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    “La multa non la pago”, don Pietro Cesena risponde ai cronisti del Tg2

    “Io rispondo a quello che è il mio essere prete”. Con queste poche parole don Pietro Cesena ha risposto ai cronisti del Tg2 accorsi a Borgotrebbia dopo la multa di 400 euro per aver aperto la propria chiesa a una ventina di persone per la messa della domenica.

    “Non pagate la multa della Polizia, non abbiate paura”, così aveva aggiunto nella sua omelia in streaming. “Quello che ci stanno facendo è anticostituzionale, stiamo pensando al dramma psicologico della gente che sta cominciando ad andare fuori di testa”. Il cronista del Tg2 fa notare delle oltre 700 morti a Piacenza. “Ma mica perchè sono venute a messa”, risponde il parroco, che ha anche aggiunto che la sua multa non la pagherà.

    Oltre a non osservare le prescrizioni in vigore coi DPCM, don Cesena non segue neanche il volere del Vescovo Gianni Ambrosio, che in una lettera aveva specificato come queste devono essere seguite “con rigore”.

    Ecco il testo:

    Il Vescovo di Piacenza-Bobbio
    Piacenza, 19 aprile 2020
    Ai presbiteri e diaconi,
    ritengo doveroso ricordare ai tutti voi la necessità di osservare le
    misure di sicurezza che la Conferenza Episcopale Italiana ha comunicato e più volte
    ribadito, sempre in stretto contatto con il Ministero dell’Interno e con la Segreteria di
    Stato della Città del Vaticano.
    Sono misure che, con sofferenza di tutti, dobbiamo osservare con rigore, come
    più volte ho comunicato, anche in comunione con i Vescovi dell’Emilia Romagna. Si
    possono discutere, certo, ma sono da osservare ovunque, soprattutto poi in quei
    luoghi, come qui a Piacenza, ove abbiamo una tremenda responsabilità, perché il
    numero dei contagi e dei defunti è impressionante.
    Ricordo pure che la non osservanza di queste misure comporta una
    ‘contestazione’ da parte delle Forze dell’ordine, come purtroppo accaduto oggi.
    Come Padre e Pastore, so che quanto è accaduto è stato mosso da una volontà
    di bene e di amore per l’Eucarestia e per il popolo così sofferente, ma questo ci aiuti a
    vivere ancora più strettamente in comunione e a ricercare il bene di tutti.
    Speriamo che entro pochi giorni ci possa finalmente essere la possibilità di una
    parziale partecipazione alle celebrazioni, nel frattempo chiedo un comportamento
    responsabile da parte vostra.
    Vi ringrazio e vi saluto con affetto.
    +Gianni Ambrosio, vescovo

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