E’ stato un ingresso soft quello di Kirill Bosov nella compagine azionaria del Piacenza Calcio eppure in grado di accendere gli entusiasmi e le speranze dei tifosi biancorossi ieri hanno accolto il giovane milionario con doppia cittadinanza russa e svizzera come il salvatore colui in grado di “portarli via di qui” fuori dalla serie D in cui la squadra si trova attualmente impantanata. Bosov, 24 anni, è figlio del magnate russo Dmitry, già fondatore del gruppo Alltech, scomparso nel maggio 2020 all’età di 52 anni, con un patrimonio stimato di circa 1,1 miliardi di dollari, poi suddiviso fra i vari eredi.
Già tanti lo chiamano per nome, Kirill, quasi fosse diventato il vicino della porta accanto, anche se lui alla domanda se abbia intenzione di prendere casa a Piacenza risponde con prudenza “per ora no”. In conferenza stampa ha confessato di essere stato “stregato” dalla cucina locale ed in particolare dai tortelli piacentini, così buoni da mettere a rischio la sua dieta. Inizialmente si concederà frequenti puntate nella nostra provincia e sarà presente per le partite casalinghe del Piace. Del resto Montecarlo, dove vive, non è poi così distante. Parecchio alto, occhi chiari, capelli castani, Bosov si candida fin da ora ad un doppio ruolo, quello di salvatore della squadra calcistica e di principe azzurro, ambitissimo partito. Immaginiamo che diventerà l’ospite prediletto dei salotti nostrani, anche perché a Piacenza mancava un Kennedy, un Agnelli, un Mountbatten-Windsor, l’erede di un qualche casato illustre: fatte le debite proporzioni e i distinguo, Kirill Bosov ha portafogli e physique du rôle per ricoprire la parte.
La nostra città la conosceva, avendo cari amici in città e a Bobbio. Il giovane Bosov parla perfettamente italiano non solo perché ha studiato in Svizzera e a lungo frequentato il Canton Ticino ma anche perché sua madre ha sposato in seconde nozze un italiano e Kirill ha dunque fratelli nati nel nostro paese.
In conferenza stampa questa mattina, a palazzo Rota Pisaroni, nonostante la giovane età, ha dimostrato doti da consumato diplomatico. Non ha rivelato l’entità patrimoniale del suo impegno societario nel Piacenza. Si è intuito che per ora l’investimento deve essere stato per lui limitato, probabilmente il corrispettivo del valore nominale di quel 49% acquisito.
I soldi veri li metterà a disposizione, forse, in futuro se e quando riterrà che il gioco valga la candela. Il primo obiettivo è quello di tornare nel calcio che conta, quello professionistico e chissà che non arrivi il ripescaggio in serie C.
Anche se non p stato reso noto nei dettagli, gli advisor hanno preparato una solida griglia contrattuale con vari scenari. Con alte probabilità saranno previste opzioni di put & call da esercitare al verificarsi di determinate condizioni. Lo scenario temporale entro cui Bosov, intende muoversi è di circa tre/quattro anni. Non si escludono accelerazioni che potrebbero portarlo a detenere la maggioranza o la totalità delle azioni anche molto prima, così come è probabile anche l’esistenza di una exit strategy nel caso le cose non vadano come sperato.
Insomma il debutto vede Kirill Bosov ben piazzato a centrocampo, serio, concreto, focalizzato sugli obiettivi, senza strafare. Ma nel calcio, si sa, l’affetto e la stima delle tifoserie è volatile come un pallone puntato verso la porta.
La speranza è che il giovane milionario con il supporto della squadra, della tifoseria, della città, centri la rete e faccia esultare tutti, come non accade da anni.




