Il salone parrocchiale non basta, il piazzale antistante la chiesa si riempie, lo streaming supera le duecento connessioni: a Ferriere va in scena una delle più partecipate assemblee pubbliche degli ultimi anni. Sotto i riflettori il progetto di sette pale eoliche alte 180 metri sul crinale del monte Crociglia, proposto dalla società danese European Energy, che ha innescato una mobilitazione ampia e trasversale.
In sala, accanto al sindaco di Ferriere Carlotta Oppizzi, c’erano il ministro Tommaso Foti e la senatrice Elena Murelli, oltre a numerosi amministratori locali, associazioni e cittadini. Presenti anche villeggianti e proprietari di seconde case, arrivati da Liguria, da Parma, da Milano e dalla città per seguire l’incontro dal vivo. Un segnale evidente che la questione non è percepita come un problema esclusivamente locale, ma come un nodo che riguarda l’intero crinale appenninico e il rapporto tra transizione energetica e tutela dei territori montani.
L’incontro, convocato dal Comune, aveva un obiettivo concreto: spiegare come presentare le osservazioni al progetto, attualmente in Valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, con scadenza fissata al 21 febbraio. Restano quindi poco più di due settimane per intervenire formalmente e l’amministrazione ha annunciato banchetti informativi in tutta la provincia per facilitare cittadini e associazioni nella compilazione dei documenti.
È emerso anche il forte coinvolgimento del mondo tecnico: numerosi professionisti hanno già inviato osservazioni o garantito il proprio supporto gratuito per analizzare il progetto e rafforzare le controdeduzioni del territorio, segno di una mobilitazione strutturata, non solo simbolica.
Il “no” al parco eolico sul Crociglia è stato declinato come una posizione condivisa che non mette in discussione il valore delle energie rinnovabili, ma contesta la collocazione dell’impianto in un’area ritenuta incompatibile per caratteristiche ambientali, paesaggistiche e identitarie. La presenza del ministro Foti e della senatrice Murelli ha dato peso istituzionale all’iniziativa, senza trasformarla in un appuntamento politico: l’attenzione è rimasta sull’impatto concreto del progetto e sulla necessità di una risposta coordinata tra enti.
Nel frattempo la petizione su Change.org è arrivata a 9.380 firme.





