Nuovo ping pong politico fra minoranza ed opposizione. Questa volta protagonisti del batti e ribatti sono l’assessore alla partecipazione Serena Groppelli e l’ex assessore Luca Zandonella, consigliere comunale della Lega. Ieri avevamo pubblicato la prima puntata di questo confronto con l’assessore Groppelli che rispediva al mittente le accuse sollevate da Zandonella. Oggi il consigliere leghista ribatte con una nota che pubblichiamo integralmente.
“Le legittime dichiarazioni dell’assessore Groppelli sull’incarico affidato in via diretta (anche questa volta come con il tristemente noto “sondaggio sulla sicurezza”) alla cooperativa Poleis meritano chiarimenti essenziali affinchĂ© i cittadini possano farsi un’idea ancora piĂą precisa sull’argomento. Chiarimenti che non sarebbero stati necessari se l’assessore non avesse fatto un racconto autocelebrativo, con una descrizione del livello di partecipazione attuale che corrisponde piĂą ad una favola che alla realtĂ che stiamo vedendo. Del resto anche diversi consiglieri di maggioranza, oltre che numerose associazioni che hanno voglia di partecipare alla vita pubblica, hanno una precisa opinione, non positiva, sul reale livello di partecipazione di questo mandato amministrativo rispetto alle promesse del 2022.
Ma veniamo ai chiarimenti:
- La favoletta della “cittĂ pilota” a livello regionale è gonfiata in modo autocelebrativo, in quanto non c’è nessun atto amministrativo che dica questo.
L’amministrazione ha partecipato a un bando ed il progetto è rientrato tra quelli finanziati, senza bisogno di autoincensarsi.
Raccontarlo come un premio alla “capacità di innovare” è un artifizio comunicativo che insulta l’intelligenza dei piacentini.
Se rientrare tra i soggetti finanziati per ogni bando diventa “un’investitura”, allora potremmo rinominarlo assessorato “alla fantasia”, non alla partecipazione.
2. Il progetto viene raccontato come una rivoluzione – di cui tra l’altro ho il forte sospetto che in pochi se ne accorgeranno – ma basta leggere l’oggetto dell’affidamento per ripristinare la realtĂ dei fatti: “Servizio di supporto amministrativo, redazionale e gestionale per il Regolamento della Partecipazione”. Parlano gli atti in modo molto chiaro.
3. Individuare un soggetto esterno per un regolamento è una scelta politica, non una necessitĂ : non c’era nessun obbligo di investire 60mila euro a suo favore e, tra l’altro, nulla cambia se queste risorse siano in parte regionali.Â
Sono sempre soldi pubblici che provengono dalle tasche dei cittadini e che meriterebbero una gestione oculata.
La realtà è che si è scelto di esternalizzare quello che si poteva fare internamente. L’esempio concreto del Regolamento degli Orti Urbani, approvato nello scorso mandato con una stesura completamente da zero – e non con un aggiornamento come nel caso attuale – ne è una prova lampante: parte tecnica e politica avevano collaborato con i cittadini organizzando momenti di confronto sul campo, arrivando poi alla redazione del regolamento e conseguente approvazione, senza inutili costi esterni. Quando non si hanno idee chiare e non si ha il coraggio politico di scegliere, la tentazione è comprarselo all’esterno.
4. Arrivati ormai alla parte finale del mandato, si sente ancora parlare di “laboratori” e “modelli” per arrivare a prendere delle decisioni. E’ un insulto al buon senso di chi tiene veramente alla partecipazione, che non si costruisce a fine mandato, ma all’inizio.
Partire ora significa una cosa sola: serve una narrazione in merito per chiudere la legislatura, ma i piacentini hanno giĂ visto in questi oltre 3 anni quanto importi all’amministrazione del loro parere.Riassumendo, quando si spoglia il comunicato dell’Assessore dal linguaggio altisonante, rimane:
• un consueta partecipazione ad un bando trasformato in epopea;
• un aggiornamento di un regolamento spacciato per rivoluzione;
• consulenti esterni profumatamente retribuiti al posto di una guida politica interna che lavora con gli uffici.Infine, per trasparenza, è doveroso che i piacentini sappiano nei dettagli a chi è stato affidato l’incarico da parte dell’amministrazione Tarasconi: dal sito web di Legacoop Emilia Romagna risulta che la “Poleis SocietĂ Cooperativa” ha come presidente il Sig. Vainer Merighi, giĂ assessore in una giunta di centrosinistra a Ferrara e fondatore nel 2021 di “Campo Democratico”, dove è per tutti facile immaginare la collocazione a livello politico. I piacentini possono dunque farsi, in piena autonomia, un’idea degli affidamenti diretti che la giunta Tarasconi sta compiendo.”



