HomeAttualitàMostra su Dante, gara deserta. Papamarenghi e Trespidi attaccano: «Un grave scivolone»

Mostra su Dante, gara deserta. Papamarenghi e Trespidi attaccano: «Un grave scivolone»

Nessuna offerta per l’allestimento dell’esposizione da circa 870mila euro prevista a Xnl. I due consiglieri puntano il dito contro i tempi della procedura e la gestione dell’assessorato alla Cultura

La gara per la realizzazione della grande mostra dedicata a Dante Alighieri e al Codice Landiano è andata deserta e dall’opposizione si alza l’attacco nei confronti dell’amministrazione comunale. A intervenire sono i consiglieri comunali Jonathan Papamarenghi e Massimo Trespidi, che chiedono spiegazioni sui tempi e sulla gestione di un progetto considerato tra gli appuntamenti culturali di maggiore rilievo anche nel percorso verso la candidatura di Piacenza a Capitale europea della cultura.

“Inferno e Paradiso – Abitare l’eterno da Dante all’immaginario contemporaneo” dovrebbe aprire il 3 dicembre a Xnl e proseguire sino al 4 aprile 2027. Per la progettazione, organizzazione, allestimento e gestione era stata avviata una procedura negoziata del valore di circa 870mila euro. Nessuno dei tre operatori invitati, tuttavia, ha presentato un’offerta. Una determina dirigenziale del 21 agosto ha quindi preso atto dell’esito della procedura e annullato il relativo impegno di spesa.

Per Papamarenghi «la grande mostra da 900mila euro è naufragata prima di partire». Il consigliere sottolinea in particolare la scelta dei tempi della procedura, avviata nel periodo estivo e, a suo giudizio, con margini molto ridotti rispetto alla complessità dell’operazione e al reperimento delle opere.

«Se sotto il profilo tecnico-amministrativo certamente gli uffici hanno fatto al meglio la loro parte – afferma – sul piano politico la domanda è inevitabile: era questo il modo migliore per favorire la partecipazione e mettere in concorrenza operatori qualificati? La risposta è nei fatti: zero offerte».

Papamarenghi chiama direttamente in causa l’assessore alla Cultura Christian Fiazza, al quale attribuisce «la responsabilità politica del fallimento», e torna anche sul confronto con la mostra dedicata a Klimt, che secondo il consigliere avrebbe ottenuto risultati importanti in termini di visitatori, attenzione mediatica e ricadute economiche con un impiego di risorse pubbliche inferiore.

Nel suo intervento Papamarenghi riferisce inoltre di tensioni interne sulla gestione del progetto e di una riunione particolarmente accesa, durante la quale sarebbe stata prospettata come possibile alternativa una mostra di carattere immersivo. Circostanze sulle quali, al momento, il consigliere non fornisce ulteriori riscontri documentali.

Sui tempi insiste anche Massimo Trespidi. «Siamo davanti all’ennesimo grave scivolone dell’amministrazione Tarasconi e a un evidente problema nella gestione della cultura in città», afferma.

Secondo Trespidi, il mancato interesse degli operatori potrebbe essere legato proprio alla ristrettezza dei tempi disponibili per organizzare un’esposizione di questa portata. Il consigliere ricostruisce inoltre l’iter economico dell’iniziativa: «La Fondazione di Piacenza e Vigevano si era impegnata a sostenere economicamente l’iniziativa già in primavera, ma le risorse non sono state rese disponibili nei tempi necessari. Parallelamente, la giunta Tarasconi ha portato in consiglio comunale la variazione di bilancio per lo stanziamento dei fondi soltanto nel mese di luglio».

Un ritardo che, secondo Trespidi, «potrebbe aver inciso sui tempi della procedura e contribuito al mancato interesse degli operatori chiamati a realizzare una mostra di questa complessità».

La questione, a poco più di tre mesi dalla data indicata per l’inaugurazione, diventa quindi anche quella del futuro dell’iniziativa: la prima procedura non ha prodotto un affidamento e resta da capire se e con quali modalità il Comune intenda riproporre il progetto, modificarlo oppure individuare una soluzione alternativa.

«Se Piacenza vuole candidarsi a Capitale europea della cultura – conclude Trespidi – l’amministrazione Tarasconi non può permettersi questi scivoloni».

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