«Gli italiani sono risparmiatori incredibili ma poi il denaro lo tengono parcheggiato sui conti correnti. È proprio per cercare i motivi di questo comportamento che ci è venuta l’idea, anche grazie allo stimolo di Simone Bini Smaghi, di scrivere con Mauro Meazza il nostro terzo libro sul tema risparmio/investimento che prende spunto dagli ascoltatori della nostra trasmissione (Due di denari su Radio24, ndr): li abbiamo invitati a raccontarci i motivi per cui sono portati a scegliere di non scegliere». Così Debora Rosciani ha spiegato la scintilla che ha dato origine al volume edito da Il Sole24ore “Investire perché. Guida per i risparmiatori indecisi”, presentato al PalabancaEventi per iniziativa di Banca di Piacenza e Arca Fondi SGR.
Pietro Boselli, vicedirettore generale dell’Istituto di credito di via Mazzini, ha dato il benvenuto ai relatori (la stessa autrice e il dott. Bini Smaghi, vicedirettore generale e responsabile Direzione commerciale di Arca Fondi SGR) e al pubblico che ha affollato Sala Corrado Sforza Fogliani, ricordando l’attenzione della Banca per l’educazione finanziaria, l’importanza di intercettare i giovani «attraverso un approccio graduale fondato sul rapporto di fiducia già creato a livello famigliare» e il ruolo chiave dei consulenti finanziari «che all’interno della Banca devono confrontarsi di continuo per dare ai clienti risposte omogenee».
Il dott. Bini Smaghi ha sottolineato il grande seguito goduto dalla trasmissione Due di denari e sollecitato l’autrice sul tema prendendo spunto dai vari capitoli del libro. «Educazione, emotività e rischio – ha argomentato il vicedirettore generale di Arca Fondi – sono tre tasselli da affrontare per arrivare a una buona pianificazione finanziaria dei tuoi investimenti, facendoti aiutare da un consulente professionista».
«Non so nulla e neanche mi impegno a conoscere e a cercare chi mi possa aiutare», questo l’atteggiamento dell’italiano medio rappresentato dalla giornalista di Radio24, che ha posto l’accento sul fatto che il tema dell’educazione finanziaria sia mal posto: «La gente pensa che debba rimettersi a studiare, invece l’informazione serve a capire i nostri bisogni, perché per le soluzioni tecniche ci sono i professionisti. Il problema è che c’è sfiducia, figlia anche di alcuni casi di risparmio tradito. Bisogna però sapere che alla lunga l’ignoranza si paga. Chi invece si convince di allocare il risparmio e comincia a fare scelte, si rende conto che conviene». Riguardo l’emotività, è stato sottolineato come la paura non aiuti il risparmiatore a intraprendere un percorso di avvicinamento alla costruzione di un portafoglio: «Spesso – ha rimarcato Rosciani – sugli investimenti scatta l’ossessione di andare continuamente a guardare l’andamento, ma soprattutto per quelli a lunga durata va considerato che il tempo è il nostro grande alleato e che è sbagliato e costoso disinvestire al primo segno meno, perché sul medio termine le cose si sistemano sempre».
Per quel che si riferisce al rischio («un po’ c’è sempre») l’autrice ha spiegato che «gli ascoltatori non se ne vogliono assumere nessuno investendo, soprattutto se hanno capitali ridotti. Ma è proprio quando si ha poco che è ancor più necessario rivolgersi a un professionista, diffidando da chi promette guadagni troppo alti. Un altro problema è che siamo portati a raccontare ai consulenti un decimo della nostra storia patrimoniale e questo non aiuta. Di pari passo alla paura del rischio, viaggia la pigrizia: si preferisce lasciare i soldi sul conto corrente, non considerando che con l’inflazione il potere d’acquisto del nostro denaro si erode».
Altri due argomenti affrontati nel libro, i giovani e le donne: «I giovani vanno accompagnati nelle tante sfide che devono affrontare sul lavoro e con la futura pensione» (Bini Smaghi); «se affrontati nella maniera giusta, utilizzando il loro linguaggio, i giovani sono capaci di sorprenderci. Certo di questi temi spesso in famiglia si fa una narrazione sbagliata e ciò li condiziona» (Rosciani).
Rispetto al rapporto tra le donne e i soldi, Debora Rosciani le ha consigliate «di occuparsi della loro vita finanziaria, anche perché le aspettative di vita sono più alte rispetto agli uomini (85,5 anni contro 81,4)» e ha osservato come vada vinta la pigrizia di lasciar fare al partner: «Essere indipendenti – ha concluso – è fondamentale per conquistare una solidità che ti permetta di affrontare i momenti di difficoltà».
Agli intervenuti è stato riservato il volume e l’autrice si è volentieri prestata al rito del firmacopia.