Nel terzo trimestre del 2025 il comparto delle costruzioni a Piacenza mostra un quadro complessivamente improntato alla stabilità sul fronte della produzione, ma con segnali negativi per quanto riguarda il fatturato. A livello di industria delle costruzioni, il volume d’affari complessivo registra infatti una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Entrando nel dettaglio, con riferimento a settembre 2024, il 67% delle imprese piacentine segnala una produzione sostanzialmente invariata, mentre il 21% evidenzia un calo e il 12% una crescita. Per quanto riguarda il fatturato, la stabilità riguarda il 57% delle aziende, a fronte di un 16% che registra un aumento e di un 27% che segnala una diminuzione.
I dati, elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia sulle piccole e medie imprese fino a 500 dipendenti, risultano peggiori rispetto alla media regionale, dove il fatturato dell’industria delle costruzioni segna un incremento dello 0,8%. A livello regionale, il 50% delle imprese dichiara una situazione stabile, il 29% un aumento e il 21% un calo del volume d’affari. Anche sul fronte della produzione il quadro regionale appare più favorevole, con il 67% di stabilità, il 10% di aumento e il 23% di calo.
Ancora più critico è il quadro dell’artigianato delle costruzioni. In questo ambito, tra le imprese piacentine la produzione risulta stabile per il 60% del campione, mentre solo il 4% segnala un aumento e il 21% un calo. La media regionale evidenzia invece il 64% di stabilità, il 13% di aumento e il 27% di diminuzione. Per quanto riguarda il fatturato, le variazioni percentuali rispetto al 30 settembre 2024 indicano a Piacenza una contrazione del 2,7%, a fronte di un dato medio regionale in crescita dello 0,4%. L’aumento del volume d’affari interessa il 17% delle imprese artigiane, la stabilità il 49%, mentre il 34% registra un calo.
Guardando infine alle prospettive per i dodici mesi successivi, le imprese piacentine dell’industria delle costruzioni prevedono in prevalenza una fase di stabilità, indicata dal 63% del campione, mentre il 31% ipotizza un aumento dell’attività e solo il 6% un calo. Tra le imprese artigiane, le attese sono simili: il 61% prevede stabilità, il 29% un miglioramento e il 10% un peggioramento dell’andamento aziendale.





