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Chiude il supermercato Crai di via Cittadella: fatali lo spostamento dei bus ed il cantiere per il parcheggio

Il punto vendita aperto nel novembre 1992 è arrivato ad impiegare nove persone. Fatturato falcidiato dalla diminuzione del passaggio nella strada. La merce che resta, ora scontata al 30%

Dopo 33 anni di attività chiude il supermercato Crai di via Cittadella. Ad aprirlo nel novembre 1992 fu, insieme alla famiglia, Luigi Dadda, che aveva incominciato ad occuparsi di grande distribuzione nel 1979 con un primo punto vendita in via Pordenone e poi un altro in via Primogenita. Aiutato dalla moglie e dai suoceri, nel tempo, Dadda era riuscito ad avere tre supermercati in città, tutti a marchio Sidis.

Quando non gli venne rinnovato l’affitto di via Primogenita si spostò in centro, nel locale 250 metri quadri che si affaccia su piazzetta San Fermo e su via Cittadella. Nel 1992 a causa delle difficoltà della “casa madre” ci fu il passaggio a Crai ma le cose continuavano ad andare bene e nella struttura lavoravano tre famigliari e sei dipendenti, fra macellai, salumieri, banconisti, cassiere. Pur essendo un punto vendita relativamente piccolo come metratura gli incassi erano di tutto rispetto, sostenuti da una clientela affezionata e dal forte passaggio della via.

Le cose sono purtroppo radicalmente cambiate nel 2016 con lo spostamento della stazione delle corriere da piazza Cittadella a via Pisoni. Una scelta voluta ed avviata, durante la giunta Dosi, dall’assessore Giorgio Cisini (con il terminal “provvisorio”) e conclusasi sotto l’amministrazione guidata da Patrizia Barbieri, che ha avuto un forte impatto su tutta l’area commerciale nord della città ed in particolare proprio su piazza e via Cittadella. Anche per il supermercato Crai ogni bilancio ha iniziato a chiudersi con fatturati in contrazione fino al 30%, anno dopo anno. Una situazione già difficile da sostenere su cui si è abbattuta un’altra pesantissima tegola, l’avvio del cantiere per il parcheggio di piazza Cittadella e le note vicende che vedono ora contrapposta la giunta di Katia Tarsconi e la Gps Parcheggi.

Come direbbe un legale “il combinato disposto” di due scelte politiche ed amministrative “bipartisan” ha contribuito ad aggravare una situazione già non facile per il piccolo commercio.

A complicare ulteriormente le cose si sono unite le traversie della Padial, la società che gestisce i punti vendita a marchio Crai.

Da qui la scelta, ormai inevitabile, ma presa a malincuore, di chiudere definitivamente il supermercato. Tre dipendenti sono riusciti a trovare una nuova collocazione ed ora in via Cittadella, a gestire la svendita in corso, rimangono il signor Dadda e una collaboratrice Per tentare di svuotare gli scaffali si è deciso di scontare tutto, indistintamente, al 30%. Gli effetti di questi “saldi” in gran parte già si vedono: aggirarsi oggi nel minimarket e un po’ come vivere in un’atmosfera da day after, con alcuni ripiani totalmente vuoti.

In realtà rimane ancora merce e da un lato il titolare spererebbe in un collega che si faccia avanti per ritirare l’intero stock di rimanenze e mettere fine ad un vero e proprio stillicidio emotivo. Anche durante il nostro breve incontro è stato un continuo viavai di persone della zona che, saputa la notizia, hanno voluto esprimere la propria solidarietà a parole (dicendosi scioccati e dispiaciuti per la chiusura) e nei fatti, attraverso gli acquisti.

Dadda, 71 anni, sarebbe in realtà già in età da pensione, ma per lui, quelle corsie contengono non solo merce ma un’intera vita. “Eravamo un’azienda famigliare, vorrei quasi dire una famiglia anche con i dipendenti. Per fortuna si sono ricollocati. Chiudere così, dopo 38 anni, mi fa una certa rabbia, soprattutto pensando a come lavoravamo bene prima che spostassero le corriere e aprissero il cantiere. Qui passavano tante persone che venivano in città dalla provincia. Facevano due passi in centro, un giro fino alla piazza e sulla via del ritorno si fermavano da noi, come negli altri negozi della strada. Una clientela scomparsa. Nessuno più prende la navetta da via dei Pisoni per venire fin qui. Guardi fuori, la via è deserta”.

C’è un altro dispiacere che traspare dalle parole del titolare del punto vendita: “Questa non è una zona molto popolata e fra i nostri clienti abbiamo tanti anziani. Facevamo un servizio di consegna a domicilio, diciamo quattro o cinque consegne al giorno. Ci telefonavano dicendoci cosa avevano bisogno e noi portavamo il tutto. Parlo di persone di una certa età che non sanno usare il telefonino o le app per fare ordini online. Purtroppo non potremo più aiutarle, con noi scomparirà una comodità tanto “antica” quanto utile”.

Sul giorno in cui il Crai di via Cittadella abbasserà definitivamente le serrande non c’è ancora certezza, dipenderà dalle vendite delle rimanenze ma l’impressione è che ormai sia davvero solo questione di giorni.

Carlandrea Triscornia
Carlandrea Triscornia
Giornalista professionista si è laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha inoltre ottenuto il Diploma in Legal Studies presso la Cardiff Law School - Università del Galles (UK). Ha iniziato la sua carriera come collaboratore del quotidiano di Piacenza Libertà. Dopo un corso di giornalismo radiotelevisivo ha svolto uno stage presso l’emittente Telereggio divenendone prima collaboratore e poi redattore. Successivamente ha accettato l’incarico di direttore generale e direttore editoriale di Telecittà emittente regionale ligure, dove ha lavorato per tre anni. E’stato quindi chiamato dalla genovese Videopiù ad assumere il ruolo di responsabile delle sedi regionali di SkyTG24 affidate in outsourcing alla stessa società. Trascorsi cinque anni è rientrato nella nativa Piacenza avviando una attività imprenditoriale che lo vede tuttora impegnato. Ha fondato PiacenzaOnline, quotidiano di Piacenza di cui è direttore responsabile. Ha collaborato con l’Espresso e con Avvenire oltre che con Telemontecarlo - TMC News come corrispondente dall’Emilia ed ha lavorato come redattore presso Dodici-Teleducato Parma. Appassionato di Internet e di nuove tecnologie parla correntemente inglese. Sposato, ha due figli.
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