Sono numerose le reazioni alla notizia che Quotidiano Piacenza Online ha dato, questa mattina 1 aprile 2026, in esclusiva mondiale, ossia la scoperta di un vasto giacimento di petrolio in piazza Cittadella. Sui social tanti piacentini esprimono il proprio parere, alcuni scettici rispetto ad una storia che sembra uscita “fresca fresca” dall’acquario, altri brindano all’idea che la nostra città sia seduta su una vera e propria miniera d’oro nero. Anche sul fronte politico si registrano le prime reazione. Se per il momento da Palazzo Mercanti non arriva alcuna nota ufficiale il Consigliere di Fratelli d’Italia presso l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Giancarlo Tagliaferri, con la sua consueta puntualità, ha voluto esprimersi sull’incredibile ritrovamento con una lettera al direttore che pubblichiamo di seguito.
« Gentile Direttore,
confesso che, leggendo la notizia del presunto ritrovamento di un giacimento di petrolio in piazza Cittadella, il primo pensiero non è stato di entusiasmo, ma di prudenza. Non tanto per la scoperta in sé – che, se confermata, proietterebbe Piacenza direttamente tra Houston e il Mare del Nord – quanto per la data: 1° aprile.
E tuttavia, leggendo i dettagli, qualche dubbio rimane. Perché, a ben vedere, la vicenda sembra perfettamente in linea con ciò che da mesi accade attorno a quel cantiere: scavi che si aprono e si fermano, annunci che si rincorrono, iter che si complicano, decisioni che sembrano emergere più per stratificazione che per pianificazione.
Ora scopriamo anche il petrolio.
Viene quasi da chiedersi se non si tratti, più che di “oro nero”, della naturale evoluzione di una gestione che ha già conosciuto qualche inciampo: un parcheggio sotterraneo partito tra promesse e aspettative, poi arenatosi tra difficoltà tecniche e vicende giudiziarie; un centro storico che attende risposte strutturali su viabilità e accessibilità; una comunicazione amministrativa che, troppo spesso, arriva a posteriori invece che accompagnare le scelte.
E allora sì, forse il petrolio c’è davvero. Magari non sotto forma di greggio “Brent”, ma come simbolo perfetto di una situazione che, invece di chiarirsi, tende a diventare sempre più densa, opaca, difficile da decifrare.
Colpisce, in questo quadro, l’entusiasmo che trapelerebbe da Palazzo Mercanti. Comprensibile, certo: dopo mesi di criticità, qualsiasi notizia positiva – anche la più sorprendente – può sembrare una svolta. Ma governare una città non può ridursi a confidare in colpi di scena.
Serve programmazione. Serve chiarezza. Serve soprattutto rispetto per una comunità che chiede risposte concrete, non narrazioni suggestive.
Per questo, più che celebrare una scoperta tutta da verificare, sarebbe utile che l’Amministrazione comunale facesse finalmente luce su ciò che è certo: tempi, costi, stato reale dei lavori, prospettive del cantiere.
Il resto – petrolio compreso – lo lasciamo volentieri alla fantasia del primo aprile. Anche se, a Piacenza, ormai non sempre è così facile distinguere.
Con osservanza,
Giancarlo Tagliaferri».




