È stato presentato in Municipio il nuovo Patto territoriale per la Scuola 2026–2030, l’accordo che disciplina la collaborazione tra il Comune di Piacenza, l’Ufficio scolastico territoriale e le istituzioni scolastiche statali cittadine. Il documento aggiorna il Patto scaduto nel 2021 ed è il risultato di un percorso di confronto durato tre anni con il Tavolo dei dirigenti scolastici e l’Ufficio scolastico, anche alla luce delle nuove normative e dei servizi attivati nel frattempo dall’Amministrazione comunale.
Nell’anno scolastico 2025/2026 gli studenti delle scuole statali in città sono 8.646: 1.450 nelle scuole dell’infanzia, 4.289 nelle primarie dei sei circoli didattici e 2.907 nelle tre scuole secondarie di primo grado. Il Patto definisce il quadro di riferimento per impegni, responsabilità e servizi a supporto dell’autonomia scolastica.
«Si tratta di uno strumento che mette ordine e stabilità a un lavoro costruito nel tempo – ha detto il sindaco Katia Tarasconi – aggiornando un accordo scaduto nel 2021 e rendendolo coerente con i cambiamenti normativi e organizzativi intervenuti».
Il documento disciplina i servizi comunali legati alla refezione e al trasporto scolastico, agli interventi per l’inclusione degli alunni con disabilità, alla mediazione culturale e ai progetti di qualificazione dell’offerta formativa. Vi confluiscono anche le innovazioni introdotte negli ultimi anni, dalla riorganizzazione degli istituti comprensivi ai servizi FATA ed Edubox, dal coordinamento degli sportelli d’ascolto all’educatore di plesso, fino ai servizi di pre e post scuola con educatore professionale e all’attuazione delle misure previste dal cosiddetto “decreto Caivano”.
«L’obiettivo è disporre di uno strumento operativo che fotografi la realtà attuale e risponda alle nuove esigenze educative», ha osservato l’assessore alla Scuola Mario Dadati, sottolineando il ruolo del Comune nel sostenere inclusione, prevenzione e qualità dell’offerta formativa.
Per il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale Andrea Grossi, la firma del Patto «definisce una cornice di lavoro condivisa che consente di affrontare la complessità delle sfide educative attuali e dei bisogni emergenti nei prossimi anni».
Il Patto 2026–2030 conferma inoltre l’impegno economico del Comune a sostegno del sistema scolastico cittadino per il 2026. Le risorse principali riguardano la refezione scolastica (5.380.600 euro), gli interventi per l’inclusione degli alunni con disabilità (2.835.811,42 euro), il trasporto scolastico, compreso quello dedicato agli studenti con disabilità (930.048,53 euro). Alla promozione del benessere, alla prevenzione del disagio e della dispersione scolastica, e all’inclusione degli studenti stranieri neoarrivati sono destinati complessivamente 370.500 euro; 292 mila euro coprono le cedole librarie per le primarie e i contributi per i libri di testo delle secondarie di primo e secondo grado, mentre 50 mila euro sono riservati agli spazi di ascolto nelle scuole superiori.
Tra gli altri interventi regolati dal Patto figurano 40 mila euro per le spese di funzionamento delle scuole, 65 mila euro per l’acquisto di arredi, 20 mila euro per le attività di pre e post scuola e 85 mila euro per la qualificazione dell’offerta formativa, attraverso strumenti come Edubox, FATA e il Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi.




