Avrebbe dovuto scontare poco più di due anni agli arresti domiciliari per una condanna legata allo spaccio di droga, ma avrebbe sfruttato le ore di libertà concesse per continuare a vendere stupefacenti. Per questo un 27enne residente a Piacenza è stato arrestato ieri mattina, 31 marzo 2026, dai carabinieri della Stazione Levante, che hanno dato esecuzione all’ordinanza di revoca della misura alternativa emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia. Il giovane è stato portato nel carcere delle Novate.
La detenzione domiciliare gli era stata concessa dopo un arresto in flagranza nell’agosto 2025, quando era stato fermato appena dopo una cessione di cocaina e trovato in possesso di contanti; nella perquisizione successiva i militari avevano recuperato oltre 12mila euro, segno di un’attività già allora tutt’altro che occasionale.
Nonostante il beneficio ottenuto, secondo gli investigatori il 27enne non avrebbe interrotto il giro di spaccio. Poteva uscire di casa solo in fasce orarie determinate e per esigenze essenziali all’interno del territorio comunale, ma proprio in quelle finestre sarebbe tornato a muoversi per cedere droga. Il 6 marzo 2026 è stato nuovamente denunciato: i carabinieri lo hanno sorpreso mentre consegnava cocaina e hashish, nascosti in due involucri dentro un pacchetto di sigarette, a un uomo in un cortile condominiale. Altri consumatori abituali hanno poi riferito agli investigatori di aver acquistato stupefacenti da lui anche dopo l’applicazione della misura.
I controlli hanno inoltre accertato che il giovane, invece di utilizzare i permessi per motivi di vita o per cercare lavoro, frequentava una sala slot. Di fronte a queste violazioni, il Magistrato di Sorveglianza ha stabilito che non esistevano più i presupposti per mantenere la misura alternativa: la detenzione domiciliare è stata revocata e trasformata in pena detentiva. Le ore di libertà, che avrebbe impiegato per continuare a spacciare, gli sono così costate il ritorno dietro le sbarre.




