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Ferriere contro il maxi parco eolico: oltre 3.800 firme per difendere i crinali dell’Appennino

I crinali dell’Appennino piacentino tornano al centro del dibattito pubblico per il progetto di un maxi parco eolico industriale tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto. Contro l’impianto si è mobilitata l’amministrazione comunale guidata dalla sindaco Carlotta Opizzi, che ha promosso una petizione su change.org arrivata, al momento, a 3.812 firme, affiancata dalla presa di posizione di Europa Verde – sezione di Piacenza, che esprime solidarietà al Comune e forti perplessità sull’intervento.

Il progetto prevede l’installazione di sette aerogeneratori di grandi dimensioni sui crinali che separano la val Nure dalla val d’Aveto: pale con diametro di 136 metri, larghezza di 66,66 metri e un’altezza complessiva minima di 180 metri, per una potenza totale di 31,5 MW. Alle opere di installazione si aggiungono le infrastrutture di collegamento elettrico, che coinvolgerebbero anche il territorio ligure di Santo Stefano d’Aveto, estendendo l’impatto dell’intervento su due regioni, Emilia-Romagna e Liguria.

Nella petizione lanciata dal Comune di Ferriere, i crinali vengono descritti come un patrimonio naturale, storico e paesaggistico di inestimabile valore: territori di montagna ancora in gran parte integri, ricchi di biodiversità, risorse idriche, boschi e pascoli, frutto di un equilibrio delicato tra ambiente e comunità locali. Secondo l’amministrazione, l’impianto eolico industriale metterebbe seriamente a rischio questo equilibrio, comportando sbancamenti massicci, la realizzazione di nuove strade e piazzole in cemento armato, il transito di trasporti eccezionali e un impatto permanente su habitat naturali e paesaggi di alta quota. Un modello che viene contestato perché ritenuto calato dall’alto, non partecipato e già fallimentare in molte altre aree del Paese, dove avrebbe prodotto benefici soprattutto per i grandi gruppi proponenti e danni per i territori coinvolti.

A rafforzare queste preoccupazioni interviene anche Europa Verde Piacenza, che pur ribadendo come la transizione energetica e il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili siano imprescindibili e urgenti, sottolinea la necessità di tenere conto degli aspetti territoriali e paesaggistici. Nel comunicato diffuso dal movimento ambientalista si evidenzia come l’impatto non riguarderebbe solo le sette pale alte quasi 200 metri, ma anche l’infrastruttura viabilistica necessaria al loro trasporto. In particolare, l’allargamento e l’adeguamento della strada che da Selva sale al Crociglia comporterebbero sbancamenti e cantieri su un territorio finora incontaminato, molto prezioso dal punto di vista ambientale e frequentato da numerosi escursionisti. I prati del Crociglia, inoltre, sono utilizzati come pascoli estivi dagli allevatori locali, mentre il rumore prodotto dalle pale sarebbe percepibile sia a Selva sia a Santo Stefano d’Aveto.

Secondo Europa Verde, il caso di Ferriere mette in luce l’assenza, a livello nazionale, di una pianificazione oculata e condivisa, con vuoti normativi che favorirebbero la speculazione. Viene ricordato come la Regione Emilia-Romagna, nel disegno di legge sulle aree idonee poi annullato dal Consiglio di Stato, avesse previsto l’esclusione delle aree sopra i 1.200 metri e dei crinali principali. Da qui l’auspicio che la Regione, attraverso le proprie osservazioni e la partecipazione dei tecnici alla conferenza dei servizi, ribadisca con forza questi vincoli e che il Ministero accolga la contrarietà a un progetto definito faraonico e inadeguato al contesto territoriale.

La mobilitazione entra ora in una fase decisiva. Come comunicato dal Comune di Ferriere il 24 gennaio, da pochi giorni è accessibile la documentazione relativa al progetto del parco eolico e il termine per presentare le osservazioni scadrà il 21 febbraio. Un lasso di tempo giudicato molto ristretto, considerata la mole degli elaborati. L’amministrazione fa sapere di essere al lavoro per evidenziare, entro i termini concessi e con argomentazioni tecniche e documentate, le criticità dell’iniziativa e del procedimento che la rende possibile, ma chiede il contributo di cittadini, associazioni e tecnici.

Per questo è stato fissato un incontro pubblico domenica 1 febbraio alle ore 15 presso il salone parrocchiale di Ferriere, con l’obiettivo di approfondire le varie questioni e concordare i passaggi successivi. Parallelamente prosegue la raccolta firme online su change.org, affiancata da moduli cartacei distribuiti sul territorio comunale.

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