nure

A Ferriere è previsto un cantiere da 250mila euro per ricostruire le opere idrauliche danneggiate sul rio Riccò, a monte della confluenza con il rio Grondana e a sud di Pomarolo. Obiettivo dei lavori è ripristinare le condizioni ottimali di deflusso e preservare l’efficienza e la stabilità delle opere infrastrutturali presenti in prossimità del corso d’ acqua.

Nel comune di Bettola sono previsti gli altri due cantieri, finanziati rispettivamente con 150mila e 250mila euro, per la riparazione e ricostruzione di repellenti di difesa e il relativo tombamento delle sponde con materiale pietroso. Uno interessa Bettola e Negri, mentre l’altro si trova lungo il Nure nelle località di Bagnata e Recesio.




La finanziaria della Regione non convince le opposizioni ma neppure Confcommercio ed i sindacati

La manovra finanziaria della Regione Emilia Romagna non ha convinto le opposizioni ma anche dalla Confcommercio Emilia regionale arrivano critiche.
“Prendiamo ufficialmente atto delle difficoltà in capo alla Regione per far quadrare il proprio bilancio” –  ha commentato a caldo il Presidente Confcommercio Emilia Romagna, Enrico Postacchini davanti alle dichiarazioni formulate ieri dal Presidente De Pascale durante la presentazione della manovra di bilancio 2025/2027 dal valore di 400 milioni – “e rimaniamo stupiti di come una manovra di simile rilevante entità non sia stata sottoposta in modo adeguato all’attenzione delle parti sociali, raccogliendone istanze e suggerimenti. Manifestiamo grande preoccupazione per l’impatto che le misure proposte potranno avere soprattutto su una classe “media” già pesantemente provata da inflazione, caro bollette ed in molti territori dagli eventi alluvionali, con conseguente rilevante calo dei consumi interni”.
“In particolare il commercio, che viene da anni problematici e che sta subendo pesantemente il difficile momento congiunturale, sarebbe particolarmente penalizzato, direttamente ed indirettamente, dai ventilati aumenti della fiscalità regionale, che si andrebbero poi a sommare ad altri interventi di finanza locale che propongono sconsiderati aumenti di tariffe ed imposte (vedi Bologna)”.
“Confidiamo di essere al più presto convocati – conclude Postacchini – per poter suggerire i necessari correttivi e contrappesi alla manovra così come è stata presentata”.

Dura anche la presa di posizione dei sindacati sindacati confederali che definiscono: “irrispettoso e sbagliato il mancato confronto con le parti sociali”

“Siamo sorpresi dalla conferenza stampa della Regione sulla manovra 2025, una uscita che giudichiamo sbagliata e irrispettosa di un confronto con le parti
sociali, mai iniziato, che si profilava molto delicato, soprattutto nel momento in cui per finalità anche condivisibili si finisce per mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Le cinque priorità indicate dalla Regione (sanità, non autosufficienza, messa in sicurezza del territorio, Tpl e casa) sono condivisibili nei titoli e conformi a nostre rivendicazioni di lunga data, ma vanno analizzate e contestualizzate.
Tuttavia sul piano delle entrate e della leva fiscale avremmo avuto bisogno di approfondimenti tecnici e politici, premessa della costruzione di affidamenti condivisi, collegando l’aumento di tassazione al valore della salvaguardia del nostro sistema sanitario e sociosanitario. Per noi è fondamentale preservare i principi di equità e progressività del sistema, avendo cura che i costi e gli investimenti non gravino sulle tasche di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati che già sostengono oltre l’80% della fiscalità generale e faticano ad arrivare a fine mese. I soldi vanno presi prima di tutto dalle tasche di chi ne ha di più. Dobbiamo manifestare rammarico e delusione per una falsa partenza del confronto, sbagliata nel metodo e, nel merito, incompleta nei contenuti della proposta”.

Murelli (Lega): «La Regione aumenta le tasse, ma non spende i fondi stanziati per la sanità». La senatrice: «Per la non autosufficienza non utilizzati, per il 2022, 35 milioni di euro. De Pascale controlli meglio le spese delle Asl»
«E’ facile mettere nuove imposte e chiamarle “tasse di scopo” in nome della sanità garantita per tutti. E tutto questo dicendo ai cittadini che la colpa è di un governo cattivo che non dà soldi alle Regioni. Come al solito, la sinistra anziché vedere come vengono spesi le risorse e come funzionano le Asl, preferisce tassare nel nome di un demagogico “noi stiamo dalla parte dei più deboli”. Ricordo solo che la legge di Bilancio 2025 prevede che il finanziamento del Servizio sanitario nazionale passerà dai 136,5 miliardi del 2025 ai 141,3 miliardi del 2027. Cifra mai stanziata prima».

Lo afferma la senatrice Elena Murelli, capogruppo della Lega in commissione Lavoro e sanità, dopo la presentazione del bilancio preventivo della Regione Emilia-Romagna da parte del presidente Michele De Pascale. «Una presentazione che ha sorpreso anche i sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil. Sindacati che lamentano di non essere stati consultati su un tema delicato come il fisco. La Regione ha messo da parte partecipazione e condivisione?».

