Diventa sempre più intricata e politicamente imbarazzante per il ministro Adolfo Urso e per il governo Meloni la vicenda del commissariamento di Terrepadane deciso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy su basi alquanto discutibili.
E’ quanto emerge da un comunicato stampa diffuso dal consorzio piacentino in cui viene svelato come il mondo della cooperazione si sarebbe espresso a maggioranza contro la nomina del commissario: nonostante questo il dicastero guidato dall’esponente di Fratelli d’Italia avrebbe invece sposato la linea della parte minoritaria, guidata da Confagricoltura.
«Quattro delegati su sei, che rappresentano la maggioranza del mondo della cooperazione italiana, hanno espresso parere contrario alla nomina del commissario per Terrepadane».
E’ quanto scrive il consorzio piacentino che prosegue «Emerge la verità sulle vicende che hanno portato al commissariamento del Consorzio, poi immediatamente sospeso dal Presidente del Tar Parma in attesa dell’udienza che si terrà il 30 agosto.
Nei giorni scorsi Terrepadane è finalmente venuta in possesso del verbale del Comitato centrale delle Cooperative riunitosi al Ministero delle Imprese e Made in Italy il 24 luglio scorso per esprimere il parere sulla proposta di commissariamento formulata dai dirigenti del Ministero.
Nel verbale si legge che i delegati delle principali Centrali Cooperative hanno fortemente contestato la legittimità della proposta di commissariamento, rilevando numerose irregolarità negli atti del Ministero e opponendosi alla strumentalizzazione dei poteri di ispezione.
Le associazioni più rappresentative del movimento cooperativo italiano (Confcoop, Lega Coop, Anci e Unione Nazionale Cooperative Italiane), hanno bocciato il commissariamento, con 4 voti su sei.
È peraltro la prima volta che il Ministero dispone il commissariamento di una cooperativa nonostante il voto contrario del Comitato Centrale, ad ulteriore dimostrazione dell’assoluta anomalia della vicenda.
I fatti smentiscono quindi la nota di Uecoop (Coldiretti), così come riportata il 25 luglio scorso sul quotidiano “Libertà”, secondo cui il Comitato Centrale si sarebbe espresso a favore del commissariamento.
La diffusione di tale notizia inveritiera – conclude Terrepadane – avvenuta oltretutto prima ancora della stesura del verbale e poco prima dell’udienza del 3 agosto scorso ove si discuteva il ricorso presentato da alcuni soci al Tribunale delle Imprese di Bologna contro l’assemblea del 4 luglio 2023, si aggiunge al lunghissimo elenco di gravi scorrettezze condotte a danno del Consorzio.
Terrepadane ribadisce in ogni caso il proprio impegno a tutelare presso ogni sede gli interessi della società e dei suoi soci».




