Si allarga il quadro dell’operazione “Ricostruzione”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. La Procura riferisce che tra le procedure esaminate ci sono anche due vicende legate a una società multiservizi della provincia di Piacenza: la proroga fino al 2037 di un contratto per servizi energetici e tecnologici nella sanità e l’affidamento del servizio energia e manutenzione dell’ospedale Torrette di Ancona.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le procedure si inserivano in un sistema di presunte corruttele negli appalti pubblici. Entrambe, tuttavia, non si sono perfezionate. La Procura precisa che, come un’altra procedura esaminata, si sono interrotte dopo le dimissioni di un funzionario regionale coinvolto nell’inchiesta. La società non è indicata per nome nella nota.
L’indagine riguarda più filoni. Il principale è relativo ai contributi pubblici per la ricostruzione privata nelle Marche dopo il sisma del 2016: secondo gli investigatori, imprese formalmente intestate a prestanome e riconducibili o vicine a soggetti legati alla criminalità organizzata sarebbero state inserite nei cantieri attraverso subappalti irregolari, aggirando i controlli antimafia. La Procura quantifica in circa 200 milioni di euro il valore dei contratti interessati e in circa 57 milioni il profitto sottoposto a sequestro per la presunta truffa aggravata ai danni dello Stato.
Un altro filone riguarda presunte irregolarità e corruzioni in procedure della Regione Marche, di ERDIS Marche e dell’Università di Camerino, per un valore complessivo superiore a 150 milioni di euro. Tra i casi citati figurano lavori per studentati universitari e procedure nel settore sanitario. Per alcune vicende sono contestati anche episodi di turbata libertà degli incanti.
Il provvedimento del gip di Ancona dispone la custodia cautelare in carcere per otto persone e l’interrogatorio preventivo per altre cinque. Sono stati sequestrati beni per oltre 57 milioni di euro e tre società. Nell’ambito dell’operazione, eseguita in 13 province tra cui Piacenza, sono state effettuate oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali. Le persone indagate sono 51 e le società individuate 17.
I provvedimenti sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari e possono essere impugnati. La responsabilità degli indagati potrà essere accertata in via definitiva solo con una sentenza irrevocabile di condanna.



