In occasione dell’edizione 2025 del Gis Expo, il malcontento serpeggiava con vigore fra visitatori (ma anche espositori) a lungo imbottigliati nel traffico ed estenuati dalla ricerca di un parcheggio in prossimità delle fiere piacentine. Finì con macchine posizionate ovunque, fra rotonde e ciglio della strada, neanche fosse una paesana Sagra del Tortello! (vedi foto sotto).
Come già successo per la fiera dei vini, organizzata da FIVI, la società fieristica di via Tirotti non ha saputo reggere la crescita di manifestazioni nate e sviluppatesi all’ombra del Gotico ma divenute troppo grandi per una Piacenza Expo che non ha parallelamente rinforzato le proprie infrastrutture.
L’ufficialità di questo addio – rimasta fin qui sottotraccia nelle cronache piacentine – è arrivata da alcuni siti specializzati che hanno pubblicato la notizia nei giorni scorsi e trova conferma nelle pagine web ufficiali di GIS Expo con il banner che pubblicizza l’edizione 2027: si terrà a Parma dal 7 al 9 ottobre 2027. Così dopo dieci edizioni Made in Piacenza le Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali migrano verso un nuovo e più accogliente nido.
Il GIS era diventato uno degli appuntamenti europei più importanti per il settore del sollevamento e dei trasporti eccezionali, arrivando nelle ultime edizioni a sfiorare i 500 espositori e ad attirare oltre 18mila visitatori specializzati. Numeri che richiedono grandi superfici espositive, ampi spazi esterni per i mezzi pesanti e una dotazione di servizi e parcheggi sempre più rilevante. Tutti elementi che Piacenza Expo non ha (e non ha saputo costruire) e che invece si trovano a Parma.
Se i giapponesi leggerebbero il trasloco di GIS come “una perdita di faccia” i più concreti genovesi mal vivrebbero il pessimo colpo al portafogli. Pur essendo organizzata da una società esterna (Mediapoint & Exhibitions), la manifestazione garantiva infatti al quartiere fieristico ricavi derivanti dall’affitto dei padiglioni, dalle aree esterne e dai servizi tecnici. In un bilancio di Piacenza Expo che negli ultimi anni si colloca complessivamente tra il milione e mezzo e i tre milioni di euro annui, la perdita di una manifestazione di queste dimensioni può valere alcune centinaia di migliaia di euro a edizione.
Il GIS rappresentava uno dei pilastri del calendario fieristico piacentino insieme a Geofluid e GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo, le tre manifestazioni tecniche che negli ultimi vent’anni hanno costruito la specializzazione del polo di Piacenza nel settore delle macchine per l’edilizia pesante, del sollevamento e delle tecnologie industriali. Peraltro anche GIC è organizzata da Mediapoint & Exhibitions e nulla esclude che possa, un domani, anch’essa subire la stessa sorte della “sorella” ed accasarsi altrove.
Quanto fosse strategica Gis lo dimostra il fatto che Geofluid 2024 è stata riprogrammata per ottobre 2026 proprio per ottimizzare il calendario fieristico e non sovrapporsi alle giornate del sollevamento. E Geofluid è storicamente la fiera più importante di Piacenza!
“Al fine di preservare la biennalità di Geofluid negli anni pari- si legge nei documenti di programmazione di Piacenza Expo – e garantire la permanenza dell’evento ospitato di carattere internazionale Gis, Giornate Italiane del sollevamento, il CDA ha deciso di riportare Geofluid nell’anno pari e quindi nel 2026 dopo la felice edizione del 2023″.
Accanto all’impatto diretto dell’addio di GIS sui conti della società fieristica, va considerato anche l’effetto sull’indotto cittadino che potrebbe ora travasarsi verso la cugina Parma: ogni edizione arrivavano a Piacenza migliaia di operatori del settore, con ricadute su alberghi, ristorazione, servizi logistici e trasporti.
Anche per questo la perdita di GIS potrebbe costare carissima a Giuseppe Cavalli e segnare un definitivo “de profundis” alla prospettiva di un suo quarto mandato come presidente di Piacenza Expo. Seguendo questa chiave di lettura l’ipotesi della nomina di Davide Villa quale suo successore potrebbe non essere più un semplice rumor (circolato con intensità crescente la scorsa settimana come si può leggere sul MioGiornale.net) ma incarnare la necessità di una svolta (pur nella continuità) per dare un futuro a Piacenza Expo e limitare i danni derivanti da questi esodi fieristici.




