Niente da fare. Nonostante ai nostri microfoni l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi avesse dato la sua disponibilità a fare “da paciere” per far si che il consorzio di tutela dei vini di Piacenza potesse trovare una quadra ed una nuova leadership (e non perdesse i finanziamenti regionali) questa mattina c’è da registrare una fumata nera. Presso Piacenza Expo, si è infatti svolta l’assemblea generale del Consorzio tutela vini Doc Colli Piacentini per il rinnovo dell’organo amministrativo dell’ente. Nessuna corsa però alla “poltrona” che evidentemente rischia di essere scomoda se è vero che è giunta una sola candidatura.
Tutto da rifare dunque come rende noto lo stesso Consorzio “Preso atto dell’impossibilità di eleggere un nuovo consiglio direttivo alla luce di una sola candidatura pervenuta, i soci hanno dato mandato al consiglio direttivo di convocare una nuova assemblea elettiva nei primi mesi del 2026, al termine della rendicontazione in Regione dei piani di sviluppo in corso, che hanno assicurato 85.000 euro di contributi a fondo perduto a sostegno della promozione dei vini DOC del territorio.
L’assemblea ha inoltre affidato al consiglio d’amministrazione pro tempore un mandato esplorativo al fine di verificare la possibilità di trasformare l’attuale Consorzio di tutela in un Consorzio di promozione. Tale opzione, alternativa alla liquidazione dell’ente, consentirebbe di mantenere attiva la funzione di valorizzazione delle produzioni di qualità e, al tempo stesso, di ripristinare il più rapidamente possibile quella di tutela non appena si verificassero le condizioni necessarie per farlo.
Nel frattempo si è deciso di organizzare incontri informali, di cui il primo entro la fine di gennaio, aperti a tutti i soci del consorzio per raccogliere stimoli e proposte dalla base sociale”.
Il comunicato si conclude “lodando” il lavoro fin qui svolto: “Negli ultimi anni sono stati garantiti bilanci in ordine, trasparenza gestionale e un’attività intensa di valorizzazione e partecipazione a progetti territoriali, nazionali e internazionali, un percorso che lascia in eredità una struttura sana, riconosciuta e stimata, punto di partenza solido per chi vorrà raccogliere il testimone e proseguire nel segno dell’unità e della qualità”.
Un’unità che al momento non pare però così facile da scorgere sia perché si è arrivati alla crisi del consorzio (con l’uscita nomi eccellenti) sia perché al momento è difficile immaginarsi efficace vie d’uscita.
