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118 Piacenza, oltre 32mila interventi in un anno: soccorsi mediamente entro 13 minuti

Oltre 32mila interventi in un anno, tempi medi di soccorso inferiori agli standard ministeriali e una capacità di risposta alle emergenze gravi superiore ai parametri regionali. Sono i principali indicatori che fotografano l’attività del 118 di Piacenza nel 2025, illustrati nel corso di un incontro pubblico che ha riunito operatori sanitari, volontari, rappresentanti istituzionali e mondo del volontariato.

Il sistema dell’emergenza territoriale ha fatto registrare 32.389 interventi attivati dalla centrale operativa, con 33.449 valutazioni sanitarie effettuate direttamente sul campo dagli operatori. La lettura dei codici assegnati in fase di chiamata mostra una prevalenza di situazioni a bassa o media intensità: il 51% dei casi è stato classificato come codice verde (17.087 interventi), il 32% come codice giallo (10.755), mentre i codici rossi hanno riguardato il 14% delle attivazioni (4.372 casi). I codici bianchi si attestano invece al 4% (175 interventi).

Un quadro che si modifica parzialmente nella valutazione clinica effettuata sul posto, dove il 65% degli interventi viene ricondotto a codici minori (21.600 casi), il 17% non ha richiesto il trasporto in ospedale (5.543 interventi), mentre i casi potenzialmente critici rappresentano il 15% (5.137) e quelli critici il 2% (778).

Particolarmente rilevante il dato sui tempi di risposta: il tempo medio di soccorso a Piacenza si attesta a 13 minuti, al di sotto dello standard ministeriale fissato a 18 minuti. Un risultato che colloca il sistema locale tra quelli più rapidi nella gestione delle emergenze sul territorio.

Altro elemento centrale riguarda la gestione dei codici più gravi. Nei casi classificati come codice rosso, l’impiego di mezzi di soccorso avanzati raggiunge il 95,5%, un dato che supera ampiamente lo standard regionale fissato oltre l’80% e che indica un’elevata capacità di attivazione delle risorse più qualificate.

Il sistema piacentino si regge su una rete integrata tra Azienda Usl e volontariato, con un contributo decisivo delle associazioni del territorio. Anpas ha operato con 16 mezzi sul territorio per 19.234 interventi e oltre 102mila ore di attività, la Croce Rossa Italiana con 11 ambulanze ha seguito 13.112 interventi per circa 60mila ore, mentre i mezzi e il personale Ausl hanno gestito poco meno di 11mila soccorsi, per oltre 61mila ore complessive.

In crescita anche l’attività dell’elisoccorso, che nel 2025 ha effettuato 261 interventi (240 diurni e 21 notturni), in aumento rispetto ai 237 dell’anno precedente. Quasi raddoppiati gli interventi in orario notturno, un dato attribuito anche al potenziamento delle piazzole di atterraggio grazie alla collaborazione con i Comuni.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore del modello integrato tra professionisti e volontariato, definito come uno dei punti di forza del sistema locale. Al centro anche la riflessione sul percorso evolutivo del 118, a vent’anni dalla sua strutturazione, con un confronto tra le figure storiche e quelle oggi alla guida del servizio.

A chiudere i lavori, il direttore generale dell’Ausl Paola Bardasi ha sottolineato come il sistema rappresenti un esempio di sanità pubblica efficiente, capace di coniugare organizzazione, competenze e radicamento territoriale. La sfida, è stato evidenziato, sarà quella di continuare a rafforzare l’integrazione tra le diverse componenti e rispondere a bisogni assistenziali sempre più complessi, mantenendo al tempo stesso tempestività e qualità degli interventi.

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