HomeEconomiaBanca di Piacenza: in crescita utili, raccolta, impieghi e soci

Banca di Piacenza: in crescita utili, raccolta, impieghi e soci

Utile netto oltre i 40 milioni (+17,38%). Proposto un dividendo lordo di 2,65 euro

Il Consiglio di amministrazione della Banca di Piacenza ha dato il via libera al progetto di bilancio, che si chiude con un utile netto pari a 40,5 milioni di euro, in aumento del 17,38% rispetto ai 34,5 milioni del 2024.
All’assemblea verrà proposta la distribuzione di un dividendo complessivo di 2,65467 euro lordi per azione: 2 euro in contanti e 0,65467 euro attraverso l’assegnazione di un’azione ogni 75 possedute (2,00 euro nel 2024).
La solidità patrimoniale dell’Istituto resta elevata, con CET1 Ratio e Total Capital Ratio entrambi al 20,03%, livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi regolamentari e alla media del sistema bancario nazionale.
Sul fronte della raccolta si registra un andamento positivo: quella diretta da clientela cresce dell’8,55%, passando da 3.409,1 a 3.700,6 milioni di euro. In aumento anche la raccolta indiretta, salita del 6,27% da 3.496,5 a 3.715,6 milioni, sostenuta sia dal risparmio gestito (+6,13%) sia da quello amministrato (+6,52%), anche grazie all’andamento favorevole dei mercati.
Gli impieghi verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, raggiungono i 2.376,8 milioni di euro, con un incremento del 5,15% rispetto ai 2.260,4 milioni di fine 2024. Nel corso del 2025 sono stati erogati oltre 511 milioni di nuovi mutui: crescono del 29,35% quelli ipotecari per la prima casa e del 12,73% gli altri finanziamenti, confermando il sostegno a famiglie e imprese del territorio.
Nel conto economico, il margine di interesse sale a 88,0 milioni (84,6 nel 2024), mentre le commissioni nette, pari a 49,8 milioni, segnano un incremento del 9,30%. Il margine di intermediazione si attesta a 129,0 milioni, in crescita del 2,03% rispetto ai 126,5 milioni dell’esercizio precedente.
Il risultato netto della gestione finanziaria migliora di 4,6 milioni (+3,95%), anche grazie alla riduzione delle rettifiche di valore su crediti verso la clientela (8,7 milioni contro 10,9 nel 2024). Le sofferenze si attestano allo 0,25% degli impieghi netti (0,30% nel 2024), con indicatori di rischio migliori rispetto alla media di sistema (0,4% secondo Banca d’Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria 2/2025). Il rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi netti scende all’1,45% (1,84% nel 2024), mentre il grado di copertura sale al 60,68% (56,22% nel 2024).
I costi operativi risultano in calo di 4,5 milioni rispetto all’anno precedente. All’interno dell’aggregato crescono le spese per il personale (+1,5 milioni), per effetto dell’aumento dell’organico, dell’entrata a regime del CCNL e di maggiori accantonamenti sulla componente variabile delle retribuzioni. Le altre spese amministrative diminuiscono di 0,4 milioni, ma al netto del minor contributo al FITD (2,9 milioni nel 2024) evidenziano un aumento dei costi di gestione, legato in particolare ai servizi CSE, ai servizi professionali e ai canoni software. Positiva per 4,8 milioni la voce relativa agli accantonamenti ai fondi rischi e oneri, grazie al rilascio di fondi legati al contratto, ora risolto, relativo al salvataggio di Eurovita S.p.A.
Prosegue anche nel 2025 la crescita del numero dei conti correnti, con quasi 6mila nuovi rapporti aperti, così come aumenta la base sociale.
Le prospettive per il 2026, pur in un contesto geopolitico complesso, restano favorevoli: grazie a nuovi prodotti e servizi, a solidi indicatori patrimoniali e a un’attenta gestione del rischio, la Banca – che celebra i suoi primi 90 anni – guarda al futuro con fiducia, continuando a sostenere clienti e territori e a creare valore per i Soci.

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