La Consulta Ambiente e Territorio prende posizione sul percorso partecipato avviato per la progettazione di Piazza Cittadella, con un documento consegnato il 31 marzo 2026 alla società incaricata Arcadis, in cui emergono chiaramente dubbi e critiche verso le scelte dell’amministrazione Tarasconi. Secondo la Consulta, un percorso partecipativo realmente efficace richiede fiducia e rispetto tra le parti, prerequisiti che, a giudizio dei membri della Consulta, in questa vicenda sono stati sistematicamente disattesi. La lunga storia della piazza, iniziata ben prima della stipula del contratto del 2012, è stata segnata da decisioni prese in maniera «muscolare», impermeabili a qualsiasi argomentazione di sostanza o sollecitazione critica, con rapporti difficili con il concessionario e una gestione che ha prodotto uno stallo costoso e prevedibile.
La Consulta denuncia il paradosso di un Comune che, pur di salvaguardare il concessionario, si è trovato a schierarsi contro i cittadini stessi nel ricorso promosso da Legambiente e da undici residenti per difendere le 15 grandi alberature esistenti. «Non c’è alcuna disponibilità al riconoscimento di legittimità ai dubbi e alle obiezioni che cittadini e associazioni da anni cercano meritoriamente di rappresentare», scrivono i membri della Consulta, sottolineando come la disponibilità alla partecipazione sia apparsa più come un atto di liberalità che come un reale tentativo di confronto. Viene inoltre ricordato come il cosiddetto degrado dell’ex autostazione fosse risolvibile con una ristrutturazione leggera e poco costosa, e come fosse assolutamente necessaria una ricognizione tramite georadar dei materiali archeologici esistenti nel sottosuolo, aspetti fondamentali finora trascurati.
Nel documento, la Consulta ribadisce la necessità di cancellare definitivamente il progetto del parcheggio interrato, spostando la sosta in aree alternative già segnalate, come l’ex laboratorio Pontieri (circa 430 posti auto) o il cortile interno dell’ex caserma Nino Bixio (circa 50 posti auto), e di pianificare soluzioni di lungo periodo. Tra queste, l’esproprio dell’area SI.AL. (circa 350 posti auto) e dell’area tra via del Pontiere e il tiro a segno (circa 1.000 posti auto), con collegamenti tramite navette elettriche. È inoltre fondamentale ricostituire il verde e le alberature, garantendo la permeabilità di gran parte dell’area e la protezione dal surriscaldamento urbano, e pedonalizzare almeno il tratto di via Cittadella compreso tra via Gregorio X e via Baciocchi, destinando gli spazi antistanti la scuola Mazzini ad attività didattiche e accoglienza degli studenti.
La Consulta sottolinea anche la necessità di un progetto unitario fra Piazza Cittadella e Piazza Casali, in coerenza con le prescrizioni della Sovrintendenza, e segnala che la ristrutturazione dell’ex caserma Nino Bixio e la destinazione dei locali del mercato coperto rionale potrebbero offrire opportunità significative per rivedere la funzione complessiva dell’area. Infine, i membri della Consulta chiedono esplicitamente che venga prevista una fase interlocutoria con Arcadis, in modo che i partecipanti possano formulare osservazioni e proposte integrative su una prima bozza di progetto.
Nel corso del confronto è emerso inoltre che qualsiasi soluzione di parcheggio temporaneo nell’ex caserma Nino Bixio e nell’ex laboratorio Pontieri non può prescindere dalla conoscenza pubblica e trasparente degli accordi fra Comune, Ministero della Difesa e Agenzia del Demanio. Senza questo elemento, avverte la Consulta, «anche l’impegno della società incaricata alla progettazione rischia di essere privo di un elemento determinante».
In sintesi, il documento della Consulta appare come una presa di posizione netta, che denuncia gli errori e le contraddizioni dell’amministrazione Tarasconi e fissa le linee per un recupero della piazza che tenga conto non solo delle esigenze funzionali e di sosta, ma anche della sostenibilità ambientale, del verde urbano e della sicurezza dei cittadini.
Piazza Cittadella. La Consulta attacca l’amministrazione Tarasconi: «Percorso partecipativo tardivo e insufficiente»
La Consulta Ambiente e Territorio boccia le scelte del Comune e chiede soluzioni urgenti per verde, mobilità sostenibile e sicurezza degli studenti
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