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Liste di attesa in sanità: a Piacenza aprono due sportelli per affiancare i cittadini e far valere i loro diritti

La lodevole iniziativa è portata avanti dal Coordinamento piacentino salute e medicina territoriale. Le consulenze e le eventuali procedure per i solleciti o i ricorsi sono totalmente gratuite

Le lunghe liste di attesa per visite specialistiche, esami, od interventi sono purtroppo diventate una costante anche in Emilia-Romagna. La Regione ha recentemente varato nuove norme nel tentativo di risolvere questo problema ma, secondo il Coordinamento piacentino salute e medicina territoriale, si tratta più che altro di un escamotage per sgonfiare le liste ma solo su carta, travasando i pazienti in “pre-liste” senza però cambiare la situazione. Come ha spiegato Lino Anelli rimane comunque “inalterato ed esigibile il diritto costituzionale alla presa in cura nei tempi previsti dalla prescrizione medica” (vedi in fondo a questo articolo quali sono i tempi massimi previsti).

Il coordinamento scende ora in campo a fianco dei cittadini, con rinnovato vigore, per essere da pungolo all’Ausl di Piacenza. Dalla prossima settimana entreranno infatti in funzione due Sportelli Tutela Salute a cui ci si potrà rivolgere per informazioni o per far valere i propri diritti.

Il primo sarà aperto il martedì dalle 10.00 alle 11.30 presso la sede di Legambiente, in via Giordani 2 a Piacenza (negli stessi orari di apertura sarà anche possibile parlare con l’addetto chiamando il numero 0523 332 666).

Il secondo sportello sarà invece operativo il giovedì dalle 17.00 alle 18.00 presso la Coop Infrangibile, in via Alessandria 19 a Piacenza, Spazio banchetto GAP, Tel. 350 1967 317.  Si devono portare con sé  portare con sé la prescrizione del medico di bas, un documento di identità, la tessera sanitaria e l’eventuale risposta del CUP. Nel caso in cui si abiti in provincia e non si abbia la possibilità di raggiungere fisicamente uno dei due sportelli si può prendere contatto con gli stessi via telefono o ancora meglio scrivendo una email all’indirizzo Per informazioni scrivere a: coordinamentosanita.pc@gmail.com.

Lo sportello, gratuitamente, si occuperà di scrivere all’Ausl di Piacenza per sollecitare il rispetto delle tempistiche previste e nel caso in cui queste sollecitazioni non abbiano effetto anche di presentare ricorso (sempre gratuitamente) grazie ad un pool di avvocati che mettono a disposizione il proprio tempo.

Il Coordinamento ha già vinto alcune battaglie contro il servizio pubblico e, lo scorso dicembre, è riuscita – ad esempio –  a far riaprire il centro per le cure odontoiatriche di Castel San Giovanni. Attualmente sta seguendo alcuni casi legati a tempistiche troppo lunghe ad esempio per operazioni di ernia, di prostata e per visite allergologiche. L’esempio piacentino intanto fa scuola e sono state aperti sportelli anche a Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e altre sono in arrivo.

Sotto la lente del comitato anche il fenomeno delle cosiddette dimissioni selvagge, ossia la troppa fretta che hanno alcuni ospedali di dimettere i pazienti dopo le operazioni, con un occhio più alla carenza di letti che non al sereno decorso dei malati.

Il diritto alle prestazioni sanitarie e i tempi d’attesa

Il Servizio Sanitario Nazionale ha tra i suoi principi fondamentali quello di tutelare la salute dei cittadini, garantendo l’equità di accesso in base ai bisogni di salute e fornendo prestazioni efficaci.

Nel rispetto delle risorse disponibili e a fronte di una sempre crescente domanda di prestazioni da parte dei cittadini, è stato adottato in tutto il Paese un metodo che, utilizzando le classi di priorità, è in grado di garantire che vengano visti per primi i pazienti con problemi più seri e poi tutti gli altri.

Le classi di priorità e i tempi massimi da garantire Le classi di priorità sono uno strumento per differenziare il tempo di accesso alle visite specialistiche e alle prestazioni, regolandolo in base al quadro clinico e al rischio per la salute.

Da sempre i medici analizzano i problemi dei loro pazienti e consigliano o meno l’approfondimento diagnostico, decidendone la maggiore o minore urgenza. Questo comportamento è ora standardizzato; viene utilizzato anche per regolare il tempo di attesa per le prestazioni sanitarie e le nuove impegnative sono predisposte a questo scopo. Il medico curante assegna pertanto alla richiesta di visita o prestazione specialistica la classe di priorità a seconda di quanto precoce dovrà essere, a suo avviso, la loro esecuzione.

Sono state definite 4 classi di priorità, corrispondenti a 4 tempi massimi di attesa.

Per le visite e gli esami di primo accesso, il medico di base e lo specialista, sono tenuti ad indicare sulla prescrizione una classe di priorità con i seguenti standard temporali:

U – URGENTE con attesa massima 72 ore;
B – BREVE con attesa massima 10 giorni;
D – DIFFERIBILE con attesa massima 30 giorni per le visite e 60 giorni per le prestazioni diagnostico strumentali;
P – con attesa massima 120 giorni.
Per visite ed esami di controllo o comunque non relativi ad un primo accesso, il medico indica sulla ricetta la tempistica entro cui il cittadino deve effettuare le prestazioni a fianco della dicitura “accesso successivo”.

Vi è inoltre l’obbligo, da parte dello specialista, in caso di necessità di eventuali approfondimenti o di controlli, di provvedere alla presa in carico del cittadino effettuando la prescrizione e la prenotazione attraverso il sistema CUP nei tempi che ritiene necessari, evitando al cittadino di recarsi dal suo medico di base e al CUP.

Il rispetto dei tempi di attesa, indicati in ricetta, è previsto per tutte le prestazioni erogate dal SSR.

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