Nuova puntata della rubrica l’Azienda del mese nata dalla collaborazione editoriale fra QuotidianoPiacenzaOnline e Confcommercio Piacenza. Come sempre il nostro giornale cerca di farvi conoscere più da vicino realtà storiche o di particolare interesse fra quelle iscritte all’associazione di strada Bobbiese
Come in ogni città, anche a Piacenza ci sono negozi e locali che, nel tempo, sono diventati sinonimo di un determinato prodotto. Parlando di tramezzini il pensiero va subito al Mirabilia, nato negli anni Settanta e specializzatosi in questo genere di sandwich “importato” grazie a Pietro Cavozzi che ne apprese l’arte in Inghilterra. Rientrato in Italia aprì il suo locale nella prima sede storica, quella di via IV Novembre, a pochi metri da piazzale Genova, esattamente nel 1978. Il nome del locale deriva proprio da quello del condominio dove era situato.
Nel 1997 ci fu il primo spostamento in viale Dante 21, più o meno di fronte agli amici e colleghi dello storico bar Dante. Esattamente dieci anni dopo il locale venne rilevato da Romina Tosi che proveniva professionalmente da tutt’altra esperienza ma fece il passo acquisendo l’azienda e le “ricette segrete”. A coadiuvarla la sorella Gigliola che, ancora oggi, è un pilastro fondamentale del Mirabilia ed era già una veterana del settore.
«Sapevo ben poco di locali ma forse vedere questa attività con gli occhi del cliente mi ha aiutata a focalizzarmi su dettagli particolarmente apprezzati dalla clientela. È stato invece determinante l’apporto di mia sorella.»
Proprio nell’anno del passaggio di consegne, il 2007, il Mirabilia entrò fra i locali segnalati dal “Gambero Rosso”, dove ancora si trova, edizione dopo edizione.
«È il riconoscimento di una continua ricerca della qualità delle materie prime impiegate, come il prosciutto crudo di Parma 24 mesi, con particolare attenzione ai prodotti a km zero come la maionese da uova di galline allevate a terra di SalsaNatura, il prosciutto cotto San Giovanni di Capitelli, le DOP piacentine dei salumi, il caffè Musetti e le migliori pasticcerie locali per garantire ai nostri clienti una colazione di qualità ed esaltare il nostro territorio. Ricordo che siamo l’unico locale a Piacenza citato dalla Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso.»
Dall’inizio a oggi sono mutate anche le richieste e le esigenze della clientela?
«Oggi la clientela è molto più consapevole rispetto al passato, soprattutto per la qualità del prodotto, e si dimostra particolarmente attenta al servizio e alla pulizia del locale, soprattutto dei servizi igienici che per me sono una vera e propria fissazione.»
Qual è la vostra clientela di riferimento, se ne avete una specifica?
«La nostra clientela è costituita prevalentemente da coppie e famiglie, ma non mancano studenti e giovani, anche se il nostro non è un locale serale: chiudiamo alle 20 per non arrecare disturbo al condominio che ci ospita. Importante è pure il canale aziende dove ci chiamano spesso per le pause pranzo o i coffee break. Se poi volete vedere il Mirabilia al massimo regime di giri, dovete venire la Vigilia di Natale dove i nostri tramezzini, ma ultimamente anche i panettoni gastronomici sono diventati una tradizione irrinunciabile per centinaia di famiglie piacentine.»
Quelli attuali sono tempi difficili o, essendo il vostro un locale avviato, non subite contraccolpi?
«Assolutamente il periodo della pandemia del 2020 è stato il periodo più traumatico della mia vita, ma il pensiero per chi non ce l’ha fatta – e non intendo economicamente – mi faceva sentire anche allora una privilegiata. Stiamo un po’ soffrendo, come tutti, il costo dell’energia e l’aumento delle materie prime ma quest’anno non abbiamo applicato aumenti di prezzi.»
Tra l’altro proprio nel periodo del Covid, nel 2020, vi siete spostati nell’attuale sede sulla rotonda di viale Dante.
«Lo spostamento nell’attuale locale con un investimento piuttosto importante è stata una decisione un po’ folle maturata durante il lockdown, ma fino ad oggi la clientela ci sta premiando dimostrando di apprezzare molto la nuova location, più moderna ma elegante: ci dicono che sembra di essere a casa.»
Quali sono i tramezzini “iconici” del Mirabilia, i vostri best seller?
«In assoluto i più richiesti sono gli storici “uovo e tonno” e “cotto e funghi”, ma dal 2020 ho inserito i “Piacentini” che hanno ingredienti tipici del nostro territorio come il pluripremiato Prosciutto Cotto San Giovanni di Capitelli che sta riscuotendo molto successo.»
Il tramezzino è un genere che continua ad aver successo?
«Con grande sorpresa, anche mia, è diventato un prodotto “continuativo” e addirittura in continua crescita, nonostante le nuove abitudini alimentari che soddisfiamo con l’introduzione di pane integrale e la serie dei “Leggeri” con ingredienti ipocalorici e proteici.»
Oltre a lei, che è titolare, quante altre persone lavorano al Mirabilia?
«Ad oggi ho 7 dipendenti, compresa mia sorella Gigliola: una vera e propria piccola azienda.»
Ormai sono passati diciannove anni. La sua è stata una scelta ragionata o potremmo definirla coraggiosa e un po’ incosciente?
«Fare l’imprenditore, fare impresa, lo dice lo stesso termine: è un’impresa! Bisogna avere il coraggio di rischiare di mettersi in gioco, mettendo in secondo piano la vita privata, le ferie, le passioni… soprattutto all’inizio quando si assumono impegni. Nel mio caso, ho presentato un business plan alla mia banca e ci hanno creduto, hanno finanziato l’intera operazione. Per questo dico spesso che bisognerebbe agevolare l’accesso al credito per i giovani che potrebbero costruire il proprio futuro anche senza il posto fisso.»
Come fa a conciliare un lavoro con la famiglia?
«Mio marito (Nicola Domenegheti, ndr) è di supporto “esterno” e comprende perfettamente l’impegno totalizzante di un locale come il Mirabilia. Dopo di noi nessuno? Le aziende ci sopravvivono, devono continuare a mantenere e creare nuovi posti di lavoro, sono certa che il Mirabilia ci sarà per sempre.»
Le rimane un po’ di tempo libero o è sempre “dietro al bancone”?
«Tempo libero poco perché i problemi sono quotidiani, un’azienda è una fabbrica di problemi… ma da qualche anno sono riuscita a tornare a dedicarmi all’attività fisica che è la mia grande passione.»
Siete recentemente diventati Bottega storica. Un riconoscimento che vi ha fatto piacere?
«È stato un traguardo che voglio condividere con la famiglia Cavozzi cui va il merito di aver fondato il Mirabilia. Io ne ho raccolto il testimone “solo” da 19 anni…»
In azienda, ma anche a casa, chi comanda?
«Al Mirabilia decido io confrontandomi sempre con mia sorella Gigliola. Per quanto riguarda casa dovreste chiedere a mio marito … ma lo sa come sono le donne imprenditrici…»
Come vedete il futuro? Ha progetti o sogni nel cassetto?
«Il mio progetto è mantenere alti qualità, servizio e pulizia al Mirabilia che sono i nostri punti di forza. Il sogno è di stare bene, in serenità e lo auguro a tutti i piacentini che ogni giorno ci manifestano il loro apprezzamento frequentando il nostro locale.»




