Il Progetto educativo subacqueo nasce con la precisa volontà di “costituire, senza compromessi, il percorso didattico ideale per l’acquisizione delle competenze tecniche e teoriche necessarie alla sicura esplorazione del mondo sottomarino”. E nello specifico questo percorso è stato pensato dalla Scuola d’Immersione Piacenza per gli studenti del Liceo Gioia. Quest’anno 14 fortunati ragazzi tra i 16 e i 17 anni sono stati coinvolti, e dopo l'”addestramento” in piscina sono partiti alla volta di Sharm el Sheikh dove, oltre ad ammirare le bellezze incontaminate dei fondali del Mar Rosso, hanno potuto mettere a frutto le proprie competenze.
Ad accompagnare i ragazzi in questa avventura la professoressa Antonella Ciocchi, che ha definito questo progetto “speciale”. E’ infatti dall’ anno scolastico 99/2000 che questo progetto ha preso forma, salpando poi in mare. Agli studenti è richiesto un contributo di partecipazione fissato a 70 €, stabilito dal Consiglio di Istituto, per l’attività effettuata nei due cicli in piscina e relativi alla prima e alla seconda fase del Progetto. Sono previste, inoltre, come di seguito specificato, le spese relative alle successive attività in Mar Rosso e in Corsica.
questo, così quando i ragazzi si troveranno in acqua a fare le immersioni sembrerà tutto più semplice, proprio perché in piscina hanno superato prove ben più difficili”. Secondo l’insegnante, “in tutti gli studenti che hanno partecipato si è rafforzata l’autostima e la consapevolezza delle proprie capacità”.
A confermare le parole della prof.ssa Ciocchi Anna Chiozza, IV Liceo: “Sono una persona un po’ ansiosa – confessa – ma con questa esperienza mi sono riscoperta e sono felice di essere venuta in Mar Rosso, per tutte le cose belle che ho visto e anche per lo spirito di gruppo che si è formato tra noi ragazzi”. Quasi 300 ragazzi e ragazze, in questi anni, sono stati avviati alla passione per la subacquea grazie a questo progetto che, fra i riconoscimenti ottenuti, si è aggiudicato il Premio Marcante 2017, assegnato nel Museo del mare di Genova.
L’unica nota dolente, sottolinea Pierpaolo Peluso, fotografo e istruttore sub, proprietario del Bubbles Dive Club a Sharm el Sheikh, nonchè la persona che da 4 anni segue i ragazzi del Liceo Gioia, “è che si tratta di un solo progetto. Sarebbe meraviglioso se i ragazzi si buttassero più su queste cose che sui social. Soprattutto perchè l’età media dei sub è alta, i ragazzi non sono motivati”. Speriamo che questo sia solo il primo di un’ ondata di progetti simili.