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Mense scolastiche, Tarasconi respinge le accuse. Soresi contrattacca: «Ma nel 2023 il Comune intervenne»

Il sindaco: «La religione non c’entra nulla, menù deciso su criteri tecnici dall’Ausl». La capogruppo di FdI: «O allora il Comune si prese meriti che non aveva, oppure oggi poteva assumere una posizione contraria»

Non si spegne la polemica sulla scomparsa della carne di maiale dal nuovo menù delle mense scolastiche di Piacenza. Dopo gli interventi di Fratelli d’Italia e Lega, arriva la replica del sindaco Katia Tarasconi, che respinge con decisione qualsiasi collegamento con motivazioni religiose. Ma Sara Soresi, capogruppo di FdI in consiglio comunale, controreplica chiamando in causa quanto avvenuto nel 2023.

«Trovo francamente ridicolo montare un caso sulla presunta “islamizzazione” dei bambini di Piacenza – afferma Tarasconi –: è un’operazione di click-baiting social di basso livello, costruita su informazioni false e su una ricostruzione pretestuosa di come vengono definiti i menù delle mense scolastiche».

Il sindaco sostiene che non siano la Giunta o il primo cittadino a decidere quali alimenti inserire o eliminare: i menù vengono elaborati da dietisti e medici dell’Ausl sulla base dei criteri nutrizionali e delle linee guida, considerando anche il gradimento dei bambini e le indicazioni provenienti dalle scuole attraverso le Commissioni mensa.

Tarasconi entra poi nel merito dei tre alimenti eliminati. Per la coppa sarebbero state raccolte segnalazioni sulla difficoltà di somministrazione ai bambini più piccoli e sul rischio di soffocamento; la lonza sarebbe risultata scarsamente gradita e spesso lasciata nei piatti, mentre il prosciutto cotto rientrerebbe nella normale rotazione degli alimenti.

«La religione non c’entra nulla», ribadisce il sindaco, ricordando che esistono già diete etico-religiose attraverso le quali le famiglie possono chiedere l’esclusione della carne di maiale e degli affettati. Non ci sarebbe quindi, sostiene Tarasconi, alcuna necessità di modificare il menù ordinario per rispondere alle esigenze di chi non consuma carne suina.

A sostegno della propria tesi, il sindaco cita anche Castel San Giovanni: lo stesso menù sarebbe utilizzato in altri Comuni della provincia, compreso quello amministrato da una Giunta a guida Lega. «È evidente quindi che non esiste alcuna scelta politica del Comune di Piacenza, né tantomeno un fantomatico progetto di “islamizzazione”».

Tarasconi difende infine il sostegno dell’Amministrazione alle eccellenze agroalimentari piacentine, ricordando il Premio Coppa d’Oro e il progetto del Panino 1714 con Coppa Piacentina. «Una cosa è valorizzare uno dei prodotti simbolo della nostra terra; un’altra è trasformare una valutazione tecnica su un menù scolastico in una guerra di religione. Lasciamo almeno l’alimentazione dei bambini fuori dalla propaganda politica».

La risposta di Soresi non si è fatta attendere. La capogruppo di FdI parte proprio da un video pubblicato dal sindaco nel giorno del suo compleanno: «Sommersa dalle critiche, oggi il Sindaco pubblica un video mentre festeggia il compleanno mangiando pane e coppa e ci spiega che, per quanto riguarda il menù delle mense scolastiche, lei non può decidere nulla: decide l’Ausl. Ma siamo sicuri?».

Soresi richiama quindi un precedente del 2023, quando, sostiene, dopo alcune critiche il menù delle mense venne modificato dal Comune insieme all’Ausl.

«Quindi, delle due l’una – attacca –: o nel 2023 il Comune si è preso meriti che non aveva, o oggi poteva, ma evidentemente ha ritenuto di non farlo, assumere una posizione contraria. Forse, nella foga di difendersi, il Sindaco ha dimenticato questo particolare?».

Nel dibattito interviene anche il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, che chiede il ritorno della carne suina nel menù e allarga la questione al rapporto tra alimentazione scolastica e identità del territorio.

«Esprimiamo una ferma censura per una scelta insensata, che elimina tutte le preparazioni a base di carne suina dal menù ordinario. Chiediamo al Comune e all’Ausl di spiegare pubblicamente quali valutazioni abbiano portato a questa decisione», afferma il coordinamento provinciale.

FdI sottolinea in particolare quella che considera una contraddizione rispetto alla tradizione agroalimentare piacentina, ricordando le tre Dop Coppa piacentina, Pancetta piacentina e Salame piacentino: «Dietro quei nomi ci sono imprese, lavoro, conoscenze tramandate e una parte riconoscibile della nostra storia».

Per il partito la questione assume anche un valore educativo: «La mensa può insegnare ai bambini a conoscere il territorio in cui vivono. Rispettare le esigenze alimentari di ogni famiglia è doveroso e il servizio prevede già diete per motivi medici, etici e religiosi. Non comprendiamo perché questo debba comportare la cancellazione della carne suina dal menù di tutti».

Il coordinamento interviene anche sulle spiegazioni fornite dal sindaco Katia Tarasconi, secondo cui per la coppa sarebbero emersi problemi di somministrazione ai bambini più piccoli e rischi di soffocamento, mentre la lonza sarebbe risultata scarsamente gradita. «Le ragioni riferite per l’eliminazione della coppa – replica FdI – non spiegano, da sole, perché siano scomparse anche lonza e prosciutto cotto».

Da qui la richiesta di conoscere gli atti e le motivazioni tecniche alla base del nuovo menù e di aprire un confronto con le famiglie e con il Consorzio Salumi DOP Piacentini. Fratelli d’Italia chiede infine una revisione prima dell’entrata in vigore: «Quantità, frequenze e modalità di somministrazione spettano ai professionisti competenti; l’esclusione indistinta di un’intera filiera merita invece di essere riesaminata».

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