I capigruppo di centrodestra in consiglio comunale, Luca Zandonella, Patrizia Barbieri e Sara Soresi, vanno all’attacco del comandante della polizia locale Mirko Mussi, che ieri, in occasione della festa di San Sebastiano, ha dichiarato parlando dei tre addetti del Nucleo di Videosorveglianza: “Tre operatori preparatissimi che, partendo da una non facile situazione che ho trovato nell’ottobre del 2021 (impianto cittadino con circa 60 telecamere, quasi tutte analogiche e delle quali una ventina non funzionanti e server che registravano per non più di un paio di giorni) hanno traghettato il Comune di Piacenza verso un sistema che oggi, oltre ad essere GDPR compliance, conta 169 telecamere, tutte IP, con circa 200 ottiche molte delle quali in alta definizione.”
Secondo i firmatari del centrodestra quanto detto da Mussi non corrisponderebbe al vero e a supporto della loro affermazione hanno fornito un documento ufficiale sottoscritto dallo stesso comandante e protocollato nel novembre 2021 in cui lo stesso attestava che a Piacenza erano presenti 120 telecamere, 99 di contesto e 21 di lettura targhe di cui solo cinque con problemi tecnici di connettività o alimentazione. Dunque il 92% risultava perfettamente funzionante. “Tale affermazione – sostengono Barbieri, Soresi e Zandonella – non corrisponde al vero e fatichiamo sinceramente a capire da dove abbia estrapolato un dato così errato”.
I capigruppo sottolineano che l’amministrazione di centrodestra in carica fino al 2022 aveva investito e potenziato concretamente il sistema di videosorveglianza, tra cui il bando ministeriale vinto per la prima volta nella storia del Comune, che aveva permesso l’installazione di 40 nuove telecamere, comprese quelle a lettura targhe agli ingressi e alle uscite della città, richieste da anni dalla Questura.
Pur auspicando la prosecuzione e il rafforzamento del sistema, sia attraverso il miglioramento dei software sia con l’aumento dei nuclei operativi della polizia locale dedicati, i capigruppo ribadiscono che la situazione trovata nel 2021 non era di difficoltà o carenza, ma il risultato di un lavoro consolidato negli anni precedenti. “Dire il contrario – chiude la nota – sarebbe fare un torto a tutti gli uffici comunali che avevano lavorato duramente in questa direzione”.




