Non si ferma la serie di licenziamenti disciplinari all’Ausl di Piacenza e questa volta a intervenire duramente è la FP Cgil, che denuncia un’azione «sproporzionata e scomposta» da parte dell’Azienda sanitaria e un clima interno diventato «insostenibile». Al centro delle contestazioni ci sono altri due licenziamenti senza preavviso, che riguardano altrettante dirigenti amministrative, e soprattutto le modalità con cui vengono gestiti i procedimenti disciplinari.
Secondo quanto riferisce il sindacato, i due nuovi provvedimenti si aggiungono ai quattro licenziamenti delle settimane precedenti, che hanno interessato personale dirigente e del comparto, oltre a diverse pesanti sanzioni di sospensione dal servizio.
Sulla vicenda era intervenuta nei giorni scorsi anche Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, segnalando la presenza sull’Albo pretorio dell’Ausl di altri due provvedimenti di licenziamento. La consigliera aveva criticato la scarsa trasparenza degli atti, pubblicati con la generica denominazione «recepimento provvedimento». Soresi aveva inoltre richiamato l’attenzione sul conferimento di incarichi per consulenze giuridiche del valore di diverse migliaia di euro, tornando a chiedere pubblicamente: «Cosa sta succedendo in Ausl? Qualcuno mai ce lo spiegherà?».
Ora le critiche arrivano direttamente dalla FP Cgil, che mette sotto accusa il funzionamento dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD), costituito nell’aprile scorso.
Il sindacato sostiene di aver espresso fin dall’inizio forti perplessità sulla procedura che ha portato ad affidare la presidenza dell’organismo a una figura esterna all’Azienda. Una scelta maturata, secondo la FP Cgil, attraverso un percorso «quantomeno frammentario», al quale si aggiungerebbe una carenza di adeguate competenze ed esperienza specifica in materia disciplinare nel pubblico impiego all’interno dello stesso ufficio.
«Il sindacato ha scelto, per equilibrio e serietà, di attendere prima di intervenire pubblicamente, privilegiando nel frattempo un dialogo diretto e serrato con la direzione aziendale», spiega Alberto Gorra, segretario generale della FP Cgil di Piacenza.
«Abbiamo a più riprese trasmesso richieste documentali sulla procedura seguita, ad oggi ancora in larga parte disattese dall’Ausl. Inoltre, abbiamo evidenziato gravi criticità nell’azione dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari sul rispetto delle garanzie difensive, della riservatezza, della trasparenza e del corretto esercizio del potere disciplinare».
Le contestazioni non riguardano quindi soltanto la severità delle sanzioni, ma anche il metodo seguito per arrivare ai provvedimenti.
Secondo la FP Cgil, l’UPD non avrebbe mantenuto un approccio sufficientemente neutrale e oggettivo, assumendo invece un’impostazione marcatamente accusatoria. In particolare, nei procedimenti più gravi, le decisioni non avrebbero adeguatamente confutato le giustificazioni presentate dai lavoratori coinvolti.
Un comportamento che, sempre secondo il sindacato, comprometterebbe il diritto al contraddittorio e la percezione di imparzialità dell’organismo chiamato a valutare le contestazioni disciplinari. Le conseguenze si farebbero sentire anche nei rapporti interni, con un clima aziendale che la FP Cgil definisce «gravemente e forse irrimediabilmente deteriorato».
La FP Cgil esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, contestando modalità ed esiti dei procedimenti. Sarà ora la magistratura, nelle sedi competenti, a valutare la correttezza dei provvedimenti e il rispetto delle garanzie previste.
«Il costo umano, economico e professionale sarà in ogni caso e purtroppo a carico di lavoratori e collettività», sottolinea il sindacato, annunciando che continuerà a tutelare il personale e a chiedere una gestione disciplinare improntata a trasparenza, proporzionalità e rispetto del diritto di difesa.
Intanto, dopo una successione di licenziamenti e sospensioni, gli interrogativi non riguardano più soltanto le ragioni dei singoli provvedimenti, ma anche il funzionamento dell’organismo incaricato di adottarli. Un quadro sul quale appare sempre più necessario un chiarimento pubblico da parte della direzione dell’Ausl.
Ausl, altri due licenziamenti. La Cgil attacca: «Azione disciplinare sproporzionata, clima insostenibile»
Il sindacato contesta l'operato dell'Ufficio per i procedimenti disciplinari e denuncia carenze nelle garanzie difensive. Anche Soresi aveva chiesto chiarimenti sui nuovi provvedimenti


