Il centrodestra chiede al Comune di Piacenza di revocare in autotutela l’aggiudicazione della gara per la gestione integrata di Palazzo Gotico, dell’ufficio di informazione e accoglienza turistica e del bar-ristorante di piazza Cavalli, oggi denominato «La Ragazzetta». I consiglieri annunciano inoltre l’invio di segnalazioni alla Procura, alla Procura generale presso la Corte d’appello, all’Autorità nazionale anticorruzione e all’Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali.
A illustrare le contestazioni, nel corso di una conferenza stampa, sono stati i consiglieri Jonathan Papamarenghi (Civica Barbieri), Sara Soresi (FdI), Nicola Domeneghetti (FdI), Luca Zandonella (Lega) e Gloria Zanardi (FdI), intervenuti – hanno spiegato – a nome di tutti i consiglieri comunali di centrodestra.
Come si ricorderà, la concessione è stata assegnata alla rete di imprese guidata da Monteleone Group. Il punto centrale sollevato dai consiglieri riguarda l’articolo 18 del disciplinare di gara e, in particolare, la mancata presentazione da parte del raggruppamento poi risultato vincitore dello schema di concessione con allegata la matrice dei rischi. Secondo il centrodestra, il disciplinare richiedeva tale documento nell’ambito dell’offerta tecnica «a pena di esclusione» e la sua assenza avrebbe quindi dovuto determinare l’estromissione del concorrente.
Papamarenghi ha ricostruito le diverse fasi della procedura, alla quale avevano partecipato tre raggruppamenti. Dopo l’esclusione della cordata guidata da Piacenza Expo erano rimasti in gara Monteleone Group e Piacenza Lab. Quest’ultima, secondo i consiglieri, sarebbe stata l’unica concorrente ad aver presentato tutta la documentazione richiesta.
«Riteniamo non legittima l’assegnazione all’attuale gestore», ha affermato Papamarenghi, precisando che la conclusione si basa sull’esame dei documenti sinora resi disponibili e, in particolare, dei verbali della commissione giudicatrice.
Sara Soresi si è soffermata sulle prime sedute della commissione. Nel verbale del 27 marzo, ha riferito, sarebbe stata rilevata espressamente la mancata produzione dello schema di concessione con la matrice dei rischi. La commissione avrebbe quindi sospeso la valutazione per chiedere un approfondimento al segretario generale del Comune.
Nella seduta successiva, sulla base del parere ricevuto, la commissione avrebbe deciso di non escludere il concorrente, ritenendo che l’omessa presentazione non configurasse un’offerta incompleta. Una conclusione che, secondo Soresi, contrasterebbe con la formulazione del disciplinare e con i principi richiamati dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Anac in materia di soccorso istruttorio.
Il centrodestra contesta anche l’opportunità che il parere sia stato richiesto al segretario generale, che in quella fase aveva competenze sull’ufficio bandi e gare. Secondo i consiglieri, la circostanza meriterebbe un approfondimento poiché lo stesso segretario generale avrebbe avuto un ruolo nella predisposizione degli atti sui quali è stato successivamente chiamato a esprimersi.
Soresi ha inoltre sollevato una seconda contestazione, relativa all’autorizzazione all’esercizio dell’attività di agenzia di viaggi, richiesta dal disciplinare come requisito di idoneità professionale. Secondo la consigliera, nessuna delle imprese che compongono il raggruppamento aggiudicatario ne sarebbe in possesso. Una mancanza che non potrebbe essere sanata mediante l’avvalimento: lo stesso Comune, rispondendo a un quesito pubblicato sul portale della gara, aveva precisato che tale requisito, «per sua natura, non può essere oggetto di avvalimento».
L’aggiudicatario – ha spiegato la capogruppo di Fratelli d’Italia – avrebbe fatto ricorso alla società torinese Somewhere soltanto per dimostrare la capacità tecnica e professionale necessaria alla gestione dello Iat, senza poter utilizzare l’autorizzazione dell’agenzia per soddisfare il distinto requisito di idoneità professionale. «Il bando è stato aggiudicato a Monteleone in assenza di due requisiti previsti a pena di esclusione», ha concluso Soresi.
I consiglieri hanno chiarito che il fulcro della richiesta rivolta al Comune di revocare l’aggiudicazione resta l’articolo 18 e l’assenza dello schema di concessione con allegata la matrice dei rischi.
Gli esponenti del centrodestra hanno specificato che, ad oggi, non è stato possibile esaminare tutta la documentazione. Tra gli atti pubblicati mancherebbe infatti il verbale numero 3, relativo alla seduta nella quale è stata disposta l’esclusione di Piacenza Expo, nonché il parere del segretario generale che avrebbe consentito di superare la questione relativa al documento mancante. Il centrodestra presenterà quindi una richiesta di accesso agli atti.
Gloria Zanardi nel suo intervento ha chiesto al Comune di procedere «possibilmente senza ritardo» alla revoca in autotutela dell’aggiudicazione. Secondo la consigliera, il mantenimento dell’attuale situazione potrebbe esporre l’ente a richieste risarcitorie da parte del concorrente non aggiudicatario. In caso di annullamento, anche l’attuale concessionario potrebbe avanzare richieste per gli investimenti già effettuati.
Zanardi ha sollecitato anche una presa di posizione del sindaco e ha annunciato l’invio della documentazione agli organismi competenti, affinché possano svolgere «i dovuti approfondimenti e le dovute verifiche» e valutare se vi siano i presupposti per eventuali provvedimenti.
Alla contestazione sulla procedura si sono aggiunte alcune valutazioni politiche sulla convenienza e sulla qualità della concessione. Nicola Domeneghetti ha criticato lo scomputo dal canone degli investimenti effettuati per gli arredi e le attrezzature del locale. A suo giudizio, dopo diciotto anni il loro valore per il patrimonio comunale potrebbe essere molto ridotto.
Il consigliere ha inoltre espresso perplessità su un annuncio per la ricerca di personale con contratto a chiamata, ritenendo che la gestione avrebbe potuto favorire forme di occupazione più stabili.
Luca Zandonella ha invece contestato la mancata previsione dell’apertura domenicale del bar, giudicandola una scelta poco coerente con la posizione del locale, nel cuore di piazza Cavalli, e con gli obiettivi di promozione turistica collegati alla concessione. Papamarenghi ha ricordato, a questo proposito, che il precedente gestore garantiva l’apertura anche il giorno di Natale.


