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Box arancioni. Il Comune di Piacenza respinge con fermezza le dichiarazioni diffuse dall’Associazione Altvelox

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Il Comune di Piacenza respinge con fermezza le dichiarazioni diffuse dall’Associazione Altvelox in merito alla campagna “AttentaMente”, che prevede l’installazione di box arancioni allo scopo di fungere da deterrente rispetto all’alta velocità sulle strade urbane. “Dichiarazioni che l’amministrazione considera diffamatorie e offensive e si riserva ogni azione nelle sedi competenti a tutela dell’immagine dell’ente e della correttezza dell’azione amministrativa”.
“È bene ribadire che i box arancioni non sono autovelox attivi e, di conseguenza, non elevano sanzioni, ma costituiscono un efficace strumento di prevenzione allo scopo di ridurre velocità nell’interesse primario della sicurezza stradale e della tutela della vita umana”.
“Non esistono soltanto le istanze di chi lamenta multe ingiuste; esistono prima di tutto le esigenze degli utenti deboli della strada — pedoni, ciclisti, bambini, anziani, peraltro anch’essi rappresenti da svariate associazioni — che hanno il sacrosanto diritto di muoversi in città in sicurezza. È a loro che l’Amministrazione guarda, ed è per loro che è stata avviata la campagna “AttentaMente”. Un obiettivo, quest’ultimo, che si fatica davvero a immaginare come ingiusto”.
“L’associazione Altvelox sostiene di voler combattere quei Comuni che “fanno cassa” sfruttando il tema della sicurezza stradale con sanzioni ingiuste. A Piacenza il presupposto è del tutto sbagliato: qui non c’è alcun progetto finalizzato a comminare multe. Semmai esattamente il contrario: puntare al massimo della tutela della vita delle persone con il minimo delle sanzioni possibile e immaginabile. Non c’è alcun inganno: i box arancioni, ben visibili e riconoscibili, con tanto di segnaletica stradale, non contengono autovelox attivi ma hanno già dimostrato – dati alla mano – di produrre un effetto concreto, inducendo gli automobilisti a ridurre la velocità. A regime, con tutte le autorizzazioni e le modalità previste per legge, verrà installato un autovelox attivo a rotazione. Tutto ciò, come è evidente, ha l’unica finalità di prevenire gli incidenti provocati dall’alta velocità sulle strade urbane senza ricorrere a strutture “fisiche” ben più costose e impattanti come i dossi, ad esempio, che hanno controindicazioni serie. Una su tutte: rendono pericoloso il transito dei mezzi di soccorso o di polizia, ovvero gli unici che hanno pieno diritto, come è ovvio che sia, a viaggiare veloci nell’interesse della collettività”.
“È dunque legittimo domandarsi: quale sarebbe l’obiettivo di chi attacca questa iniziativa? Consentire forse agli automobilisti di correre a velocità folli nelle strade urbane?”.
“Contrariamente a quanto sostenuto da Altvelox, l’Amministrazione comunale ha fornito la documentazione richiesta attraverso l’accesso agli atti, fatta eccezione per una minima parte della richiesta, formulata in termini troppo generici e non circostanziati. È pertanto totalmente falso affermare che non sia stato dato riscontro adeguato o trasparente”.
“Si ricorda, inoltre, che la stessa associazione è già stata oggetto di una denuncia per diffamazione da parte del Prefetto di Belluno, circostanza che conferma la tipologia di comunicazione particolarmente aggressiva e fuorviante adottata nei confronti delle istituzioni.
L’Amministrazione comunale di Piacenza conferma con decisione che il progetto “AttentaMente” è stato avviato con l’unico obiettivo di rafforzare la sicurezza sulle strade cittadine e tutelare la vita dei cittadini, senza finalità sanzionatorie o di altra natura”.

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