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Polisportivo Franzanti, lavori ancora fermi e date cancellate dai cartelli: Papamarenghi chiede spiegazioni

Il consigliere aveva già sollevato il caso in Consiglio comunale senza ottenere risposta. Interrogazione sui ritardi nella riqualificazione del centro sportivo e sulle garanzie finanziarie del concessionario Aquatonica

Le date di inizio e fine lavori sono scomparse dal cartello di cantiere del Polisportivo Franzanti. Non perché il cartello sia stato sostituito, ma perché, secondo quanto denunciato dal consigliere comunale Jonathan Papamarenghi, sono state cancellate con una passata di bianchetto. Una circostanza che il rappresentante del Gruppo Civico di centrodestra aveva già segnalato nell’ultimo Consiglio comunale, senza ottenere risposta, e sulla quale ha ora presentato un’interrogazione scritta all’amministrazione.

La vicenda riguarda una delle concessioni economicamente più rilevanti del Comune di Piacenza: 94 milioni di euro nell’arco di 29 anni, con un investimento iniziale di 17,7 milioni per la riqualificazione del centro sportivo, di cui 9,8 milioni di risorse pubbliche e 7,9 a carico del concessionario privato, Aquatonica.

Il contratto è stato sottoscritto lo scorso febbraio e dal primo giugno la gestione degli impianti è passata alla società. Il programma annunciato prevedeva l’avvio dei lavori a luglio 2026, con la realizzazione di quattro campi da padel e dei relativi spogliatoi, l’inizio degli interventi sul corpo centrale da ottobre e quello della piscina olimpionica da 50 metri a novembre. La riqualificazione complessiva dovrebbe concludersi entro 25 mesi.

Secondo Papamarenghi, tuttavia, nessuno degli interventi annunciati risulta attualmente in corso. Da qui le domande rivolte al Comune, a cominciare da chi abbia cancellato le date dal cartello, se la modifica sia stata autorizzata e perché le indicazioni originarie non siano state sostituite con nuove scadenze.

Sebbene l’interrogazione di Papamarenghi non ne faccia menzione la questione della leggibilità del cartello ha anche un risvolto normativo. La legge regionale Emilia-Romagna n. 5 del 25 luglio 2025, modificando l’articolo 2 della legge regionale 23/2004, stabilisce che, per garantire pubblicità e trasparenza sui lavori pubblici, committenti, direttori dei lavori e imprese esecutrici debbano esporre e mantenere leggibile per tutta la durata dei lavori un cartello con le informazioni prescritte dalla normativa e dai regolamenti.

L’interrogazione va oltre il cartello. Papamarenghi chiede quali siano le ragioni del mancato avvio dei cantieri e se l’amministrazione abbia adottato provvedimenti in relazione ai ritardi. Solleva inoltre dubbi sulla capacità finanziaria del concessionario di sostenere l’investimento previsto, chiedendo quali verifiche siano state effettuate sulla disponibilità effettiva dei 7,9 milioni di euro di competenza privata.

Il consigliere richiama anche un passaggio dei verbali della commissione di valutazione delle offerte, nel quale una parte della proposta viene definita «gravemente insufficiente», e domanda se Aquatonica stia attendendo anticipazioni economiche dal Comune prima di avviare gli interventi. Un’ipotesi sulla quale chiede un chiarimento ufficiale, senza che al momento risulti confermata.

«Ho portato il fatto all’attenzione del Consiglio comunale, dove il sindaco o l’assessore competente avrebbero dovuto fornire aggiornamenti e rassicurazioni. Non è arrivata risposta, come anche alle sollecitazioni della stampa», sottolinea Papamarenghi.

Il consigliere non esclude di chiedere la convocazione di una commissione o di un Consiglio comunale dedicato alla vicenda, richiamando anche il precedente del parcheggio di Piazza Cittadella.

«Stiamo parlando di un intervento che impegna la città per quasi tre decenni. Se anche le date si cancellano dai cartelli, i lavori non realizzati non si possono nascondere e gli obblighi assunti non cambiano. I piacentini meritano trasparenza, risposte e garanzie e se continueranno a non arrivare, come nell’ultimo Consiglio, ci muoveremo per evitare che il nuovo lascito dell’amministrazione Tarasconi sia una seconda Piazza Cittadella».

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