Una nuova frontiera nel trattamento della sordità grave e profonda si apre a Piacenza e Siena, dove sono stati eseguiti, in contemporanea, i primi interventi in Italia per l’applicazione di impianti cocleari totalmente impiantabili e invisibili. Una tecnologia che elimina qualsiasi componente esterna, compreso il microfono, e permette ai pazienti di percepire i suoni 24 ore su 24, anche durante il sonno, sotto la doccia o mentre praticano sport.
Gli interventi sono stati effettuati lunedì dall’Azienda Usl di Piacenza e dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, nell’ambito di un progetto pilota sostenuto dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana.
A Piacenza l’operazione è stata eseguita dall’équipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Rosario Cuda, su una paziente piacentina affetta da ipoacusia severa e profonda. Si tratta del primo di dieci interventi complessivamente previsti nella città emiliana entro la fine del 2027.
La principale novità rispetto agli impianti cocleari tradizionali riguarda l’assenza di componenti esterne. Tutto il dispositivo viene collocato sotto la pelle, grazie a microfoni appositamente progettati per captare i suoni attraverso la cute.
I segnali acustici vengono trasformati in impulsi elettrici che stimolano la coclea, consentendo alle informazioni sonore di raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo.
Il vantaggio è soprattutto nella continuità di utilizzo. Gli impianti tradizionali richiedono infatti la rimozione del processore esterno durante il sonno o in situazioni nelle quali potrebbe danneggiarsi. Il nuovo dispositivo può invece rimanere attivo anche di notte, durante le attività acquatiche, nello sport e negli ambienti esposti a polveri.
Anche la ricarica avviene senza interrompere l’ascolto: è sufficiente appoggiare un caricatore sulla pelle, in corrispondenza dell’impianto.
La nuova tecnologia ha già ottenuto la conformità ai requisiti di sicurezza, ma non rientra ancora tra i dispositivi rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Da qui la scelta delle due Regioni di avviare una sperimentazione clinica attraverso un progetto pilota.
In Emilia-Romagna sono previsti complessivamente dieci impianti, tutti a Piacenza. Dopo il primo intervento, ne saranno effettuati altri nove entro la fine del 2027.
La selezione riguarderà pazienti adulti con sordità grave o profonda, già candidabili all’impianto cocleare secondo i criteri clinici. Sarà data particolare attenzione alle persone che potrebbero trarre maggiori benefici dalla possibilità di ascoltare senza interruzioni: chi vive solo, chi lavora in ambienti esposti ad acqua o polveri e chi ha specifiche esigenze di sicurezza durante la notte.
Bardasi: «Piacenza si conferma centro di eccellenza»
«Siamo orgogliosi di questo risultato, che conferma ancora una volta il ruolo di Piacenza come centro di eccellenza nazionale nel campo degli impianti cocleari», sottolinea Paola Bardasi, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza.
«Questo traguardo nasce da una competenza consolidata, da una visione innovativa e da un lavoro di squadra che coinvolge molte professionalità. Desidero ringraziare gli otorinolaringoiatri, gli audiologi, gli anestesisti, gli infermieri e tutto il personale del comparto, insieme al personale amministrativo che ha reso possibile la realizzazione di questo percorso. Si tratta di un’innovazione che migliora significativamente la qualità di vita dei pazienti».
Soddisfazione anche da parte di Domenico Rosario Cuda, direttore dell’Otorinolaringoiatria piacentina: «Da tempo attendevamo questa innovazione tecnologica, che apre una nuova frontiera nell’impiantistica cocleare. Siamo orgogliosi di poterla proporre ai nostri pazienti, perché amplia ulteriormente le possibilità di cura e consente di rispondere in modo ancora più mirato alle esigenze delle persone con sordità grave e profonda».
Il sostegno della Regione
Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi evidenziano il valore dell’investimento pubblico nella ricerca e nell’innovazione sanitaria.
«Con questa esperienza, l’Emilia-Romagna, insieme alla Toscana, contribuisce a introdurre in Italia una tecnologia che può migliorare concretamente la vita quotidiana dei pazienti, offrendo loro maggiore continuità nell’accesso ai suoni e nuove possibilità nello svolgimento delle attività di ogni giorno».
Per Fabi, l’obiettivo è continuare a valorizzare le competenze presenti sul territorio, trasformando il progresso scientifico in benefici concreti per i cittadini.
Piacenza prima in Italia per numero di impianti
L’introduzione della nuova tecnologia si inserisce nell’attività di un centro che rappresenta già un riferimento nazionale nel trattamento della sordità.
Il Centro impianti cocleari dell’Azienda Usl di Piacenza è il primo in Italia per numero di interventi, con circa 140 impianti eseguiti ogni anno. Un dato particolarmente significativo riguarda la provenienza dei pazienti: nell’80% dei casi arrivano da fuori regione
La struttura può contare su oltre vent’anni di esperienza nel trattamento dei casi complessi, sia negli adulti sia nei bambini. Un patrimonio di competenze che ha contribuito a portare proprio a Piacenza una delle prime applicazioni italiane di questa nuova generazione di dispositivi.
Impianti cocleari invisibili, Piacenza e Siena aprono una nuova frontiera contro la sordità
Eseguiti i primi interventi in Italia con dispositivi completamente sottopelle, capaci di funzionare 24 ore su 24
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