Taglio del nastro presso la media Carducci per il nuovo spazio Habitat. L’istituto scolastico di via Damiani ha recentemente vissuto un profondo rinnovamento con la realizzazione del cappotto esterno ma anche con il restyling di tante aree comuni e delle aule pensate, dagli stessi docenti, in funzione della sperimentazione didattica triennale in corso. La Carducci ha imboccato, fra le prime in regione, la strada degli “ambienti didattici di apprendimento”. Ogni aula è un’area disciplinare specifica, personalizzata dal docente in base alle attività da svolgere: sono gli alunni a spostarsi in autonomia, immergendosi, di volta in volta, in materie diverse, ciascuna contraddistinta da un colore.
Con l’inaugurazione di ieri la scuola si è arricchita di un nuovo spazio multifunzionale. Un progetto che parte da lontano, precisamente nel 2022, e che è stato sostenuto finanziariamente dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, mentre il Comune di Piacenza si è fatto carico dell’impianto elettrico, concluso lo scorso dicembre.
Grazie all’impegno ed al lavoro concreto del personale docente (e non) della Carducci, a quello degli stessi alunni ed al contributo del Liceo Cassinari, un umido e dimenticato scantinato è stato trasformato in una bella ed accogliente area che ospita una fornita biblioteca, chiamata Biblòh, confortevoli spazi di lettura e di studio ed anche un piccolo anfiteatro adatto ad ospitare i dibattiti così come spettacoli e concerti. Esattamente quanto successo durante la “vernice” che ha visto salire sul palco l’orchestra studentesca 5/4 che ha eseguito due brani musicali. A seguire vi sono stati i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche educative Mario Dadati, di Luca Groppi in rappresentanza della Fondazione, del dirigente scolastico della Dante-Carducci Alberto Mariani. A fare gli onori di casa la docente Lucia Tagliaferri, una delle promotrici di Habitat, un’idea trasformata in realtà grazie all’impegno suo e di tutti i colleghi della scuola che non si sono mai fatti scoraggiare dalle difficoltà ed hanno portato a casa un risultato degno di una avanzata scuola europea, progettato con l’aiuto di una docente/architetto, la professoressa Ontani.
Un percorso che è stato raccontato con un video riassuntivo che ha mostrato le principali tappe di questo recupero. Sul palco sono poi saliti nuovamente i ragazzi che hanno presentato il frutto delle loro fatiche, poesie, racconti ed i loro libri d’artista come quello che ricorda la terribile esperienza di Liliana Segre, deportata ancora tredicenne ad Auschwitz. Un volume dove un fiore riporta la scritta “ricordare” (per non dimenticare l’Olocausto) ed è circondato da un fil di ferro a simboleggiare quello spinato dei campi di sterminio. Le pagine hanno vari colori, quelle più esterne chiare, dal verde al giallo per rappresentare la vita serena di Liliana ragazzina, prima di essere caricata sul treno verso la Polonia. Le pagine centrali sono nere, come la disperazione di chi visse da vicino lo sterminio degli ebrei ed infine il rosso della copertina a simboleggiare la liberazione.
A concludere l’incontro inaugurale – prima di un aperitivo predisposto dagli studenti dell’Istituto Raineri Marcora – sul palco sono saliti venti bravissimi alunni della Carducci che, diretti dalla professoressa Pecorari, hanno intonato una sorta di Inno della Carducci “Viva la Vida”. Perché quando la scuola è bella e ben fatta, come in questo caso, l’entusiasmo si sente e la musica è il modo più diretto per esprimerlo.