A partire da lunedì 2 febbraio alle ore 8 apre ufficialmente a Castel San Giovanni il nuovo Centro di Assistenza e Urgenza (CAU), servizio territoriale H24 dedicato ai cittadini con bisogni di salute urgenti ma non gravi. La struttura si aggiunge ai punti già attivi in provincia a Piacenza, Bobbio, Fiorenzuola e Podenzano, rafforzando la rete prevista dalla pianificazione regionale.
Secondo quanto spiegato dai vertici sanitari, nel CAU i cittadini vengono accolti e valutati per problemi di bassa complessità clinica (codici bianchi e verdi), che finora affollavano i Pronto soccorso. In caso di patologie gravi o tempo-dipendenti (codici rossi), il paziente viene trattato e trasferito immediatamente al centro ospedaliero più idoneo tramite 118.
Con l’apertura del CAU h24, il 118 potrà indirizzare i casi minori verso Castel San Giovanni in qualsiasi momento della giornata, mentre finora il servizio era garantito solo diurno. La struttura dispone di diagnostica di base e competenze specialistiche per le consulenze, con l’obiettivo di decongestionare i Pronto soccorso e avvicinare i servizi al cittadino.
Nonostante i dati ufficiali mostrino una diminuzione degli accessi ai Pronto soccorso in Emilia-Romagna, a Piacenza non mancano le lamentele dei cittadini che, a fronte delle statistiche, parlano di tempi di attesa lunghissimi nei CAU.
Inoltre, alcune voci critiche. Secondo il “Coordinamento piacentino su salute e medicina territoriale” a Castel San Giovanni, l’apertura del CAU rappresenterebbe in realtà un declassamento dell’ospedale locale. “A Castello – scrivono in un post – già c’era un Pronto soccorso: chiudono il PS (organico alle prestazioni ospedaliere) e lo sostituiscono con un CAU (prestazioni essenzialmente ambulatoriali) e lo presentano come un potenziamento dei servizi. In realtà dietro c’è il declassamento dell’ospedale di CSG a semplice ‘presidio territoriale’. Da oggi, per avere prestazioni da Pronto Soccorso si dovrà andare a Piacenza”.
L’apertura del nuovo CAU dovrà dunque essere monitorata, nei prossimi mesi, sia in termini di tempi di attesa, sia di integrazione con i servizi ospedalieri e la continuità assistenziale, affinché possa davvero soddisfare le esigenze dei cittadini.
Come funziona il CAU di Castel San Giovanni
Orario di apertura: 24 ore su 24, tutti i giorni.
Tipologia di prestazioni: cure urgenti a bassa complessità (codici bianchi e verdi).
Gestione dei casi gravi: per urgenze tempo-dipendenti (codici rossi), il paziente viene trattato immediatamente e trasferito tramite 118 al centro ospedaliero più idoneo, di solito Piacenza o, in casi specifici, altri hub regionali.
Ruolo del 118: per casi minori, il mezzo di soccorso indirizza i pazienti direttamente al CAU; per casi gravi o emergenze ostetriche/pediatriche, il trasporto è diretto all’ospedale hub.
Equipe e competenze: medici e infermieri esperti in triage e gestione dei codici minori, con possibilità di consulenze specialistiche all’interno della struttura.
Obiettivo del servizio: decongestionare i Pronto soccorso, garantire risposte rapide ai bisogni urgenti del territorio e integrare i servizi di emergenza-urgenza locali.
L’apertura del Cau di Castel San Giovanni rafforza la pianificazione approvata dalla Conferenza territoriale socio sanitaria, che prevedeva diversi Cau sul territorio tra i quali Piacenza, Bobbio, Fiorenzuola e Castel San Giovanni (attivi h24) e Podenzano (8–20).
«L’attuale équipe medico-infermieristica – evidenzia Stefano Nani, direttore del distretto di Ponente – viene confermata e integrata con nuovi professionisti. La presenza di Cristina Maestri, figura di elevata esperienza e competenza, rappresenta una garanzia per la continuità del servizio, l’integrazione e la formazione dei nuovi medici».
«Sappiamo che un cittadino non è sempre in grado di riconoscere un’emergenza – spiega la responsabile del Cau Cristina Maestri – per questo chiunque si presenti viene valutato. Se necessario, la persona viene trasferita con un mezzo del 118 e personale sanitario verso l’ospedale più idoneo, come già avveniva prima dell’apertura del Cau. Ci teniamo a rassicurare i cittadini: dal punto di vista della cura non cambia nulla».
«Questo modello organizzativo, basato su evidenze scientifiche e condiviso a livello nazionale e internazionale – spiega Enrica Rossi, direttore Emergenza territoriale – prevede che i casi gravi e tempo-dipendenti vengano trasportati nei centri di riferimento dotati delle competenze specialistiche e delle tecnologie necessarie per intervenire nel minor tempo possibile. Per patologie come infarto, ictus, traumi maggiori o emergenze ostetriche, il fattore tempo è determinante: solo strutture con un’adeguata casistica, équipe multidisciplinari sempre disponibili e tecnologie avanzate possono garantire esiti migliori e ridurre il rischio di complicanze o disabilità permanenti. Per questo motivo, da molti anni, questi pazienti non vengono trasportati negli ospedali periferici, ma indirizzati direttamente verso l’ospedale più idoneo: nella maggior parte dei casi Piacenza, dove sono presenti, per esempio, la sala di Emodinamica per il trattamento dell’infarto e il centro per la trombolisi neurologica per l’ictus. In alcuni casi specifici, come cardiochirurgia o neurochirurgia, il riferimento può essere Parma. Lo stesso criterio vale per i bambini e per le donne con problemi ostetrici o ginecologici, che vengono indirizzati verso l’ospedale provinciale, dove la presenza continuativa di specialisti e un numero adeguato di casi garantiscono la massima sicurezza e competenza clinica. Questo sistema consente di assicurare qualità, appropriatezza e sicurezza delle cure, evitando ritardi e frammentazioni nei percorsi assistenziali, e non rappresenta una novità: è il modello che da anni guida l’organizzazione dell’emergenza-urgenza sul territorio».




