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HomeAttualitàNuova segnaletica turistica, Papamarenghi: “L’Amministrazione ha ignorato le prescrizioni della Soprintendenza”

Nuova segnaletica turistica, Papamarenghi: “L’Amministrazione ha ignorato le prescrizioni della Soprintendenza”

Le associazioni di categoria economiche di Piacenza avevano proposto un progetto di segnaletica turistica “storico-artistico-culturale” giudicato valido, ma, secondo Jonathan Papamarenghi, il lavoro dell’Amministrazione comunale ha compromesso il risultato. Totem e pannelli informativi sono stati installati e rimossi dopo poche ore, poiché collocati in contrasto con le prescrizioni indicate dalla Soprintendenza nell’“Autorizzazione con prescrizioni” rilasciata al Comune.

Papamarenghi denuncia scelte errate che hanno provocato danni e deturpazioni: trapani e percussioni hanno forato lastre in pietra della monumentale Piazza Cavalli e del podio dell’ex Casa della GIL, sede del Liceo Respighi; pannelli sono stati collocati ostruendo la visuale sui monumenti; alcuni totem hanno impedito l’utilizzo dei marciapiedi, come quello di Piazza Duomo accanto all’Antica Salumeria Garetti.

“Non è più ammissibile che Piacenza sia amministrata con tanta leggerezza – sottolinea Papamarenghi – Il funzionario della Soprintendenza aveva richiesto al Comune di comunicare in anticipo l’inizio dei lavori, per permettere un controllo sugli interventi, ma a quanto mi risulta nemmeno questa comunicazione è stata fatta”.

Il consigliere segnala inoltre problemi di contenuto: le informazioni turistiche e culturali presenti sui pannelli sarebbero state redatte senza il coinvolgimento di soggetti rappresentativi del mondo della cultura piacentina e probabilmente nemmeno degli uffici comunali, con didascalie approssimative e dati errati, come di fronte alla Casa del Mutilato e Invalido di Guerra.

Da progetto era prevista anche la sostituzione dei totem storici a lato dei cavalli del Mochi con pannelli di tipo Autogrill, un intervento che Papamarenghi critica duramente, sottolineando che l’operazione, costata 120.000 euro, deturpa monumenti storici e celebra in modo discutibile i 400 anni dei cavalli del Mochi.

“Il Comune non può scaricare la responsabilità su chi ha eseguito i lavori – conclude Papamarenghi – il committente è il Comune, che doveva vigilare e aveva piena conoscenza dei progetti e delle installazioni. Disattendere disposizioni a tutela del patrimonio è punibile secondo il Codice penale. Per questo ho predisposto un’interrogazione, affinché si faccia chiarezza e si proceda con maggiore rispetto per la nostra città”.

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