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Gravi irregolarità in un market etnico della Val Tidone: attività sospesa e 300 chili di carne sequestrati

Gravi irregolarità igienico-sanitarie sono state riscontrate dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (N.A.S.) di Parma nel corso di un’ispezione effettuata presso un market etnico con annessa macelleria situato in provincia di Piacenza, nella bassa Val Tidone.

Durante i controlli è stato disposto il sequestro amministrativo di 37 chilogrammi di prodotti ittici surgelati ed essiccati, per un valore commerciale complessivo di circa 400 euro, risultati stoccati ed esposti alla vendita con modalità non conformi alla loro natura di prodotti surgelati e in violazione delle procedure di autocontrollo aziendale.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presenza di prodotti ortofrutticoli freschi privi delle obbligatorie indicazioni di origine, oltre a diffuse e rilevanti carenze igienico-sanitarie. In particolare sono state riscontrate condizioni di sporcizia generalizzata su pavimenti e sottoscaffalature, sia nell’area di vendita sia nel laboratorio carni, nonché l’accumulo di materiale estraneo all’attività che ostacolava le operazioni di pulizia. È stata inoltre rilevata un’eccessiva formazione di ghiaccio nei pozzetti congelatori, bisognosi di manutenzione e sanificazione, lo stoccaggio di prodotti alimentari confezionati a diretto contatto con il pavimento e il deterioramento delle superfici della cella refrigerata, risultate sporche. All’interno della stessa cella erano conservati promiscuamente tagli di carne bovina fresca e pollame, mentre le attrezzature utilizzate per il sezionamento delle carni, come i taglieri, apparivano eccessivamente usurate.

Particolarmente critiche le condizioni di un locale magazzino adiacente, realizzato con struttura muraria grezza e infissi danneggiati, dove sono state rinvenute carcasse ed escrementi di roditori. L’ambiente veniva utilizzato per lo stoccaggio promiscuo di alimenti e materiale in disuso.

Al legale responsabile dell’attività sono state contestate violazioni amministrative per un importo complessivo di 5.132 euro. A seguito delle gravi irregolarità accertate, su richiesta dei carabinieri è intervenuto personale della locale Azienda USL che, confermando le criticità rilevate, ha disposto la sospensione immediata dell’attività commerciale e il fermo ufficiale di 300 chilogrammi di carne fresca presenti nella cella frigorifera, ritenuta non idonea dal punto di vista igienico-sanitario, in vista del successivo smaltimento.

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