Secondo la senatrice «è positivo che la nostra sia la Regione che destina la cifra più alta d’Italia alle persone non autosufficienti, ma ci sono alcuni punti mai chiariti. Ad esempio, nel febbraio 2024 la Lega, con l’ex consigliere Daniele Marchetti, aveva sottolineato in Assemblea che “dall’ultima rendicontazione sull’utilizzo del Fondo regionale per la non autosufficienza per il 2022 emerge che non sono stati utilizzati circa 35 milioni di euro, una questione non risolta nemmeno a seguito dell’integrazione di 18 milioni di euro stabilita nella variazione di bilancio regionale”». Marchetti, a fine legislatura, chiese dati più aggiornati «ma non ho mai avuto risposta». La senatrice, poi, ricorda anche che la Regione ha aumentato, «di circa 1.500 euro l’anno», le rette per le Case residenza anziani e per i Centro socio-riabilitativi per persone con disabilità.

Murelli, infine, rimette nel mirino anche la spesa delle singole Asl chiedendo a De Pascale «come intenda controllare i costi essendo oggetto di delibere regionali precedenti, ma nulla è poi stato attuato, sempre considerando che la legge di Bilancio 2025 prevede un potenziamento del monitoraggio della spesa».

Bilancio regionale. Tagliaferri (FdI): “Dal Pd di ieri e di oggi solo balle e mistificazioni accompagnate da grande cinismo e incredibile spregiudicatezza”

“E alla fine tanto tuonò che piovve. Così si potrebbe riassumere la situazione a cui ci stanno costringendo le bugie, l’arroganza e la prosopopea del Pd di ieri e di oggi”.

Particolarmente critico il giudizio del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri dopo gli annunci sulle manovre di bilancio regionale fatti dal Presidente De Pascale.

“E’ chiaro che in tutta questa vicenda l’attuale Presidente della Giunta regionale ha poche responsabilità personali, ma d’altra parte va anche ricordato che nessun medico gli ha imposto tutte le balle raccontate e le promesse tanto pomposamente fatte in campagna elettorale al solo scopo di tenere in piedi una coalizione unita solo dall’amore delle poltrone come è l’attuale centrosinistra. Bonaccini ha spremuto alla sua parte politica ogni goccia di consenso per approdare nel buen ritiro di Bruxelles, ma i cocci (e che cocci) li ha passati agli amici che gli sono succeduti in Viale Aldo Moro”.

Oltre ad un drastico giudizio sull’operato delle precedenti Giunte di centrosinistra, Tagliaferri, Vicepresidente dell’Assemblea legislativa, entra nel dettaglio di un fallimento ampiamente annunciato.

“E’ inutile dire che da cittadino emiliano-romagnolo sono molto arrabbiato per questo epilogo ampiamente annunciato e la mia rabbia sale alquanto se ricordo le critiche sprezzanti indirizzate a Fratelli d’Italia quando, per primi, avanzammo più di una perplessità sui conti che venivano sciorinati da Bonaccini e dai suoi Assessori. Ora possiamo capire molto bene che i CAU e tutte le manovre restrittive sulla sanità erano messe in atto per coprire il buco di bilancio con cui ci troviamo a fare i conti. Ulteriore artifizio usato dalle ‘volpi’ del Pd è stato poi l’esercizio di bilancio provvisorio, utilizzato per nascondere e negare il più possibile le tante magagne che si presentano ora ai nostri occhi”.

Caustico il giudizio di Tagliaferri anche sulle prospettive future che significheranno gli aumenti annunciati. “E’ chiaro che nelle casse regionali non c’è più neanche il becco di un quattrino quindi possiamo tranquillamente aspettarci il tanto caro storytelling sulle cause di questo buco, accompagnato anche dalla migliore strategia del ‘chiagni e fotti’ che sembra caratterizzare l’attuale proposta politica del Pd: da una parte si piange miseria e si va dal governo con il cappello in mano e poi, tornati sui territori, si riprende come nulla fosse a parlar male di un esecutivo che con grande fatica sta riportando l’Italia al centro dello scenario economico-politico mondiale. Purtroppo gli aumenti si abbineranno con i tagli che, in una provincia come Piacenza, fortemente caratterizzata da territorio montano, aree interne, sanità a pezzi e con un ospedale che sembra assomigliare sempre di più ad un miraggio, con grave dissesto idrogeologico, peste suina e comuni del tutto privi di una guida efficace e ciò determinerà una involuzione molto chiara e netta dove ai cittadini si chiederanno i soliti sacrifici e responsabilità, salvo dare la colpa agli altri per ogni cocente fallimento”.

