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Home Politica Un’interrogazione di Patrizia Barbieri mette l’avvocatura comunale di Piacenza sotto esame

Un’interrogazione di Patrizia Barbieri mette l’avvocatura comunale di Piacenza sotto esame

Costi e efficienza dell'avvocatura comunale al centro dell'interrogazione. "Perché l'allontanamento dell'avv. Vezzulli?"

Un’interrogazione urgente a risposta scritta è stata presentata dal consigliere comunale avv. Patrizia Barbieri, sollevando questioni significative riguardanti la gestione dell’avvocatura comunale di Piacenza e la posizione dell’avv. Elena Vezzulli. L’interrogazione fa riferimento a recenti pronunce del TAR Parma (n. 106/2025 e 348/2025) e a una nuova convenzione stipulata con la Regione Emilia Romagna.
Al centro della discussione vi è l’assegnazione temporanea del dirigente dell’avvocatura comunale all’avv. Stefano Argnani (dirigente regionale “prestato” al nostro Comune), un provvedimento che, secondo l’interrogazione, costituisce un onere organizzativo ed economico evitabile per il Comune.
L’avv. Barbieri sottolinea che l’avv. Elena Vezzulli, attuale dirigente del settore prevenzione e sicurezza, possiede i titoli necessari per ricoprire la dirigenza dell’avvocatura comunale. L’avv. Vezzulli aveva formalmente offerto all’Amministrazione la propria disponibilità lavorativa, anche per la copertura ad interim della posizione, ma non è stata nemmeno proposta ad interim, né considerata nel concorso per la copertura del ruolo.
Secondo l’interrogazione, il TAR Parma n. 106/2025 e il parere ANAC del 17.6.2024 avevano indicato condizioni specifiche per consentire all’avv. Vezzulli di “ruotare” dal ruolo di dirigente dell’avvocatura, quali la presenza di un altro dirigente con i titoli necessari per la sostituzione e l’assenza di interventi onerosi. L’interrogazione evidenzia che tali condizioni non sarebbero state soddisfatte, come dimostrato proprio dal ricorso alla nuova convenzione, che rappresenta un aggravio per le finanze e l’organizzazione comunale.
Viene inoltre fatto notare che il mantenimento dell’avv. Vezzulli esclusivamente nel settore prevenzione e sicurezza non sarebbe dettato da esigenze organizzative reali. Viene menzionato che l’avv. Vezzulli, pur avendo prestato servizio solo per poche settimane a causa di lunghi periodi di malattia, aveva potuto comunque operare utilmente nel suo precedente settore.
L’interrogazione mette in dubbio l’adeguatezza della prestazione lavorativa dell’avv. Vezzulli, esseno la stesa ormai vicina alla pensione e potendo dedicarvi solo cinque mesi residui. Al contempo l’interrogazione sostiene che la vasta esperienza maturata dalla Vezzulli nell’avvocatura potrebbe essere fondamentale per il passaggio di consegne. Inoltre, si suggerisce che l’affidamento ad interim della dirigenza del settore prevenzione e sicurezza all’avv. Vezzulli comporterebbe un impegno lavorativo minore rispetto a quello dell’avv. Argnani (un giorno lavorativo contro cinque). L’avv. Vezzulli, avendo piena conoscenza delle esigenze dell’avvocatura e del contenzioso in corso, potrebbe garantire un migliore andamento dell’Amministrazione anche con un incarico ad interim.
Alla luce di queste premesse, l’avv. Barbieri chiede chiarimenti specifici:
• Perché sia stata presa la decisione di allontanare l’avv. Vezzulli dall’avvocatura comunale? Questa scelta viene ritenuta contraria ai principi di imparzialità, buon andamento dell’Amministrazione (Art. 97 Cost.) e di efficacia ed efficienza (Art. 1 L. n. 241/1990).
• Su quali basi si ritiene che la presenza temporanea (solo tre mesi) di un soggetto esterno all’avvocatura comunale e alla sua storia possa essere più efficace per la continuità del servizio, la sua indipendenza e la sua efficienza, rispetto alla posizione dell’avv. Vezzulli.

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