sabato, 14 Febbraio, 2026
8.8 C
Piacenza
spot_img
HomeAttualitàEolico a Ferriere: la Provincia boccia il progetto e prepara le osservazioni...

Eolico a Ferriere: la Provincia boccia il progetto e prepara le osservazioni al Ministero

La Provincia di Piacenza boccia il progetto eolico di Ferriere e si prepara a inviare osservazioni critiche al Ministero dell’Ambiente. A renderlo noto è la presidente Monica Patelli che annuncia come l’Ente abbia completato l’esame tecnico sul progetto dell’impianto eolico “Ferriere”, presentato dalla società Ferriere Wind S.r.l. e attualmente sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che avrà l’ultima parola sulla sua realizzabilità.

Il piano prevede l’installazione di 7 pale eoliche per una capacità totale di 31,5 MW, con le necessarie infrastrutture di collegamento tra i territori di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto.

Dopo l’istruttoria tecnica, la Provincia ha deciso di formulare proprie osservazioni critiche sull’iniziativa. Tali osservazioni – che l’Ente non sarebbe formalmente obbligato a presentare, ma che ritiene doveroso elaborare in virtù delle proprie competenze urbanistiche e del ruolo di coordinamento territoriale – saranno inviate nei prossimi giorni sia al MASE che alla Regione Emilia-Romagna, affinché ne tenga conto nella propria valutazione.

L’esame tecnico si è concentrato sulla compatibilità del progetto con gli strumenti di pianificazione provinciale. Dall’analisi emerge innanzitutto una carenza documentale significativa che impedisce una valutazione completa, in particolare rispetto al Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) in vigore. Le principali criticità individuate includono vincoli territoriali multipli. L’area del progetto è soggetta a numerose tutele ereditate dal precedente PTCP, che limitano le trasformazioni territoriali. Tra queste spiccano i vincoli su crinali, aree forestali, corsi d’acqua, zone di interesse paesaggistico-ambientale e unità di paesaggio. Gli uffici evidenziano inoltre la mancanza di analisi approfondite su rischio idrogeologico, protezione del suolo e delle acque, e tutela delle sorgenti idriche destinate al consumo umano.
Ci sarebbe poi incompatibilità paesaggistica poichè l progetto contrasta con la strategia del PTAV per l’ambito “Crinali di confine piacentino parmense”, territorio ad elevata sensibilità dove è prioritaria la tutela del patrimonio naturale, la salvaguardia della continuità boschiva e la protezione delle peculiarità geomorfologiche. La conservazione del patrimonio vegetale, fondamentale per i servizi ecosistemici dell’intera provincia, rappresenta un obiettivo centrale della pianificazione, che include anche la difesa dei prati-pascolo montani, essenziali per la biodiversità.
“Pur riconoscendo che la decisione finale spetta al Ministero dell’Ambiente, come Provincia trasmetteremo le nostre osservazioni tecniche per evidenziare le gravi criticità emerse dall’analisi dei nostri uffici in relazione alla pianificazione territoriale” – dichiara Monica Patelli, Presidente della Provincia di Piacenza, a nome dell’intero consiglio provinciale. “Questo progetto risulta incompatibile con le strategie di tutela paesaggistica, difesa della biodiversità e sviluppo sostenibile approvate all’unanimità dal consiglio provinciale con il PTAV. La nostra contrarietà si basa sul merito di un’iniziativa che presenta anche lacune documentali. Va poi considerato che quest’area è soggetta a rischio idrogeologico, come dimostrano eventi recenti quali il crollo di un tratto della Strada provinciale della Val d’Aveto: un aspetto che richiede approfondimenti adeguati”.

“La transizione verso l’energia pulita è un obiettivo che condividiamo pienamente, ma deve realizzarsi nel rispetto degli strumenti di pianificazione che il territorio ha elaborato per garantire la propria tutela e uno sviluppo davvero sostenibile” – aggiunge Franco Albertini, Vicepresidente della Provincia. “Le verifiche tecniche dei nostri uffici hanno fatto emergere una serie di criticità che rendono il progetto incoerente con gli obiettivi della pianificazione territoriale. È nostra responsabilità proteggere quest’area tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto, al confine tra due Province e due Regioni, verso la quale l’impegno dell’Ente è rivolto alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia del paesaggio e alla valorizzazione del territorio montano”.

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -
Officina Pensieri

Articoli PIu' popolari