Nel biasimare lo scenario molto fosco a cui il dissesto delle finanze regionali ci condanna, Tagliaferri critica anche senza mezze misure la proposta politica globale della sinistra. “Con questo annuncio fatto da De Pascale – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – il fallimento del Pd è cocente e oltremodo evidente. Anche se siamo in presenza di veri e propri professionisti nell’applicazione dello stratagemma chiamato ‘tela di Penelope’ dove si dice una cosa al mattino per poi ritrattare tutto durante la nottata, con questi aumenti scriteriati si va a deprimere fortemente l’economia e la società regionale e si palesa il nulla che caratterizza la proposta politica del centrosinistra. Compito di Fratelli d’Italia non solo sarà di opporsi ad una gestione così disgraziata, ma di ricordare i tantissimi fallimenti del centrosinistra al corpo elettorale dell’ultima riserva rossa rimasta in Italia”.

Tassinari (Forza Italia): “La Giunta De Pascale sceglie di aumentare le tasse invece di tagliare sprechi e inefficienze”

 “La decisione della Giunta regionale guidata dal presidente Michele de Pascale di incrementare la tassazione su numerose aliquote rappresenta una scelta sbagliata e dannosa per cittadini e imprese. Piuttosto che eliminare inefficienze e spese superflue, si preferisce gravare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti, segno evidente di una gestione poco virtuosa delle risorse pubbliche”, dichiara Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia per l’Emilia-Romagna.

“Questa manovra dimostra due aspetti allarmanti: da un lato, il bilancio regionale non è così florido come si tentava di far credere; dall’altro, si conferma la volontà di mantenere un apparato burocratico pesante e costoso, invece di investire sulla semplificazione, la digitalizzazione e la sburocratizzazione, che sarebbero strumenti fondamentali per favorire lo sviluppo economico e migliorare i servizi ai cittadini”, prosegue Tassinari.

In un territorio che fa fatica a riprendersi dalle gravi difficoltà attraversate, pensare di aumentare le tasse è una scelta sbagliata anche in prospettiva, che rischia di avere delle ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale della regione.

Forza Italia propone un modello alternativo, basato sulla riduzione degli sprechi e su una gestione più efficiente delle risorse pubbliche, per evitare l’ennesimo aumento della pressione fiscale. “È necessario promuovere politiche che incentivino la crescita economica e il benessere dei cittadini dell’Emilia-Romagna, attraverso scelte responsabili e lungimiranti, senza pesare ulteriormente su famiglie e imprese”, conclude la deputata azzurra.




65 nuove lampade a led colorano Palazzo Farnese

Attivazione definitiva, dopo un mese di prova, per il nuovo impianto di illuminazione esterna di Palazzo Farnese. Ad accenderlo ufficialmente, durante l’inaugurazione di questa sera, la sindaca Katia Tarasconi, affiancata dagli assessori Christian Fiazza e Matteo Bongiorni, dalle consigliere comunali Patrizia Barbieri e Federica Sgorbati -sindaca e assessora della precedente Amministrazione – e dai tecnici che hanno curato l’intervento di “relamping”, nell’ambito del progetto di efficientamento energetico, sviluppo territoriale e sostenibile 2024 finanziato con risorse ex Pnrr (Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2), per complessivi 210 mila euro.

L’intervento consegue un duplice risultato: sia in termini di miglioramento delle prestazioni energetiche, riducendo i consumi e i costi di gestione, sia per quanto riguarda il calo delle emissioni di Co2. L’impianto originale, ormai obsoleto, presentava un consumo annuo pari a 64.676 KW/h, laddove il nuovo sistema non supera i 29.012 KW/h all’anno, con un risparmio energetico del 55% calcolato analizzando le potenze installate in precedenze e quelle attuali, sulla base dello stesso numero di ore di funzionamento. Il tutto migliorando i valori di illuminamento e la qualità della luce sia sulle facciate di Palazzo Farnese che nelle aree esterne della Cittadella Viscontea.

I lavori eseguiti non hanno comportato variazioni nel numero di lampade, ma sono stati spostati alcuni proiettori per dare maggiore risalto ai dettagli architettonici del complesso monumentale, installando Led di diverse tipologie per valorizzare le caratteristiche più rappresentative dello storico edificio. In particolare, sulla facciata prospiciente viale Risorgimento sono stati utilizzati apparecchi RGBW, composti da Led monocromatici di colore rosso, verde e blu, nonché Led bianchi, per creare effetti luminosi e atmosfere diverse in base alle esigenze.

L’utilizzo di proiettori Led RGBW consente inoltre un ulteriore risparmio, permettendo di attivare diverse configurazioni cromatiche da remoto anziché apponendo manualmente, di volta in volta, dei filtri variamente colorati. Grazie alla maggior durata dei fari Led, si ridurranno inoltre i costi di manutenzione rispetto alle precedenti esigenze di sostituzione delle lampade a ioduri metallici dei vecchi proiettori.

Il progetto illuminotecnico di relamping è stato curato e diretto dalla ditta COSTEL PROGETTAZIONI di Parma, rappresentata da Massimiliano Schianchi. L’intervento, appaltato alla Ditta MAZZOCCHI ELETTRICA di Piacenza, per l’importo contrattuale di 133.507,62 euro (+IVA 10%), è stato ultimato il 5 gennaio scorso, entro i termini fissati in 70 giorni consecutivi.